Articoli con tag Romano Prodi

Vacchi mette 30 milioni per le start up e chiama Merola: “People mover vitale”

Articolo di Marco Bettazzi pubblicato martedì 6 settembre 2016 da la Repubblica – Bologna.

Vacchi bussa a Merola “Adesso cinque anni di interventi strutturali”

Prima chiede alla nuova giunta Merola «cinque anni di un’azione puntuale e precisa» e di «realizzare i vari interventi infrastrutturali di cui si ha bisogno, come il People Mover, che è vitale, e il Passante». Poi presenta un progetto annunciato l’anno scorso e ora pronto a partire, la casa delle start up sviluppata con la società Primomiglio che avrà sede alle Aldini Valeriani e ha già raccolto 30 milioni di euro (con l’obiettivo di arrivare a 50 entro un anno), per favorire lo sviluppo di nuove imprese innovative. Il presidente Alberto Vacchi ha aperto così ieri l’assemblea degli industriali nella giornata inaugurale di Farete, la due giorni delle imprese promossa da Unindustria e Legacoop che si conclude oggi in Fiera.

Davanti al gotha dell’imprenditoria, al ministro Gianluca Galletti, a Jean-Paul Fitoussi, a Romano Prodi e all’arcivescovo Matteo Zuppi, Vacchi ha anche ufficializzato che entro nove mesi nascerà Confindustria Emilia, che fonderà le associazioni di Bologna, Modena e Ferrara. E proprio a quell’appuntamento guarda il leader degli industriali negando attriti con l’attuale presidente nazionale di Confindustria, Vincenzo Boccia, che dopo averlo sconfitto nella corsa per quella carica ieri non era presente. «Usciamo da queste polemiche – ha detto Vacchi –, ho parlato con Boccia: aveva poco senso che partecipasse all’ultima assemblea di Bologna, verrà sicuramente alla prima post fusione». Vacchi ha poi chiesto alla nuova giunta Merola di insistere su «razionalizzazione e semplificazione delle procedure», oltre che su «aspetti logistici migliori, perché Bologna è al centro della viabilità nazionale. Bologna si merita cinque anni di un’azione puntuale e precisa». Da qui l’insistenza su People Mover e Passante, così come la difesa del neo-assessore alla mobilità Irene Priolo, al centro di polemiche perché pure sindaco a Calderara. «Se non è un problema istituzionalmente non lo è neppure per me», taglia corto. «Sulle infrastrutture domanda accolta», risponde il sindaco Merola. Poi l’annuncio della partenza di “Barcamper Ventures”, il fondo per accompagnare la crescita di start up innovative gestito da Primomiglio sgr, che ha raccolto 30 milioni da investitori come il Fondo italiano d’Investimento, Banca Sella e anche Unindustria Bologna, che ne ha messi 4. «Vogliamo attrarre investimenti e nuove imprese, favorendo la creazione di posti di lavoro qualificati», spiega Vacchi.

 

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Tutto in quarantottore per non perdere 3,6 milioni di fideiussioni

Articolo di Enrico Miele pubblicato il primo novembre 2015 da la Repubblica – Bologna.

Tutto in quarantottore per non perdere 3,6 milioni di fideiussioni

Ecco perché Marconi Express aveva fretta di concludere. ln una nota l’annuncio di inizio lavori già ieri pomeriggio, ma hanno messo solo alcuni paletti

