Articoli con tag Unipol Banca

Risposta all’Interrogazione P.G. N. 377095/2016 della Consigliera Emily Clancy (Coalizione Civica)

Bologna, 30 Novembre 2016

Alla Consigliera Comunale Emily Clancy

e p.c. Al Segretario Generale dr. Roberto Finardi

Al Direttore Generale dr. Giacomo Capuzzimati

All’Assessore Mobilità dr. Irene Priolo

All’Assessore Partecipazioni Societarie dr. Davide Conte

Oggetto: risposta all’ Interrogazione P.G. N. 377095/2016 della Consigliera Emily Clancy

Con la presente, in risposta all’interrogazione in oggetto, dove chiede

Al Direttore Generale del Comune di Bologna la sottoscritta Consigliera Comunale Emily Clancy, in base all’art. 56 del Regolamento sul Funzionamento del Consiglio Comunale, con riferimento alla realizzazione dell’opera denominata People Mover premesso che:

• il 31 ottobre del 2015, con l’apertura dei cantieri, sono partiti i lavori per la costruzione della navetta People Mover per il trasporto dei passeggeri sulla tratta Stazione Centrale/Aeroporto Marconi, affidati a Marconi Express;

• dal documento del 30 ottobre 2015 a firma Rita Finzi, Presidente di Marconi Express, intitolato “Nota sulla disponibilità delle risorse finanziarie” (allegato) si evince che la quota della linea creditizia per la realizzazione dell’opera finanziata da Unicredit Banca e Unipol Banca – cd linea senior – necessitava di una nuova delibera da parte degli istituti di credito dopo il venir meno della partecipazione di Banca Imi al pool delle banche finanziatrici, una volta ricevuta la prova documentale della conclusione favorevole delle attività deliberative delle altre banche coinvolte per la copertura della quota residua di loro pertinenza;

• con un comunicato stampa del 20 aprile 2016 (allegato) Aeroporti di Bologna, già finanziatore del progetto People Mover per complessivi 15 milioni di euro di cui 11 investiti attraverso la sottoscrizione di Strumenti Finanziari Partecipativi (SFP), annuncia che il CdA ha deliberato un ulteriore supporto alla realizzazione dell’opera rendendosi disponibile a posporre alcuni dei propri diritti di investitore in Marconi Express S.p.A. al previo soddisfacimento dei diritti del pool di banche finanziatrici dell’opera e a concedere in pegno a tali istituti di credito gli stessi SFP;

• in data 28 aprile 2015 l’Assemblea Legislativa della Regione Emilia Romagna approvava l’Ordine del Giorno n. 3 (allegato) collegato al Bilancio 2015 con il quale si impegnava la Giunta regionale in funzione del finanziamento erogato e da erogare per la realizzazione dell’opera “a sollecitare il Comune di Bologna ad accertare che dal punto di vista quali-quantitativo la soluzione tecnologica prevista sia pienamente idonea a garantire i requisiti di efficienza ed efficacia riscontrati in sede di bando, che assicuri l’adeguatezza e sostenibilità a lungo termine (sia logistica che finanziaria), e che sia in linea con le prospettive di sviluppo dell’aeroporto Marconi (Masterplan), questo a garantire sia il corretto finanziamento con risorse regionali, che una adeguata tutela della propria partecipata TPER.

pone la seguente INTERROGAZIONE per sapere

• se alla data odierna le delibere di Unicredit e Unipol e altre banche, siano state presentate, approvate e rese esecutive dai rispettivi Consigli d’Amministrazione e se Marconi Express ne fruisca già come prerogativa di liquidità economica per la realizzazione del People Mover;

• quali banche siano sottoscrittrici degli SFP oggetto di maggiore partecipazione di Aeroporti Bologna, se e per quanto TPER partecipi a tale investimento finanziario e per quale importo e per quale ragione enti partecipati dal Comune di Bologna (Aeroporto e TPER) prendano decisioni che privilegiano interessi privati di istituti di credito;

• se risponda al vero che nonostante la partecipazione di minoranza di TPER alla società Marconi Express, la stessa TPER abbia investito maggiore denaro rispetto al socio Integra (ex CCC). In caso di risposta affermativa chiediamo se questo avvenga con sottoscrizione di “azioni subordinate” al pagamento delle banche oppure in quale forma;

• se l’ottenimento di linee di credito bancarie da parte di Marconi Express sia stato vincolato alla sottoscrizione di garanzie da parte di TPER e se sì di quale natura;

•se abbia avuto seguito e da chi sia stata eseguita la verifica da effettuarsi da parte del Comune di Bologna in ottemperanza dell’Ordine del Giorno approvato il 28 aprile 2015 dall’Assemblea Legislativa della Regione Emilia Romagna che legava il finanziamento pubblico regionale di 17,5 milioni di euro al People Mover alla suddetta verifica di congruità, infine quali sono stati gli atti conclusivi di questo approfondimento;”

si informa che:

Con riferimento alle fonti di copertura del debito previste dal PEF, la situazione risulta, allo stato, la seguente:

– Le banche Unicredit S.p.A., Unipol Banca, Bper soc. coop., Banca di Bologna soc. coop., Banca Interprovinciale spa, Banca San Felice, Emilbanca, Banca Carim, hanno tutte deliberato positivamente nei rispettivi CdA il finanziamento al Progetto. Le suddette banche ed il Concessionario Marconi Express, hanno inoltre già sottoscritto il contratto di finanziamento in data 30 settembre 2016 che assicura la liquidità necessaria al completamento delle opere di realizzazione del People Mover. Pertanto, tutte le fonti di debito a carico delle Banche del pool finanziatore, nella misura prevista dal Piano Economico Finanziario, sono assicurate.

– Ad oggi, pertanto, Marconi Express ha contrattualizzato, oltre agli apporti di capitale sociale, tutte le fonti di copertura finanziaria necessarie al progetto, siano esse provenienti da Istituti di credito, siano esse provenienti dai soci o da altro soggetto non facente parte della compagine azionaria (Società Aeroporto di Bologna).

