MEROLA E’ IMPAZZITO, OPPURE HA BEVUTO

Nell’intervista di Luciano Nigro a Virginio Merola pubblicata oggi da Repubblica – Bologna sono contenuti anche un paio di riferimenti alla vicenda del People Mover.  Sorprendenti le risposte: nessun accenno al project financing, ai patti parasociali e alla composizione di Marconi Express o al nuovo piano economico-finanziario dell’opera, ma un oscuro riferimento ai soldi ex metrò e a quelli che il Comune incasserà mettendo sul mercato le proprie quote di Interporto! Che sia ancora cambiato il progetto economico durante le vacanze pasquali? E poi, questo People Mover, non era gratis?
Attendiamo un’immediata smentita o precisazione. O forse è impazzito, oppure ha bevuto.
Bilancio, Merola: “Mi è toccato il mandato più duro”

Intervista al sindaco che affronta il tema Imu: “Abbiamo tagliato tutto, non potevamo fare di più”. E critica gli altri poteri della città. “Il Comune è l’unico che innova. Presto altri 30 milioni per l’edilizia scolastica”

di LUCIANO NIGRO

“L’aumento dell’Imu? Un sacrificio inevitabile per non colpire servizi essenziali dice Virginio Merola . Di più le spese non si potevano tagliare dopo che in tre anni lo Stato ci ha tolto 150 milioni. Ma si deve sapere che Bologna ora è in grado di recuperare ritardi e ripartire. Il miliardo di investimenti per il futuro non è una balla”.

“Ai 455 milioni di Crealis e fondi ex metrò presto si aggiungeranno i 30 per l’edilizia scolastica. Il ministro Profumo ha già firmato” annuncia Merola. “C’è una prospettiva e c’è una guida in grado di prendere decisioni, questo deve sapere una città incattivita e un po’ impaurita. E ora affronteremo con decisione il tema del rispetto delle regole, della pulizia delle strade e dei muri, dell’arredo urbano. Perché la prima infrastruttura alla quale guardiamo sono le persone che vivono a Bologna”.

Il sindaco parla a tutto campo delle questioni più scottanti, in un sabato mattina grigio e piovoso che pare rispecchiare lo stato d’animo di chi vive sotto le Torri. Il lungo inverno, per la giunta e per la città, non è ancora finito, sembra dire Merola, ma la primavera prima o poi arriva e noi torneremo a correre.
Intanto un nuovo acquazzone sta per piovere su 143mila famiglie.

Davvero la stangata dell’Imu non si poteva evitare? 
“Abbiamo tagliato il 15% delle spese su personale, affitti ed economato, ridotto il costo dei mutui e il debito. E siamo l’unico Comune che paga i fornitori entro 60 giorni. Ma siamo all’osso. Andare oltre significa colpire i servizi sociali. E sarebbe la cosa più ingiusta. Il punto è che i comuni non ce la fanno più, perciò ai grillini, al Pdl e al Pd dico: fate un governo e alleviate questa situazione”.

La Cisl non vuole che la manovra pesi tutta sulla prima casa, ma anche sui negozi e i capannoni industriali.
“Disponibili a confrontarci. Le imprese, però, sono già massacrate e pagano il 9,6 per mille. Credo che la soluzione sia concentrarsi sulle detrazioni alle fasce meno abbienti”.

La Cgil chiede un fondo per i cassintegrati e gli anziani, il calo delle tariffe nei nidi.
“E io voglio confermare lo sconto sulle rette per disoccupati e cassintegrati, aumentare gli sconti sull’Imu per le fasce deboli e i contributi a chi ha perso il lavoro e non riesce a pagare l’affitto, un’emergenza esplosiva. E sui nidi siamo gli unici in regione ad aver introdotto l’Isee che pesa le condizioni economiche delle famiglie”.

Il Pdl dice: fate pagare di più il nido ai ricchi.
“I ricchi ora al nido comunale non entrano nemmeno. Però mi lasci dire una cosa. So che il momento è difficile. Lo so tanto bene che in campagna elettorale dissi: ‘se tutto vi va bene, io non vado bene’. Questo è il mandato in cui recuperare il troppo tempo perduto. È in queste fasi che occorre il coraggio delle riforme e dei cambiamenti mettendo al centro le persone, non gli apparati. Perciò stiamo per varare l’Asp unica che cambierà il welfare. Perciò intendo chiudere il capitolo del precariato nella scuola, assumendo le persone in pianta stabile”.

All’Asp Irides? Trecento persone con il contratto degli enti locali che è meno costoso di quello della scuola?
“Vedremo. Di contratto discuteremo con i sindacati. Ma i nodi vanno affrontati”.

A proposito di scuola, il referendum sarà occasione di nuove spaccature. 
“Invece di guerre di religione che creano solo rancori, è tempo di una battaglia comune per la scuola pubblica. Noi diamo un sacco di soldi all’istruzione, 128 milioni su 500: un quarto del nostro bilancio”.

È soddisfatto dei suoi primi 21 mesi da sindaco?
“Lo sono, nonostante i mille problemi. Prenda il nodo delle infrastrutture. In dieci giorni abbiamo archiviato due vecchi pasticci come il Civis e il metrò. Ora abbiamo 455 milioni da spendere. In dieci mesi lavoreremo sodo ai progetti esecutivi. Nel 2014 apriremo i cantieri. Presto di aggiungeranno i 30 milioni per l’edilizia scolastica. Resta da sciogliere il nodo People mover e del collegamento ferroviario con l’aeroporto”.

Lo farete con i soldi ex metrò?
“Con quelli e con i 20 milioni delle azioni Interporto. Ma dico di più: siamo pronti anche sulle aree ferroviarie e militari. Il mercato ora è fermo, ma quando riparte noi saremo i tra i primi a scattare. C’è una prospettiva per questa città, l’ho toccato con mano visitando tante imprese. E c’è una guida pronta a prendere decisioni. Anche impopolari, se occorre”.

Come quella sui rumori?
“Le regole vanno rispettate, da tutti. Su questo non può esserci discussione. Perciò abbiamo fatto le norme sui dehors e sui decibel. Perciò rilanceremo con decisione la pulizia delle strade e dei muri. Bologna è una città incattivita e anche impaurita. Ha bisogno di cure e di rassicurazione. Ma anche di regole. È finito il tempo in cui il sindaco era chiamato a fare il padre che doveva risolvere tutti i problemi. Con i figli dediti a lotte fratricide come Caino e Abele”.

Allude ancora al referendum?
“Non solo. Se devo essere sincero, il rinnovamento l’ho visto solo in Comune e nel consiglio comunale. Alla Camera di Commercio ci si divide quando ci vorrebbe unità. Nelle fondazioni e nelle banche il ricambio avviene tra persone di 75 anni. Sa qual è il bello del mio mestiere? Che è davvero a termine. Mi faccio forte di questo, per prendermi le mie responsabilità”.

(31 marzo 2013)

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