La monorotaia e non solo: le spine delle coop

Articolo di Alessandro Mantovani pubblicato domenica 29 giugno 2014 dal Corriere di Bologna.

La monorotaia e non solo: le spine delle coop

Le inchieste: a Bologna e ancor più a Milano e a Modena gli appalti ai big della cooperazione sono sotto la lente dei magistrati. Civis, Sant’Orsola, Policlinico di Modena e i finanziamenti a Terremerse e Cso. La navetta per il Marconi: senza i patti Ccc-Atc, oggi modificati, non ci sarebbero stati esposti e il People mover sarebbe già operativo

Se Ccc avesse adempiuto agli obblighi assunti per il project financing del People mover, non ci sarebbero stati esposti, interventi dell’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici e inchieste della magistratura penale e contabile. La navetta per l’aeroporto Marconi sarebbe già operativa. Bastava che Ccc costituisse la società di progetto senza la stampella di Atc (oggi Tper), società controllata dal Comune di Bologna e cioè dall’appaltante, assumendo i rischi della gestione come previsto dalla gara che aveva vinto anziché trasferirli su un soggetto pubblico. Gli «intralci», in questo caso amministrativi prima che giudiziari, nascono tutti da lì, tant’è che il progetto ha avuto il via libera dell’Autorità solo quando sono stati modificati i patti parasociali finiti a suo tempo nell’esposto di Daniele Corticelli e quindi nei fascicoli delle Procure, che poi magari procedono un po’ troppo lentamente ma questo è davvero un altro discorso.
Quanto al Civis, la situazione che coinvolge anche Ccc è ancora più delicata e grave. Non si parla infatti di presunti abusi d’ufficio ma di presunta corruzione. E soprattutto di un progetto che non stava in piedi dall’inizio, come gli stessi autisti di Atc non hanno mancato di osservare dal primo momento, costato decine e decine di milioni di euro, con i nuovi filobus chiusi in deposito e le orrende banchine che rimarranno a futura memoria.
Naturalmente c’è chi preferisce meno controlli ma è difficile attribuire una persecuzione nei confronti delle grandi cooperative a una Procura che, nel caso del maxi appalto (in project financing) da 300 milioni per la centrale termica, indaga i membri della commissione aggiudicatrice per aver favorito Manutencoop senza tuttavia ipotizzare reati a carico dei beneficiari, evidentemente beneficiati «a loro insaputa». Lì era uno scontro interno a Legacoop perché la denuncia veniva da Cpl Concordia. Poi il colosso è finito nei guai lontano da Bologna, per gli appalti della Città della Salute di Sesto San Giovanni al centro delle indagini sull’Expo milanese, perché il suo potente numero uno intrattiene rapporti con i veterani di Tangentopoli come Gianstefano Frigerio. E Ccc, insieme a Cpl Concordia e Coopservice, si impantana a Modena nell’inchiesta sugli appalti del locale Policlinico. Del resto a Bologna e in Emilia lavorano soprattutto le coop, specie con le pubbliche amministrazioni. Così anche i finanziamenti indebiti o poco chiari del settore Agricoltura della Regione vanno a Terremerse e al Cso di Ferrara, che poi finiscono al centro delle relative inchieste.

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