Si precisano inoltre i seguenti aspetti.

Lo Strumento Finanziario Partecipativo (SFP), emesso da Marconi Express, non è stato sottoscritto da alcuna banca né dalla società Tper, bensì esclusivamente dalla Società Aeroporto di Bologna. I soci Integra e Tper partecipano al capitale sociale di Marconi Express rispettivamente con quota pari al 75% (Integra) e al 25% (Tper), e non esiste alcuna differenziazione tra le azioni appartenenti ai due soci.

Il contratto di finanziamento, sottoscritto tra Marconi Express e le banche, è un contratto tipico di operazioni di finanza di progetto, in cui il rientro del finanziamento bancario non è assicurato da garanzie corporate dei soci, bensì dalla capacità del progetto di generare adeguati flussi di cassa per il rientro del debito. Per tale ragione, ai soci di Marconi Express, sono state richieste esclusivamente garanzie per la corretta costruzione e gestione del Progetto.

Infine, il sottoscritto RUP ha condotto già nel 2014, prima ancora della presentazione dell’Odg n.3 all’Assemblea della Regione, una complessa istruttoria sull’intervento, avviata a seguito della richiesta di revisione del PEF da parte del Concessionario e conclusa con la sottoscrizione dell’Atto Integrativo e Modificativo della Concessione e l’avvio dei lavori ad ottobre 2015. L’esito dell’istruttoria, condotta con il supporto di esperti in campo giuridico ed economico, ha portato alla suddetta modifica della concessione in quanto, a fronte delle mutate condizioni richieste per l’erogazione dei finanziamenti da parte degli istituti di credito, la società di progettazione concessionaria si è impegnata a porre a disposizione della realizzazione dell’opera mezzi e risorse propri in misura sostanzialmente superiore a quelli originariamente previsti nel contratto di concessione, al fine di assicurare il raggiungimento del nuovo equilibrio economico-finanziario. Pertanto, a seguito della stipulazione dell’Atto integrativo e modificativo citato, gli indicatori di redditività dell’investimento rimangono pressoché immutati.

Cordiali saluti

Il Capo del Dipartimento “Cura e Qualità del Territorio” del Comune di Bologna

Ing. Claudio Paltrinieri

Annunci

, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Lascia un commento

M5S e L’Altra Emilia Romagna – People mover: “Chiarire su investimenti Marconi-Tper”

http://www.bolognatoday.it/cronaca/people-mover-bologna-investimenti.html

People mover: “Chiarire su investimenti Marconi-Tper”

Sull’opera di collegamento verso l’aeroporto il M5S e L’Altra Emilia Romagna interrogano l’amministrazione comunale

Il Movimento 5 stelle e L’altra Emilia-Romagna chiedono lumi alla Regione sul People mover, in particolare sulla partecipazione all”investimento per realizzare la monorotaia di Tper e dell’Aeroporto ”Marconi”. Il Comune di Bologna, segnalano in un’interrogazione i consiglieri Silvia Piccinini (M5s) e Piergiovanni Alleva (L’altra Emilia-Romagna), “non ha dato il giusto peso a un documento redatto il 30 ottobre 2015 dalla presidente di ”Marconi Express”, intitolato ”nota sulla disponibilità delle risorse finanziarie”, da cui si evince che la quota della linea creditizia finanziata da Unicredit Banca e Unipol Banca necessitava di una nuova delibera per il venir meno della partecipazione di Banca Imi nel pool delle banche finanziatrici”. In seguito, con un comunicato, riferiscono Piccinini e Alleva, l’Aeroporto di Bologna “ha annunciato l’uso di Strumenti finanziari partecipativi (Sfp) per ulteriori 11 milioni di euro, e la nota con cui il Consiglio d’amministrazione ha deliberato un ulteriore supporto alla realizzazione dell’opera, mettendo a disposizione di Marconi Express alcuni diritti d’investitore”.

I consiglieri chiedono quindi alla giunta se “le delibere di Unicredit, Unipol e altre banche siano state approvate e rese esecutive dai rispettivi Cda, e se Marconi Express ne fruisca già come prerogativa di liquidità economica per proseguire nella realizzazione dell’opera”. Piccinini e Alleva vogliono inoltre sapere “quali banche abbiano sottoscritto gli Sfp, se Tper partecipi all’investimento finanziario”, e “per quale importo e per quale ragione Enti partecipati dal Comune, come Aeroporto e Tper, assumano decisioni che privilegiano interessi delle banche”.

Inoltre, i due consiglieri chiedono alla giunta “se corrisponda al vero che Tper, nonostante la sua partecipazione minoritaria nella Marconi Express, investe più risorse rispetto a Integra (ex Consorzio Cooperative Costruzioni, che si aggiudico” l’appalto per il People mover, ndr)” e, se così fosse, “se questo investimento avvenga con sottoscrizione di ”azioni subordinate” al pagamento delle banche oppure in un’altra forma”. Infine, Alleva e Piccinini vogliono sapere “se l’ottenimento di linee di credito bancarie da parte di Marconi Express sia stato vincolato alla sottoscrizione di garanzie da parte di Tper”, e “quali verifiche abbia effettuato il Comune in ottemperanza alla richiesta votata in Assemblea legislativa, che legava a queste verifiche di congruità il finanziamento pubblico regionale di 17,5 milioni di euro al People mover”.“
(Agenzia Dire)

, , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Lascia un commento

People Mover, il comitato accusa il comune: “Continue bugie ai bolognesi, cantieri fittizi”

http://www.bolognatoday.it/cronaca/people-mover-comitato-comune-accuse.html

People Mover, il comitato accusa il comune: “Continue bugie ai bolognesi, cantieri fittizi”

Secondo i ‘No People Mover’ le rassicurazioni della Giunta erano solo parole: “I soldi delle banche non ci sono ancora e quando ci saranno al massimo copriranno il 90,45% del necessario”

A ottobre il sindaco di Bologna Virginio Merola ha annunciato l’apertura dei cantieri per la discussa monorotaia “People Mover” (opera che Bonaccini ha incluso nelle priorità del suo mandato in Regione) suscitando le reazioni del comitato che ha manifestato il suo disappunto organizzando delle iniziative volte a bloccare i lavori.

