COMUNE BOLOGNA. MAGGIORANZA IN TILT, LITE PD-SEL SU ATC-FER

FUSIONE IN BILICO; ZACCHIROLI: VENDOLIANI NON HANNO IDEA GOVERNO

(DIRE) Bologna, 28 nov. – Dopo il caso People mover e quello sulla fondazione Cineteca, la maggioranza di centrosinistra che governa Palazzo D’Accursio va in tilt anche sulla fusione Fer-Atc. Alla fine il Pd e’ riuscito a fare ammettere la delibera al Consiglio comunale del pomeriggio, ma questa mattina in commissione Affari istituzionali si e’ assistito a qualcosa che appare ben piu’ di un incidente di percorso. Tutto comincia quando il collegio dei revisori dei conti del Comune di Bologna, con cui era in programma la riunione, ha annunciato di non aver potuto esprimere alcun parere sulla fusione, visti i tempi a disposizione. “Un altro ‘marone'”, sbotta lontano dai microfoni un consigliere comunale Pd. Della giunta non c’e’ nessuno in sala Imbeni e le obiezioni di grillini e Pdl sono sempre piu’ incalzanti.

Cosi’ quando il berlusconiano Lorenzo Tomassini (Pdl) chiede la sospensione della delibera scoppia il parapiglia. Viene chiamato il capogruppo Pd, poi l’assessore Matteo Lepore (un altro assessore, Andrea Colombo, arrivera’ solo a cose fatte).

Tutto inutile: al voto sulla mozione d’ordine Sel si astiene e finisce in parita’, 12 a 12, solo perche’ il Pdl Patrizio Gattuso e’ fuori a telefonare. Per la verita’ anche un irritato Angelo Marchesini (Pd) e’ uscito dall’aula facendo mancare il voto. Ma il pareggio in commissione e’ un inedito, quindi viene chiamato il segretario generale Uguccioni. “Lo dicevo che il problema e’ Sel – fa intanto notare ai cronisti il Pd Benedetto Zacchiroli – E’ il partito degli astenuti. Non hanno idea di cosa significa il governo”. La segreteria dirime la questione cosi’: la sospensione non e’ approvata, ma la seduta prosegue.

E’ allora Stefano Aldrovandi a tentare il colpaccio: presenta un’altra mozione d’ordine, per congelare la delibera finche’ non sara’ giunto il parere dei revisori dei conti del Comune (“ma noi non siamo tenuti a dare alcun parere”, fanno sapere nel frattempo) e quello del collegio sindacale di Atc. Ma nel frattempo, complice anche una certa melina democratica, sono arrivati i rinforzi Pd e nonostante gli annunci (“stavolta votiamo a favore”) alla fine il gruppo Vendola-Frascaroli non si unisce all’asse Pdl-Lega-M5s-Aldrovandi e si astiene ancora. La delibera passa per un soffio, ma passa.

“Si e’ assunto la responsabilita’ il collegio dei revisori, non potevamo sospendere la fusione in attesa ad un parere che non sappiamo se arrivera’. Speriamo che l’assessore- confida Lorenzo Cipriani di Sel- chiarisca in Consiglio i dubbi posti”.

Ma ne segue un battibecco piuttosto acceso coi colleghi democratici. Maurizio Ghetti lo chiama un po’ rudemente “Ponzio pelato” e lui reagisce duro: “Ragionare e’ diventato problematico nel Pd del 2011”, constata. Poi lo stesso Cipriani assicura che non e’ tanto un problema politico, quanto “sul ruolo dei consiglieri comunali e sulle responsabilita’ che si prendono”. In effetti, per provocare i colleghi della maggioranza, Aldrovandi aveva diviso l’apporto Atc alla fusione, 47 milioni, per il numero dei consiglieri Pd che si assumeranno la responsabilita’ del voto: “Fanno piu’ o meno un paio di milioni a testa”. Per il grillino Marco Piazza quelli del centrosinistra “non ci sono piu'”. Stessa diagnosi da Tomassini: “A sei mesi dal voto hanno gia’ perso Sel e anche il Pd e’ diventato un’armata Brancaleone”.

(Bil/ Dire)

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