Decolla il progetto di collegare con l’alta velocità ferroviaria Fiumicino a Bologna: che guaio per il People Mover nostrano!

Non passa giorno senza nuovi eventi che alterano sensibilmente le prospettive di sostenibilità trasportistica ed economica del People Mover bolognese. Dopo l’annuncio dell’accordo tra Comune di Bologna e Ateneo per la realizzazione, entro il 2018, di nuovi studentati e alloggi nella zona Bertalia-Lazzaretto, a ridosso della mitica stazione intermedia del People Mover, arriva come una doccia gelata la notizia data da Mauro Moretti, aministratore delegato di Ferrovie dello Stato, dell’imminente lancio di un collegamento diretto tra l’aeroporto di Fiumicino, Firenze e Bologna. Si tratta di un colpo durissimo per il futuro dell’aeroporto Marconi di Bologna e per il People Mover, perchè in questo modo viene fortemente erosa la parte più consistente della presunta utenza della monorotaia, quella proveniente via alta velocità da Firenze e dalla Toscana. Chi lo dice ora ai consulenti del Comune che stanno validando il nuovo piano economico-finanziario del People Mover presentato in estate da Marconi Express?

A seguire un articolo pubblicato oggi da Valerio Varesi su Repubblica – Bologna.

Nella guerra tra gli aeroporti il Frecciarossa tifa Fiumicino

Moretti: collegamenti diretti da Firenze e Bologna

È come se fosse un “People mover” lungo 415 chilometri quello che ha immaginato l’amministratore delegato di Ferrovie Mauro Moretti capace di collegare Bologna, Firenze e l’aeroporto internazionale di Fiumicino. Così, mentre il più striminzito collegamento tra il “Marconi” e la stazione Centrale giace in una interminabile convalescenza burocratica, le Ferrovie e gli aeroporti di Roma (Adr) muovono un passo decisivo per accaparrarsi una fetta consistente dei viaggiatori del centro Italia. Quel bacino toscano, per esempio, che il Marconi ambiva a soddisfare, guarda caso proprio grazie all’Alta velocità che collega Firenze e le Due torri in trentacinque minuti. Col People mover il “Marconi” avrebbe ulteriormente abbreviato i collegamenti rendendo lo scalo cittadino concorrenziale addirittura con Pisa (che il People mover lo ha quasi già realizzato). Tuttavia, la carta giocata da Moretti scompagina i giochi e sposta gli equilibri rendendo Roma Fiumicino molto più accessibile. Un punto a favore della capitale nella guerra degli aeroporti che sta togliendo il sonno alle direzioni degli scali nel tentativo di restare in prima linea per numero di passeggeri e importanza nazionale. Moretti ha motivato la nuova linea con il desiderio di «alimentare» due capoluoghi di regione tra centro e nord entrambi custodi di grandi giacimenti artistici, ma è chiaro che tra i due lo svantaggio massimo tocca a Bologna che non è sempre inclusa nei tour organizzati dei turisti, in genere vincolati dal pacchetto Roma-Firenze-Venezia. Inoltre, sempre Bologna, vedrebbe depotenziato il proprio scalo da un collegamento rapido tra la Toscana e Fiumicino. «Spero che in poco tempo si arriverà a definire l’accordo — ha spiegato Moretti — e poi si potrà partire abbastanza facilmente, non ci sono difficoltà tecniche in merito». Quando le «Frecce» di Trenitalia collegheranno lo scalo della capitale con Firenze in un’ora e mezza scaricando direttamente i passeggeri al terminal del “Leonardo da Vinci”, sarà più conveniente che spostarsi a Bologna, fare tappa alla Centrale e poi imbarcarsi sull’Aerobus per il “Marconi”. I tempi non cambierebbero di molto e perdipiù l’offerta di Fiumicino è più vasta di quella bolognese. Borgo Panigale, in questo scenario, uscirebbe potenzialmente penalizzato nella sua crescita e vincolato al solo bacino della Bassa padana, tra Emilia, sud Lombardia e rovigotto, con l’aggiunta della Romagna e delle Marche. La presenza a nord di Venezia, Verona, Bergamo e degli aeroporti milanesi già da tempo blocca l’espansione di Bologna. Forse sotto le Due torri potrà giungere qualche turista in transito, ma «l’alimentazione» di cui parla Moretti appare assai misera e non certo a beneficio dell’aeroporto. Tutt’al più, la nostra città potrebbe essere una stazione di smistamento ferroviario per chi è diretto a Venezia o in altre località del nord.

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