E adesso tornano gli attacchi, rivolti a Palazzo d’Accursio. 

“Il Comune di Bologna e’ in attesa di sapere dalla Procura di Bologna, come dice il sindaco Virginio Merola, se il People Mover e’ un’opera illegittima o meno”. Non cambia idea invece il comitato contrario alla monorotaia tra stazione e aeroporto, che in una nota accusa la Giunta di Palazzo d’Accursio di aver “costantemente mentito ai cittadini bolognesi circa questa opera, la sua utilita’ e la sua copertura finanziaria”.

Il comitato sostiene che l’apertura dei cantieri annunciata il 30 ottobre scorso “e’ stata fittizia. Il sospetto e’ che, non avendo Marconi Express rispettato realmente la data ultima di scadenza per l’avvio dei lavori, il Comune di Bologna abbia voluto ignorare questa mancanza – sostiene il comitato – evitando cosi’ di escutere le fideiussioni emesse a garanzia dei lavori”.

La Procura di Bologna ha aperto un nuovo fascicolo sul People Mover e lo sblocco dei lavori, ipotizzando i reati di abuso d’ufficio e favoreggiamento. “La documentazione raccolta dalla Procura riguarda diversi aspetti di questa vicenda, alcuni emersi proprio nelle ultime settimane”, sottolinea il comitato, che cita ad esempio, un documento del 30 ottobre firmato dalla numero uno di Marconi Express, Rita Finzi.

Nell’atto si “attesta che le banche Unicredit e Unipol dovranno assumere una nuova delibera creditizia – riferisce il comitato -; che i soci si impegnano a versare ulteriori otto milioni di euro; che le delibere assunte dagli istituti di credito, sommate ai fondi investiti da Ccc e Tper, raggiungono il 90,45% dei fondi necessari; che l’ulteriore impegno finanziario annunciato da Sab e’ confermato, ma si tratta ancora solo di un annuncio”.

Insomma, secondo il comitato No People Mover “le rassicurazioni che aveva dato la Giunta ben prima del 30 ottobre erano solo parole: i soldi delle banche non ci sono ancora e quando ci saranno al massimo copriranno il 90,45% del necessario”. La Procura (l’inchiesta e’ in mano ai pm Antonella Scandellari e Giuseppe Di Giorgio) rileva anche che il Comune di Bologna, sempre il 30 ottobre, “ha stipulato un atto integrativo modificativo della concessione – sostiene il comitato – tale atto interviene sulla disciplina contrattuale precedente in modo significativo”. Inoltre, “sempre i pm affermano che il Comune di Bologna ha proceduto omettendo apparentemente di valutare ‘le conseguenze dei fatti emergenti nel procedimento penale'”.

Secondo il comitato, queste “non sono cose da poco. A noi tocca sottolineare quanto questa Giunta abbia costantemente mentito ai cittadini bolognesi circa questa opera, la sua utilita’ e la sua copertura finanziaria. In un periodo di vacche magre, di difficolta’, di bisogni reali che non trovano risposta, tutto questo ci sembra particolarmente grave”, chiosano i No People Mover.

(Fonte Dire)

, , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Lascia un commento

Comunicato stampa – Il carbone per la banda Merola: ecco la prova!

IL CARBONE PER LA BANDA MEROLA: ECCO LA PROVA!

Da questo documento si capisce che il giorno in cui Merola dà il via ai cantieri del People Mover, la società di gestione è inadempiente perché non ha i soldi! Merola al posto di chiedere 3,6 milioni di penali alla Marconi Express, fa aprire fintamente i cantieri mettendo il costruttore nelle condizioni di chiedere 18 milioni di penali al Comune di Bologna!
Per la Procura questo “pare” FAVOREGGIAMENTO e per questo ha aperto un’altra inchiesta.

LE BUGIE HANNO LE GAMBE CORTE!

COMITATO NO PEOPLEMOVER

Bologna 06/01/2016

 

Marconi Express

Nota sulla disponibilità delle risorse finanziarie

In merito al reperimento delle fonti di copertura dell’investimento necessario all’esecuzione della concessione di cui trattasi, siamo a rappresentarvi quanto segue.

Con riferimento alle fonti principali di debito che ammontano complessivamente ad Euro 58.000.000, così come indicate nel Piano economico finanziario presentato al Concedente in data 15.10 u.s., la situazione risulta allo stato la seguente:

a) Unicredit e Unipol, che avevano già deliberato la concessione di una quota della linea di credito principale, c.d. linea senior, per rispettivi Euro 19.000.000 ed Euro 10.000.000 (nonché in proporzione, la copertura delle linee di credito ancillari), hanno manifestato la necessità di assumere una nuova delibera creditizia conseguentemente alla modifica determinatasi nel pool delle banche finanziatrici a seguito del venir meno della partecipazione di Banca Imi, confermando comunque la volontà di procedere e sottoporre nuovamente agli Organi deliberanti la proposta creditizia, una volta ottenuta prova documentale della conclusione favorevole delle attività deliberative delle altre banche coinvolte per la copertura della quota residua.

b) I soci hanno assunto l’impegno di apportare a favore della scrivente un ulteriore importo pari ad Euro 8.000.000, nelle diverse forme ammissibili, così raggiungendo un livello di mezzi propri significativamente superiore a quello previsto in precedenza per l’esecuzione della concessione in oggetto; un importo che risulta il livello massimo da essi sostenibile, superato il quale oltretutto verrebbe compromesso l’equilibrio economico finanziario della concessione, espresso nel richiamato Piano economico finanziario.

c) Le delibere ad oggi acquisite dagli altri istituti di credito coinvolti per la partecipazione al pool delle banche finanziatrici determinano, unitamente alle quote di Unicredit e Unipol, la copertura del 90,45% (pari ad Euro 45,2 min) della quota residua delle fonti, non coperta dai mezzi propri di cui sub b).

d) Alla luce delle istruttorie in corso da parte di altri istituti di credito e della disponibilità acquisita da parte della Società Aeroporto di Bologna a valutare di incrementare per Euro 2.000.000 la propria partecipazione finanziaria all’operazione mediante sottoscrizione di strumenti finanziari partecipativi emessi dalla scrivente, questa, fatti salvi eventi ad oggi non prevedibili, ritiene di poter acquisire la copertura della residua quota pari a circa Euro 4,7 min, nei termini di fabbisogno finanziario espressi dal predetto Piano economico finanziario.

