Crack Coopertone: 70mila euro al giorno persi!

A seguire l’articolo di Marco Bettazzi pubblicato oggi da Repubblica – Bologna:

Il crac Coopertone manda in tilt la sosta in città

I parcometri non vengono svuotati, ma gli accertatori fanno lo stesso le multe

Non vengono svuotati da quasi quattro giorni, così sempre più parcometri e biglietterie automatiche si riempiono impedendo di pagare la sosta o fare il biglietto. Mentre i parcheggi Tanari, Staveco e Prati di Caprara tengono le sbarre aperte. «Oggi uscita libera», si legge su un cartello al Tanari. Lo stop dei dipendenti di Coopertone che dura da venerdì comincia insomma ad avere i suoi effetti pratici, dopo che la società che gestisce i parcheggi, lo svuotamento delle macchinette e i portierati degli studentati universitari è stata di fatto condannata alla liquidazione dal mancato ok al piano
di rientro dai debiti. Una vicenda su cui indaga la procura col presidente Alberto Sabbioni indagato per appropriazione indebita per i soldi incassati dalle macchinette ma mai versati ad Atc sosta e Tper, i committenti. Una situazione che si potrebbe sbloccare forse già oggi, se al tavolo formato da Tper, Atc, Legacoop e Comune si riuscirà a trovare un accordo sul passaggio dei lavoratori e dei servizi alle imprese interessate, che sono Manutencoop e Working per le 50 persone impegnate nei portierati, mentre per gli altri Coopservice, la compagnia di logistica Ncv di Crespellano e
una coop sociale per le pulizie. Le trattative riprenderanno oggi concentrandosi in particolare sulle tariffe pagate da Atc e Tper. Una situazione di stallo che ha suscitato subito la reazione dei 134 dipendenti, che non ricevono da due mesi lo stipendio: «Disponibili a lavorare solo se ci pagano», hanno messo in chiaro, presidiando venerdì e sabato lo sportello che rilascia i contrassegni di via Saliceto e via IV Novembre. Sempre i lavoratori segnalano che i parcometri, specie nelle zone più trafficate della città, sono già pieni e impediscono di inserire le monete per il parcheggio. «Tutti i
giorni ci chiamano gli accertatori per sapere cosa fare, perché loro devono girare lo stesso per fare le multe», racconta uno di loro. Una protesta che causa anche danni alle casse comunali: per i mancati incassi si perdono secondo stime almeno 70mila euro al giorno.

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