Articoli con tag Passante di Mezzo

L’andamento lento dei lavori. A gennaio la posa del ponte

Articolo di Simone Arminio pubblicato giovedì 8 dicembre 2016 da il Resto del Carlino – Bologna.

L’andamento lento dei lavori. A gennaio la posa del ponte

Annunciata per il 26 novembre, sarà dopo l’Epifania

Nessuna paura: i lavori del PeopleMover vanno avanti spediti. Anche se da due settimane, dalle parti della tangenziale, dove sono ben visibili i due piloni che sosterranno il ponte a campata unica del Marconi Express, non si vede lavorare un operaio. E anche se l’annuncio sulla chiusura di tangenziale e autostrada nella notte tra il 26 e il 27 novembre, proprio per permettere la posa della lunga trave tra i due piloni, è poi caduto nel silenzio più totale. La posa non è mai avvenuta, ma gli operai in realtà stanno lavorando, altrove: negli stabilimenti di Ccc, proprio per preparare alla perfezione la famosa trave ed essere pronti a calarla al millimetro nelle quattro ore di chiusura notturna del traffico che Autostrade concederà, con una penale che aumenterà per ogni minuto di ritardo. Si tratta di un mastodontico ponte a luce unica di oltre 90 metri, d’altronde: le misure, spiegano gli esperti, vanno prese bene. Tanto più che l’opera dovrà prevedere già da ora un ampliamento della strada sottostante, ovvero il Passante, il cui progetto subisce da tempo continui rimaneggiamenti. E a proposito di modifiche: il parere, di Marconi Express e del Comune, è che la valutazione di impatto ambientale, benché scaduta, come aveva fatto notare il capogruppo M5S in Comune Massimo Bugani, non debba essere ripresentata. Perché volontaria e non obbligatoria, e perché il concessionario dell’opera, Marconi Express, ha comunque l’obbligo di relazionare trimestralmente al Comune sullo stato dei lavori e su eventuali scostamenti dalla valutazione presentata, appunto. Il ponte, dunque. Allo stato attuale dovrebbe essere posato subito dopo il weekend dell’Epifania, in ogni caso in un fine settimana di gennaio. Autostrade per l’Italia avrebbe già escluso il periodo festivo, perché molto trafficato, e fornito alcune finestre successive, passibili poi di modifiche anche 48 ore prima, ma soltanto in caso di condizioni atmosferiche avverse o particolari e impreviste situazioni di traffico. Sui display dell’A14, per il momento, non è apparso nulla, e non apparirà se non quando ci sarà l’ufficialità: meglio evitare un nuovo falso allarme.

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Al dibattito di piazza Maggiore ieri si sono presentati anche i comitati contrari al People mover

Articolo di Beppe Persichella pubblicato domenica 18 settembre 2016 dal Corriere di Bologna.

Stop di Comune e Regione ad Autostrade: «Nessun limite di soldi per il Passante»

Priolo: «Deciderà il ministero». Donini: «Inaccettabile aprire un confronto senza risorse». Protesta: l’assessore alla Mobilità Irene Priolo era in piazza con la presidente di Tper Giuseppina Gualtieri per parlare dei temi del traffico. Ad accoglierle, uno striscione contro la realizzazione del People Mover