Bologna, 30.10.2015

nota disponibilita risorse finanziarie

, , , , , , , , , , , , ,

Lascia un commento

Comunicato stampa – I soliti ignoti o i soliti noti?

I SOLITI IGNOTI O I SOLITI NOTI?

I PM Antonella Scandellari e Giuseppe Di Giorgio della Procura di Bologna hanno aperto un nuovo fascicolo partendo dalle nostre istanze che vertevano sul sequestro preventivo dei fondi destinati al People Mover, sulla palese “inidoneità del mezzo tecnico” e sulla nostra constatazione  che “l’apertura del cantiere” annunciata a fine ottobre 2015, è stata fittizia.

Il sospetto è che, non avendo Marconi Express rispettato realmente la data ultima di scadenza per l’avvio dei lavori, il Comune di Bologna abbia voluto ignorare questa mancanza, evitando così di escutere le fideiussioni emesse a garanzia dei lavori.

I reati ipotizzati sono abuso d’ufficio e favoreggiamento. (Art. 323 cp – 379 cp)

La documentazione raccolta dalla Procura riguarda diversi aspetti di questa vicenda, alcuni emersi proprio nelle ultime settimane. Ad esempio il 30 ottobre 2015 un documento a firma ing. Rita Finzi (Marconi Express) attesta che:

a – le banche Unicredit e Unipol dovranno assumere una nuova delibera creditizia;

b – i soci si impegnano a versare ulteriori 8 milioni di euro;

c – le delibere assunte dagli istituti di credito, sommate ai fondi investiti da CCC e TPER, raggiungono il 90,45% dei fondi necessari;

d – l’ulteriore impegno finanziario annunciato da SAB è confermato, ma si tratta ancora solo di un annuncio.

Insomma le rassicurazioni che aveva dato la Giunta ben prima del 30 ottobre 2015 erano solo parole: i soldi delle banche non ci sono ancora e quando ci saranno al massimo copriranno il 90,45% del necessario.

I PM rilevano, inoltre, che in data 30 ottobre 2015 il Comune ha stipulato un atto integrativo modificativo della concessione e che tale atto interviene sulla disciplina contrattuale precedente in modo significativo. Sempre i PM affermano che il Comune di Bologna ha proceduto omettendo apparentemente di valutare “le conseguenze dei fatti emergenti nel procedimento penale”.

Non sono cose da poco. A noi tocca sottolineare quanto questa Giunta abbia costantemente mentito ai cittadini bolognesi circa questa opera, la sua utilità e la sua copertura finanziaria.

In un periodo di vacche magre, di difficoltà, di bisogni reali che non trovano risposta, tutto questo ci sembra particolarmente grave.

COMITATO NO PEOPLE MOVER

Bologna 30/12/2015

, , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Lascia un commento

Tutto in quarantottore per non perdere 3,6 milioni di fideiussioni

Articolo di Enrico Miele pubblicato il primo novembre 2015 da la Repubblica – Bologna.

Tutto in quarantottore per non perdere 3,6 milioni di fideiussioni

Ecco perché Marconi Express aveva fretta di concludere. ln una nota l’annuncio di inizio lavori già ieri pomeriggio, ma hanno messo solo alcuni paletti

