People mover vertice in Regione, il Marconi in extremis rientra nella partita

Articolo di Enrico Miele pubblicato giovedì 2 aprile 2015 da la Repubblica – Bologna.

People mover vertice in Regione, il Marconi in extremis rientra nella partita

Si sblocca la partita del People mover. Un vertice a viale Aldo Moro, ieri sera, è servito a trovare un accordo di massima tra i soci pubblici sui fondi necessari a far partire i cantieri (in attesa dell’ok definitivo delle banche). La Sab, che gestisce lo scalo Marconi, ha promesso un finanziamento cash da tre milioni di euro come contributo per l’avvio dei lavori. Una promessa che ha permesso di sbloccare l’impasse provocata dal secco “no” dell’aeroporto a entrare come azionista diretto nella Marconi Express, la società che si occuperà di costruire, e poi gestire, la navetta sopraelevata. Torna così in pista, dopo mesi di attesa, il People mover. A far traballare l’opera in queste ultime settimane era stato l’imprevisto rifiuto della Sab a entrare nella compagine azionaria del People mover. Una promessa sulla quale contavano gli azionisti e le istituzioni. Da qui un duro braccio di ferro tra gli azionisti pubblici dell’aeroporto che si è concluso solo ieri: da un lato Comune di Bologna e Regione, convinti che la Sab dovesse rispettare i patti e comprare parte delle quote della Marconi Express; dall’altro la Camera di Commercio e gli stessi vertici dello scalo, che all’alba della quotazione in Borsa hanno preferito non entrare nella società del People Mover, convinti che presentarsi agli investitori “zavorrati” dall’investimento nella navetta potrebbe essere controproducente. Il muro contro muro è andato avanti per settimane, con una serie di vertici e telefonate incrociate tra il sindaco Virginio Merola, il presidente camerale Giorgio Tabellini, quello dell’aeroporto Enrico Postacchini e Rita Finzi, numero uno della Marconi Express. A dare una mano alla trattativa ci ha pensato il governatore Stefano Bonaccini, staccando un assegno da 20 milioni di euro per convincere gli istituti di credito a finanziare l’infrastruttura e a sciogliere gli ultimi dubbi. Fondi, già previsti, che si sono sommati a quelli già spesi in fase di progettazione (circa otto milioni) nel corso di questi anni. Il tentato “strappo” da parte dello scalo ha rischiato seriamente di far saltare l’opera. Poi, a furia di mediazioni, la monorotaia è tornata in pista. Sab c’è, ma solo come «spettatore» (definizione usata da Postacchini durante la presentazione del bilancio di via del Triumvirato). Verserà tre milioni di euro e si terrà alla larga dall’azionariato della Marconi Express (dentro al quale restano solo il Ccc, Consorzio cooperative costruzioni col 75%, e l’azienda di trasporti Tper col restante 25%). L’intreccio è complesso, visto che la Camera di Commercio ha la maggioranza dello scalo, mentre gli enti locali sono azionisti sia dell’aeroporto sia del People mover, tramite Tper. Il People mover, è bene ricordarlo, riguarda i passeggeri che dalla stazione ferroviaria del centro di Bologna vorranno raggiungere i terminal di via del Triumvirato. Superate le tensioni ora manca soltanto l’ok finale delle banche per aprire finalmente i cantieri e posare la prima pietra dell’opera. Il costo del progetto, lievitato nel tempo, si aggira sui 110 milioni di euro. Tolti quelli di viale Aldo Moro, ne servirebbero almeno altri 80.

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