Dal collegamento «di tipo sciatorio» ipotizzato da Romano Prodi alla firma del contratto per realizzare il People mover sono passati dieci anni. Sarebbe bastato un minuto in più per far saltare tutto e parcheggiare, definitivamente, la navetta nel deposito bolognese dei “progetti mai realizzati”. Invece, quel minuto in più non è scoccato, perchè ieri una nota ufficiale ha reso pubblico l’avvio dei cantieri, sia pure, come dimostrano le foto, più simbolico che concreto. La Marconi Express, società a due tra Ccc e Tper, ha vinto nelle ultime ore la sua corsa contro il tempo. Il 31 ottobre scadeva infatti la proroga, concessa in estate da Palazzo d’Accursio, per iniziare i cantieri. Se i finanziamenti degli istituti di credito, in testa Unicredit e Unipol Banca, non fossero arrivati in tempo, la Marconi Express di Rita Finzi avrebbe perso 3,6 milioni. Cifra data in pegno al Comune con una fideiussione in cambio della dilazione dei tempi per sottoscrivere l’accordo. La firma al fotofinish, celebrata nell’ultimo sabato utile, mette, al contrario, la parola fine a un calvario burocratico e politico iniziato nel 2005. Resta però aperto quello giudiziario: il processo sulle presunte irregolarità nell’assegnazione, in cui sono imputati per abuso d’ufficio e turbativa d’asta tre protagonisti: l’ex sindaco Flavio Delbono, l’ex presidente del Ccc Piero Collina e l’ex numero uno dell’Atc Francesco Sutti. Senza dimenticare il risarcimento milionario chiesto dalla Corte dei conti all’ex giunta Delbono (lui compreso). Quelli giudiziari sono una piccola parte degli ostacoli che in questo decennio si sono frapposti tra i promotori dell’opera e la sua realizzazione. Quando in città, al tempo di Sergio Cofferati, si fa strada l’idea di una navetta veloce, i tempi sono stretti. «A fine 2008 si apriranno i cantieri» promette l’assessore Maurizio Zamboni. Ma il primo bando è un flop. «Inadeguato» lo definisce Collina, che assieme alle altre coop “rosse” aveva mostrato interesse. Al secondo tentativo il Ccc la spunta e l’estate dopo firma la convenzione. Poi arrivano i ritardi nella costruzione dell’Alta Velocità, dove il People mover dovrebbe “atterrare”. Nel 2011 parte così il balletto sui costi lievitati, il biglietto da ritoccare e i risarcimenti chiesti alle Fs. II nodo è sempre quello dei soldi. Prima di posare la prima pietra, il Ccc già vuole 10 milioni in più per sanare i ritardi di Rfi. Poi tocca alla giunta Merola: «Cantieri a gennaio 2012». Per ridurre il rischio per le casse pubbliche, si annuncia pure l’arrivo dei francesi di Ratp, dato per «sicuro» dalla Finzi. Invocati come “salvatori”, i parigini non arrivano. Palazzo d’Accursio allora chiede tempo e le coop avvertono: «Ogni mese che passa i costi si alzano». Ma a quel punto si è già mossa la procura, che a fine 2012 manda i primi avvisi di garanzia dopo l’esposto dell’ex consigliere Daniele Corticelli, e il comitato “No People mover”. Si arriva al 2013, quando sulla navetta si abbatte l’Autorità sugli appalti pubblici, convinta che il Comune «sia troppo esposto». Per Collina è «una bomba». Le banche si nascondono e anche Prodi a un certo punto fa capire che il progetto così com’è «costa troppo, la mia idea era più realistica». Tra ricorsi e controricorsi, non manca il Tar. Per Merola ormai l’opera «è su un binario un po’ morto». Quando manca un passo al funerale, e c’è chi chiede di allungare il tracciato fino alla Fiera, la navetta a sorpresa si sblocca. La Marconi Express cambia i patti parasociali e riduce il rischio per i conti degli enti locali (perché Tper non avrà più del 25% delle quote). Il Tar a luglio 2014 dà ragione ai costruttori e definisce la bocciatura dell’Authority «non vincolante». La ruota riparte: la Finzi e Collina ripetono il tour tra gli istituti di credito: Banca Imi, Unipol Banca e Unicredit. Arriva l’intesa con Palazzo d’Accursio: il biglietto sale a 7,5 euro ma metà dei costi in più saranno a carico dei privati. Dagli 85,9 milioni iniziali la navetta sale a 115. Anche al Marconi viene chiesto uno sforzo in più (tirerà fuori in tutto 15 milioni). Idem alla Regione. Mancano solo le banche, che impiegano un altro annetto a dire di sì visto che nel frattempo Imi si sfila e serve il “soccorso” degli istituti locali come Bper e Emiil Banca. E si arriva così alla prima pietra.

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Comunicato stampa del Comitato No People Mover sull’approvazione del bilancio regionale

Comunicato stampa sull’approvazione del bilancio regionale

Dopo l’esperienza vissuta ieri in Assemblea Legislativa risulta chiaro che neppure  il Pd è più sicuro che il People Mover sia la soluzione tecnologica giusta per il collegamento aeroporto stazione centrale.

Le dichiarazioni di Colombo sono l’ennesima dimostrazione che il Pd ha disprezzo della democrazia e della verità.

