E’ la fine del Civis, Tper decide la rescissione del contratto

Potrebbe avere un impatto sulle casse dell’amministrazione, che dovrebbe fare una cospicua richiesta economica.

da Il Resto del Carlino on line del 18 aprile 2012

 

Bologna, 18 aprile 2012 – La rescissione del contratto di fornitura del Civis è cosa decisa e verrà formalizzata nei prossimi giorni al consorzio di cui fanno parte Irisbus e Ccc.Come previsto, il via libera definitivo è arrivato oggi dall’incontro in Provincia a cui hanno partecipato la presidente Irisbus Giuseppina Gualtieri, la vicesindaco Silvia Giannini, il numero due della Provincia Giacomo Venturi e l’assessore comunale alla Mobilità Andrea Colombo.

Bocche cucite al termine dell’incontro a cui hanno partecipato, nell’ufficio di Venturi anche il direttore della Mobilità del Comune Cleto Carlini e quello delle Finanze Stefano Bigi: non è infatti un mistero che la richiesta di rescissione del contratto “in danno” potrebbe avere un impatto sulle casse dell’amministrazione, che dovrebbe fare una cospicua richiesta economica.
“E’ una decisione condivisa e definitiva- filtra dal summit- e verrà formalizzata e ufficializzata nei prossimi giorni”.
Formalmente sarà Tper, stazione appaltante dell’infrastruttura, a procedere con la rescissione del contratto.

Il progetto Civis è arrivato al capolinea ed è stato definitivamente archiviato”, commenta Alberto Zanni presidente di Confabitare aggiungendo però che i problemi sono ben lungi dall’essere superati. Il tram lascia dietro di sè “una scia di situazioni gravi da risolvere, un pò per tutte le parti coinvolte ma, in particolar modo, per quei cittadini proprietari d’immobili e quei condomini che hanno subito danni a causa dei lavori: crepe apertesi a causa del continuo martellare sul manto stradale, ganci per cavi applicati sui muri dei palazzi”.
Secondo Zanni, per il Civis “sono stati spesi soldi pubblici, intestardendosi su un’opera considerata fin da subito inutile per la città di Bologna, e adesso i cittadini si ritrovano nell’assurda situazione di vedere la viabilità seriamente compromessa dal punto di vista della sicurezza” tra “pensiline troppo alte e strette per garantire la sicurezza degli utenti in attesa del trasporto pubblico, rotonde e sottopassi dalle improbabili iperboli che provocano ulteriori congestioni al traffico rispetto alla situazione pre lavori”. Confabitare fa comunque sapere di aver avviato tramite il suo ufficio legale, un’azione di richiesta danni nei confronti del Comune di Bologna e di Atc e si propone come punto di appoggio e informazione per i cittadini e i condomini che ne faranno richiesta. 

Fonte Dire

 

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