I nuovi obiettivi ora sono Fiera e Fico. Merola sposa l’ipotesi allungamento

Articolo di Olivio Romanini pubblicato il primo novembre 2015 dal Corriere di Bologna.

I nuovi obiettivi ora sono Fiera e Fico. Merola sposa l’ipotesi allungamento

 

Finzi: Credo si possa fare un People mover dalla stazione al Caab che passi per la Fiera, ma non riguarda la nostra società

Tempo fa si era già parlato del progetto di allungare il People mover o, se si preferisce, di realizzare un secondo braccio per collegare la stazione con il quartiere della Fiera e Fico, la nuova cittadella del cibo che sorgerà al Caab a fine 2016, visto che raggiungere il nuovo polo in autobus non è il massimo. Ma il dibattito restava sotto traccia per una obiezione molto pragmatica: non si riesce nemmeno a costruire la prima tratta stazione-aeroporto, figuriamoci pensarne uno sviluppo. Ora che i lavori sono partiti, il dibattito è almeno un po’ più realistico. Tanto che a lanciarlo indirettamente è stato il sindaco Merola in prima persona che ieri sul tema ha detto: «Stiamo preparando uno studio di fattibilità per studiare altri collegamenti. Si tratta di arrivare al Caab attraversando il Tecnopolo e la Fiera. Quindi prima di ogni altra cosa bisognerà fare un’analisi dei flussi potenziali di passeggeri». Finora si era parlato di utilizzare anche per questa seconda possibile tratta la stessa tecnologia, ma ieri sia Merola che l’assessore Colombo non hanno escluso alcuna ipotesi e hanno lasciato aperto anche alla possibilità di un collegamento ferroviario. Si vedrà. L’idea piace a Marconi Express: «Sì, credo si possa fare un People mover dalla stazione al Caab che passi per la Fiera, ma non riguarda la nostra società — ha spiegato Rita Finzi —. Noi ci occupiamo della prima tratta, questo è il contratto in concessione e il suo equilibrio lo trova con questi passeggeri che arrivano dall’aeroporto alla stazione. In ogni caso penso che se si facesse sarebbe un sistema corretto, veloce e disancorato dal traffico. In tante altre città vengono serviti in questo modo luoghi particolari dove devono arrivare tante persone». A essere tranchant, se tra dieci anni Bologna avesse collegamenti veloci sopraelevati tra i principali poli della città si potrebbe dire che si è fatto sopra, con vent’anni di ritardo, quello che si poteva fare sotto con il metrò di Guazzaloca, a suo tempo ostacolato dalla Regione. Quel progetto, sebbene di una complessità tecnica molto più rilevante, aveva il principale obiettivo di collegare la stazione sia con la Fiera che con l’aeroporto con un braccio che poi arrivava alla Staveco. Ma è storia passata. Il messaggio che ieri ha voluto mandare il sindaco va oltre l’opera in sé e guarda al medio periodo: «Il People mover è sostenibile da tutti i punti di vista e aumenterà l’attrattività di Bologna. Stiamo uscendo dalla crisi: questo è il mandato del fare». Visto il ritardo accumulato il trenino rischiava di arrivare già superato. Ma in questo senso ha aiutato non poco gli amministratori lo sviluppo che in questi anni hanno avuto il turismo e l’aeroporto. Merola ha ricordato che negli ultimi dieci anni lo scalo bolognese è stato il primo aeroporto in Europa per crescita di passeggeri. Un altro indizio per il sindaco che la grande crisi è alle spalle.

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