Comune e Regione stoppano Autostrade sul Passante di mezzo. La società che dovrà realizzare l’opera ha posto un tetto di spesa di 260 milioni di euro per le opere di mitigazione, ritenuto però «inaccettabile» dagli enti locali. «La committenza in questo caso è del ministero (delle Infrastrutture, ndr), e l’ultima parola la metterà il ministero che sta puntando molto su questa opera», è l’altolà che arriva dall’assessore comunale alla Mobilità Irene Priolo. Dello stesso avviso anche il collega in Regione Raffaele Donini: «Troverei inaccettabile che si aprisse un confronto pubblico con i cittadini e poi non si finanziassero gli interventi ritenuti necessari e richiesti dai cittadini per questioni di budget». Il nodo delle risorse per questi interventi, che renderebbero meno impattante il Passante di mezzo, è strettamente legato ai cinque incontri aperti a tutti i bolognesi delle scorse settimane. Al momento, all’interno di questi 260 milioni di euro sono conteggiati già le barriere fonoassorbenti, la fascia boscata e il parco sopra San Donnino. I tavoli tematici sono serviti a capire se bisogna mettere mano con altre operazioni di miglioria anche in altre aree. Nel caso, spetterà soprattutto a Comune e Regione valutare l’utilità di questi ulteriori interventi e farsi portavoce con Autostrade. È ovvio però che con un budget statico la coperta si fa stretta. Questo quantomeno seguendo le dichiarazioni di Autostrade, che in un primo tempo aveva affermato che «non c’è un limite di spesa» riguardo questi interventi, salvo poi correggersi e spiegare che un «perimetro» in realtà esiste, ed è quello dei 260 milioni. «Si sono contraddetti tra di loro e li lascerei alle loro contraddizioni», ha provato a liquidare la vicenda con una battuta Priolo ieri mattina in piazza Maggiore durante un’intervista pubblica con la presidente di Tper Giuseppina Gualtieri all’interno della settimana della mobilità sostenibile. Poi però l’assessore è entrata nel merito della questione, concedendo ad Autostrade il merito di essersi «messa in prima linea con tutti i suoi dirigenti» per la buona riuscita dell’opera, ma allo stesso tempo ricordando che «nell’accordo non si parla di cifre», e quindi «si farà quello che serve, ma non un di più che non serve». I cittadini, ad esempio, hanno chiesto di poter replicare il parco di San Donino («Che non si tocca», assicura l’assessore) anche a Croce Coperta e Croce del Biacco. Ma questo, annuncia già la Priolo è «impossibile, anche se stiamo valutando di intervenire in entrambi i casi nel sottopasso». Preoccupazione dopo la frenata di Autostrade arriva pure dalla Regione. «Questo confronto pubblico è una cosa seria. Sono certo che alla fine ci sarà piena ragionevolezza nel rappresentare al ministero e realizzare poi quei miglioramenti usciti dal confronto», l’auspicio di Donini. Al dibattito di piazza Maggiore ieri si sono presentati anche i comitati contrari al People mover, per contestare la realizzazione di un’altra opera molto discussa («Non è economicamente sostenibile», dicono), ma i cui lavori sono già partiti da mesi. Nei giorni scorsi si è però scoperto che il prezzo del biglietto è già aumentato, passando dagli iniziali 7,5 euro a 8,5 euro. «Ora la priorità è il primo anno di esercizio, poi si guarderà alle tariffe. Esistono dei documenti dentro al piano industriale, bisogna guardare quelli», si limita a commentare la Priolo.

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Sondaggio sulle opere tra artigiani e piccoli imprenditori: “Sì al People Mover ma il Passante non basta”

http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/passante-sondaggio-peoplemover-1.2517590

Sondaggio sulle opere: “Sì al People Mover ma il Passante non basta”

Tra artigiani e piccoli imprenditori, il 42,5% degli intervistati: “Il traffico non migliorerà”

di Simone Arminio

Bologna, 17 settembre 2016 – Nì al Passante: solo il 57,5% degli artigiani e dei piccoli imprenditori pensa che sarà sufficiente a migliorare il traffico, mentre il 42,5% lo boccia senz’appello. Sì a sorpresa, invece, al discusso People Mover: per due su tre è un’opera necessaria. Lo dice un’indagine telefonica effettuata dal Centro Studi Sintesi di Mestre, su commissione di Confartigianato Assimprese di Bologna Metropolitana. Il campione è di 500 imprese con meno di 20 addetti, in città e provincia, calibrato su tre settori: produzione, commercio e servizi, agricoltura esclusa. Otto le domande agli intervistati che su certi temi dimostrano di avere le idee chiare, su altri meno. Lo dice la percentuale dei ‘non sa, non risponde’: 12,9% sul tram Fico-Fiera, appena il 2,4% sul Passante. I risultati, che il Carlino ha avuto in esclusiva, saranno pubblicati in due puntate: oggi le infrastrutture, domani il traffico urbano.

Passante di Mezzo

Che ci sia qualcosa da fare per ovviare al congestionamento di tangenziale e autostrada, ai bolognesi è chiaro ormai da diversi lustri. Tramontata l’ipotesi del Passante Nord, il sì definitivo riguarda l’ampliamento in sede di tangenziale e autostrada. Opera che, però, per quasi la metà degli artigiani del commercio, il 47,7%, non sarà sufficiente a migliorare il traffico. Il contraltare sono i colleghi produttivi: solo il 29,4% di loro è scettico. La media è comunque implacabile: per il 57,5% degli intervistati l’opera basterà, per il 42,5% non sarà risolutiva.

People Mover

Promosso il collegamento ferroviario veloce tra aeroporto e stazione. Ben il 67,9% degli intervistati lo reputa necessario, contro il 32,1% di scettici. Il parere in questo caso è abbastanza trasversale tra i tre settori sondati. I più felici? Sono i ‘produttivi’ (69,8%).

