Priolo sul People Mover: «Problematico. Bene per i turisti, ma non basta»

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Traffico, Priolo frena già sulla pedonalità. L’opposizione fa guerra alla sua nomina

Il neoassessore: «Dobbiamo garantire gli spostamenti dei cittadini». Sul People Mover: «Problematico. Bene per i turisti, ma non basta». Forza Italia studia ricorso per la doppia carica

1 settembre 2016
BOLOGNA — Già due giorni fa, al suo debutto da assessore comunale, Irena Priolo era stata piuttosto chiara, dicendo che non disconosceva il lavoro fatto in passato, ma che «andava fatto in maniera più empatica, perché il legame con la città si era interrotto». Mercoledì il neoassessore alla Mobilità del Comune di Bologna ha fatto un passo in più, smontando definitivamente l’era di Andrea Colombo e dicendo che anche sulle pedonalizzazioni, mantra dello scorso mandato, serve più attenzione.

PEDONALIZZAZIONI — «Io non sono contraria alle pedonalizzazioni — ha detto Priolo a Radio Città del Capo — penso però che su questo bisogna lavorare in maniera molto più attenta. È un bell’obiettivo, ma non si può pensare di lavorare oggi senza vedere come si integrano con il raggiungimento degli obiettivi di mobilità sostenibile e gli spostamenti dei cittadini». Il tono del discorso è cortese, ma nella sostanza si tratta di mettere totalmente in discussione la linea di Colombo. Per la verità, al netto dei T days, non è che nello scorso mandato siano state fatte grandi pedonalizzazioni, visto che si è anche rinunciato al progetto (inserito nel programma di Merola) di pedonalizzare la Cerchia del Mille. In ogni caso la gestione delle poche pedonalizzazioni evidentemente è stata problematica se oggi anche a Palazzo d’Accursio riconosce che bisogna cambiare linea. Da quando è stato clamorosamente silurato dalla giunta (ancora la notte della vittoria Merola disse che sarebbe stato nella sua squadra) l’ex assessore si è trincerato in un lungo silenzio e finora non ha mai dato la sua versione dei fatti. Certo, ora in ballo c’è la poltrona metropolitana che fu di Priolo, quella di assessore alla Mobilità della Città metropolitana per la quale girano i nomi di Marco Lombardo (Pd) e dello stesso Colombo, ma è difficile pensare che all’ex assessore sia fatta questa offerta e, soprattutto, che lui la accetti.

IL NODO PEOPLE MOVER — Ma sul tavolo di Priolo c’è anche un altro dossier da affrontare, quello che riguarda la realizzazione del People mover, la monorotaia destinata a collegare la stazione all’aeroporto. In realtà c’è poco da fare, perché l’opera ormai è in costruzione, ma anche su questo fronte l’assessore non ha nascosto le sue perplessità. Ieri il Corriere di Bologna ha dato conto dei numeri sull’affidabilità del mezzo e ha evidenziato che, per funzionare in modo regolare, avrà bisogno di una manutenzione molto accurata e costosa. Sempre in radio Priolo ha definito il People mover «problematico», anche se ha aggiunto che «con un cantiere avviato non si torna indietro». Ma soprattutto, per il neoassessore, la monorotaia non basta: «Questa opera è stata molto dibattuta in questi anni da molti punti di vista — ha spiegato in un altro passaggio dell’intervista radiofonica — è stato importante mandare avanti un cantiere così problematico, ma bisogna fare un ragionamento più complessivo sulla mobilità e cercare di capire come anche il People mover può collocarsi all’interno di un disegno più compiuto dei collegamenti della città». Quel «problematico» detto da Priolo non è necessariamente un giudizio di valore e la sua è anche una constatazione. Però non c’è il pericolo di strumentalizzare le sue parole, perché è dall’insieme del ragionamento che si evince chiaramente che l’opera non la entusiasma. Diciamo che il People mover «potrà essere un grande oggetto di brand per Bologna», si limita a dire a chi le chiede di spiegare meglio il suo pensiero in serata. Cioè sarà un grande biglietto da visita, qualcosa che di solito i turisti trovano nelle grandi città, ma per risolvere i problemi della mobilità verso l’aeroporto servirà fare anche altro. Per il resto quel che è fatto è fatto. Ma per l’assessore un mezzo che porta 35 persone alla volta non può essere sufficiente ed è per questo che bisognerà farsi venire altre idee. «Non possiamo fermarci al People mover, dovremo lavorare per collegare la nostra stazione non soltanto all’aeroporto, ma anche ad altri punti della città». Come terzo giorno da assessore può bastare, prima dell’ultimo appuntamento di ieri sera allo Spazio Donne della Festa dell’Unità: in contemporanea con il sindaco Merola, ma in un altro dibattito sulla riqualificazione e rigenerazione urbana.