Dal collegamento «di tipo sciatorio» ipotizzato da Romano Prodi alla firma del contratto per realizzare il People mover sono passati dieci anni. Sarebbe bastato un minuto in più per far saltare tutto e parcheggiare, definitivamente, la navetta nel deposito bolognese dei “progetti mai realizzati”. Invece, quel minuto in più non è scoccato, perchè ieri una nota ufficiale ha reso pubblico l’avvio dei cantieri, sia pure, come dimostrano le foto, più simbolico che concreto. La Marconi Express, società a due tra Ccc e Tper, ha vinto nelle ultime ore la sua corsa contro il tempo. Il 31 ottobre scadeva infatti la proroga, concessa in estate da Palazzo d’Accursio, per iniziare i cantieri. Se i finanziamenti degli istituti di credito, in testa Unicredit e Unipol Banca, non fossero arrivati in tempo, la Marconi Express di Rita Finzi avrebbe perso 3,6 milioni. Cifra data in pegno al Comune con una fideiussione in cambio della dilazione dei tempi per sottoscrivere l’accordo. La firma al fotofinish, celebrata nell’ultimo sabato utile, mette, al contrario, la parola fine a un calvario burocratico e politico iniziato nel 2005. Resta però aperto quello giudiziario: il processo sulle presunte irregolarità nell’assegnazione, in cui sono imputati per abuso d’ufficio e turbativa d’asta tre protagonisti: l’ex sindaco Flavio Delbono, l’ex presidente del Ccc Piero Collina e l’ex numero uno dell’Atc Francesco Sutti. Senza dimenticare il risarcimento milionario chiesto dalla Corte dei conti all’ex giunta Delbono (lui compreso). Quelli giudiziari sono una piccola parte degli ostacoli che in questo decennio si sono frapposti tra i promotori dell’opera e la sua realizzazione. Quando in città, al tempo di Sergio Cofferati, si fa strada l’idea di una navetta veloce, i tempi sono stretti. «A fine 2008 si apriranno i cantieri» promette l’assessore Maurizio Zamboni. Ma il primo bando è un flop. «Inadeguato» lo definisce Collina, che assieme alle altre coop “rosse” aveva mostrato interesse. Al secondo tentativo il Ccc la spunta e l’estate dopo firma la convenzione. Poi arrivano i ritardi nella costruzione dell’Alta Velocità, dove il People mover dovrebbe “atterrare”. Nel 2011 parte così il balletto sui costi lievitati, il biglietto da ritoccare e i risarcimenti chiesti alle Fs. II nodo è sempre quello dei soldi. Prima di posare la prima pietra, il Ccc già vuole 10 milioni in più per sanare i ritardi di Rfi. Poi tocca alla giunta Merola: «Cantieri a gennaio 2012». Per ridurre il rischio per le casse pubbliche, si annuncia pure l’arrivo dei francesi di Ratp, dato per «sicuro» dalla Finzi. Invocati come “salvatori”, i parigini non arrivano. Palazzo d’Accursio allora chiede tempo e le coop avvertono: «Ogni mese che passa i costi si alzano». Ma a quel punto si è già mossa la procura, che a fine 2012 manda i primi avvisi di garanzia dopo l’esposto dell’ex consigliere Daniele Corticelli, e il comitato “No People mover”. Si arriva al 2013, quando sulla navetta si abbatte l’Autorità sugli appalti pubblici, convinta che il Comune «sia troppo esposto». Per Collina è «una bomba». Le banche si nascondono e anche Prodi a un certo punto fa capire che il progetto così com’è «costa troppo, la mia idea era più realistica». Tra ricorsi e controricorsi, non manca il Tar. Per Merola ormai l’opera «è su un binario un po’ morto». Quando manca un passo al funerale, e c’è chi chiede di allungare il tracciato fino alla Fiera, la navetta a sorpresa si sblocca. La Marconi Express cambia i patti parasociali e riduce il rischio per i conti degli enti locali (perché Tper non avrà più del 25% delle quote). Il Tar a luglio 2014 dà ragione ai costruttori e definisce la bocciatura dell’Authority «non vincolante». La ruota riparte: la Finzi e Collina ripetono il tour tra gli istituti di credito: Banca Imi, Unipol Banca e Unicredit. Arriva l’intesa con Palazzo d’Accursio: il biglietto sale a 7,5 euro ma metà dei costi in più saranno a carico dei privati. Dagli 85,9 milioni iniziali la navetta sale a 115. Anche al Marconi viene chiesto uno sforzo in più (tirerà fuori in tutto 15 milioni). Idem alla Regione. Mancano solo le banche, che impiegano un altro annetto a dire di sì visto che nel frattempo Imi si sfila e serve il “soccorso” degli istituti locali come Bper e Emiil Banca. E si arriva così alla prima pietra.

, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Lascia un commento

Articolo di Valerio Varesi pubblicato il primo novembre 2015 da la Repubblica – Bologna.

Merola prende il People mover: “Finalmente si parte”

Tratta Stazione-Marconi con fermata al Lazzaretto. Monorotaia pronta nel 2019. Delimitato il cantiere. Conferenza stampa a Palazzo d’Accursio. Un investimento da 115 milioni di euro. La corsa intera costerà 7,5 euro. La capacità di trasporto sarà di 600 passeggeri per ora. L’ironia dei comitati alla stazione Sfm di Borgo Panigale rimasta al grezzo

Il sindaco Virginio Merola esce dalla crisi salendo sul People mover. Dopo un decennio di discussioni, polemiche politiche, progetti e contro progetti passando per un’inchiesta giudiziaria, la sopraelevata che collegherà stazione centrale e aeroporto, si farà. Ad annunciare il travagliato parto, oltre a Merola. l’assessore alla Mobilità Andrea Colombo, il suo omologo in Regione Raffaele Donini e la presidente di Marconi express, società composta al 75% dal Consorzio cooperativo Ccc e da Tper, Rita Finzi. Proprio Marconi express è riuscita negli ultimi giorni di concessione a transennare i terreni del cantiere in zona aeroporto e ad avviare le opere propedeutiche per la presa in consegna delle aree. L’infrastruttura è lunga poco più di cinque chilometri, sarà sopraelevata (5 metri) e sorretta da 125 pile distanti 40 metri l’una dall’altra sulle quali si appoggerà una monorotaia per lo scorrimento dei vagoni. Oltre alle stazioni terminali, ci sarà una fermata intermedia al Lazzaretto dove i convogli (prodotti dalla società svizzera Intamin) si incroceranno grazie allo sdoppiamento del binario e dove saranno ubicati la centrale operativo e la manutenzione. Il biglietto Stazione-Lazzaretto costerà 1,5 euro mentre la corsa intera per l’aeroporto 7,5. La capacità di trasporto sarà di poco inferiore a 600 passeggeri per ora. Il parterre finanziario che ha consentito di arrivare ai 115 milioni del costo è composto dalla Regione e dagli altri soci pubblici per un totale di 30 milioni (27 solo viale Moro), da Marconi express (37) e da un pool di banche per 48. Di questo novero fanno parte Unicredit, Unipol, Bper, Banca di Bologna, Emil banca, Banca interprovinciale e la Popolare di San Felice. L’equilibrio finanziario, a lungo precario, è stato possibile grazie anche a un contributo di 5,5 milioni di Rfi e di un’aggiunta in extremis del Marconi che è arrivato a 15 milioni. Il resto l’ha fatto l’aumento del biglietto (era previsto a 6,75 euro) e l’allungamento della concessione da 35 a 40 anni (termine nel 2049). I primi passeggeri che in meno di otto minuti percorreranno il tragitto saliranno solo nel marzo del 2019. La costruzione terminerà alla fine di ottobre del 2018, ma dopo occorreranno 4-5 mesi di pre-esercizio prima del taglio del nastro. Marconi express si è assicurata un ente terzo che sovrintenderà ai lavori garantendo i tempi e l’aderenza al capitolato. I primi sei cantieri saranno aperti nel tratto aeroporto-Lazzaretto e comporteranno lo scavalcamento di tangenziale e A14 con un viadotto di 100 metri disegnato dall’architetto Iosa Ghini e il sottopasso della linea ferroviaria Bologna-Padova. «L’impatto sarà minimo – garantisce Finzi – perché non comporterà grossi scavi e si lavorerà su un corridoio recintato senza produzione in loco di manufatti». La monorotaia metallica verrà depositata accanto alle pile e montata successivamente. «Un’opera strategica da Piacenza a Rimini» giudica Donini, mentre il sindaco snocciola i dati sulla crescita del turismo e del Marconi inserendo il People mover in una cornice di realizzazioni che va dalla tangenziale delle bici, al rifacimento di Rizzoli-Bassi per il Crealis fino all’ex Staveco e al nodo di Rastignano. Tuttavia, ieri, i “No-people mover” hanno ironicamente inaugurato la stazione del Servizio ferroviario metropolitano di Borgo Panigale distante 800 metri dallo scalo e rimasta al grezzo. Per i contestatori, il collegamento si poteva realizzare sfruttando l’attuale linea. Della stessa idea il M5s che definisce il “People mover” un «brucomela».

, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Lascia un commento

Partono i cantieri del People Mover. Primi passeggeri nel 2019

http://www.radiocittadelcapo.it/archives/partono-i-cantieri-del-people-mover-primi-passeggeri-nel-2019-166818/

Partono i cantieri del People Mover. Primi passeggeri nel 2019

Bologna, 31 ott. – Partono i lavori per la realizzazione del People mover, la monorotaia veloce che collegherà aeroporto e stazione di Bologna. Le attività propedeutiche sono già state avviate e riguardano l’acquisizione delle aree, la picchettatura e la bonifica degli ordigni bellici. Il cantiere apre oggi al Marconi e contemporaneamente in altri sei punti fino all’area Lazzaretto. Ieri infatti Marconi express, la società che realizzerà e gestirà l’opera, ha preso in consegna le aree e quindi, di fatto, il cantiere è partito. I lavori saranno completati in 36 mesi, entro ottobre 2018. Seguiranno quattro o cinque mesi di pre-esercizio, prima di aprire al pubblico nel 2019.  Ad annunciarlo oggi in conferenza stampa a Palazzo d’Accursio il sindaco Virginio Merola insieme all’assessore alla Mobilità del Comune, Andrea Colombo, all’assessore regionale ai Trasporti, Raffaele Donini, e alla presidente di Marconi Express, Rita Finzi.

L’ultima parte del cantiere, quella nelle aree ferroviarie, inizierà tra 11 mesi, perché si devono attendere i lavori di rimozione delle interferenze da parte di Rfi. Con il Marconi sono stati definiti i mesi di lavoro e quelli di pausa, per non disturbare il traffico aereo. “Abbiamo tempi molto rigidi e non ci possiamo permettere ritardi”, avverte Finzi.

No People Mover chiedono il sequestro cantieri

L’ipotesi prolungamento. Il Comune di Bologna è già al lavoro per studiare come allungarlo fino alla Fiera e al Caab, in vista della realizzazione del progetto Fico. “Stiamo preparando un piano di fattibilità per altri collegamenti”, conferma il sindaco Virginio Merola, questa mattina in conferenza stampa a Palazzo D’Accursio. Uno studio che comprende anche il People Mover. “Si tratta di arrivare al Caab attraversando la Fiera e il Tecnopolo”, sottolinea Merola, quindi bisognerà analizzare i flussi dei passeggeri. L’idea piace a Marconi Express, la società che ha l’incarico di realizzare e gestire il People Mover tra stazione e aeroporto. Un allungamento, secondo la presidente Rita Finzi, sarebbe fattibile. “Sì, io credo che si possa fare- commenta Finzi- ma non riguarda la nostra società, perché noi ci occupiamo della prima tratta. Questo è il contratto in concessione e il suo equilibrio lo trova con questi passeggeri che arrivano dall’aeroporto alla stazione”. In ogni caso, conferma Finzi, allungare il People Mover fino al Caab “penso che sia possibile e penso anche sia un sistema corretto, veloce e disancorato dal traffico, come in tante altre città sono serviti luoghi così particolari dove devono arrivare tante persone”.

Gli investimenti. Per il People Mover sono stati investiti 115 milioni di euro, di cui 30 da parte dei soggetti pubblici (27 milioni solo la Regione), 37 milioni dai soci di Marconi Express e 48 dalle banche (meno del previsto). “Stiamo chiudendo con il pool di finanziatori bancari”, spiega Finzi, di cui fanno parte Unipol Banca, Unicredit, Bper, Emil Banca, Banca di Bologna, Banca Interprovinciale e la Banca popolare di San Felice. Il riequilibrio della concessione è stato raggiunto con un contributo di 5,5 milioni di euro da parte di Rfi (ma anche il Marconi ha aumentato il suo finanziamento fino a 15 milioni), con l’aumento del biglietto a 7,5 euro (la mezza tratta fino al Lazzaretto costerà però 1,5 euro) e con l’allugamento della concessione da 35 a 40 anni. La data prevista per la fine dei lavori è il 31 ottobre 2018, mentre la fine del pre-esercizio è programmata per il 15 marzo 2019. La concessione terminerà il 3 giugno 2049. Marconi Express calcola che il People Mover trasporterà 560 persone per direzione all’ora, circa tre milioni di passeggeri all’anno, a fronte di una domanda stimata nel 2019 di 1,2 milioni di passeggeri. In otto minuti la navetta coprirà la distanza tra il Marconi e la stazione centrale. Oltre alla stazione Lazzaretto, dove avverrà l’incrocio dei treni e dovre avrà sede sia l’officina di manutenzione sia il comando operativo dell’intero sistema (la navetta è senza guidatore), sono previste due opere di rilievo: il ponte di scavalcamento dell’autostrada, “che ha una luce di 100 metri ed è stato disegnato dall”architetto Iosa Ghini”, e il sottopasso della linea ferroviaria Bologna-Padova, in tunnel, realizzato con la tecnologia dello spingitubo.

