LE DOMANDE CHE CI DOBBIAMO FARE

Nel giorno dell’Epifania, con i nostri palloni e uno striscione dedicato, porteremo davanti a Palazzo d’Accursio in Piazza Maggiore un sacco di carbone per il Presidente Vasco Errani, per manifestargli il nostro dissenso sulla gestione della vicenda People Mover, cui vengono dedicati da parte della Regione ben 27 milioni di fondi pubblici che potrebbero avere più utile destinazione.

Il People Mover quale adesso lo conosciamo nasce, sindaco Cofferati, con un primo bando andato deserto, riproposto immediatamente con agevolazioni come il prolungamento del periodo di gestione e la presa in carico da parte del Comune della cifra derivante dall’eventuale (sicuro) non raggiungimento del numero di passeggeri e quindi del ricavo previsto da parte del gestore.

La “gara” fu vinta dal Consorzio Cooperative Costruzioni, azienda che non si è mai occupata di trasporti, e infatti l’Atc è stata immediatamente coinvolta a mezzo di patti parasociali e senza alcuna trasparenza nella compagine societaria della Marconi Express che dovrebbe gestire il People Mover, e questo, fino a far pesare in pochi anni interamente sul pubblico il rischio di impresa.

Perché chi governa la città e la regione afferma con pervicacia che il progetto People Mover deve essere completato, anche se più si esaminano a fondo tutti gli aspetti, da quello contrattuale a quello sulla sostenibilità finanziaria a quello sulla valenza del mezzo prescelto, si evidenzia sempre di più l’incapacità del sistema di soddisfare la ragione stessa per cui è stato creato?

E tutto questo dopo la devastante esperienza del Civis, creatura di Guazzaloca ben presto entusiasticamente adottata dalle successive amministrazioni, esperienza che pensavamo avesse insegnato qualcosa, anche perché molte persone coinvolte nella vicenda, alle quali auguriamo di poter dimostrare la loro estraneità a episodi di corruzione, di falso in atti pubblici e di frode in appalto, già sopportano le conseguenze di una sottovalutazione delle problematiche connesse.

Purtroppo la coazione a ripetere errori già visti è evidentemente insopprimibile e allora riteniamo sia legittimo porci delle domande sulla ragione di tanta cecità che porta Comune Provincia e Regione a sperperare 120 milioni di euro di denaro pubblico per un’opera che sarà già superata anche se dovesse essere finita, eventualità fantascientifica, nei tempi previsti.

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