Purtroppo ancora brutte notizie per i lavoratori Atc Sosta e Tper

A seguire un articolo di Marco Bettazzi pubblicato oggi da Repubblica – Bologna. Tutto sta andando (come era facile prevedere) nel peggiore dei modi: i bandi approntati non garantiscono la clausola sociale. 
Anche di questo parleremo nell’assemblea pubblica organizzata dal Comitato No People Mover per il 5 luglio alle ore 19.30 in piazza Nettuno.
Coopertone, tutto da rifare. Torna il caos sosta
La nuova società Ncv si ritira. Legacoop: quel bando di gara è antieconomico. I sindacati: dopo un mese siamo daccapo. Stato di agitazione anche in Tper

Non c’è pace per i dipendenti dell’ex Coopertone, la cooperativa finita in dissesto finanziario che gestiva il servizio sosta per Atc e Tper. L’azienda che poco più di un mese fa ha riassunto 41 persone, la Ncv di Crespellano, si è infatti ritirata dalla gara avviata da Atc Sosta per l’affidamento temporaneo della gestione dei parcheggi, dell’ufficio contrassegni e dello svuotamento dei parcometri (l’apertura delle buste è prevista per martedì). Con la reazione immediata dei sindacati che hanno chiesto un incontro d’urgenza al Comune e di Legacoop, cui Ncv è iscritta, che parla senza mezzi termini di «gara antieconomica che non copre nemmeno il costo del lavoro». E come se non bastasse in un altro pezzo dell’ex cooperativa, gli undici lavoratori passati a Euro service che fanno assistenza agli autobus guasti per Tper, la prima busta paga ha riservato brutte sorprese perché più magra di quanto pattuito. «Non hanno rispettato gli accordi», protesta la Cgil, che per questi lavoratori proclamerà un pacchetto di 16 ore di sciopero. Sembra dunque senza fine la vicenda della Coopertone, la coop crollata sotto il peso dei debiti e con il presidente indagato per appropriazione indebita. Dopo l’affidamento d’urgenza per un mese a Ncv dei parcheggi Tanari, Staveco e Caprara, dei parcometri e dei contrassegni, Atc ha invitato tre aziende bolognesi, tra cui la stessa Ncv, a presentare offerte per aggiudicarsi i servizi fino alla fine dell’anno. Ma la struttura della gara e la base d’asta, che secondo Atc sono obbligate, non hanno convinto l’azienda di Crespellano che in una lettera inviata alla società pubblica sottolinea «l’incoerenza» delle procedure. «Siamo spiacenti di dovere declinare l’invito alla partecipazione poiché l’offerta economica di qualunque servizio e dei tre servizi complessivamente intesi non è in grado di coprire né i costi diretti né indiretti. Inoltre – continua Ncv – i bandi non garantiscono la cosiddetta clausola sociale», cioè la garanzia che i dipendenti passino alla ditta vincitrice. «La gara non copre i costi del lavoro – sottolinea Tiziano Tassoni di Legacoop -. Se qualcuno partecipa così è un bel problema, cui prestare molta attenzione». Le speranze dei 41 lavoratori restano dunque appese alle altre due aziende invitate da Atc. «Ricominciare tutto dall’inizio ci mette i brividi, ci devono dare chiarimenti sulla clausola sociale e sullo spacchettamento dei servizi», chiede Andrea Carrà della Cgil. E intanto Giovanni Favia ha chiesto alla Regione di intervenire perché Tper non gli concede l’accesso ai contratti con Coopertone.

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