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Manifestazione di protesta delle lavoratrici dell’aeroporto: il cantiere del People Mover comporta lo spostamento del parcheggio a loro riservato in una zona molto più scomoda

15 giugno 2016

Questa mattina in aeroporto manifestazione delle lavoratrici alle quali viene tolto il parcheggio, spostandolo di 2 km., per far posto ai piloni del People Mover. Queste lavoratrici fanno i turni, i primi iniziano alle 4 di mattina, non è simpatico immaginarle a quell’ora percorrere 2 km. di strada mentre intorno non c’è quasi nessuno. E tutto questo per far posto a un’opera inutile, costosa da costruire e non redditizia da gestire. Quindi queste lavoratrici sono “bastonate” due volte: come lavoratrici e come cittadine che dovranno subire i costi di gestione. Il comitato NO PEOPLE MOVER era con loro. La manifestazione consisteva nel percorrere a bassa velocità la rotonda davanti al parcheggio 2 mentre altri distribuivano voltantini ai passeggeri delle auto in corsa.

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Processo People Mover – Report sintetico sull’udienza di venerdì 8 gennaio 2016

Venerdì 8 gennaio 2016 Lorenzo Alberghini e Sergio Brasini del Comitato No People Mover hanno presenziato all’intera udienza del processo sul People Mover che si è tenuta presso l’aula 11 del Tribunale di Bologna. A presiedere il collegio dei giudici non è più Grazia Nart, ma Luisa Raimondi. Erano presenti in aula gli imputati Patrizia Bartolini, Francesca Bruni, Cleto Carlini, Piero Collina. Assenti invece gli imputati Flavio Delbono, Francesco Sutti e Villiam Rossi. L’avv. Domenico Morace ha rappresentato il Comitato, costituitosi parte civile attraverso l’Associazione “Primavera Urbana”.
In apertura di udienza la giudice Raimondi ha ricordato l’avvenuta ammissione delle prove documentali depositate dai PM Antonella Scandellari e Giuseppe Di Giorgio e degli elenchi dei testi chiamati in aula (15 per la seduta odierna + 9 per l’udienza successiva). I PM hanno precisato che procederanno a reiterare la richiesta di acquisire ulteriori testimonianze, già respinta nelle precedenti udienze. La prima schermaglia procedurale si è aperta dopo l’annuncio dei PM di voler iniziare oggi dando la precedenza, tra i 15 testi, ai loro 3 consulenti per gli aspetti legali, economico-finanziari e tecnico-ingegneristici. Gli avvocati difensori degli imputati si sono opposti, ma la giudice ha rigettato l’eccezione sollevata. Si è però stabilito, come gesto di riguardo, di avviare l’udienza con un teste che veniva dalla Spagna (Fernando Minguez Llorente, dirigente di Acciona). A seguire l’avvocato Alfredo Biagini, legale di ATC e TPER, e infine i consulenti dei PM Cesare Caturani (avvocato amministrativista) e Stefano d’Orsi (dottore commercialista). Gli altri 11 testi, compreso l’ex consigliere comunale Daniele Corticelli, sono stati rinviati alla prossima udienza, fissata per il giorno 8 aprile 2016 alle ore 10,45. Sono state fissate anche le date delle successive udienze prima della sospensione estiva: 29 aprile, 16 maggio, 20 maggio, 26 maggio, 10 giugno, 17 giugno, 15 luglio e 22 luglio 2016.
A seguire un breve report di quanto avvenuto in udienza:

