Marconi, per Filetti la crisi è alle spalle “Chiudiamo il miglior bilancio in 5anni”

da Repubblica Bologna dell’8 maggio 2012

I VERTICI Sab gettano acqua sul fuoco dopo l’incendio scatenato dagli ultimi dati di marzo che certificano un calo di passeggeri per l’aeroporto Marconi dell’8,8% nel primo trimestre dell’anno. Una flessione di oltre 110mila viaggiatori «che avevamo previsto» assicura il presidente della Camera di Commercio, Bruno Filetti, azionista di maggioranza dello scalo, che ne approfitta anche per anticipare l’andamento positivo del traffico in aprile. Mese in cui «siamo già tornati a crescere» sottolinea il numero uno della Mercanzia che, nel corso della decima giornata dell’economia, fa il punto sul futuro di via del Triumvirato.

Archiviato il 2011 «con il miglior bilancio degli ultimi cinque anni» restano infatti le incognite sui prossimi mesi. I conti dello scorso anno, grazie al boom di passeggeri (interrotto in ottobre) sono largamente positivi. La Sab ha chiuso con profitti tra i 4,5 e i 5milioni di euro. Un buon risultato, superiore a quello di due anni fa, che dimostra però come i low cost comportino margini molto risicati per le casse della società. Nel 2012 la sola Ryanair, ad esempio, è cresciuta 19,2%, non così gli utili della Sab. Il primo obiettivo è quindi quello di arginare la “fuga” di passeggeri dei vettori principali, chiudendo il semestre nero di via del Triumvirato, alle prese con la crisi del mercato e le difficoltà di alcune compagnie di bandiera.

I risultati positivi sul traffico, registrati ad aprile, sono un segnale confortante anche sul versante dei conti. Se infatti la fideiussione sui debiti di Forlì si riflettesse sul bilancio di quest’anno, il Marconi dovrebbe fare i conti con un passivo iniziale di 4,8 milioni di euro (rischiando di chiudere il 2012 in pareggio). E questo negli stessi mesi in cui vanno avanti i cantieri del restyling del terminal: «Lavori importanti, avviati per oltre 30 milioni – ricorda Filetti – che stanno procedendo bene ed entro l’estate ne vedremo già una prima parte». In fondo lo stesso Filetti sottolinea che le compagnie low cost sono «fondamentali ma solo un’addizione» rispetto al traffico generato dallo scalo. Per questo la Sab punta molto sui nuovi voli da poco inaugurati per Londra Heathrow (con British Airways), Berlino (Lufthansa) e a settembre il collegamento quotidiano con Mosca (Aeroflot). Mentre il presidente definisce «coraggiosa e responsabile» la scelta di aver scaricato Forlì e Rimini, bocciando il progetto di fusione a tre sponsorizzato da viale Aldo Moro. In sintesi, Filetti appare fiducioso. «Io – scherza – non mi alzo mai con il bicchiere mezzo vuoto. Per il 2012 sarebbe ridicolo essere pessimisti, anche se di questi tempi bisogna essere realisti».

Durante il suo lungo intervento a Palazzo della Mercanzia, il presidente affronta a 360 gradi il tema delle infrastrutture in città. A partire dalla Fiera («dove serve un nuovo padiglione multifunzionale») fino al pasticciaccio del People mover«che si farà, anche se dicevamo lo stesso l’anno scorso». Ma agli occhi di Filetti quell’infrastruttura è decisiva anche per i progetti di espansione del Marconi. I lunghi tempi di realizzazione potrebbero, al contrario, esser utili «per realizzare una struttura adeguata». Facendo intendere che forse il vecchio progetto aveva «qualche anacronia».

Non così Fiera e aeroporto che hanno messo in piedi cantieri da 40 e da 30 milioni «che porteranno sviluppo, lavoro e attività imprenditoriali». Nel mirino finisce quindi la politica «ripiegata su se stessa che non ci aiuta. Avremmo bisogno che certe decisioni fossero meno annunciate e più messe in pratica».

Una situazione che, secondo i dati della Mercanzia sull’ultimo trimestre del 2011, si riflette anche sull’economia del capoluogo emiliano: con la stagnazione dei consumi (-3,3%) e la continua emorragia di posti di lavoro (anche se Bologna va meglio delle altre province e archivia l’anno con indicatori il leggera crescita). Tra il 2008 e il 2010, sono andati in fumo 12mila posti di lavoro mentre le aziende bolognesi prevedono per quest’anno 13.420 nuove assunzioni e ben 15.330 uscite. Con un saldo che, in tempi di crisi, continua a esser negativo.

di ENRICO MIELE

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