Tram Fico-Fiera

Tra i temi proposti, quello del collegamento con il Parco Agroalimentare in costruzione al Caab è indubbiamente il meno sentito. Quasi il 13% degli intervistati, difatti, ammette di non avere un’opinione in merito. Il resto del campione si è schierato per l’utilità dell’opera: 61% i sì, 39% i no. Varie le declinazioni: i produttivi sono i meno entusiasti (56,6% di sì), mentre il 65,2% degli artigiani del settore dei servizi, evidentemente nella speranza che Fico crei loro nuovo lavoro, sono più che favorevoli.

Come migliorare la mobilità?

Sulla domanda delle domande i risultati sono distonici. Se infatti per un terzo degli intervistati la soluzione migliore è la separazione dei pendolari dal resto del traffico, le possibili soluzioni al problema – Car sharing, piste ciclabili e parcheggi scambiatori – sommate non danno più che un misero 3% degli intervistati. Molto più gettonata è invece la quarta corsia autostradale fino a Imola (la vorrebbe il 26,8% degli artigiani), seguita a pari merito da più uscite per A14 e tangenziale e l’allargamento dell’autostrada per Padova, entrambe all’11,2%. Discorso a parte è quello della metropolitana: lo ritiene risolutivo solo lo 0,9%. Ma chissà quanti, disillusi, hanno semplicemente capito che non l’avremo mai.

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Quel sondaggio telefonico su People mover e Passante

Articolo di Enrico Miele pubblicato giovedì 15 settembre 2016 da la Repubblica – Bologna.

Quel sondaggio telefonico su People mover e Passante

Il tema infrastrutture tiene banco non solo nel dibattito politico locale, ma ora è diventato materia per interviste telefoniche. Infatti ad alcun bolognesi è capitato di rispondere a una chiamata sullo smartphone per poi essere interrogati sulla viabilità. Un sondaggio sul People mover si aggira per Bologna. Diversi cittadini in queste ore sono stati contattati dalla società padovana Local Area Network Srl per rispondere a un veloce questionario sulla mobilità bolognese. Si tratta di interviste telefoniche che passano in rassegna tutti i pro e contro delle infrastrutture cittadine (anche quelle solo ipotizzate). Il loro obiettivo è quello di valutare il gradimento sui singoli progetti portati avanti dalla giunta comunale di Virginio Merola (e dalla sua assessora Irene Priolo, che non vede di buon occhio la monorotaia). Nelle interviste si va dall’ipotesi di allungare la navetta veloce della Marconi Express fino al parco tematico Fico fino alle discussioni sul nuovo Passante autostradale. Tra le domande c’è anche quelle sulla mobilità lungo i viali che circondano il centro storico. Il committente privato renderà noti i risultati sulla stampa bolognese tra alcuni giorni. Nell’attesa, cooperatori, industriali e commercianti si sono sfilati, assicurando di non essere loro i promotori del sondaggio.

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People mover più caro, opposizioni all’attacco. E i tassisti: «Meglio noi»

Articolo di Mauro Giordano pubblicato giovedì 15 settembre 2016 dal Corriere di Bologna.

People mover più caro, opposizioni all’attacco. E i tassisti: «Meglio noi»
 
