Anche Repubblica scopre che il People Mover sarà il nuovo Civis

Oggi una firma illustre della redazione bolognese di Repubblica, Aldo Balzanelli, scrive nella sua rubrica domenicale “Profilo Aldo” che opere come il People Mover e il Passante Nord presentano tutte le premesse per dare luogo a sprechi monumentali di denaro pubblico, come è già avvenuto con il caso Civis. La Corte dei Conti ha quantificato in più di 100 milioni di euro il danno erariale legato alle vicende del Civis. In un momento di terribili emergenze dal punto di vista lavorativo, abitativo e sociale, mentre le politiche di welfare sono ormai azzerate e i servizi pubblici vengono svenduti ai privati amici, possibile che gli amministratori di questa città non debbano mai imparare nulla dai propri errori?   

A seguire l’articolo di Aldo Balzanelli.

Civis monumento della cattiva amministrazione

C’è un luogo a Bologna che dovrebbe diventare monumento nazionale, o almeno cittadino. È il deposito dove giacciono i Civis, i tram su gomma acquistati e mai utilizzati. Non ho idea di cosa ne sarà di quei mezzi, ma bisognerebbe impedire che andassero rottamati e organizzare invece visite guidate a quel cimitero, con ciceroni capaci di spiegare l’incredibile storia di quei serpentoni con le ruote. Sarebbe un viaggio molto istruttivo in una specie di museo della memoria della cattiva amministrazione. Un tour che dovrebbe prevedere anche una puntata in centro, a visitare le inutili e pericolose pensiline che hanno devastato via Irnerio, via dei Mille e via Marconi. A stabilire le responsabilità di quell’enorme spreco di denaro ci penseranno la magistratura e la Corte dei conti. Responsabilità, penali o politiche, che coinvolgono più o meno tutti, sindaci, di destra e di sinistra, amministratori pubblici e privati, tecnici che con grafici e tabelle avevano assicurato che si trattava della miglior scelta possibile per fare di Bologna una città all’avanguardia nel trasporto collettivo. Tutti colpevoli e, quindi, alla fine nessun colpevole, per un pasticcio che, è bene non dimenticarlo, ci è costato quasi 100 milioni di euro. Una visita a quel monumento nazionale dovrebbero essere obbligati a farla tutti quelli che in questo periodo stanno discutendo di People mover e passante autostradale. Altre due opere delle quali si parla da anni senza arrivare a nessuna conclusione operativa. Nel libro dei sogni, da quando è spuntata l’idea di Fico al Caab, si è ora aggiunta una bretella che colleghi efficacemente la Disneyland del cibo a stazione e aeroporto. La sola speranza alla quale aggrapparci è che di qui a qualche anno non si debba essere costretti ad aprire un nuovo «museo». Avete idea di quanto welfare si sarebbe potuto fare con 100 milioni?

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