People mover, la cordata sconfitta chiede 1,4 milioni

Articolo di Enrico Miele pubblicato martedì 8 novembre 2016 da la Repubblica – Bologna.

People mover, la cordata sconfitta chiede 1,4 milioni

I legali delle società Acciona e Ghella presentano il risarcimento danni: accordo occulto tra i vincitori

Nonostante i cantieri del People mover siano partiti da più di un anno, restano accesi i riflettori sul bando pubblico fatto a suo tempo per assegnare l’opera. A battere cassa è la cordata delle ditte sconfitte, formata dagli spagnoli di Acciona e dalla romana Ghella, che chiedono 1,4 milioni di euro come risarcimento delle spese sostenute per partecipare alla gara d’appalto. La richiesta è stata fatta ai giudici del tribunale di Bologna, che devono giudicare sette imputati, tra cui Piero Collina, ex numero uno del Consorzio cooperative costruzioni (Ccc) e Francesco Sutti, che allora guidava l’azienda di trasporti Atc (oggi Tper). Non sembra esserci pace per il progetto della monorotaia sopraelevata che tra un paio d’anni, se tutto andrà liscio, collegherà l’aeroporto Marconi e la stazione. Ad avanzare ieri in udienza la richiesta di risarcimento è stato l’avvocato Giuseppe Bellomo, che rappresenta la cordata perdente come parte civile sul reato di turbativa d’asta. In aula è intervenuto anche il comitato “No People mover” attraverso l’avvocato Domenico Morace, che ha chiesto ai giudici di «quantificare il danno con metodo equitativo» (cioè assegnando al comitato, in quanto parte civile, la somma che i giudici riterranno opportuna). Entrambi i legali si sono accodati alle richieste di pena, avanzate nella scorsa udienza, dai pm Giuseppe Di Giorgio e Antonella Scandellari: un anno e quattro mesi per l’ex sindaco Flavio Delbono e l’ex assessore al Bilancio Villiam Rossi, accusati di abuso d’ufficio; un anno e sei mesi, oltre a una multa di 800 euro a testa, per Collina e Sutti, imputati anche di turbativa d’asta e un anno, sempre per abuso d’ufficio, alla dirigente comunale Francesca Bruni (chiesta, invece, l’assoluzione per gli altri due dirigenti Cleto Carlini e Patrizia Bartolini). Entro fine mese è attesa la sentenza. Dopo l’aggiudicazione dell’appalto, Ccc e Atc costituirono la società Marconi Express. Parte da qui l’avvocato Bellomo per spiegare come durante il processo «sia emerso un palese accordo occulto tra le due società». Se Acciona e Ghella avessero saputo prima del bando che Ccc si sarebbe alleata con Atc, è il suo ragionamento, non avrebbero partecipato alla gara. «Siamo qui per tutelare l’interesse pubblico, vista l’assenza del Comune e Tper, che la procura aveva indicato come persone offese nella richiesta di rinvio a giudizio» aggiunge Morace.

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