“Le opere civili sono estremamente semplici”, assicura Finzi. Si tratta di un cantiere lineare di cinque chilometri, lungo cui verranno piantate 125 pile di calcestruzzo pre-confezionato, a una distanza di circa 40 metri l’uno dall”altra. Sulle pile sarà poi appoggiata una trave metallica pre-assemblata e stoccata lungo il cantiere. I movimenti di terra saranno “molto ridotti” e gli scavi puntuali, solo per le fondazioni delle pile. Più complessa invece la tecnologia, tanto che Marconi Express si doterà di un ente terzo per il monitoraggio e l’avanzamento dell’opera e per il controllo dell’interfaccia tecnologica. In questo modo si conta di evitare ritardi e contenziosi col fornitore, l’azienda svizzera Intamin, che è specializzata in attrezzature per il trasporto urbano ma anche in attrazioni per i parchi di divertimento (come le montagne russe). Sul cantiere del People Mover è prevista la presenza costante della commissione ministeriale di sicurezza, che “ha già dato un parere positivo preliminare sul progetto e l’opera” e che, nei prossimi mesi, farà visita agli stabilimenti di produzione della navetta, a Budapest (la realizzazione delle carrozze inizierà a metà dicembre). Nei mesi centrali di massima produzione, si stima che verranno impiegate contemporaneamente circa 200 persone lungo tutto il cantiere. La firma della concessione risale al 2009 e nel 2010 nasce Marconi Express, mentre a ottobre dello stesso anno si chiude la Conferenza dei servizi. Il progetto esecutivo è stato approvato dal Comune di Bologna nel 2012. Nel frattempo, sia la Corte dei Conti sia la Procura hanno aperto un’inchiesta per irregolarità nel bando. A processo sono andati l’ex sindaco Flavio Delbono, il presidente del Ccc Piero Collina e l’ex numero uno di Atc, Francesco Sutti.

Dal 2012 a oggi, Comune e Marconi Express hanno lavorato per ritrovare l’equilibrio economico e finanziario dell’opera, in seguito alla crisi e alle richieste di variante in area ferroviaria. “Abbiamo fatto una revisione attentissima e abbiamo introdotto anche dei miglioramenti”, assicura il sindaco. E oggi si parte con i tre anni di lavoro programmati. “Questo è un mandato del fare”, rivendica Merola, citando tra gli altri i milioni investiti in questi anni in cultura, turismo e promozione della città, ma anche progetti avviati come l’ex Staveco, la realizzazione della tangenziale delle biciclette, i cantieri BoBo e lo sblocco del nodo di Rastignano. “Di decisioni da prendere ce ne restava una, che oggi finalmente sblocchiamo- afferma il sindaco- i momenti difficili sono stati tantissimi, ma siamo andati avanti con tenacia e determinazione. Anche il Governo ci ha scippato i fondi europei, ma ringraziamo la Regione che ha mantenuto il finanziamento”. In questi anni, sottolinea Merola, “il turismo sta aumentando, siamo a +5%”. Inoltre, “sono 58 milioni i passeggeri dell’Alta velocità e Bologna è sempre più al centro delle relazioni col mondo, com’è giusto che sia. Quindi, per aumentare la competitività del nostro aeroporto, che aumenta sempre più i passeggeri ed è tra i primi in Europa come livelli di crescita, è indispensabile questa navetta veloce, che serve per migliorare l’accessibilità e l’attrattività del nostro territorio”

L’inchiesta e i No people Mover. “Rispettiamo il lavoro della magistratura e vediamo come finiranno tutte le indagini- afferma Merola- però è importante dire ai cittadini che questa Giunta non è coinvolta in nessuna indagine, se permettete. E quindi noi andiamo avanti sereni”. Sulla stessa linea si muove anche l’assessore regionale ai Trasporti, Raffaele Donini. “Le responsabilità sono individuali- sottolinea- quindi esprimiamo totale fiducia nella magistratura, ma non entriamo nel merito dell’inchiesta. Noi ci occupiamo solo di progetti strategici per Bologna”. Il sindaco liquida con poche parole anche le proteste del comitato contrario al People Mover. “Questa è un’opera voluta da chi è stato eletto dai cittadini e me ne assumo tutta la responsabilità”, afferma Merola, che all’intenzione del comitato di bloccare i cantieri replica: “Minacciano un reato?”. E Donini aggiunge: “Sarà un problema di ordine pubblico”.

Il commento di Bonaccini. “E’ una delle priorità del nostro mandato: ci abbiamo sempre creduto, e facciamo la nostra parte. Parliamo di un’opera che assicurerà una competitività straordinaria alla città di Bologna, esaltandone la collocazione strategica: centro dell’Emilia-Romagna, crocevia dei traffici a livello nazionale e realtà sempre più proiettata verso ciò che è Europa e resto del mondo”. Queste le parole del presidente della Regione Stefano Bonaccini all’annuncio dell’avvio ufficiale dei lavori per il People mover. Per l’infrastruttura che a Bologna collegherà l’aeroporto Marconi con la stazione centrale (previsti 36 mesi di cantiere, con termine dei lavori a ottobre 2018 ed entrata in funzione della navetta nel 2019), la Regione interviene con uno stanziamento di 27 milioni di euro. Un’infrastruttura rapida, veloce e sostenibile, prosegue il presidente, “a servizio dell’aeroporto Marconi e della stazione dell’Alta velocità, che consentirà di trasportare in pochi minuti le persone che arrivano in entrambi gli hub, portali d’ingresso su Bologna e sulla città metropolitana e, al tempo stesso, a servizio dell’intero territorio regionale”.

, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Lascia un commento

People mover, l’aeroporto c’è. Oggi il summit dei soci dell’opera

Articolo di Olivio Romanini pubblicato martedì 5 maggio 2015 dal Corriere di Bologna.

