People mover gli espropriati battono cassa

Articolo di Enrico Miele pubblicato il 4 novembre 2015 da la Repubblica – Bologna.
People mover gli espropriati battono cassa

In tre contestano gli indennizzi. Le Poste, Maccaferri e l’Emilianauto.

In attesa dei contenziosi giuridici i cantieri non si fermeranno. E oggi il comitato contrario all’opera presenta in procura il suo terzo esposto

Partiti i cantieri e sfumato il rischio che Marconi Express debba pagare 3,6 milioni di euro a Palazzo d’Accursio a causa dei ritardi, ora tocca agli espropri dei terreni dove sorgerà il People mover. In tre casi, i proprietari delle aree hanno rifiutato i rimborsi, giudicandoli troppo bassi: sono il gruppo Maccaferri, Poste Italiane e la concessionaria Emilianauto. Per ottenere questi lotti, la società di Rita Finzi ha offerto in tutto 283mila euro. Ma il loro “no” non mette a rischio i lavori perché, in attesa dei contenziosi giudiziari sul prezzo dei terreni, si andrà avanti lo stesso. In Comune, infatti, sono in attesa che la Marconi Express e il Consorzio Coop Costruzioni, come prevede la legge, depositino gli indennizzi nelle casse del ministero dell’Economia e scatterà l’esproprio. I costruttori sul “toto espropri” si dicono tranquilli. Il loro obiettivo, fanno sapere, è aprire il prima possibile i cantieri nei diversi punti del tracciato che dallo scalo porterà i passeggeri alla stazione ferroviaria. A notificare l’atto sarà il Comune per conto del Ccc, concessionario dell’opera che dovrebbe vedere la luce entro il 2018. Per prime toccherà alle aree a ridosso di via del Triumvirato oggi delle famiglie Monti, Turra e della holding Seci dei Maccaferri: quasi 2mila metri quadrati che valgono, secondo la perizia delle coop, 106mila euro. Poi ci sono i terreni della Cave Reno, sempre del gruppo Maccaferri: 713 metri quadrati prezzati in questo caso 3mila euro. Entrambi i lotti, assicura Giuliano Montagnini dell’immobiliare Seti Real Estate «per noi non sono di grande rilievo, si tratta di piccoli terreni». Più intricato il caso delle aree alle spalle della stazione dell’Alta velocità, dove “atterrerà” la navetta. Oltre 3.600 metri quadri sono delle Poste, che ha rifiutato 169mila euro come rimborso. L’ultima è la Emilianauto di via dei Carracci, che dovrà sacrificare 45 metri quadri che oggi la concessionaria usa per posteggiare le auto in vendita. In cambio, Marconi Express offre 5.062 euro e il patron Romano Bernardoni è imbufalito. Nell’attesa, il presidente dell’aeroporto Enrico Postacchini smorza le polemiche: «Dobbiamo credere in quest’opera. Quando ci sarà il treno, lo prenderanno tutti, anche quelli che ora non lo vogliono». Quanto ai cantieri, che al momento si limitano a qualche paletto, «a giorni si vedrà qualcosa di più concreto». II comitato “No People mover” però non si arrende e tornerà anche oggi in procura per consegnare un esposto, il terzo, contro il progetto: «L’opera alla fine non si farà. Le irregolarità porteranno al blocco dei cantieri e noi festeggeremo in piazza Maggiore» profetizza Lorenzo Alberghini.

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