People mover, il sì mai così vicino: banche in campo per l’ok al credito

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People mover, il sì mai così vicino: banche in campo per l’ok al credito
 
La Regione ha stanziato 20 milioni. Roversi Monaco: «Segnale positivo»
di Olivio Romanini

Se stessimo parlando di un’altra opera, di qualsiasi altra opera, si potrebbe affermare con un certo grado di sicurezza che ogni tassello del puzzle sembra ormai essere andato al suo posto e che dunque si può finalmente partire. Ma visto che stiamo scrivendo del People mover, la navetta destinata a collegare la stazione all’aeroporto, un’opera maledetta ferma sulla casella del via da dieci anni, qualche prudenza in più è d’obbligo. L’ex assessore comunale Maurizio Zamboni, il primo a lavorarci (sembra da prima che Romano Prodi lanciasse l’idea) traduceva scherzosamente il nome dell’infrastruttura in «avanti popolo», ricordando la sua fede politica ma anche la fatica di andare avanti con la missione. Ora però sembra che si sia arrivati vicini alla partenza dei cantieri.

Qualche giorno fa la Regione ha confermato a bilancio uno stanziamento di circa 20 milioni che si vanno aggiungere ad altri 8 già erogati per la monorotaia. Che cosa è successo? Una parte del finanziamento originario disposto anni fa dalla giunta Errani era legato a fondi strutturali europei che potevano essere spesi solo se i lavori dell’opera fossero finiti entro il 2017. Diciamo che era un po’ rischioso visto che devono ancora cominciare. Di fatto quei soldi sono stati persi perché l’opera, per svariate ragioni, è rimasta impantanata per anni e la Regione ha dovuto tirarne fuori di propri che ora potranno essere spesi senza scadenze di termine. Questo intervento, certo non sbandierato ai quattro venti, pare aver di fatto sbloccato la situazione e avere dato la sufficiente tranquillità al pool di banche che deve finanziare l’opera che ha un costo che si aggira intorno ai 110 milioni di euro.

Non è un caso che proprio tra questa e la prossima settimana le tre banche coinvolte nel finanziamento, e cioè Intesa, Unipol e Unicredit, abbiano convocato i loro comitati crediti che saranno chiamati a decidere se approvare le delibere con le quali si stanzia il finanziamento. Siamo dunque alla stretta finale. I comitati crediti sono sovrani nella decisione, ma la sensazione è che siamo prossimi alla fumata bianca. Lo stanziamento di viale Aldo Moro, ha spiegato ieri Fabio Roversi Monaco, presidente di Banca Imi, la banca d’investimenti del gruppo Intesa-SanPaolo «è un segno molto positivo per la città e e per il suo aeroporto» Alla Marconi Express, la società che deve realizzare e gestire l’infrastruttura, vogliono prima incassare il risultato e non si sbilanciano. Che siamo agli ultimi cento metri lo conferma anche la decisione del sindaco Merola di convocare quello che si spera sia il vertice risolutivo a Palazzo d’Accursio tra il primo aprile e il giorno successivo (verrebbe da consigliare di aspettare il 2) per far partire il progetto.

L’amministrazione comunale in queste ore ha con il People mover il rapporto che i genitori hanno con i figli grandi che se la devono cavare da soli. Da un lato tifa perché si parta per davvero (i cantieri aperti prima del voto amministrativo del 2015 sarebbero un buon spot per il sindaco) e dall’altra aspetta alla finestra che Marconi Express produca tutta la documentazione necessaria per partire, consapevole che quello che doveva fare il Comune è già stato fatto. Il People mover, cinque chilometri di monorotaia sopraelevata che avrà il compito di portare in 7 minuti chi arriva alla stazione centrale e vuole andare in aeroporto, con fermata intermedia al Lazzaretto, è un’opera sfortunata che è finita anche nel mirino della Procura che ha contestato i reati di turbativa d’asta e di abuso d’ufficio per la gara bandita in project financing nel 2008. Tra l’altro il processo, che riguarda altri anche l’ex sindaco di Bologna Flavio Delbono (accusato solo di abuso d’ufficio), prenderà il via proprio nei primi giorni di aprile.

Insomma, dall’amministrazione vogliono evitare altri pasticci e in queste ultime settimane si sono dimostrati inflessibili: senza tutta la documentazione necessaria non si parte. L’amministrazione comunale vuole le massime garanzie anche perché è naturalmente preoccupata dell’impatto che potranno avere i cantieri. Il vero incubo per Palazzo d’Accursio è quello di iniziare i lavori e, per qualsiasi motivo, doverli poi sospendere. Ma una volta ottenuto il via libera delle banche non sarà difficile avere tutte le carte in regola.

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