People mover, l’aeroporto c’è. Oggi il summit dei soci dell’opera

Marconi Express sancirà l’ingresso di Sab. Fiducia per l’ok delle banche

Oggi si riunisce l’assemblea dei soci di Marconi Express, la società che dovrà realizzare e gestire il People mover, la navetta sopraelevata destinata a collegare la stazione di Bologna e l’aeroporto Marconi. All’ordine del giorno c’è la modifica dello statuto e dei patti parasociali per recepire l’ingresso in partita di Sab, la società di gestione dell’aeroporto che ha deciso di partecipare, con una formula a metà tra un finanziamento e l’ingresso come azionista. La decisione dell’aeroporto, mancherebbero ancora alcuni dettagli, arriva dopo una lunghissima riflessione probabilmente legata anche alla necessità di non interferire con il percorso di quotazione in Borsa. Naturalmente i patti parasociali e lo Statuto verranno modificati non per fare un esercizio di stile ma in ordine all’avvio imminente dei cantieri dell’opera che è previsto per la prima settimana di giugno. In realtà ci sono due questioni che scorrono in parallelo. Da un lato la Marconi Express ha esigenza di iniziare il prima possibile i lavori (si fa per dire visto che dell’opera si discute da dieci anni) perché c’è un impegno con Rete ferroviaria italiana su una data di fine lavori piuttosto stringente. Per questo con il Comune ha già concordato, nero su bianco, di far partire i cantieri la prima settimana di giugno. Ma c’è un secondo aspetto assolutamente rilevante che deve andare a posto: l’ok formale di tutte le banche. Nelle scorse settimane è arrivata la delibera di Unipol Banca mentre è attesa per questa settimana la decisione e nel caso positivo, l’eventuale delibera, del comitato crediti di Unicredit. Poi manca Banca Imi che però, secondo i bene informati, sarebbe stata rassicurata dall’intervento dell’aeroporto. Questa partita si è trascinata per talmente tanto tempo che vedere aprire i cantieri appare come una specie di miracolo, ci sono diversi soggetti in campo e ognuno di questi doveva essere evidentemente rassicurato da qualcun altro, forse anche perché il clima per le grandi opere (o medie) non è tra i più positivi. A rassicurare tutti ci ha pensato ormai diverse settimane fa la Regione che, dopo che si erano persi i fondi europei legati a quest’opera, ha rimesso mano al portafoglio mettendo sul piatto venti milioni di euro sui 120 complessivi. Parallelamente ai passi in avanti sul lato operativo prosegue poi il dibattito surreale della politica. C’è chi è sempre stato legittimamente contrario all’opera e continua la sua opera di protesta. E poi c’è il Pd. Che riapre continuamente dibattiti su opere che il Pd delibera e poi non riesce a fare. Con un unico dubbio legittimo: la tecnologia scelta è quella più idonea? Certo dieci anni fa era più innovativa.

, , , , , , , , , , , , , , ,

Lascia un commento

L’ad di Intesa Carlo Messina annuncia per giovedì 23 aprile un consiglio decisivo della sezione Corporate che segue il finanziamento del People Mover

Articolo di Marco Bettazzi pubblicato domenica 19 aprile 2015 su la Repubblica – Bologna.

Prodi e i cantieri: “Città più bella ma bisogna fare alla svelta”

Il presidente degli industriali Alberto Vacchi promuove il sindaco di Bologna, Virginio Merola, e la possibilità che possa ricandidarsi. «Non entro nel dibattito del Pd, ma credo sia naturale pensare a un secondo mandato di un sindaco che c’è stato. Merola ha fatto cose positive, anche in discontinuità, poi tutto è perfettibile ma credo sia giusto dargli questa possibilità». Il tema caldo, però, è quello degli investimenti, delle manovre su Hera, della quotazione in Borsa dell’aeroporto («Un passaggio epocale per il nostro territorio», secondo Vacchi) e del People mover, che potrebbe sbloccarsi definitivamente la prossima settimana con il via libera delle banche. Tutti argomenti affrontati più volte, ieri, a margine di un convegno organizzato a Bologna da Intesa Sanpaolo su credito, sviluppo e lavoro cui hanno partecipato tra gli altri Romano Prodi, l’ad di Intesa Carlo Messina e il ministro del Lavoro Giuliano Poletti. E tocca proprio all’ex premier rivendicare con orgoglio il ruolo della sua città: «Ho osservato con molto piacere gli investimenti su Bologna, ne sono arrivati parecchi nel settore industriale e spero che ne arrivino altri. Tutto sommato – spiega Prodi – relativamente al resto del Paese non possiamo proprio dire di star male». Ma l’ex premier si concede anche una battuta sulla città e sui cantieri del centro: «Questa è una bella città, dove si sta bene – dice – e i cantieri la faranno più bella, basta che vadano un po’ alla svelta». Un primato di Bologna e dell’Emilia che riconosce l’ad di Intesa, quando gli si chiede se sosterrà il People mover (Intesa è con Unipol e Unicredit tra le banche che devono finanziarlo): «La filosofia di Intesa è di investimento fortissimo su questo territorio, perché è quello dove i prestiti stanno crescendo di più – spiega Messina –. Tutte le iniziative che possono portare sostegno al territorio noi le faremo, sul caso specifico del People mover dobbiamo ancora decidere, ma la filosofia è questa». E proprio la prossima settimana dovrebbe esserci un consiglio, decisivo, della sezione corporate di Intesa che segue il People mover, così come un ultimo incontro tra le banche finanziatrici. «Spero che si possa chiudere », aggiunge Fabio Roversi Monaco, presidente di Banca Imi. Sul People mover insiste anche il leader di Unindustria. «È un elemento cardine, necessario», avverte Vacchi, che si interessa anche della modifica allo statuto di Hera. «Credo che la soglia del 51% sia più un paradigma psicologico, scendere al 38% non è un dramma, il pubblico può controllare l’azienda anche con quella quota».

, , , , , , , , , , , , , , ,

Lascia un commento