LA GUERRA ALLA DOPPIA CARICA — Doppio incarico e People mover, su questo doppio binario le opposizioni provano a rendere difficile la vita di Irene Priolo. I due ruoli del sindaco di Calderara di Reno — ora anche assessore alla Mobilità di Palazzo d’Accursio — sono materia di studio (legale) per Forza Italia, mentre la monorotaia è da sempre argomento «caldo» per il M5S. Per ora la traccia è appena accennata. Ma il capogruppo di Forza Italia in Comune Marco Lisei è intenzionato ad andare fino in fondo. «C’è un profilo giuridico che va approfondito che potrebbe porre Irene Priolo in una posizione di incompatibilità », spiega. Forza Italia è convinta insomma che il doppio incarico si presti a indebolire Merola ben oltre le schermaglie di giornata. «L’opportunità politica di questa nomina è evidente a tutti», insiste il capogruppo forzista, che arriva ad evocare un potenziale conflitto di interessi. «C’è la possibilità — dice — che la Priolo sia chiamata a decidere nell’interesse dei bolognesi e a discapito degli abitanti di Calderara. E allora che cosa farà? Ma io voglio verificare se ci sia anche una incompatibilità giuridica ».

PRONTI AL RICORSO — Ora è quindi il momento di appurare la percorribilità di questa strada: se le risposte saranno positive, allora Lisei sarà pronto a ricorrere al Consiglio di Stato e, parallelamente, al ministero degli Interni. L’altro capitolo riguarda il discusso People mover. Dal neoassessore alla Mobilità è arrivata una frenata sulla monorotaia stazione-aeroporto, a suo avviso un’infrastruttura non sufficiente a risolvere i problemi di viabilità cittadini. Ma è pur sempre un’opera che adesso si trova sotto la sua attenta supervisione. Il Corriere di Bologna ha raccontato del dossier sul rischio guasti per la navetta, con possibili stop ogni sei giorni che rendono necessario un terzo mezzo e una squadra di emergenza per rimediare. Per lo studio, scritto da esperti indipendenti, il sistema resta affidabile, ma Bugani non è comunque sereno. «Il People mover è un trabiccolo da parco giochi, tanto inutile quanto costoso. L’unico esempio era a Mosca ed è stato dismesso dopo pochi anni. Lo urliamo da anni completamente inascoltati — attacca il capogruppo M5S — così come sei anni fa ci scagliavamo contro il Civis, poi fermato dalla Procura. Probabilmente accadrà la stessa cosa anche con il People mover».

LA DIFESA DI LEPORE — Eppure la terza giornata da assessore della Priolo non è stata segnata solo dagli attacchi delle minoranze in Consiglio comunale, ma anche dalla difesa di un big della giunta Merola, l’assessore all’Economia Matteo Lepore. Non è la prima volta che il braccio destro di Virginio Merola si spende in difesa di quella che è ora a tutti gli effetti una sua collega di giunta. È capitato già in passato, a dispetto dei retroscena politici all’interno del Pd, che prevedono nel 2021 una sfida proprio tra i due (al termine di questo secondo mandato per il sindaco). Quel che accadrà in futuro lo si capirà nei prossimi anni, di certo ora c’è che per Lepore la «questione matrimoniale» sollevata dal capogruppo M5S (Priolo è sposata con il deputato Pd Andrea De Maria, che un anno fa si pronunciò contro il bis di Merola) è «davvero offensiva», attacca. «Non credo che queste argomentazioni siano dignitose per la nostra città. Priolo merita di essere valutata per quello che fa come amministratrice», rivendica l’assessore all’Economia. Come doppia amministratrice, viene da aggiungere, perché ora i bolognesi dovranno valutare quello che farà sul fronte del traffico, mentre i cittadini di Calderara la misureranno sul fronte della gestione del Comune. Ma pure su questo punto, per Lepore, non ci sono problemi da segnalare perché, come ha già sottolineato Merola, il tema del doppio incarico si era già presentato in Città metropolitana con alcuni sindaci che, gratuitamente, svolgono da due anni il ruolo di «consiglieri delegati». Chi di doppi ruoli ne sa qualcosa è il sindaco di Crevalcore e senatore democratico Claudio Broglia. Quando fu eletto a Palazzo Madama decise di non dimettersi dal Comune e per questo fu anche lui al centro di molte critiche. «Molti strumentalizzano, si fa fatica a spiegare che l’impegno è grande. Io però non mi sento part time ma a tempo pieno. E poi percepisco solo lo stipendio da senatore», racconta. Per il futuro però le cose cambieranno: «Non è mia intenzione ricandidarmi a senatore, voglio finire il mio mandato da sindaco».

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