Delbono e il People mover: «Non potevo rifare la gara perché il Ccc aveva già vinto»

Intervista di Alessandro Mantovani a Flavio Delbono pubblicata giovedì 26 giugno 2014 dal Corriere di Bologna.

Delbono e il People mover: «Non potevo rifare la gara perché il Ccc aveva già vinto»

La difesa dell’ex sindaco dopo l’avviso della Procura contabile che ipotizza un danno erariale per 14 milioni di euro

«Non me l’aspettavo, no, sono molto stupito e come me gli assessori, ma anche gli avvocati con cui abbiamo parlato. È un modo di procedere con pochi precedenti. Quattordici milioni perché non abbiamo fatto un’altra gara? E come se il vincitore c’era già?», chiede l’ex sindaco Flavio Delbono. Qualche giorno fa il professor Delbono ha ricevuto, insieme a sei assessori della sua giunta e a una dirigente comunale, un invito a dedurre dalla Procura presso la Corte dei conti per il People mover. Si ipotizza un danno erariale di 14 milioni di euro per i patti parasociali di Marconi Express Spa che prevedevano che Atc, società pubblica, assumesse la gestione della navetta per il Marconi sollevando il Ccc che aveva vinto l’appalto. Così sarebbe stato stravolto il project financing che affidava la gestione al privato.
Perché avete «soccorso» il Ccc affiancandogli Atc, controllata dal Comune appaltante?
«Consideravo quell’atto come un semplice perfezionamento di decisioni già prese dalla giunta Cofferati. I patti parasociali non li ho neanche guardati, se non anni dopo quando è venuta fuori l’inchiesta penale. Ciò premesso, se Atc si è candidata a gestire avrà avuto i suoi motivi visto che è il soggetto che conosce più di altri flussi di traffico e li può stimare. Le Procure li chiamano rischi, ma se la gestione dell’opera comporta rischi o opportunità lo vedremo solo tra dieci anni».
Il rischio, nel project financing, non dovrebbe essere a carico del privato?
«Sì ma non era un problema mio, la selezione sulla base del project financing era stata già assunta, c’era un vincitore: Ccc. La Procura, dicendo che avremmo dovuto fare un’altra gara, sembra ignorarlo. Possono dire che abbiamo sbagliato sui patti parasociali, ma non che abbiamo trascurato un’altra pista».
Però il Ccc si era impegnato a costituire una società di progetto per la gestione. Forse senza Atc non ce l’avrebbe fatta…
«Poteva scegliere un altro partner. Ma perché non dovevamo fidarci di Atc? Poteva gestire la navetta come gestisce la sosta, che è un’attività commerciale».
La Procura ordinaria sostiene che Ccc e Atc fossero d’accordo per la gestione del People mover fin dal 2008, prima della gara e quando a Palazzo d’Accursio c’era Cofferati.
«Non ne ho mai parlato né con Ccc né con Atc. Ne ho sentito parlare solo quando sono stato coinvolto nell’inchiesta. Ma nelle 15 mila pagine del fine indagine non c’è un indizio che coinvolga me o la mia giunta».
Colpa di Sergio Cofferati?
«Non ho elementi per dirlo. Commento ciò che ho trovato quando sono arrivato. Non ho guardato i patti parasociali ma probabilmente li avrei avallati. Comunque non vedo il danno».
Ecco, il danno. Il pm contabile vi chiede oltre 14 milioni che rappresentano, secondo l’Osservatorio sui contratti pubblici, il ribasso medio del 14,5 per cento che avreste potuto ottenere con una gara per la sola costruzione.
«Questa ipotetica individuazione del danno è particolarmente scorretta perché fa riferimento ai ribassi al momento dell’aggiudicazione, ma il vero ribasso non si vede lì, si vede alla fine dell’opera. I costi aumentano con le riserve, gli aggiornamenti… Non parlo del Mose. Per la terza torre della Regione avemmo un ribasso del 30-40 per cento ma poi se lo sono mangiato le riserve, anche perché certe imprese hanno più avvocati che ingegneri. Insomma servirebbe una tabella con i costi finali rispetto alla base d’asta, non quella. Dovrebbe esser noto alla Corte dei conti che si ricorre al project financing quando l’ente non è in grado di sopportare un mutuo. Lo scenario di una gara all’offerta più vantaggiosa non solo era impraticabile ma fantasioso e irragionevole. Non mi sorprenderei se dicessero che si potevano trasportare i passeggeri all’aeroporto con il risciò: si sarebbe risparmiato di più».
Tornando ad Atc, il Comune la controlla e quindi non può solo fidarsi, deve autorizzarla…
«Non avevo motivi per non fidarmi».
La Provincia, azionista di Atc, non riceve contestazioni grazie a una nota che segnalava criticità sui patti parasociali. La lesse?
«No, forse mi avrebbe fatto riflettere, ma da qui a ipotizzare violazioni di legge…».
Però, al di là del danno, qualche irregolarità la rilevò anche l’Autorità di vigilanza, tant’è che il progetto è ripartito solo dopo la modifica dei patti.
«Non toccava alla giunta verificare la regolarità tecnico-contabile, semmai ai dirigenti».
Pensa all’architetto Francesca Bruni, la dirigente che istruì la delibera contestata?
«È una dirigente scrupolosa, la conosco da vent’anni, non posso dubitare della serietà della sua verifica».

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