– l’ing. Fernando Minguez Llorente ha chiarito i motivi che spinsero Acciona e Ghella a non partecipare al primo bando per il People Mover e poi invece a partecipare al secondo bando. Ci furono contatti formali con ATC nella persona del Presidente Sutti per stringere un accordo in vista della partecipazione al primo bando. Acciona e Ghella produssero un “memorandum of understanding” inviato ufficialmente ad ATC, dalla quale non arrivò mai alcuna risposta. Né l’ing. Francesco Sutti né l’ing. Paolo Paolillo furono più rintracciabili telefonicamente. Ma la decisione di non partecipare al primo bando non dipese dal mancato accordo con ATC, perché Acciona e Ghella potevano assicurare anche da soli la gestione della concessione, avevano l’esperienza per farlo; dipese solo da una valutazione tecnico-economica, perché non c’erano i margini per un ritorno economico. Poi, in vista della partecipazione al secondo bando, ATC non venne più cercata perché si dava per scontato che ATC non voleva (o non poteva, in quanto società partecipata dal Comune di Bologna, che era la stazione appaltante) partecipare direttamente al bando. Il verbale di gara con i punteggi, sul secondo bando, vede attribuire il massimo ad Acciona e Ghella sulla parte tecnica (secondo il dirigente spagnolo il loro progetto era come una Ferrari, quello di CCC come un’autovettura qualunque), ma la situazione si rovescia completamente sulla parte economico-finanziaria, perché CCC indica prezzi molto più bassi di costruzione dell’opera e una soglia molto più bassa (in termini di numero di passeggeri trasportati) al di sotto della quale sarebbe scattato il contributo pubblico compensativo da parte del Comune. Rispondendo ad una domanda dell’avv. Guido Magnisi (difensore di Carlini), Llorente chiarisce che Acciona non aveva alcuna consapevolezza dell’accordo intercorso tra CCC e ATC attraverso la stipula dei “famigerati” patti parasociali. La cosa fu vissuta male, perché gli spagnoli avevano la consapevolezza di avere proposto il prodotto “migliore” e spesero circa 1 milione di euro per tutto il “lavoro istruttorio”. Della partecipazione di ATC attraverso i patti parasociali Acciona non viene a sapere nulla, e non lo sa neanche quando decide di fare accesso agli atti. Lo avessero saputo allora, avrebbero sicuramente fatto ricorso, cosa che poi non fecero.

– l’avv. Alfredo Biagini si occupò di People Mover, come consulente legale di ATC, una prima volta nel 2006, fornendo un parere favorevole rispetto al fatto che il Comune di Bologna potesse affidare in house ad ATC le attività di progettazione e gestione della monorotaia, oppure che in subordine ATC potesse partecipare direttamente alla gara. Poi il 10 novembre 2009 rende un secondo parere sulla possibilità che il cosiddetto decreto Bersani sulle società pubbliche impedisca ad ATC di entrare a far parte di una società di progetto (ossia Marconi Express) con CCC. Singolarmente ATC gli fornisce come documentazione solo il bando di gara, pur essendo nel frattempo già intervenuta l’aggiudicazione a CCC (la stipula del contratto di concessione è datata 4 giugno 2009). Questo secondo parere, favorevole all’ingresso di ATC nella società di progetto, fu reso al CdA di ATC in un momento nel quale in realtà ATC aveva già deliberato il proprio ingresso in Marconi Express, la fase era già molto avanzata. Il teste ha negato che ci fosse una saldatura tra i due pareri. Non si pone alcun dubbio e non fa alcuna domanda ad ATC sul perché non avesse partecipato direttamente al bando di gara, nonostante il suo parere favorevole. Le sue prestazioni sono state regolarmente pagate da ATC. L’avv. Morace gli ha chiesto se fosse consuetudine che ATC si rivolgesse al suo studio per pareri legali, la risposta è stata che questo avveniva di norma solo per le gare bandite da ATC. Sempre l’avv. Morace ha poi introdotto il fatto che l’avv. Biagini abbia rappresentato TPER davanti al Tar del Lazio nel contenzioso legale legato al parere reso in data 8 maggio 2013 dall’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici (ora assorbita dall’Autorità Nazionale Anticorruzione) sul People Mover. Dopo una breve ricostruzione della vicenda (dapprima il Tar del Lazio rinvia ogni decisione per competenza al Tar dell’Emilia Romagna, poi il Consiglio di Stato riporta la competenza della decisione al Tar del Lazio, che infine rigetta l’istanza di CCC e Marconi Express per “difetto di interesse”), l’avv. Biagini afferma che il ricorso davanti al Tar del Lazio non è stato da lui portato a termine perché è stato discusso prima quello di CCC e Marconi Express. Infine afferma che l’ing. Sutti non gli ha mai riferito di contatti intercorsi tra ATC, Acciona e Ghella.

