La Fiera vuole un altro People mover

Campagnoli:“L’Sfm non basta, serve un treno veloce per collegare l’expo alla città”

da Repubblica Bologna del 5 luglio 2012

IL CICLONE Campagnoli sul tavolo del Piano Strategico Metropolitano. Il presidente della Fiera proporrà, alla prossima riunione del Psm, il People mover 2.0: la sua idea è quella di lasciare inalterato il progetto di monorotaia soprelevata dall’aeroporto Marconi alla stazione dei treni, costruendo però un secondo lotto che da Piazza Medaglie d’oro porti la navetta fino ai padiglioni di via Michelino. E sulla proposta, assicura, ci sarebbe già un’intesa di massima con la giunta di Virginio Merola. «Per la Fiera solo il servizio ferroviario metropolitano non basta» è la convinzione del presidente all’uscita dell’assemblea dei soci. Il suo piano prevede di affiancare ai binari dell’Sfm quelli della navetta. Un raddoppio su ferro che avrebbe un impatto ambientale e costi ridotti rispetto al prolungamento della sopraelevata fino a via Michelino (che cambierebbe anche il volto del quartiere San Donato). «Con la riconversione dei fondi destinati al metrò bisogna pensare in grande». È un Campagnoli che indossa (per un attimo) i panni del sindaco, provando a immaginare il capoluogo emiliano tra qualche anno: «Dobbiamo offrire alla città un’infrastruttura dedicata, l’Sfm serve a collegare la provincia e non risolve tutti i problemi». Parole pronunciate mentre sventola, divertito, il suo «libretto rosso». Una brochure dove i manager dell’ente hanno messo nero su bianco il nuovo piano industriale della Fiera, approvato ieri dai soci all’unanimità. Azionisti che hanno anche incassato, per la prima volta nella storia decennale dell’azienda, il dividendo di fine anno, grazie all’utile di 1,2 milioni con cui si è chiuso l’esercizio 2011. L’assegno, pari a 950mila euro, tornerà però presto nelle casse della società per finanziare lo sviluppo del quartiere. «Noi metteremo la nostra cifra a disposizione della Fiera, visti gli ingenti investimenti previsti» precisa il presidente di Unindustria, Alberto Vacchi. Intenzione confermata anche dal numero uno della Camera di Commercio, Bruno Filetti, che non rinuncia a una piccola stoccata nei confronti degli ex amministratori dell’expo: «Il bilancio quest’anno lo considero vero».

Ma nel cilindro di Campagnoli non c’è solo il new People mover. Il presidente pigia l’acceleratore anche sul restyling del quartiere («investimento da 34,5 milioni»), parla di nuove assunzioni, alleanze con Modena e Ferrara e rilancio del Quadrante a nord dell’expo. Proponendo perfino un fondo in cui far confluire capitali pubblici e privati per finanziare il marketing fieristico. In due parole, «oggi — assicura — facciamo meglio di Milano». In realtà la Fiera — come si legge nel libretto rosso — è a un bivio: può rifarsi in fretta il look e ingrandirsi per reggere la concorrenza dei meneghini o andare incontro a un «rapido logoramento». Alla città il compito di scegliere la direzione.

di Enrico Miele

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