Massimo Bugani (M5S): “Da anni sosteniamo che il prezzo del biglietto sarebbe cresciuto, ma ci sbeffeggiavano” 
Da un lato il costo del biglietto del People mover, lievitato da 7,5 a 8,5 euro ancora prima che la navetta tra stazione e aeroporto entri in funzione (per poi passare a 9 euro pochi mesi dopo). Dall’altro i partiti d’opposizione in Comune, schierati con un fuoco di fila bipartisan contro la novità resa pubblica dal Corriere di Bologna. Una notizia che fa tornare sulle barricate il comitato di cittadini da sempre schierato contro la monorotaia dalle vicende tecniche e giudiziarie infinite e che ringalluzzisce anche i taxisti, sicuri di essere a questo punto molto competitivi contro il People mover già in costruzione. Per Massimo Bugani e il Movimento 5 Stelle, che ieri ha organizzato alla stazione centrale un flash mob contro la navetta e il Passante di mezzo, si tratta di «un brutto colpo per i bolognesi, causato da un’opera assolutamente inutile e dalla tenuta economica traballante». Bugani rivendica di aver aspramente criticato il progetto dagli esordi e di «aver anticipato anni fa, quando il costo del viaggio veniva stimato a 6,75 euro, che ci sarebbero stati aumenti, ma tutti ci sbeffeggiavano». Con i lavori ormai in corso, il leader cittadino del M5S ripete come un mantra che «i binari del Servizio ferroviario metropolitano sono lì a testimoniare che la vera soluzione era un’altra». Picchia duro anche la leghista Lucia Borgonzoni, in linea con Bugani nel definire l’intero iter «un’assurdità che pagherà la collettività, a quel prezzo nessuno userà la navetta e rimarrà una cattedrale nel deserto». Dal centrodestra affonda anche il forzista Marco Lisei: «Che l’equilibrio economico-finanziario non fosse solido lo avevamo già denunciato». Da sinistra, invece, Federico Martelloni di Coalizione civica promette «un’interrogazione in consiglio comunale, si tratta di una follia che costerà tantissimi soldi». Manes Bernardini di Insieme Bologna parla di «un’opera ben pensata ma progettata male, qualcosa serve per avere un collegamento veloce, ma non così, a questo punto forse solo il prolungamento a Fico e Fiera può dare un senso e delle possibilità economiche al progetto». Tutti sposano l’ipotesi caldeggiata dal neoassessore alla Mobilità Irene Priolo, cioè garantire anche mezzi alternativi (come il bus) per il collegamento aeroporto-stazione: «Ma è poco informata — dice Bugani — perché negli accordi iniziali era previsto l’azzeramento degli altri mezzi». Il comitato No People mover parla di previsioni pessime «per un mezzo che può trasportare solo 35 passeggeri e non 50 come detto». I taxisti delle cooperative Cat e Cotabo invece, che garantiscono la tratta da piazza Medaglie d’Oro a via del Triumvirato a 14 euro di giorno (attorno ai 18 euro di notte con bagagli), rivendicano a questo punto di offrire un servizio più economico della navetta per viaggi con almeno 2 persone. «Andiamo a tassametro, tariffe fisse può idearle il Comune con noi — spiegano Riccardo Carboni di Cotabo e Saverio Pancaldi di Cat — ma il piano tariffario e i nostri turni di servizio sono fermi dal 2008. Chiediamo a Priolo di affrontare questo tema».

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Calzolari (Granarolo): “Il People mover non serve alla mobilità dei bolognesi o ai pendolari. Nasce come asset tra l’aeroporto e la stazione”

Intervista di Enrico Miele a Gianpiero Calzolari pubblicata mercoledì 14 settembre 2016 da la Repubblica – Bologna.
“Ma la città del cibo non può essere soltanto edonismo o sarà un boomerang”