“L’azione amministrativa ha sempre rispettato rigorosamente le norme, i bandi di gara e i contratti; pertanto non c’è nulla da verificare» 

Facciamo notare che questa affermazione è completamente falsa  visto che proprio sulla gara si è aperto da pochi giorni il processo penale in cui noi siamo parte civile, più “da verificare” di così cosa ci può essere?
Chiediamo che le verifiche siano fatte davvero e non messe nelle mani dei soliti collusi e che venga finalmente PER LA PRIMA VOLTA chiesta la partecipazione vera dei cittadin* a questo doveroso controllo.

La nipote di Prodi (primo ideatore dell’opera) è uscita dall’aula al momento del voto, anche questo segnale non è da trascurare…
Il Comitato è determinato a bloccare i cantieri e a chiedere i danni a tutt* coloro che, anche col voto, permetteranno questo sperpero di denaro pubblico a favore di un comitato d’affari che oggi è per questo sotto processo.

 

COMITATO NO PEOPLE MOVER

nopeoplemover@gmail.com

Bologna 29.04.2015

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L’ad di Intesa Carlo Messina annuncia per giovedì 23 aprile un consiglio decisivo della sezione Corporate che segue il finanziamento del People Mover

Articolo di Marco Bettazzi pubblicato domenica 19 aprile 2015 su la Repubblica – Bologna.

Prodi e i cantieri: “Città più bella ma bisogna fare alla svelta”

Il presidente degli industriali Alberto Vacchi promuove il sindaco di Bologna, Virginio Merola, e la possibilità che possa ricandidarsi. «Non entro nel dibattito del Pd, ma credo sia naturale pensare a un secondo mandato di un sindaco che c’è stato. Merola ha fatto cose positive, anche in discontinuità, poi tutto è perfettibile ma credo sia giusto dargli questa possibilità». Il tema caldo, però, è quello degli investimenti, delle manovre su Hera, della quotazione in Borsa dell’aeroporto («Un passaggio epocale per il nostro territorio», secondo Vacchi) e del People mover, che potrebbe sbloccarsi definitivamente la prossima settimana con il via libera delle banche. Tutti argomenti affrontati più volte, ieri, a margine di un convegno organizzato a Bologna da Intesa Sanpaolo su credito, sviluppo e lavoro cui hanno partecipato tra gli altri Romano Prodi, l’ad di Intesa Carlo Messina e il ministro del Lavoro Giuliano Poletti. E tocca proprio all’ex premier rivendicare con orgoglio il ruolo della sua città: «Ho osservato con molto piacere gli investimenti su Bologna, ne sono arrivati parecchi nel settore industriale e spero che ne arrivino altri. Tutto sommato – spiega Prodi – relativamente al resto del Paese non possiamo proprio dire di star male». Ma l’ex premier si concede anche una battuta sulla città e sui cantieri del centro: «Questa è una bella città, dove si sta bene – dice – e i cantieri la faranno più bella, basta che vadano un po’ alla svelta». Un primato di Bologna e dell’Emilia che riconosce l’ad di Intesa, quando gli si chiede se sosterrà il People mover (Intesa è con Unipol e Unicredit tra le banche che devono finanziarlo): «La filosofia di Intesa è di investimento fortissimo su questo territorio, perché è quello dove i prestiti stanno crescendo di più – spiega Messina –. Tutte le iniziative che possono portare sostegno al territorio noi le faremo, sul caso specifico del People mover dobbiamo ancora decidere, ma la filosofia è questa». E proprio la prossima settimana dovrebbe esserci un consiglio, decisivo, della sezione corporate di Intesa che segue il People mover, così come un ultimo incontro tra le banche finanziatrici. «Spero che si possa chiudere », aggiunge Fabio Roversi Monaco, presidente di Banca Imi. Sul People mover insiste anche il leader di Unindustria. «È un elemento cardine, necessario», avverte Vacchi, che si interessa anche della modifica allo statuto di Hera. «Credo che la soglia del 51% sia più un paradigma psicologico, scendere al 38% non è un dramma, il pubblico può controllare l’azienda anche con quella quota».