– l’avv. Cesare Caturani è intervenuto mettendo in evidenza il vulnus che i patti parasociali firmati da CCC e ATC apportano all’intero istituto concessorio, perché CCC rientrava subito delle spese di progettazione e di costruzione, mentre ATC si caricava sulle spalle tutto il rischio di impresa legato alla gestione dell’opera. Nel contratto di concessione non viene scritto nulla sul passaggio delle quote tra CCC e ATC, quello che viene scritto nei patti parasociali è con tutta evidenza contra legem perché stravolge l’istituto stesso della concessione. I rilievi e i dubbi esplicitati dal funzionario comunale Sonia Bellini e dal funzionario della Provincia Carmelina Agresti sono stati completamente ignorati dal parere reso dall’avv. Biagini, e questo non va bene perchè qui si tratta di concessione di servizio pubblico. Poiché nel contratto di concessione non era scritto alcunché, e poiché l’art. 156 del Codice sugli Appalti non prevede per la società di progetto nessuno dei controlli strettissimi in genere previsti in termini di lavori pubblici, i soci pubblici di ATC sono stati messi in grave difficoltà dai patti parasociali. Per separare in maniera rigorosa il concessionario dalla società di progetto (come affermato anche nel parere dell’AVCP del 2013) CCC sarebbe dovuta entrare con il 100% di quote in Marconi Express. Nessun altro soggetto (tranne banche e istituti finanziari), tantomeno ATC, sarebbe potuto entrare nella società di progetto. L’AVCP mette chiaramente in discussione il fatto che ATC potesse entrare nella società di progetto, affermando che serviva una gara ulteriore e non una sorta di “cooptazione” su base reputazionale, anche per preservare aspetti legati alla trasparenza delle procedure. Un altro aspetto interessante è il chiarimento sul rispetto dei requisiti di partecipazione al secondo bando di gara da parte di CCC. I requisiti erano 4, due di natura economico-patrimoniale (cioé capitale sociale e fatturato nell’ultimo quinquennio), due di natura tecnica, “esperienziale” nella gestione di servizi affini. CCC non è in grado di rispettare questi ultimi, ma il bando (a norma di legge peraltro) prevede che questi si possano bypassare se si raddoppiano i primi due requisiti economici tramite l’istituto dell'”avvalimento”. In questo caso fu Unipol Merchant Bank a produrre l’avvalimento in favore di CCC raddoppiando di fatto il capitale sociale a disposizione di quest’ultima. E’ da notare però che l’avvalimento dichiarato è a termine, solo cioé fino al momento del collaudo del People Mover. Quindi di fatto CCC segnala la sua intenzione di voler uscire dalla compagine societaria di Marconi Express già in sede di gara attraverso questa modalità dell’avvalimento a termine. Il primo dicembre 2009 il Comune di Bologna (Giunta Delbono) delibera di accogliere l’ingresso di ATC in Marconi Express nonostante il parere critico della funzionaria Sonia Bellini esplicitato in data 13 ottobre 2009.

– il dott. Stefano d’Orsi ha illustrato la parte economica del progetto. L’analisi del piano economico-finanziario dell’opera venne fatta all’atto dell’aggiudicazione parziale da parte di CCC, e fu demandata dal Comune a KPMG. Venne verificato anche il requisito della “bancabilità” dell’opera. CCC conseguì il massimo del punteggio sulla parte economica del bando, in quanto la stima della domanda (utenza) prevedeva un intervento molto modesto da parte del Comune a supporto, e per pochi anni. Venne infatti generato una scenario di domanda decisamente inferiore a quello base e anche a quello di Acciona e Ghella. Il valore attuale netto del progetto venne stimato pari a – 10.880.000 euro da parte di Acciona e Ghella e a + 506.000 euro da CCC. Poi i patti parasociali vanno ad incidere a loro volta sulla credibilità del piano economico-finanziario. In particolare emergono forti dubbi sul fatto che ATC si possa esporre per le cifre indicate (12 milioni di euro), ci sono evidenti riserve sulla capacità di ATC di sostenere un impegno così prolungato nel tempo in termini di garanzie senza dover fare ricorso a sua volta ai soci pubblici. I dubbi sulla credibilità del piano economico-finanziario di CCC restano tutti, soprattutto se abbinati alla lettura dei patti parasociali: un operatore privato non poteva essere in grado di presentare un piano corredato da quegli indici economici senza accollarsi un grande rischio di impresa, a meno che tutto il rischio non venisse trasferito sull’operatore pubblico! L’avv. Morace ha chiesto conferma al teste della presenza di una clausola di riservatezza nei patti parasociali stipulati tra CCC e ATC. In effetti il punto 2.1 sancisce l’impossibilità di divulgarne il contenuto senza l’assenso esplicito di tutte le parti in causa: si tratta di una clausola priva di senso (oppure ha molto senso, a voler pensare male…).