«A Bologna c’è bisogno che un’opera venga pensata, progettata e poi realizzata a prescindere da chi è in giunta». Dalle finestre dell’ufficio del presidente di Granarolo, Gianpiero Calzolari, si nota il via vai di impiegati, i camion che esportano latticini per il mondo e il cantiere del nuovo auditorium del gruppo. A pochi chilometri di distanza, invece, la città litiga sul nuovo Passante, il “vecchio” People mover, gli esuberi in Fiera e il referendum. Tutte partite in cui anche il mondo delle coop ha un ruolo.
Quale giudizio dà dei primi 90 giorni del Merola bis?
«Il secondo mandato è positivo, perché si possono completare i progetti per la città. Sono stati fatti alcuni inserimenti in giunta, non li conosco tutti, quindi c’è un po’ di aspettativa rispetto ai nuovi assessori che dovranno mostrare sul campo il loro valore. Ora si tratta di portare in fondo alcuni progetti».
La neo assessora Irene Priolo ha messo nel mirino il People mover, definendolo «problematico». La sorprende?
«Il People mover non serve alla mobilità dei bolognesi o ai pendolari. Nasce come asset tra l’aeroporto e la stazione. Per la mobilità cittadina serve altro».
Cosa?
«Sul piano delle infrastrutture l’impatto del Passante autostradale sarà importante. Si è fatta una scelta molto coraggiosa. Ma abbiamo bisogno che un’opera venga pensata, progettata e realizzata a prescindere da chi è in giunta. Non possiamo immaginare che con l’avvicendamento delle responsabilità le opere vengano rimesse in discussione».
Una parte del Pd sembra insofferente verso il sistema coop. Teme la nascita di un partito anti-coop sotto le Due Torri?
«Non vedo le ragioni per cui qualcuno all’interno di una forza politica progressista, che ha l’ambizione di governare questo territorio, debba pensare di mettersi in contrasto con il sistema cooperativo. Se anche fosse, ce ne faremo una ragione: ne abbiamo avuti tanti di nemici, ne sono rimasti pochi, e noi siamo rimasti qui».
In queste ore è ripartita la trattativa sui 123 esuberi in Fiera. Lei condivide l’idea di esternalizzare alcuni servizi dell’expo?
«Ogni azienda ha bisogno di equilibri. C’è una situazione che va corretta, ma sono altrettanto convinto che noi siamo la città che ha sempre concluso le vertenze sindacali con degli accordi. E quindi alla fine di questa discussione, che potrà avere momenti difficili, col buonsenso di tutti l’accordo si troverà».
Domani alla Festa dell’Unità c’è il confronto tra Renzi e Smuraglia, per chi tifa?
«Io aderisco a un comitato per il Sì, le imprese hanno bisogno di semplificazione».
Farinetti ha slittato l’inaugurazione di Fico a ottobre 2017. Siamo a due anni di distanza dall’ipotesi iniziale di apertura. Ci sono intoppi?
«Non c’è nulla che non va, il progetto è di grande attualità e noi ci crediamo. A volte, però, prima di dare delle date, bisognerebbe contare fino a dieci e capire se sono praticabili».
Concluso il progetto, come si arriverà a Fico? Tram, navette, People mover, lei su cosa punta?
«Bisognerà battezzarne una. La più praticabile credo siano i nuovi bus acquistati da Tper, però in prospettiva servirà un collegamento strutturato».
Citi due mancanze di Bologna.
«La pulizia della città e poi una mobilità agevole e comprensibile. Non si può salire e scendere da troppi mezzi pubblici per raggiungere un luogo».
La “City of food”, da sola, basta a rilanciare la città?
«È stato fatto un ottimo lavoro sul Quadrilatero, ma se continuiamo a vivere Bologna solo in termini edonistici, potrebbe diventare un boomerang. Dobbiamo passare dalla città del cibo all’economia del cibo, facendo sistema tra imprese, università, eventi fieristici e iniziative educative, come Fico. Integrare pezzi diversi della nostra economia. E la politica dovrebbe ascoltare le idee degli imprenditori».