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People Mover – Interviene Luigi Di Maio (M5S)

PEOPLE MOVER – interviene DI MAIO

“Monorotaia, monorotaia”- detto dai Simpson faceva ridere, detto dagli amici del sistema Incalza invece non fa ridere per niente.
120 mln di euro per 5 km di sopraelevata, 35 posti a disposizione dei passeggeri che dall’aeroporto vanno alla stazione (e viceversa) con un biglietto da 8,50 €. Rinviati a giudizio per abuso d’ufficio e turbativa d’asta tutti i promotori di questo assurdo progetto prodotto dalle malinconie del prof. Prodi.
A costruire l’opera una delle cooperative rosse da sempre fra le più potenti del territorio emiliano-romagnolo, una cooperativa oggi però in difficoltà che pressa il comune di Bologna e la regione per far partire grandi cantieri in grado di dar lavoro alla azienda per molti mesi.
Gli amministratori locali dicono che ormai ci siamo, che entro fine mese arriverà l’ok delle banche e si apriranno i cantieri con la posa delle prime pietre.
Sapevamo di essere davanti a una politica debolissima, pilotata nelle scelte dalle grandi lobby del cemento e poi costantemente fermata dalle procure, ma andare avanti in una situazione del genere e con un progetto fallimentare come questo non significa solo debolezza. Qui entrano in gioco la stupidità, l’ottusità, la cecità e l’irresponsabilità.
Questo è il nostro ultimo appello: fermatevi! Contattate Homer Simpson, nemmeno lui farebbe una cazzata del genere.


Max Bugani- Marco Piazza – consiglieri comunali
Silvia Piccinini – consigliera regionale
Luigi Di Maio – deputato e vicepresidente della Camera

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People mover, il sì mai così vicino: banche in campo per l’ok al credito

http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/cronaca/2015/25-marzo-2015/people-mover-si-mai-cosi-vicino-banche-campo-l-ok-credito-2301161521878.shtml

People mover, il sì mai così vicino: banche in campo per l’ok al credito
 
La Regione ha stanziato 20 milioni. Roversi Monaco: «Segnale positivo»
di Olivio Romanini

Se stessimo parlando di un’altra opera, di qualsiasi altra opera, si potrebbe affermare con un certo grado di sicurezza che ogni tassello del puzzle sembra ormai essere andato al suo posto e che dunque si può finalmente partire. Ma visto che stiamo scrivendo del People mover, la navetta destinata a collegare la stazione all’aeroporto, un’opera maledetta ferma sulla casella del via da dieci anni, qualche prudenza in più è d’obbligo. L’ex assessore comunale Maurizio Zamboni, il primo a lavorarci (sembra da prima che Romano Prodi lanciasse l’idea) traduceva scherzosamente il nome dell’infrastruttura in «avanti popolo», ricordando la sua fede politica ma anche la fatica di andare avanti con la missione. Ora però sembra che si sia arrivati vicini alla partenza dei cantieri.

Qualche giorno fa la Regione ha confermato a bilancio uno stanziamento di circa 20 milioni che si vanno aggiungere ad altri 8 già erogati per la monorotaia. Che cosa è successo? Una parte del finanziamento originario disposto anni fa dalla giunta Errani era legato a fondi strutturali europei che potevano essere spesi solo se i lavori dell’opera fossero finiti entro il 2017. Diciamo che era un po’ rischioso visto che devono ancora cominciare. Di fatto quei soldi sono stati persi perché l’opera, per svariate ragioni, è rimasta impantanata per anni e la Regione ha dovuto tirarne fuori di propri che ora potranno essere spesi senza scadenze di termine. Questo intervento, certo non sbandierato ai quattro venti, pare aver di fatto sbloccato la situazione e avere dato la sufficiente tranquillità al pool di banche che deve finanziare l’opera che ha un costo che si aggira intorno ai 110 milioni di euro.

Non è un caso che proprio tra questa e la prossima settimana le tre banche coinvolte nel finanziamento, e cioè Intesa, Unipol e Unicredit, abbiano convocato i loro comitati crediti che saranno chiamati a decidere se approvare le delibere con le quali si stanzia il finanziamento. Siamo dunque alla stretta finale. I comitati crediti sono sovrani nella decisione, ma la sensazione è che siamo prossimi alla fumata bianca. Lo stanziamento di viale Aldo Moro, ha spiegato ieri Fabio Roversi Monaco, presidente di Banca Imi, la banca d’investimenti del gruppo Intesa-SanPaolo «è un segno molto positivo per la città e e per il suo aeroporto» Alla Marconi Express, la società che deve realizzare e gestire l’infrastruttura, vogliono prima incassare il risultato e non si sbilanciano. Che siamo agli ultimi cento metri lo conferma anche la decisione del sindaco Merola di convocare quello che si spera sia il vertice risolutivo a Palazzo d’Accursio tra il primo aprile e il giorno successivo (verrebbe da consigliare di aspettare il 2) per far partire il progetto.

