Un Comitato al Tar del Lazio

Mercoledì 20 novembre a Roma, mentre Letta e Hollande ribadivano congiuntamente la volontà di procedere alla realizzazione dell’inutile TAV Torino-Lione e i militanti NO TAV manifestavano nel centro della città, il Comitato No People Mover ha compiuto un altro passo del suo percorso di lotta contro le grandi opere in salsa bolognese.

Alle ore 18,50 sono stati discussi infatti davanti al TAR del Lazio i tre ricorsi presentati da Marconi Express, CCC e TPER contro il parere dell’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici (AVCP) avverso al progetto di realizzazione del People Mover. La Commissione giudicante era composta dal Presidente e da due Consiglieri. Il Comitato No People Mover, che aveva a sua volta depositato al TAR un contro-ricorso per replicare punto su punto alle motivazioni addotte dai ricorrenti, era presente in aula con una sua delegazione ed era rappresentato dall’avv. Morace.

Fin dall’inizio del dibattimento si è colta una buona sintonia tra le nostre posizioni e quelle del collegio giudicante. Infatti l’avv. Botto, in rappresentanza di CCC, è stato quasi subito stoppato da un Consigliere, assai scettico sull’ammissibilità del ricorso, poiché sia CCC sia Tper avrebbero impugnato un’attività ispettiva di una Authority (che di per sè è assolutamente legittima, in quanto stabilita dalla legge). Logica vorrebbe che il TAR si dichiarasse incompetente a giudicare nel merito il contenuto delle deliberazioni di una Autorità di garanzia.

L’avv. Piazza, in rappresentanza di Tper, e l’avv. Botta hanno cercato di rilanciare richiamando l’attenzione soprattutto su un punto, ritenuto fondamentale: sarebbe stato il parere dell’AVCP a mettere in fuga banche ed investitori privati procurando un danno oggettivo a Marconi Express (ad es. il Fondo Orizzonte avrebbe per questo motivo rinunciato ad investire in Marconi Express, una società che l’Authority ha definito di fatto illegittima).

Ma di fronte alla richiesta di un Consigliere di produrre prove documentali di quanto appena affermato, i ricorrenti non hanno esibito nulla. Di conseguenza l’avv. Morace ha avuto buon gioco nel sostenere il punto di vista del Comitato: infatti già da oltre due anni la Corte dei Conti e già da oltre un anno la Procura di Bologna hanno “messo nel mirino” quest’opera e quindi non si può certo dire che sia stata l’AVCP con la sua delibera a far fuggire finanziatori e investitori.

Anche il tentativo operato da CCC e Tper di invalidare il nostro ricorso “ad opponendum” in quanto inammissibile, perchè sarebbe stato presentato oltre i termini prescritti, non sembra avere trovato terreno fertile nella Commissione. Anzi, un’ottima Avvocatura dello Stato ha ricalcato fedelmente, nelle sue argomentazioni, proprio quanto affermato nel nostro ricorso.

L’avv. Piazza ha giocato infine un’ultima disperata carta, sostenendo che non si può dare credito al parere dell’Authority, perchè altrimenti in Italia non ci sarà più alcuna forma di partenariato tra pubblico e privato nel comparto dell’edilizia: “Quale privato oserà più formare una società  mista con un soggetto pubblico, se la giurisprudenza non reagirà”? Ma la Commissione non sembra essersi lasciata troppo impressionare neppure da questo argomento dialettico.

La sentenza del TAR probabilmente sarà resa nota entro una quindicina di giorni. E’ questa la distanza di tempo che ci separa dal possibile addio definitivo ad un’opera totalmente irragionevole e che – attraverso l’escamotage di un finto project financing – addossa in realtà tutti i rischi di impresa e di gestione ai cittadini di Bologna e dell’intera Regione.

Il progetto di realizzazione del People Mover, carente sia dal punto di vista tecnico-trasportistico sia da quello economico-finanziario, si è dimostrato una perfetta macchina mangia-soldi (Marconi Express – a tutt’oggi – ha già mandato in fumo più di otto milioni di euro di fondi pubblici). L’opera, se mai vedrà la luce, servirà solo a creare nuovo debito pubblico occulto, che emergerà tra numerosi anni dalle pieghe nascoste dei bilanci delle amministrazioni comunale e regionale.

Mentre il Trasporto Pubblico Locale è al collasso e la sua gestione rischia sempre più di essere svenduta ai privati, abbiamo l’obbligo morale di continuare nella nostra azione di denuncia e di resistenza!

Comitato No People Mover

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