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Giuseppe Paruolo – Ancora sul People Mover

http://bolognanonsilagna.blogspot.it/2016/09/ancora-sul-people-mover.html

Ancora sul People Mover

martedì 13 settembre 2016

Oggi esce su Repubblica una mia breve intervista sul People Mover. Siccome la sintesi giornalistica giocoforza riassume alcuni ragionamenti, ne fornisco qui di seguito una versione più estesa e completa.

Paruolo, l’assessore Irene Priolo ha definito il People Mover un’opera “problematica”. E anche voi consiglieri Pd in Regione avete approvato un anno fa un odg che chiedeva al comune di verificare la piena ideoneità qualitativa e quantitativa della tecnologia usata. Ci sono secondo lei delle criticità su tale tecnologia? Avete delle perplessità?

Il People Mover è certamente un’opera tormentata, visto che il bando che ne consentiva la realizzazione risale a diversi anni fa e invece di essere già operativo i cantieri sono appena partiti. Nel frattempo è mutata la composizione della società di gestione con l’ingresso di una componente pubblica a mio avviso del tutto inopportuno, visto che si trattava di un bando in project financing ed era giusto che il rischio di impresa restasse completamente a carico dei proponenti. Preso atto di tutto ciò e visto che erano già trascorsi anni, un anno fa abbiamo approvato un odg in Regione per due motivi: mettere in chiaro che deve andare avanti anche il collegamento via SFM con la costruzione della fermata aeroporto, e chiedere che il Comune facesse tutte le verifiche per assicurarsi che la soluzione tecnologica fosse ad oggi adeguata.
La Intamin, azienda svizzerà che produrrå il mezzo, è specializzata in montagne russe. Questo vi preoccupa ai fini della manutenzione del mezzo? Per questo secondo lei l’assessore Priolo ha chiesto agli uffici comunali un dossier sui costi di manutenzione? Sarebbe possibile cambiare oggi la tecnologia, come è avvenuto per il Civis, che è stato sostituito in corsa dal Crealis?
Anche l’idea migliore, se mal realizzata, finisce per dare cattivi risultati, e non nascondo che la scelta della tecnologia del PM non sia di per sè talmente convincente da fugare ogni dubbio. Immagino che non si possa cambiare in corsa il tipo di navetta, così almeno ci è stato sempre ripetuto, anche se quello del Civis è un ricordo che ancora fa male. Per anni infatti ci ripeterono che non era possibile fare alcuna modifica alla scelta del Civis perché non vi era alcun appiglio per farlo, salvo poi scoprire anni dopo che il mezzo non era nemmeno omologabile. Il sindaco Merola ha il merito di aver rimediato con il Crealis, ma per essere pienamente credibili dovremmo spiegare come ciò sia potuto accadere e che ne siano individuate le responsabilità.
Tornando al People Mover, soprattutto se non si può intervenire sulla tecnologia, è cruciale comprendere modalità e costi della manutenzione, quindi bene ha fatto l’assessora Priolo a decidere un approfondimento. In fondo, è il modo giusto per rispondere finalmente nel merito anche alla sollecitazione del nostro odg di un anno fa. Peraltro, se il tempo medio previsto fra due guasti è di 107 ore, come è stato scritto, un approfondimento mi pare oltremodo necessario.
Lei pensa che il Comune, che oggi ha un nuovo assessore alla mobilità che ha sottolineato le criticità del mezzo, stia valutando l’ipotesi di una riflessione sulla tecnologia usata? È una riflessione che, se possibile, lei auspicherebbe?
Nell’ultimo anno e mezzo, grazie alla collaborazione fra Regione e Comune/Città metropolitana, sul fronte della mobilità sono stati sciolti nodi cruciali e avviati lavori importanti. Il Passante di mezzo ci mette nelle condizioni di dare una soluzione credibile e in tempi ravvicinati ai problemi di mobilità del nodo bolognese che erano stati lasciati incancrenire coltivando per anni l’illusione del Passante Nord; e se lavoreremo bene la soluzione porterà anche benefici ambientali ai quartieri attraversati dalla tangenziale. Stiamo finalmente riprendendo in mano l’ipotesi del raddoppio della linea Bologna-Portomaggiore, cresce l’impegno sullo sviluppo dell’SFM. La Regione sta facendo cose davvero egregie sul trasporto ferroviario, dal canto suo il Comune di Bologna ha ripreso in mano l’ipotesi di linee di tram. Sono battaglie su cui mi sono speso da anni, e sono contento di registrare oggi svolte importanti, di cui rendo merito agli amministratori che ci stanno lavorando. Ecco, se riuscissimo anche a fugare i dubbi sul People Mover e a essere certi che quando diventerà operativo possa essere pienamente funzionale ed efficiente, sarebbe davvero una bella cosa. In questo senso ben vengano ulteriori riflessioni, finché siamo ancora in tempo.

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Priolo e il People mover: non basta ma è un’opera che va terminata. Passante, i comitati: salute a rischio

Articolo di Pierpaolo Velonà pubblicato martedì 13 settembre dal Corriere di Bologna.

Priolo e il People mover: non basta ma è un’opera che va terminata. Passante, i comitati: salute a rischio

A fine agosto, all’indomani del suo ingresso in giunta, l’assessore comunale alla Mobilità Irene Priolo aveva definito il People mover un’opera «problematica, che non basta per la crescita della mobilità bolognese». Il sindaco Virginio Merola, ospite domenica della Festa dell’Unità, ha liquidato come «balle» della stampa lo scarso feeling tra l’assessore e la monorotaia stazione-aeroporto.

Ieri però l’assessore, pur spiegando che non sono previsti passi indietro, ha confermato un giudizio non esattamente entusiastico sulla monorotaia. «Il cantiere è già avviato e spero si concluda il più in fretta possibile. Ribadisco però che Bologna non può pensare di risolvere i suoi problemi di mobilità unicamente col People mover». Che l’assessore definisce «uno strumento importante, che caratterizzerà la città dal punto di vista dell’immagine», pur precisando che «noi oggi abbiamo bisogno di guardare anche ad altre attività e ad altri progetti: non c’e’ solo il People mover».

Priolo stoppa inoltre la proposta del presidente dell’aeroporto Enrico Postacchini che vorrebbe prolungare il People mover fino al Caab (dove sorgerà il parco del cibo Fico). «Stiamo studiando la possibilità di introdurre il tram a Bologna — spiega Priolo — si tratta di capire come questo progetto si possa conciliare con la domanda che c’è in città verso i suoi poli attrattivi principali». In serata l’ennesimo match con i comitati contrari al Passante di mezzo, l’allargamento in sede di autostrada e tangenziale, stavolta al centro sociale Croce Coperta di via Papini. «Il problema è la salute dei cittadini», è intervenuto dalla platea il dottor Antonio Faggioli, contrario all’opera, che ha citato i risultati di una ricerca sulle cause di morte per tumori pubblicata nei mesi scorsi sul Corriere di Bologna. Faggioli ricorda la maggiore incidenza di malattie cardiocircolatorie registrata in cittadini residenti in Bolognina, Borgo Panigale e Santa Viola, quella di tumori alle Lame, San Donato e San Vitale, tutte zone interessate dal progetto del passante. «Qui ci dovrebbe essere l’assessore alla Sanità».