L’amministrazione comunale in queste ore ha con il People mover il rapporto che i genitori hanno con i figli grandi che se la devono cavare da soli. Da un lato tifa perché si parta per davvero (i cantieri aperti prima del voto amministrativo del 2015 sarebbero un buon spot per il sindaco) e dall’altra aspetta alla finestra che Marconi Express produca tutta la documentazione necessaria per partire, consapevole che quello che doveva fare il Comune è già stato fatto. Il People mover, cinque chilometri di monorotaia sopraelevata che avrà il compito di portare in 7 minuti chi arriva alla stazione centrale e vuole andare in aeroporto, con fermata intermedia al Lazzaretto, è un’opera sfortunata che è finita anche nel mirino della Procura che ha contestato i reati di turbativa d’asta e di abuso d’ufficio per la gara bandita in project financing nel 2008. Tra l’altro il processo, che riguarda altri anche l’ex sindaco di Bologna Flavio Delbono (accusato solo di abuso d’ufficio), prenderà il via proprio nei primi giorni di aprile.

Insomma, dall’amministrazione vogliono evitare altri pasticci e in queste ultime settimane si sono dimostrati inflessibili: senza tutta la documentazione necessaria non si parte. L’amministrazione comunale vuole le massime garanzie anche perché è naturalmente preoccupata dell’impatto che potranno avere i cantieri. Il vero incubo per Palazzo d’Accursio è quello di iniziare i lavori e, per qualsiasi motivo, doverli poi sospendere. Ma una volta ottenuto il via libera delle banche non sarà difficile avere tutte le carte in regola.

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L’inutilità di due Grandi Opere: il Passante Nord e il People Mover

Passante Nord, ecomostro da 1.4 miliardi di euro a rischio alluvioni

L’inutilità di due Grandi Opere: il Passante Nord e il People Mover. E per il Passante si sono anche dimenticati di progettare il rilevato anti-alluvioni

di Claudio Visani

http://controcorrente.globalist.it/Detail_News_Display?ID=77262&typeb=0&Loid=364&Passante-Nord-ecomostro-da-1-4-miliardi-di-euro-a-rischio-alluvioni

Due grandi opere, invasive quanto forse inutili, sono in pool position per partire: il Passante Nord e il People Mover. Il decreto “SbloccaItalia” potrebbe sbloccare il Passante Nord, bretella autostradale di 40 km che dovrebbe collegare l’A14 all’A1 tagliando ettari di fertile e verde campagna per aggirare a Nord, con una grande colata di cemento e bitume, l’intasatissimo “nodo” di Bologna.

Il Passante si staccherebbe dall’A14 all’altezza di Ozzano, passerebbe vicino a Castenaso e Granarolo, incrocerebbe l’A13 e la Trasversale di Pianura, un nuovo casello dovrebbe sorgere tra Sala Bolognese e San Giovanni in Persiceto, poi piegherebbe verso Calderara e Anzola per andarsi ad immettere sull’A1 nei pressi della Muffa. L’attuale autostrada che attraversa il tratto urbano di Bologna diventerebbe, di conseguenza, una tangenziale a 8 corsie, ma a pagamento per chi vi entrerà dalle tre barriere d’ingresso (a Casalecchio, Borgo Panigale, San Lazzaro).

Si sono dimenticati di progettare il rilevato anti-alluvioni

Se ne parla da 15 anni. La società Autostrade ha stanziato i soldi (1,4 miliardi di euro), ma potrebbero non bastare: pare infatti che nella progettazione di massima si siano dimenticati di prevedere la costruzione di un rilevato lungo tutto il tragitto sufficiente alto da prevenire possibili alluvioni. Le opposizioni della Ue (che voleva la gara europea, considerandola non una bretella ma una nuova autostrada) e dei sindaci del territorio (preoccupati del massiccio consumo di suolo e dell’impatto ambientale) sembrerebbero superate con l’ultimo progetto. Ma non è detto che i lavori partano davvero.

Autostrade non è molto convinta dell’affare. Il rischio è che la maggior parte del traffico continui a passare per la tangenziale anche se il passaggio sarà più caro rispetto al Passante. E che la nuova autostrada non abbia volumi di traffico sufficienti per ripagare l’investimento ed essere economicamente sostenibile.

