Bufera People mover, esulta il fronte del no. Il Comune: «Il contratto andava rispettato»

Articolo di Gianluca Rotondi pubblicato il 31 dicembre 2015 dal Corriere di Bologna.

Bufera People mover, esulta il fronte del no. Il Comune: «Il contratto andava rispettato»

Il comitato accusa l’amministrazione: «Fittizio l’avvio dei lavori e manca la copertura finanziaria». I pm passano al setaccio l’iter del nuovo accordo con Marconi Express, presto nuove audizioni. I No People mover: «Finzi ha scritto che al 30 ottobre mancavano i fondi necessari». Il Comitato: “Dalla giunta solo parole, i soldi delle banche non ci sono e quando ci saranno al massimo copriranno il 90,45%”. Uguccioni: “Senza accordo il contratto sarebbe saltato, in Comune non ci sono copie del processo in corso sulla gara”
Bocche cucite in Comune e nessun commento ufficiale all’inchiesta bis sul People mover che stavolta mette nel mirino gli atti della giunta Merola e, in particolare, l’accordo integrativo di fine ottobre firmato con Marconi Express che ha dato il via libera ai lavori della monorotaia pensata per collegare aeroporto e stazione. Un’opera già sotto processo e la cui gara è ritenuta irregolare dalla magistratura che ora vuole capire se nel recente rinnovo della concessione del 2009 siano stati commessi illeciti. Canta vittoria, naturalmente, il comitato No People mover che ha chiesto il sequestro preventivo dei finanziamenti e dei cantieri, innescando di fatto il nuovo fascicolo dei pm Giuseppe Di Giorgio e Antonella Scandellari che ipotizza contro ignoti l’abuso d’ufficio e il favoreggiamento. In una nota il comitato accusa il Comune «d’aver costantemente mentito sull’iter dell’opera e sulla sua copertura finanziaria». Secondo il comitato i lavori non sono mai partiti: «Si è trattato di un annuncio fittizio. Il sospetto è che, non avendo Marconi Express rispettato realmente la data ultima di scadenza per l’avvio dei lavori, il Comune abbia voluto ignorare questa mancanza, evitando così di escutere le fideiussioni emesse a garanzia dei lavori». L’altro tema riguarda il finanziamento dell’opera. Nella nota viene citata una lettera del 30 ottobre a firma di Rita Finzi, presidente di Marconi Express, la concessionaria composta da Ccc e Tper che dovrà costruire e gestire l’opera, in cui si sosterrebbe che «le delibere assunte dagli istituti di credito, sommate ai fondi investiti da Ccc e Tper raggiungono il 90,45% dei fondi necessari». In altre parole, attacca il comitato, «le rassicurazioni che aveva dato la giunta ben prima del 30 ottobre erano solo parole: i soldi delle banche non ci sono ancora e quando ci saranno non copriranno il 100%». Da Marconi Express nessuna replica ufficiale. A taccuino chiuso si dice che la copertura c’è perché nel frattempo sono arrivate le delibere delle banche e i finanziamenti promessi da Sab. Discorso diverso per i cantieri, che oggettivamente procedono a rilento rispetto agli annunci di fine ottobre. Nelle aree interessate si intravedono a malapena «le piste» per far passare i mezzi e poco altro. «A gennaio si vedranno risultati tangibili», assicurano dalla concessionaria. Fin qui l’aspetto politico-finanziario. Ma la nuova inchiesta punta a capire se con l’accordo firmato da Comune e Marconi Express, che ha modificato durata della concessione, tariffe del servizio e curve di traffico prevedendo un ulteriore prezzo in favore del concessionario, siano stati commessi illeciti. Per questo gli inquirenti stanno passando al setaccio la documentazione e presto potrebbero sentire gli attori della partita. La Procura vuole capire perché il Comune ha deciso di dare il via ai cantieri sebbene quel contratto sia ancora sub iudice. Confortati da pareri legali e consulenze, da Palazzo d’Accursio sostengono che, senza un pronunciamento dei giudici sulla regolarità della gara, uno stop unilaterale avrebbe esposto l’amministrazione al pagamento di penali e a perdite per 20 milioni. Il segretario generale del Comune Luca Uguccioni ha spiegato ai pm che l’amministrazione si riteneva vincolata al rispetto degli impegni contrattuali e che se non avesse accettato la richiesta di Marconi Express di procedere con il contratto integrativo entro il 31 ottobre, il contratto sarebbe saltato. In merito all’inchiesta madre sulla presunta gara irregolare, Uguccioni ha riferito che in Comune non erano state acquisite copie degli atti del procedimento penale e di aver ricevuto solo informazioni sintetiche da altri dirigenti.
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