«L’obbiettivo è migliorare il progetto del Passante, ben vengano le critiche e la partecipazione, che finora è stata molto ricca e civile», aveva detto qualche ora prima l’assessore Priolo a margine della presentazione della prossima settimana europea della mobilità sostenibile, che si terrà a Bologna dal 16 al 22 settembre e avrà il suo epicentro al Mobility village di piazza Maggiore (sabato 17 e domenica 18 settembre).

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Priolo tiene il punto: “Sì al People mover ma servirebbe altro”

Articolo di Silvia Bignami pubblicato martedì 13 settembre 2016 da la Repubblica – Bologna.

Priolo tiene il punto: “Sì al People mover ma servirebbe altro”

Via libera al People mover, che «va fatto, perché i cantieri sono iniziati e vanno conclusi», anche se, insiste, «l’opera da sola non risolve i problemi di mobilità della città». L’assessora alla Mobilità Irene Priolo, ieri alla presentazione della settimana europea della mobilità sostenibile (che andrà dal 16 al 22 settembre), prova a disegnare la sua idea di mobilità, dalla querelle sul People mover sulla quale tiene il punto, alla partecipazione dei cittadini sul Passante di mezzo, fino alla pedonalità, con i T-Days che, promette lei, «resteranno di certo, con modifiche».

PEOPLE MOVER

«Quello del People mover è un cantiere avviato, che deve andare avanti e concludersi il prima possibile» spiega Priolo, dopo che il sindaco ha chiarito domenica che «l’opera non è in discussione» defindendo come «balle dei giornali» i presunti dubbi del Comune o di Priolo stessa. L’assessora ribadisce però anche alcune delle considerazioni sull’infrastruttura che avevano creato allarme tra imprenditori e istituzioni: «Ho detto che il People mover non è risolutivo perché penso, e ribadisco, che la città non può pensare di risolvere i suoi problemi di mobilità unicamente col People mover. È uno strumento importante, ma abbiamo bisogno di guardare anche ad altri progetti». Sul fatto che la navetta sia invece «problematica», l’assessora spiega: «Quando l’ho definita così, mi riferivo all’esegesi della sua nascita. Al fatto che è stata discussa per anni. E se ho chiesto un dossier sui costi di manutenzione è stato solo per un atto di trasparenza verso il M5 Stelle, che lo aveva richiesto».

PASSANTE DI MEZZO

Tra i progetti nuovi di cui la città ha bisogno c’è sicuramente, secondo Priolo, il Passante di mezzo, ovvero l’ampliamento in sede di tangenziale e autostrada che manda in soffitta per sempre il vecchio Passante Nord. Progetto già approvato da governo e Autostrade (ieri sera si è svolto il terzo incontro coi residenti della zona di San Donnino, che sarà attraversata dal Passante di mezzo). Priolo fa buon viso alle proteste: «Dopo gli incontri avvieremo veri e propri gruppi di lavoro coi cittadini. Sono confronti su un progetto impattante sulla città, quindi ci aspettavamo che alcune critiche venissero fuori. Anzi auspicavamo che venissero fuori perché l’obiettivo è migliorare il progetto. Più voci ci aiutano in questo senso meglio è». Il Passante di mezzo sarà uno degli argomenti della settimana europea della mobilità sostenibile. Priolo farà il punto su questa infrastruttura con un approfondimento, mercoledì 21, al centro civico Marco Polo.

T-DAYS

I weekend pedonali nella T resteranno ma con alcune modifiche, assicura Priolo, anche se l’assessora non si sbilancia sulla navetta promessa più volte dal sindaco. Si limita invece a dire che «dobbiamo cercare di mettere in armonia in maniera migliore gli strumenti che abbiamo adottato fino ad oggi per fare in modo che non siano un problema, ma un’opportunità. Si tratta di lavorare sul miglioramento dei tempi di vita dei cittadini, come ha detto il sindaco».

Nel Mobility village in piazza Maggiore Priolo sarà sabato col presidente Tper Giuseppina Gualteri ad un incontro sulla mobilità sostenibile.

