Ecco il People mover. 80 piloni di cemento alti fino a 18 metri

Articolo di Eleonora Capelli e Enrico Miele pubblicato domenica 10 luglio 2016 da la Repubblica – Bologna.

Ecco il People mover. 80 piloni di cemento alti fino a 18 metri

A cantiere finito le colonne saranno 123 lungo un percorso di cinque chilometri. In tutto sono 80 i piloni già costruiti nel tratto che separa la stazione ferroviaria dall’aeroporto Marconi. La monorotaia tra aeroporto e ferrovia trasporterà i viaggiatori in sette minuti

Il People mover è uscito dal rendering, il cemento sostituisce i tratti a matita del progetto. Ottanta piloni posati nella tratta dall’aeroporto al Lazzaretto, con 100 operai e tecnici al lavoro (anche ieri il cantiere era aperto), sono la prima “prova” tangibile che dopo anni di progetti, piani finanziari, discussioni, esposti e indagini della Procura, la monorotaia che porterà in 7 minuti dalla stazione all’aeroporto non è solo un’opera di carta. I lavori saranno lunghi, almeno altri due anni per vederla completata, ma intanto i “monoliti” in cemento tra i 5 e i 18 metri che si snodano lungo una parte della tratta prevista sono un concreto inizio.

Chi non è partito per il mare ha potuto vedere sorgere questa piccola “Stonehenge” nostrana dalla rotonda Tommasina Guidi, tra via Manzi e via Terracini, attraverso il Lazzaretto e verso l’aeroporto. Chi invece è partito per le vacanze avrà notato i lavori al Marconi, nell’area degli arrivi. Ci sono già ottanta piloni sui 123 che l’opera finita comprenderà, la maggior parte alti tra 5 e 6 metri, mentre alcuni arrivano a misurarne 18, in corrispondenza delle cave ormai in disuso che la monorotaia sorvolerà. Naturalmente c’è già stato qualche ritrovamento archeologico, e quindi due degli 80 piloni sono in una fase di realizzazione diversa dagli altri, ma si può dire senza alcun dubbio che l’opera è partita. I piloni alla fine comporranno un lungo nastro che si snoderà per 5 chilometri, con le tipiche forme arrotondate che sono il marchio di fabbrica dell’architetto Massimo Iosa Ghini, autore anche del progetto delle pensiline e della stazione. La stazione sarà quella della fermata “Lazzaretto”, a due piani, il punto del percorso dove si incroceranno le navette che marciano nelle due diverse direzioni. Il People mover parte in salita, e non è un modo di dire: dalla stazione di Bologna, dove i tornelli per accedere alla pensilina saranno all’altezza del binario 15 e 16, a solo due rampe di scala mobile dall’arrivo dei treni ad Alta Velocità, la monorotaia piano piano salirà di quota fino all’aeroporto, dove giungerà al livello dell’area degli arrivi. Il progetto è noto da tempo ma i piloni in cemento rendono meglio di qualsiasi rendering l’idea del lungo attraversamento sopraelevato che permetterà di percorrere in poco più di 7 minuti un percorso di 5 chilometri.

Anche se si tratta di realizzazioni imponenti, le parti costruite finora non sono le più complesse, perché è la parte tecnologica quella più delicata. Sopra i piloni di cemento alla fine dell’anno è prevista la posa del “cassone” della monorotaia dove correrà il treno. Cioè una trave a cassone, una specie di lungo tubo metallico su cui correrà il veicolo.

Anche se l’anno decisivo per l’avanzamento dei lavori sarà il 2017, si stima che l’opera sia giunta oggi al 20% di realizzazione e i prossimi mesi saranno decisivi. Perché in agosto Rfi dovrebbe consegnare le aree tra il Lazzaretto e via Carracci (già oggi si trovano in stazione centrale i cartelli in italiano e in inglese attorno all’area dei lavori che spiegano il cantiere) e così si potrà completare il lungo nastro disegnato dai piloni. Sui cantieri pende poi ancora la controversia con Romano Bernardoni di Emilianauto. Non si parla più di un esproprio di quel terreno ma di un uso temporaneo, per mettere la gru che appoggerà sui piloni la trave metallica che farà da binario. Ma anche su questa nuova versione non si trova l’accordo, e ora gli ingegneri sono al lavoro per trovare il modo di evitare del tutto il terreno di Bernardoni, con una soluzione alternativa.

Tra mille peripezie, indagini e processi della Procura e della Corte dei conti, tra le proteste dei comitati contrari all’opera, il People mover viene quindi alla luce. I lavori erano iniziati lo scorso novembre un po’ in sordina, lo stesso sindaco Virginio Merola si spazientì dicendo: «Mi piacerebbe capire se quest’opera è illegittima o meno altrimenti io devo andare avanti». Adesso, dopo carotaggi e lavori preparatori, l’opera prende forma sotto gli occhi dei bolognesi rimasti in città. Mentre i comitati continuano a ritenerla: «inutile, dannosa e costosa».Foto 2_100716

 

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