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People mover. A processo Delbono, Collina, Sutti

http://www.radiocittadelcapo.it/archives/people-mover-a-processo-delbono-collina-sutti-156780/

People mover. A processo Delbono, Collina, Sutti

Bologna, 26 feb. – Andranno tutti a processo gli imputati per la vicenda del People mover, la monorotaia che doveva collegare aeroporto e stazione finita al centro di un’inchiesta della Procura di Bologna. Lo ha deciso oggi il gup Rita Chierici, che al termine dell’udienza preliminare ha rinviato a giudizio tutti gli imputati. Tra loro, accusati a vario titolo di abuso d’ufficio e turbativa d’asta, ci sono anche il presidente del Ccc, Piero Collina, l’ex sindaco di Bologna Flavio Delbono e l’ex presidente dell’Atc Francesco Sutti. Il processo iniziera’ il 9 aprile davanti alla seconda sezione del Tribunale collegiale. Non luogo a procedere, invece, per Giulia Carestia, la dirigente del settore legale del Comune di Bologna, accusata di false informazioni al pm per essersi rifiutata di rispondere alle domande dei magistrati adducendo il segreto professionale.
I pm Antonella Scandellari e Giuseppe Di Giorgio, che hanno indagato sul People mover a partire dall’esposto presentato dall’ex consigliere Daniele Corticelli, hanno individuato irregolarita’ nella procedura per l’assegnazione e realizzazione dell’opera e, al termine dell’inchiesta, hanno chiesto il rinvio a giudizio per otto persone tra manager, amministratori e tecnici comunali. Oggi il giudice Chierici ha ritenuto che tutti (tranne Carestia) vadano a processo. Oltre a Delbono, Collina e Sutti, saranno processati anche l’ex assessore al Bilancio del Comune di Bologna, Villiam Rossi, il dirigente del settore Lavori pubblici, Patrizia Bartolini e il responsabile della Mobilita’, Cleto Carlini e la dirigente Francesca Bruni. “E’ un primo riconoscimento della serieta’ del lavoro svolto dalla Procura”, commenta il procuratore aggiunto Valter Giovannini, coordinatore del pool pubblica amministrazione.

(DIRE)

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Il Green Shuttle Vivara, navetta per l’Aeroporto di Bologna, rende superfluo il People Mover

http://www.vivaraviaggi.it/navetta-aeroporto-bologna.html

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Udienza preliminare per l’ipotesi di abuso d’ufficio e turbativa d’asta nel bando sul People mover

In data 9 gennaio 2015 si è svolta l’udienza preliminare per le ipotesi di abuso d’ufficio e turbativa d’asta nella gara per l’assegnazione della concessione del People Mover. I pubblici ministeri Antonella Scandellari e Giuseppe Di Giorgio (che hanno seguito l’inchiesta con la supervisione del procuratore capo Roberto Alfonso e del suo vice Valter Giovannini) hanno rinnovato la richiesta di rinvio a giudizio per gli otto indagati (l’ex sindaco Flavio Delbono, il presidente Ccc Piero Collina, l’ex presidente di Atc Francesco Sutti, l’ex assessore al Bilancio Villiam Rossi, i tecnici comunali Patrizia Bartolini, Cleto Carlini, Francesca Bruni e Giulia Carestia, quest’ultima dell’Avvocatura di Palazzo d’Accursio). Si attenda ora la decisione del GUP Rita Chierici.

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Secondo il Corriere di Bologna il piano economico-finanziario del People Mover slitta aspettando il Tar

Oggi un articolo di Daniela Corneo sul Corriere di Bologna segnala che il piano economico-finanziario per il People Mover deve attendere ancora per poter ottenere l’approvazione da parte della Giunta Merola, perchè si deve attendere l’esito del giudizio del Tar del Lazio sui ricorsi presentati da Marconi Express, Ccc e Tper contro la delibera dell’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici.

