People mover, l’aeroporto frena: «Guardiamo bene il progetto»

Dopo lo stop dell’Ateneo al Lazzaretto. Anche Sel dice no.

da Il Resto del Carlino del 25 maggio 2012
Frenata di Sab sul people mover. Dopo la rinuncia dell’Ateneo a completare il lotto D del comparto Lazzaretto dove era prevista l’unica fermata intermedia della monorotaia sopraelevata stazione-aeroporto la società che gestisce il Marconi sembra preoccupata delle possibili ricadute economiche sulla gestione dell’opera. Ora «bisogna guardarci – commenta prudente Giada Grandi, presidente della Sab – anche se è vero che la sostenibilità economica del progetto si basa principalmente sui passeggeri diretti in aeroporto». Nei mesi scorsi, la Sab aveva confermato un suo possibile interesse all’ingresso nella Marconi Express, la società che gestirà la navetta, formata dal colosso Ccc (Consorzio cooperative costruzioni, al 75% e da Tper, con il 25%). Il progetto esecutivo del people mover è stato approvato dal Comune nel febbraio 2011. «Manca ancora il piano economico-finanziario dell’opera, ma noi siamo ancora interessati», precisa poi la Grandi. Il passo indietro dell’Università scatena le opposizioni. «Cade anche l’ultima ‘scusa’ per il faraonico trenino sopraelevato», tuona Giovanni Fàvia, in Regione per il Movimento 5 stelle. Il Comune tiene la posizione: «Non si torna indietro», ammonisce l’assessore Patrizia Gabellini. Il comitato No-people mover condanna la decisione di «incaponirsi in un’opera inutile e ormai futile». Galeazzo Bignami, consigliere regionale del Pdl, attacca una giunta comunale «in stato confusionale». Secondo Bignami, con il ridimensionamento del comparto Lazzaretto, «muta il quadro economico, sociale e industriale entro il quale doveva inserirsi» il progetto del people mover. Perché la scelta di realizzare una fermata nel nuovo comparto universitario «era anche legata alla prospettiva di elevare l’offerta di trasporto del nuovo mezzo e di incrementarne pertanto l’utenza». Uno stop alla giunta era venuto anche dall’Italia dei valori: «È finita». Si aggiunge ora l’altolà di Sel. «Tirare dritto non è saggio. Occorre guardarsi attorno e valutare le condizioni per fare scelte oculate», avverte Luca
Basile, coordinatore dei vendoliani. Secondo cui l’amministrazione deve «considerare il nuovo scenario. Fa parte della buona amministrazione interrogarsi. Mi auguro che in questo frangente la giunta comunale lo stia facendo». «Evitiamo, finché siamo in tempo, di infognarci in un Civis 2», supplica Manes Bernardini, capogruppo della Lega nord in Comune. Anche perché il ritiro dell’Alma mater dal lotto D del Lazzaretto «indebolisce ulteriormente l’intera validità del progetto iniziale».

(di Luca Orsi)

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