SCUOLA BOLOGNA. TURCI: MOLTI PD COI REFERENDARI, LO DICANO. BUGANI A MEROLA SUI COSTI: VERI DELIRI SONO CIVIS E PEOPLE MOVER

(DIRE) Bologna, 13 mar. – Oltre a stressare i rapporti tra Comune e Pd, e tra Pd e Sel, il referendum sui finanziamenti alle scuole paritarie sparge zizzania tra i democratici. Fino al voto per le politiche, bene o male il segretario Pd Raffaele Donini erariuscito a tenere unito il partito, ma ora con l’appossimarsidelle scadenza (si vota il 26 maggio) la tensione sale. E in viaRivani parte una sorta di ‘caccia’ per stanare chi in realta’
tifa per la cancellazione dei finanziamenti alle private.
“Vengano allo scoperto quelli che stanno coi referendari. Purtroppo nel Pd non sono pochi”, denuncia la  consigliera comunale Pd Daniela Turci, dirigente dell’ottavo circolo didattico e presidente provinciale Aimc (maestri cattolici).
Schierata con Bersani alle primarie, Turci chiede che le posizioni vengano allo scoperto. “Sarebbe bello – dice- fare un confronto al nostro interno per chiarire da che parte sta questo partito”. Stoccata in particolare alla responsabile nazionale scuola Francesca Puglisi, che si e’ detta favorevole alle convenzioni. “Dico benvenuta alla senatrice Puglisi, che arriva adesso. Ha capito come funziona la macchina amministrativa”.
Quanto al sindaco Virginio Merola “finalmente esce qualche considerazione dal primo cittadino. Era ora- dice ancora Turci- altro che fare gli arbitri, qui bisogna stare sul pezzo e dire tutto quello che si vuole fare con le paritarie. Bene gli stati generali, che servono a dire cosa il Comune puo’ fare e cosa no”. Proprio Merola, invece, si attira gli strali del capogruppo M5S in Comune Massimo Bugani, schierato coi referendari di Articolo 33. “Definire ‘delirio’ la spesa per una democratica consultazione cittadina mi sembra davvero fuori luogo”, scrive Bugani su Facebook.
   “Il referendum costera’ parecchi soldi, questo e’ vero ed in futuro bisognera’ sfruttare le tecnologie moderne e la rete per limitare drasticamente i costi referendari, ma le vere spese ‘deliranti’ di questa citta’ a mio avviso si chiamano Civis, People mover, cortile del pozzo, Liber paradisus, piano neve, eccetera. Il referendum consultivo sui fondi pubblici alle materne private costa soldi, ma e’ un arricchimento per la democrazia”.
  (Bil/ Dire)
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