“Tutto pronto per il People Mover a marzo? Impossibile. Ci vorrà ancora un mese (o due) perché il piano finanziario della navetta venga approvato. A pesare sul via libera al progetto pare sia la sentenza del Tar del Lazio: senza quella banche (e Comune) non azzardano alcuna mossa. E intanto i cantieri restano al palo”.

Secondo la giornalista la partenza dei lavori slitterà ancora di un paio di mesi, se tutto andrà bene.

“A far suonare il campanello d’allarme sono state le parole dell’assessore alla Mobilità Andrea Colombo l’altro giorno durante il question time, che ha detto di non poter rendere pubblici atti e valutazioni inerenti la richiesta di revisione del piano economico finanziario del People Mover, perché il procedimento non è ancora concluso”

Al link che segue è possibile leggere integralmente la risposta data dall’assessore Colombo alla domanda di attualità presentata dal consigliere di Forza Italia Michele Facci:

http://urp.comune.bologna.it/comunica/comstampa.nsf/faa30f1db70ca835412569190058e89b/2594f27fc29393d4c1257c930051b897?OpenDocument

L’articolo di Daniela Corneo prosegue affermando che:

“Ma i ben informati sostengono che non manchi la volontà da parte di Palazzo d’Accursio di chiudere la partita del People Mover. Se mai a creare ancora non pochi intralci è la sentenza (tanto attesa) del Tar del Lazio che deve decidere sull’opposizione dell’Autorità per la Vigilanza sui contratti pubblici. Finché il Tribunale amministrativo non si pronuncerà, le banche che dovrebbero sostenere il progetto con i mutui pare non intendano fare alcuna mossa azzardata”.

Pare anche che Comune e Marconi Express stiano sollecitando l’AVCP affinché si esprima con un nuovo documento sui cambiamenti avvenuti a seguito della revisione dei patti parasociali di Marconi Express: questo accelererebbe i tempi e, Tar o non Tar, darebbe fiducia ai finanziatori. Questa la chiusura dell’articolo:

“Il rischio, dicono i ben informati che seguono il progetto, è che il passare eccessivo di tempo tolga credibilità a tutta l’operazione. Insomma, adesso è davvero arrivato il momento di correre, se non si vuole restare un’altra volta a piedi, proprio adesso che anche il Comune rema dalla stessa parte di Marconi Express”.

Una considerazione a questo punto sorge spontanea: ma perché pochi giorni fa il Presidente di Ccc Piero Collina ha dichiarato, nel corso di un’intervista a Repubblica – Bologna, che i problemi sollevati dalla delibera dell’AVCP erano ormai stati superati, senza dover attendere la sentenza del Tar del Lazio? Forse mente sapendo di mentire?

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Indiscrezioni del Resto del Carlino: il piano economico-finanziario del People Mover sarà approvato a giorni e sarà (forse) un vero project financing

Forse la realizzazione del People Mover torna ad essere legata ad un project financing “puro” e non “finto”. Come da anni il nostro Comitato ha denunciato, il problema dell’esposizione della collettività verso l’opera non si risolveva con la modifica dei patti parasociali di Marconi Express (ora Ccc non si sfila più dalla gestione dell’opera lasciando il cerino acceso in mano alla sola Tper), ma coinvolgeva anche la somma di denaro che il Comune di Bologna si impegnava a versare annualmente al concessionario nel caso di mancato raggiungimento del punto di pareggio in termini di utenza trasportata. Ebbene, pare che i calcoli sull’utenza siano stati rivisti al ribasso (e i nostri esperti avevano più volte inconfutabilmente dimostrato che le ipotesi di Comune e Marconi Express erano sbagliate per eccesso), in modo che non possa mai scattare l’evenienza di un’erogazione compensativa versata dal Comune a favore del concessionario dell’opera. Questo brillante escamotage renderebbe di fatto inutili i ricorsi promossi da Marconi Express, Ccc e Tper al Tar del Lazio contro la delibera dell’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici, dei quali in effetti non si hanno più notizie.