TRAM

L’assessora, che ad appena una settimana dalla sua nomina è andata a Roma col sindaco Merola per parlare anche con Rfi di un tram che colleghi le Aldini Valeriani, la Fiera e il Tecnopolo fino a Fico, non commenta la proposta di Enrico Postacchini, numero uno di aeroporto, di allungare il People Mover fino al Caab: «Parliamo di progetti, prima che di opere o di strumenti. Viene prima la progettualità».

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Donini, stoccata a Priolo sulla monorotaia: “Progetto vostro, dubbi difficili da capire”

Intervista di Silvia Bignami a Raffaele Donini pubblicata domenica 11 settembre 2016 da la Repubblica – Bologna.

Donini, stoccata a Priolo sulla monorotaia: “Progetto vostro, dubbi difficili da capire”
 
I piani si possono migliorare, ma c’è un tempo per discutere e uno per decidere. Altrimenti le opere non si fanno

«Il People mover è stato finanziato dalla Regione, ma è un progetto del Comune, che è la stazione appaltante e che ha approvato tutti gli atti per realizzarlo. Ora che è in cantiere mi aspetto che siano ben convinti di farlo». L’assessore ai Trasporti della Regione Raffaele Donini, che ieri mattina ha presentato un nuovo treno Etr che farà risparmiare minuti sulla linea Bologna-Vignola, interviene sulla navetta aeroporto-stazione, dopo che la neo assessora comunale alla Mobilità Irene Priolo ha annunciato che chiederà agli uffici di realizzare un dossier sui costi di manutenzione dell’opera, su richiesta del Movimento 5 Stelle. È il secondo “attacco” dell’assessora alla navetta sopraelevata, dopo che nei giorni scorsi aveva definito «problematica» e «non risolutiva» l’infrastruttura.

Donini, lei pensa che in Comune abbiano delle perplessità sull’opera?

«La linea del sindaco è sempre stata chiarissima sul People mover. Ripeto: è un’opera del Comune, che noi abbiamo finanziato con 27 milioni di euro. Tenendo presente queste cose, dubbi non mi risulta che ce ne siano. Sarebbe inconcepibile dopo tutto quello che abbiamo fatto insieme per aprire i cantieri. Poi, certo, l’approfondimento è sempre utile, ma i costi di manutenzione sono già compresi nel progetto esecutivo dell’opera che il Comune ha approvato».

Eppure l’assessora Priolo ha detto che il People Mover non basta. Questo non la preoccupa, visto che voi ci avete messo i soldi?

«Sono d’accordissimo che il People mover da solo non è risolutivo. D’altra parte non è certo l’unica opera in cantiere. Il People mover serve a collegare aeroporto e stazione. Ma noi, come Regione, ci siamo impegnati anche su altri fronti: abbiamo cercato e trovato l’accordo col governo sul Passante di Mezzo e abbiamo sbloccato al Cipe l’Sfm e il nodo di Casalecchio».

Per voi in Regione comunque il People mover resta un’opera importante, non è così?

«Sì, per quel che ci riguarda il People mover va realizzato. È un’opera in cui crediamo, indispensabile per Bologna e necessaria per collegare due hub importanti come stazione e aeroporto. Un’opera in grado per questo di farci vincere la sfida della competitività, rafforzando il Marconi».

A proposito, il presidente dell’aeroporto Enrico Postacchini ha ipotizzato un allungamento del People mover anche al Caab. I finanziamenti potrebbero essere trovati usando i dividendi dell’aeroporto. È possibile secondo lei?

«Ne parleremo insieme agli altri soci. È il Comune che deve decidere quale sia il migliore mezzo di trasporto che serve alla città. Mi pare ad esempio interessante l’ipotesi di un tram. In ogni caso c’è piena disponibilità da parte nostra a collaborare».

Lei di recente, sul Passante di Mezzo e sulla discussione in corso con i cittadini, ha chiesto di fare in fretta. Teme che ci si impantani nella discussione con chi contesta l’opera?

«Io sono favorevole al confronto. È bene investire in partecipazione e ascolto. Buono quindi l’approccio di umiltà. Qui però siamo di fronte a una decisione, sul Passante di Mezzo appunto, che è stata già presa con governo e Autostrade. C’è un tempo per la discussione e uno per la decisione, altrimenti le opere non si fanno mai. Impieghiamo bene i tempi del confronto pubblico, e miglioriamo il progetto, ma poi partiamo perché il nodo bolognese oggi è davvero troppo congestionato. Il Passante di Mezzo è necessario perché il nodo Bologna è strategico non solo per la città, ma anche per la regione e per il Paese».

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