Il People Mover del provincialismo bolognese

La seconda opera, se non inutile sicuramente superflua, che dopo lunghi tira e molla potrebbe partire, è il People Mover: navetta sopraelevata pensata per “clienti business” che dovrebbe collegare direttamente l’Aeroporto a Bologna Centrale e alla Fiera.

Fino al 2005 l’ipotesi delle amministrazioni locali e degli urbanisti era un collegamento Stazione-Aeroporto con un trenino. La ferrovia Bologna-Verona passa a 800 metri dal “Marconi”, tanto che prima del Bargellino è già stato costruito il grezzo della “Stazione Aeroporto”. Basterebbe un altro chilometro di binario, o anche solo un veloce tapis roulant, per risolvere il problema.

Dall’altra parte, il binario per collegare Stazione e Fiera c’è già, e per certe manifestazioni fieristiche viene pure utilizzato: si tratterebbe soltanto di potenziarlo e renderlo tecnologicamente più evoluto.

Poi accadde che Prodi lanciò l’idea di un collegamento sopraelevato diretto e “leggero”. Il buon Romano disse che ne aveva visti in giro per il mondo: semplici e poco costosi, più cabinovie e funicolari alpine che monorotaie di tipo giapponese. E che funzionavano egregiamente. Ma sotto le Due Torri sono stati “più realisti del re”. L’anno dopo Prodi diventò premier e Bologna subito ne sposò l’idea. La scusa per non andare avanti col vecchio progetto fu l’inconveniente della “rottura di carico” che il collegamento col treno avrebbe comportato (ma con il prolungamento del binario e un trenino dedicato, non ci sarebbe stato alcuna necessità di cambiare mezzo). In realtà il sospetto è che lì non ci fosse il business. Come si dice: “No money, no party”.

E il business ha preso il sopravvento

L’ipotesi del ragionevole collegamento ferroviario fu riposta nel cassetto, il nome della fermata “Stazione Aeroporto” scomparve, la semplice “cabinovia” immaginata da Prodi si è trasformata nel progetto da 100 e passa milioni di euro della navetta con monorotaia sospesa che la società Marconi Express (Consorzio Cooperative Costruzioni e Azienda pubblica trasporti Tper) doveva costruire in project financing a partire dal 2010. Ma anche il People Mover è finito nel mirino prima dell’Autorità di vigilanza (per l’anomala presenza di Tper nella società di progetto, col rischio che se non funziona il pubblico si accolla le perdite), poi della Procura (inchiesta per turbativa d’asta e abuso d’ufficio) e i lavori non è ancora certo che riescano a partire.

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Comunicato del Comitato No People Mover di sabato 1 febbraio 2014

Oltre la ragione

Oggi, durante la conferenza stampa di metà mandato, il sindaco Virginio Merola ha ribadito che la Giunta va avanti senza tentennamenti sulla realizzazione del People Mover: “Credo che riusciremo a farlo”. E di conseguenza incontrerà di persona i rappresentanti degli istituti bancari per “motivarli e rassicurarli”. Ancora una volta Merola ha perso un’ottima occasione per dare dimostrazione di buon senso e di capacità di ascolto dei cittadini. Quello della monorotaia che dovrebbe collegare stazione e aeroporto è da tempo un progetto moribondo, abbandonato dal suo padre putativo Romano Prodi prima ancora che dai finanziatori privati (che comunque tuttora continuano a tenersene debitamente alla larga). Una mente sufficientemente lucida saprebbe cogliere nella vicenda del People Mover tutti gli indizi premonitori di un fallimento simile al Civis. Ma evidentemente al sindaco piace troppo andare in “direzione ostinata e contraria” rispetto al sentire comune della città, come lasciava intuire già lo slogan della sua campagna elettorale “se vi va tutto bene, io non vado bene”. Dopo le indagini della Procura di Bologna sulla gara d’appalto, conclusa con numerosi rinvii a giudizio, dopo la delibera dell’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici che censura pesantemente l’intera operazione di project financing, dopo lo sperpero di più di 8 milioni di euro di denaro pubblico per i soli costi di progettazione, è di pochi giorni fa la notizia del colpo di grazia finale per il People Mover bolognese, ovvero quella dell’imminente apertura di un collegamento diretto in alta velocità ferroviaria tra l’aeroporto di Fiumicino e le città di Firenze e Bologna. A questo punto la sostenibilità dell’opera dal punto di vista trasportistico e economico-finanziario ne esce completamente stravolta. Ma purtroppo Virginio tutto questo non lo sa…

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