A questo proposito Andrea Zanchi sul Resto del Carlino di mercoledì 5 marzo segnala che la Giunta Merola a giorni approverà definitivamente il nuovo piano economico-finanziario del People Mover. Il passaggio decisivo, ovvero quello relativo all’intervento finanziario del Comune nel caso in cui il People Mover non raggiungesse una quota minima di passeggeri annui, dovrebbe essere stato superato. Infatti la soglia minima sotto la quale scatterebbe l’intervento di Palazzo d’Accursio sarebbe stata sensibilmente abbassata, in modo da rendere molto improbabile la necessità di ricorrere a soldi pubblici. Al tempo stesso il prezzo del biglietto potrebbe passare – come è noto da tempo – a 7,5 o 8 euro per corsa. Restano tuttora sotto traccia i contatti del concessionario Marconi Express con le banche per l’erogazione del credito necessario a dare l’avvio ai lavori, mentre sarebbe ripartita in grande stile la caccia ai nuovi soci da affiancare nella compagine societaria a Ccc e Tper. Il giornalista conclude l’articolo sottolineando che ora resta l’incognita (tuttaltro che secondaria) dei tempi di realizzazione. “Quanto si dovrà aspettare ancora per i cantieri di un’opera che, su carta, è nata nel 2005? Di sicuro questo è l’anno del prendere o lasciare: se il progetto non decollerà entro fine 2014 il People Mover è destinato ad essere archiviato per sempre“.

Anche il Presidente di Ccc, Piero Collina, si esprime compiutamente sulle prospettive del People Mover nel corso di un’intervista realizzata da Luciano Nigro e pubblicata lo stesso giorno da Repubblica – Bologna:

Voi siete anche nel People Mover, quanto ci crede?
«Dopo le osservazioni dell’autorità di vigilanza, ora superate, si può ripartire, se il mondo finanziario non abbandonerà un’operazione a suo tempo condivisa».
Teme per la vicenda giudiziaria che la coinvolge personalmente?
«Nessun timore per me. Anzi, spero che mi verrà data presto l’occasione di raccontare come sono andate veramente le cose. Ma sulla navetta Stazione-Aeroporto ci vorrebbe una convinzione più diffusa. Il People Mover può essere un elemento di sviluppo, ma se tardiamo troppo, attenti: Firenze sta studiando un nuovo aeroporto. Se non si stringe presto, trenta minuti di alta velocità valgono da una parte, ma anche dall’altra».

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A volte ritornano… Francesco Sutti dagli autobus al mattone

Ma che meravigliosa combinazione! L’ing. Francesco Sutti, già presidente di Atc, raggiunto a novembre scorso da un avviso di fine indagine della Procura di Bologna nell’ambito dell’inchiesta sul People Mover per le accuse di abuso d’ufficio e turbativa d’asta, ha assunto da pochi giorni l’incarico di direttore generale della cooperativa edile Cesi di Imola. E’ sicuramente colpa di una straordinaria congiunzione astrale se la Cesi risultava assegnataria di alcuni appalti nell’ambito del progetto Civis. A Bologna, negli ambienti legati al Pd, si trova una splendida realizzazione pratica del postulato fondamentale di Antoine Lavoisier sulla conservazione della massa, secondo il quale “nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”. Provaci ancora Sutti!

A seguire la notizia segnalata da Repubblica – Bologna:

Francesco Sutti dagli autobus al mattone

La Cesi di Imola ha visto in questi mesi dimissioni a raffica tra i dirigenti. E tra un’uscita e l’altra è arrivato Francesco Sutti, l’ex presidente dell’azienda trasporti di Bologna, l’Atc. È toccato a lui il posto di direttore generale, in precedenza di Vanes Galanti, che s’era dimesso poco prima che lasciasse anche il presidente Rino Baroncini, che guidava Cesi da trent’anni, ed è stato ora sostituito da Marco Lama. Sutti ha lasciato il ruolo da presidente di Atc due anni fa ed è indagato nella vicenda del People Mover per abuso d’ufficio e turbativa d’asta.

