«Le opere in ritardo? Posti di lavoro persi

Cooperazione. La Lega presenta un consuntivo con luci e ombre. Sferzata di Calzolari: il capoluogo è fermo

da Il Corriere di Bologna del 12 dicembre 2012
Aumento minimo di produzione e di occupati, ma a fronte di sofferenze nei fatturati e del calo nei margini, con un incremento anche della richiesta di ammortizzatori sociali. La crisi getta la sua ombra anche sul ben solido mondo cooperativo bolognese, che traccia un bilancio consuntivo 2011 sofferente e fa guardare all’anno venturo con molta preoccupazione. Anche perché i grandi cantieri, che potrebbero essere un volano per il settore edile così in difficoltà, spesso sono rallentati da ricorsi e azioni, «che sono
legittimi, ma dietro ogni opera pubblica mancata ci sono centinaia di posti di lavoro persi», ha sferzato il numero uno di Legacoop Bologna Gianpiero Calzolari, riferendosi alle grandi infrastrutture bolognesi ferme al palo: People mover, Civis, Passante Nord e Servizio ferroviario metropolitano. «Marconi Express stima che nella costruzione del People mover, per esempio, potrebbero essere impiegate 300 persone all’anno per almeno due o tre anni — ha continuato Calzolari — ogni volta che un’opera subisce ritardi rende più gravosi i costi, in più il People mover ha la peculiarità che si deve pagare con la gestione, quindi il ritardo è ancor più un costo. Se poi riuscissimo a portare a casa le dotazioni economico-finanziarie in ballo per il Passante Nord faremmo il bene della città». Una città insomma che sembra ferma per il presidente provinciale di Legacoop, il quale, numeri alla mano, ha chiosato: «Crescono le grandi aziende, ma lo fanno fuori Bologna, vuol dire che il capoluogo non cresce». Hanno chiuso infatti il 2011 con il segno più la distribuzione (+3,79), soprattutto grazie all’apertura di nuovi punti vendita fuori dai confini bolognesi; l’agroalimentare (+2%) e la cooperazione sociale (+3,2%), le cui dinamiche espansive risentono delle acquisizioni di servizi fuori Bologna. Tutti gli altri settori dell’economia cooperativa hanno registrato cadute consistenti di fatturato, con punte più evidenti nell’abitazione (-22%) e nella produzione e lavoro (-12%), a causa del forte andamento negativo del settore immobiliare privato, del blocco delle opere pubbliche e dei ritardi di pagamento da parte delle amministrazioni pubbliche. Guardando ai dati 2011 di 143 imprese su 210 associate, il valore della produzione è arrivato a 12,4 miliardi di euro, con una crescita del 6,2%, mentre gli occupati fissi sono cresciuti di circa 4.000 unità per arrivare a 39.216 lavoratori (+1%). «Ma non si tratta di nuovo lavoro, quanto di lavoratori messi in sicurezza, come attesta il caso dei dipendenti Plenty market — ha precisato Calzolari — dietro all’aumento dei fatturati ci sono importanti erosioni di margini e anche la tenuta occupazionale nasconde elementi di criticità dettati dal ricorso agli ammortizzatori sociali». Negli ultimi sei mesi del 2012 sono state 32 le cooperative che sono dovute ricorrere agli ammortizzatori sociali, per un totale di 1.284 lavoratori coinvolti (+28% rispetto ai sei mesi precedenti) a cui se ne devono aggiungere altri 100 in cassa integrazione dal sisma (dopo il terremoto erano arrivati a 700). «Spero gli ammortizzatori vengano confermati per il 2013, perché se alcune partite non si sbloccano, alcune realtà diventeranno problematiche».

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