People Mover, è guerra di cifre

Comitato e Comune a confronto in commissione

da L’Informazione del 2 dicembre 2011

I dati che portano sono diversi, così come le considerazioni, e alla fine il comitato No People mover rimane convinto che l’opera non sia sostenibile, e il Comune, invece, che si tratti di una infrastruttura strategica, diversa e complementare all’Sfm. Con i dubbi che aleggiano ancora nell’aria, pure in una parte del Pd. È un balletto di cifre l’udienza conoscitiva del comitato ieri in Comune a Bologna, con numeri che contrappongono amministrazione e comitati e che fanno dire al consigliere Pd Maurizio Ghetti, convintissimo sostenitore dell’opera, che «è necessaria un’ulteriore udienza conoscitiva con Marconi Express e con Sab prima della pausa natalizia». In commissione, coi grillini e
il Pdl che non si muovono dalla loro posizione contraria, tornano ancora alcuni dubbi e timori da parte di Sel che, per voce di Lorenzo Sazzini, teme che un impegno di Atc e Fer (a breve fuse in un’unica azienda) sul People mover tolga potenziali risorse all’Sfm. Su questo è l’assessore alla Mobilità Andrea Colombo a replicare che il People mover nasce «come un’opera che si sostiene da sola», mentre il trasporto pubblico locale, che è per sua natura in perdita, ha bisogno di finanziamenti pubblici: «Sono cose diverse».
E ancora, riguardo all’ingresso dei potenziali soci privati, l’assessore chiarisce che il nuovo piano economico finanziario «sarà a punto per gennaio», e che allora si potranno avere delle novità.
Un altro dato che Colombo porta a sostegno della tesi che l’Sfm non sia competitivo come la monorotaia nemmeno riguardo all’utenza del territorio è che «solo il 15% degli utenti del Marconi arriva dalla provincia, il 45% arriva dalla città», e il resto dunque, dall’Emilia-Romagna o da altre regioni. Qui è la consigliera Sel Cathy La Torre a dire che «certi numeri andavano dati prima, perchè è importante tarare la domanda», anche per sedare le paure di molti.
Il dirigente della Mobilità Cleto Carlini torna sul numero di passeggeri. I calcoli del Comune dicono che «la capacità oraria del mezzo è di 420 passeggeri per direzione che si moltiplicano per le ore di punta, dunque per otto, e per 365 giorni all’anno. A questi si aggiungono 210 passeggeri per direzione all’ora nelle ore di morbida (che sono 10) per 365 giorni all’anno. Risultato, 1,900 passeggeri circa che va moltiplicato per le due direzioni, quindi 3,986 milioni di passeggeri all’anno». Se lo stesso calcolo si facesse con una capacità del mezzo di caricare 30 o anche 25 persone per volta, come dice il comitato, insomma, si resterebbe sopra il milione di passeggeri necessari per rendere economicamente sostenibile l’opera.
Per sciogliere tutti i dubbi, il segretario Cgil Danilo Gruppi suggerisce invece di «decidere rapidamente di dare luogo all’istruttoria pubblica per consentire una volta per tutte di mettere tutte le carte sul tavolo».

 

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