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Colombo: People Mover, è pronto il piano con una minore esposizione del Comune. Ora tocca a Marconi Express trovare i capitali

L’assessore Colombo ha ribadito oggi, in un’intervista rilasciata a Valerio Varesi di Repubblica – Bologna, che la Giunta è sul punto di approvare in via definitiva il piano economico-finanziario del People Mover modificato a luglio dello scorso anno dal concessionario Marconi Express. Dopodichè, prima di aprire i cantieri, andranno trovati nuovi soci, pubblici e privati, che si affianchino a Tper e a Ccc nel capitale sociale di Marconi Express. Dopo l’uscita di scena dei francesi di Ratp, si torna a parlare del fondo Orizzonte (di proprietà delle Camere di Commercio) e di Sab, la società di gestione dell’aeroporto Marconi. A quanto pare comunque non c’è grande ressa… Nella stessa intervista, riportata integralmente qui di seguito, Colombo “uccide” definitivamente le speranze di quanti credevano nel completamento e potenziamento del SFM anche per il cosiddetto quadrante nord della città, cioé quello che unisce Stazione, Tecnopolo, Fiera e Caab. Si ripiegherà invece su una nuova rete di filobus da affiancare ai Crealis, i sostituti dei Civis. Un’altra occasione storica sprecata dalla totale mancanza di lungimiranza della Giunta Merola!

La scossa elettrica di Colombo: “Così faremo correre i filobus”

L’assessore: in città una rete di 125 chilometri e nuovi mezzi

«Scossa elettrica» ai trasporti l’ha chiamata il sindaco Virginio Merola, rilanciando in chiave filoviaria la famosa «cura del ferro»
che propose il suo predecessore Walter Vitali. Il soggetto è sempre quello: il trasporto pubblico, oggetto del desiderio e strumento
per promuovere spostamenti su mezzi collettivi limitando quelli privati, l’auto in primo luogo. L’assessore alla Mobilità Andrea
Colombo fa il punto sui 236 milioni che Bologna deve incassare come contributo già assegnato per il metrò che non si farà. Soldi dirottati sul Sistema ferroviario metropolitano (Sfm) e sull’estensione delle filovie.
Assessore, di questi fondi si parla tanto ma sembra non si vedano mai. Dove sono finiti?
«Intanto non sono solo i 236 assegnati dal Cipe alla nostra città, ma complessivamente saranno 362 perché a essi si aggiungono i
contributi della Regione, del Comune e di Tper. A parte ciò, stiamo approntando un progetto complessivo, con relativi capitoli di spesa, che sarà pronto entro l’estate il quale verrà finanziato a stralci».
E quando partono gli stralci?
«Uno è appena stato deliberato e riguarda l’acquisto di sette treni “Stadler” a trazione elettrica di cinque carrozze ciascuno destinati al Sfm per una spesa di 45,5 milioni. I tempi saranno quelli di costruzione, ma sfruttando la scia di un appalto per 12 treni che la Regione ha già avviato, l’iter sarà più veloce».
E il resto del progetto quando arriverà?
«Il grosso sarà l’acquisto di 55 filobus nuovi che si aggiungeranno ai 49 Crealis sostituti del Civis facenti parte di un progetto diverso. Contestualmente all’acquisizione di questi mezzi, la rete filoviaria sarà estesa di 40 chilometri elettrificando interamente le linee 19, 20, 25 e 27 che si aggiungono alla 14. Complessivamente si arriverà a 125 chilometri di filovia in città. Il costo di tutto ciò è forse il cuore della spesa complessiva e ammonta a 134 milioni».
C’è un avanzamento anche per il Sistema ferroviario metropolitano, altra opera che da anni va a rilento?
«Una parte dei fondi andrà a completare le opere infrastrutturali. Saranno costruite le sei stazioni cittadine mancanti. Quattro da realizzare ex novo, vale a dire Prati di Caprara, Borgo Panigale scalo, Zanardi e San Vitale Rimesse, e due da completare: San Ruffillo e Fiera. Prati di Caprara e San Vitale Rimesse saranno stazioni porta, una sorta di ingresso in città rispettivamente da ovest e est. In questo caso la spesa ammonterà a 30 milioni».
A quel punto il Sfm sarà terminato?
«Il resto dei fondi verrà utilizzato per attrezzare le stazioni e renderle riconoscibili dando loro una ‘divisa’ identica per tutte le 87 fermate della provincia. Occorreranno percorsi di accesso, parcheggi per auto, moto e bici, biglietterie automatiche e i servizi
Web con le relative applicazioni».
A proposito di trasporto collettivo, avete già individuato come trasportare i visitatori del nascente “Fico”?
«Non partiamo con una scelta predeterminata. Vorremmo un sistema in grado di unire gli attrattori di traffico del quadrante nord, stazione, nuovo Comune, Tecnopolo, Fiera e Caab. Vedremo se su gomma o rotaia. Nel frattempo uniremo la stazione con “Fico” tramite bus elettrici dedicati con pochissime fermate e su percorsi lungo corsie riservate. Una replica dell’aerobus, ma ancora più veloce».
Il People mover a che punto è? In giunta pare di percepire un certo ottimismo anche se ieri il segretario Cisl Alessandro Alberani e Sel hanno chiesto di soprassedere…
«Tra poco licenzieremo il piano economico finanziario modificato con una minor esposizione del Comune, dopodiché la società
promotrice, la Marconi Express, cercherà di attrarre gli investimenti di enti privati e pubblici».
Si dà per certa l’entrata del fondo di investimento privato “Orizzonte” e della società di gestione dell’aeroporto Sab, ma intanto la parigina Ratp se n’è andata dall’Emilia e da Seta. È una perdita?
«Non credo. Tper accentuerà il suo ruolo centrale nei trasporti pubblici regionali».

