Luca Bottura – Navetta capitale

http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/cronaca/2016/5-settembre-2016/navetta-capitale-240868122477.shtml

Navetta capitale

In fila al Marconi, il taxi non c’è. E il People mover?

Alberto Cottica è una figura poliedrica: economista, musicista, futurologo applicato che immagina e realizza scenari sociali integrati con il web. Ha fama internazionale praticamente in ogni campo che abbia frequentato. Ed è anche un mio amico. Così, ieri, ho letto un suo post su Facebook nel quale raccontava di essere atterrato al Marconi e di essersi ritrovato in compagnia di altre sessanta (60) persone ad aspettare un taxi. Ne è arrivato uno (1) dopo cinque (5) minuti. Quando ha provato a lanciare Uber (la app che governa le autoblu in tutto il mondo civilizzato) gli è stato risposto che qui da noi è vietata. Commento di Alberto, sconsolato: «Bologna, se vuoi fare la capitale italiana dell’innovazione sociale dovrai impegnarti molto di più».

Io abbraccerei chiunque ritenga che Bologna possa diventare la capitale italiana di qualunque cosa, fosse anche la mortadella vegana. Intanto però stiamo per diventare capitale del People mover (in italiano, navetta).

Il People mover, se è vero quel che ho letto e che umilmente riporto: 1) Sarà pronto forse tra due anni. 2) Costerà un botto a corsa: basta essere in due e conviene il taxi. 3) Corre — nel progetto — a fianco di una tangenziale che dovrebbe essere allargata, quindi c’è il rischio che i piloni in costruzione possano essere buttati giù come birilli. 4) Dichiara cinquanta (50) posti a sedere — ma per qualcuno trenta (30) è già un numero ottimistico — e una frequenza prevista di 7 minuti e mezzo. Ergo la metà di quei sessanta in attesa avrebbero impiegato almeno mezz’ora per arrivare in città da un aeroporto che è praticamente dentro le mura. Figurarsi nei casi, immagino rari, nei quali il Marconi ospita più di cinquanta viaggiatori. 5) La portata dichiarata massima è di 400 viaggiatori all’ora. Cioè due/tre aerei. Anche qui immagino che l’arrivo di un terzo/quarto velivolo sia un evento non previsto.

Nell’attesa di capire se possiamo diventare capitale di qualcosa, suggerirei perciò di guardare al passato. Ad esempio alla vicenda del Civis, un funambolico spreco di denaro per un’opera velleitaria nata già vecchia. Il neoassessore Priolo ha definito il trenino per l’aeroporto una «cosa complicata», probabilmente perché va a elettricità mentre il Comune lavora a un piano traffico a favore del carbon fossile. Ma non è complicata: è il Civis atto secondo.

E anche se mai ci saranno contraccolpi nelle urne, perché a Bologna c’è la peggiore opposizione del sistema solare, è persino possibile che si possa ripensare un aggeggio che, a regime, se sono veri i dati dichiarati, farà il solletico al traffico e ci sarà costato tantissimo. Finito. Spero che nel frattempo il taxi di Alberto sia arrivato.

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