People mover, l’aeroporto c’è. Oggi il summit dei soci dell’opera

Articolo di Olivio Romanini pubblicato martedì 5 maggio 2015 dal Corriere di Bologna.

People mover, l’aeroporto c’è. Oggi il summit dei soci dell’opera

Marconi Express sancirà l’ingresso di Sab. Fiducia per l’ok delle banche

Oggi si riunisce l’assemblea dei soci di Marconi Express, la società che dovrà realizzare e gestire il People mover, la navetta sopraelevata destinata a collegare la stazione di Bologna e l’aeroporto Marconi. All’ordine del giorno c’è la modifica dello statuto e dei patti parasociali per recepire l’ingresso in partita di Sab, la società di gestione dell’aeroporto che ha deciso di partecipare, con una formula a metà tra un finanziamento e l’ingresso come azionista. La decisione dell’aeroporto, mancherebbero ancora alcuni dettagli, arriva dopo una lunghissima riflessione probabilmente legata anche alla necessità di non interferire con il percorso di quotazione in Borsa. Naturalmente i patti parasociali e lo Statuto verranno modificati non per fare un esercizio di stile ma in ordine all’avvio imminente dei cantieri dell’opera che è previsto per la prima settimana di giugno. In realtà ci sono due questioni che scorrono in parallelo. Da un lato la Marconi Express ha esigenza di iniziare il prima possibile i lavori (si fa per dire visto che dell’opera si discute da dieci anni) perché c’è un impegno con Rete ferroviaria italiana su una data di fine lavori piuttosto stringente. Per questo con il Comune ha già concordato, nero su bianco, di far partire i cantieri la prima settimana di giugno. Ma c’è un secondo aspetto assolutamente rilevante che deve andare a posto: l’ok formale di tutte le banche. Nelle scorse settimane è arrivata la delibera di Unipol Banca mentre è attesa per questa settimana la decisione e nel caso positivo, l’eventuale delibera, del comitato crediti di Unicredit. Poi manca Banca Imi che però, secondo i bene informati, sarebbe stata rassicurata dall’intervento dell’aeroporto. Questa partita si è trascinata per talmente tanto tempo che vedere aprire i cantieri appare come una specie di miracolo, ci sono diversi soggetti in campo e ognuno di questi doveva essere evidentemente rassicurato da qualcun altro, forse anche perché il clima per le grandi opere (o medie) non è tra i più positivi. A rassicurare tutti ci ha pensato ormai diverse settimane fa la Regione che, dopo che si erano persi i fondi europei legati a quest’opera, ha rimesso mano al portafoglio mettendo sul piatto venti milioni di euro sui 120 complessivi. Parallelamente ai passi in avanti sul lato operativo prosegue poi il dibattito surreale della politica. C’è chi è sempre stato legittimamente contrario all’opera e continua la sua opera di protesta. E poi c’è il Pd. Che riapre continuamente dibattiti su opere che il Pd delibera e poi non riesce a fare. Con un unico dubbio legittimo: la tecnologia scelta è quella più idonea? Certo dieci anni fa era più innovativa.

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