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La francese Ratp se ne va, il People Mover perde pezzi

Importanti novità per Seta S.p.A., l’azienda che gestisce il servizio di trasporto pubblico locale su gomma nei territori delle province di Modena, Reggio Emilia e Piacenza: il Consiglio di Amministrazione di Tper ha deliberato ieri di procedere all’acquisto, in cordata con i soci privati Autoguidovie S.p.A. e Nuova Mobilità S.c.a.r.l., delle quote di Herm S.r.l. (Holding Emilia Romagna Mobilità) che la società francese Ratp ha comunicato di voler cedere. Herm era il maggiore socio di Seta, con il 42,39% delle azioni. Ora Seta torna completamente sotto il controllo pubblico, perché Tper diventa socio di maggioranza relativa avendo rafforzato la sua posizione dopo la precedente acquisizione a fine 2013 di un pacchetto del 6,335% delle azioni cedute dalla provincia di Piacenza. L’acquisizione, annunciata dall’assessore regionale dei trasporti dell’Emilia-Romagna Alfredo Peri, «rientra nel percorso di sviluppo che vede Tper quale principale nodo di attrazione dell’aggregazione tra le imprese automobilistiche a livello regionale, in linea con quanto previsto dal piano industriale approvato dai soci all’atto della nascita della società». Andando oltre il linguaggio freddo e asettico di queste cifre, i dati più importanti che emergono sono quelli del totale e definitivo disimpegno dei francesi di Ratp dal trasporto pubblico emiliano e – di conseguenza – della rinuncia al più volte favoleggiato ingresso nella compagine societaria di Marconi Express, la concessionaria del People Mover.  A seguire la riproduzione di un breve articolo pubblicato oggi da Repubblica – Bologna.

La francese Ratp se ne va, il People mover perde pezzi

L’addio è un terremoto nel trasporto pubblico emiliano

“Ratp” lascia l’Emilia dopo un’esperienza nella holding “Herm” maggior azionista col 42,39% delle azioni di “Seta”, l’azienda che gestisce il trasporto nelle province di Modena, Reggio Emilia e Piacenza. I parigini, hanno deciso di abbandonare i progetti di espansione lungo la via Emilia dopo aver ventilato anche l’idea di entrare a far parte della compagine azionaria di controllo del “People mover”. Le quote di “Ratp” in “Herm”, vale a dire il 45,70%, saranno acquistate da “Tper” in cordata coi soci privati “Autoguidovie” e cooperativa “Nuova mobilità”. La stessa “Tper” possiede già il 44,75% di “Herm” e con l’ulteriore acquisizione diventerà quasi unico socio della holding. Di fatto, l’azienda bolognese di via Saliceto, gestirà anche il traffico di bus delle province dell’Emilia occidentale (eccetto Parma) e in futuro si accinge a espandersi anche verso la società dei trasporti romagnola “Start” di cui già possiede il 13,79%. Si profila così la formazione di un grande gestore regionale del trasporto pubblico.

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