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Il sollievo dell’ex sindaco: «La sentenza? Era scontata»

Articolo di Pierpaolo Velonà pubblicato giovedì 8 dicembre 2016 dal Corriere di Bologna.

Il sollievo dell’ex sindaco: «La sentenza? Era scontata»

Dal 17 febbraio del 2010, Flavio Delbono non è più sindaco di Bologna. Ora, con l’assoluzione «perché il fatto non sussiste» dall’accusa di abuso d’ufficio nell’inchiesta sul People mover, si recide l’ultimo filo che lo teneva legato a quella brevissima esperienza a palazzo d’Accursio. L’ex sindaco può tirare un sospiro di sollievo. «È una sentenza scontata, che si commenta da sola — dice a caldo Delbono — Ci sono voluti tre anni di indagine, due anni di processo, migliaia di carte, in definitiva quello sul People mover era un processo che non si doveva neanche fare, lo dicono pure gli avvocati». E poi: «Come sindaco ne esco pulito — aggiunge Delbono — era l’unica indagine che mi riguardava come primo cittadino. I miei rapporti con la Procura di Bologna ? Meglio non commentare, ho già dato». Quest’ultimo riferimento è all’inchiesta sui viaggi a spese della Regione — di cui Delbono era stato vicepresidente dal 2003 al 2009 — che sono costati all’ex esponente del Pd un patteggiamento a 19 mesi e 10 giorni per peculato, truffa aggravata, intralcio alla giustizia e induzione a rilasciare false dichiarazioni per le pressioni sulla sua ex compagna Cinzia Cracchi affinché tacesse sulle risorse pubbliche (21.000 euro) utilizzate per viaggi privati. Era stata questa inchiesta a portare Delbono alle dimissioni da sindaco, dopo soli sette mesi. Nel 2012 un’altra tegola, l’iscrizione nel registro degli indagati per il bando del People Mover vinto da Ccc. Da ieri, anche questa pagina si è chiusa.

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People mover, assolti i 7 imputati perché il fatto non sussiste. Tra loro anche l’ex sindaco Pd Flavio Delbono

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/12/07/people-mover-assolti-i-7-imputati-perche-fatto-non-sussiste-tra-loro-anche-lex-sindaco-pd-flavio-delbono/3244385/

People mover, assolti i 7 imputati perché il fatto non sussiste. Tra loro anche l’ex sindaco Pd Flavio Delbono

I pm Giuseppe Di Giorgio e Antonella Scandellari avevano chiesto un anno e sei mesi per Collina e Sutti, un anno e quattro mesi per Delbono e Rossi; un anno per la dirigente comunale Francesca Bruni. Mentre l’assoluzione era stata chiesta per Carlini e Bartolini. L’inchiesta per la costruzione della monorotaia che unirà la stazione con l’aeroporto era partita nel 2010

di David Marceddu

Il fatto non sussiste: il Tribunale di Bologna ha assolto tutti gli imputati per il processo sul People mover, la navetta monorotaia che dovrà collegare la stazione ferroviaria all’aeroporto del capoluogo emiliano. Gli imputati erano l’ex sindaco di Bologna del Partito democratico Flavio Delbono e il suo assessore Villiam Rossi, l’ex capo del Consorzio cooperative costruzioni Piero Collina, tre funzionari comunali, Cleto Carlini, Patrizia Bartolini e Francesca Bruni, e l’ex capo di Atc (l’azienda comunale dei trasporti) Francesco Sutti. Delbono e Rossi rispondevano della sola accusa di abuso d’ufficio, mentre gli altri imputati anche di quella di turbativa d’asta. I pm Giuseppe Di Giorgio e Antonella Scandellari avevano chiesto un anno e sei mesi per Collina e Sutti, un anno e quattro mesi per Delbono e Rossi; un anno per la dirigente comunale Francesca Bruni. Mentre l’assoluzione era stata chiesta per Carlini e Bartolini. La formula utilizzata dal Tribunale per l’assoluzione è quella prevista dall’articolo 530 comma due del codice di procedura penale, “quando manca, è insufficiente o è contraddittoria la prova che il fatto sussiste”.

Una vicenda lunga quasi 10 anni quella della navetta monorotaia. Progettata nella seconda metà del decennio scorso da un’idea della giunta di Sergio Cofferati, i cittadini hanno visto partire i cantieri della grande opera solo pochi mesi fa. Il People mover sarà costruito in project financing: in pratica la Marconi express, la società di progetto che sta costruendo, formata dal Ccc e da Tper (società pubblica di trasporti erede di Atc), dopo averla costruita terrà l’opera in concessione per 40 anni e con gli 8 euro del biglietto si ripagherà dei costi sostenuti. Ci sono però anche soldi pubblici in ballo visto che la Regione Emilia-Romagna ha stanziato per il mezzo di trasporto 27 milioni di euro.

L’inchiesta della procura della Repubblica di Bologna era partita nel lontano 2010, dopo un esposto dell’allora consigliere comunale Daniele Corticelli. A risultare anomala, secondo la denuncia, era infatti la partecipazione di Atc, azienda comunale, nella Marconi Express. Il Comune aveva infatti emanato un bando di gara in project financing, proprio al fine di evitare costi per le casse pubbliche. Tuttavia, dopo la vittoria del bando di gara da parte di Ccc, quest’ultima veniva affiancata da Atc e il Comune sarebbe comunque rientrato dalla finestra (con una sua partecipata) in un affare che in molti in città ritenevano poco conveniente e molto rischioso dal punto di vista economico.

Secondo i pm, prima della partecipazione al bando di gara, il 2 ottobre 2008 Francesco Sutti, numero uno di Atc e Piero Collina, numero uno di Ccc, avrebbero stipulato un “accordo segreto” su una “partnership esclusiva” per il People mover. Un accordo che, secondo l’accusa, avrebbe favorito Ccc nell’aggiudicarsi l’affare, visto che avrebbe poi potuto contare sull’appoggio dell’azienda dei trasporti cittadina. Ma l’accusa non ha tenuto e i giudici hanno deciso di assolvere tutti gli imputati. Le motivazioni che spiegheranno la decisione dovrebbero arrivare in poche settimane.

Tra le parti civili ammesse al processo, oltre al Comitato No People Mover, difeso dall’avvocato Domenico Morace, c’era anche la società spagnola Acciona, che perse la gara contro il Ccc. Gli imputati erano difesi dagli avvocati Guido Magnisi, Gaetano Insolera, Gino Bottiglioni, Guido Magnisi, Pietro Giampaolo e Nicola Mazzacuva.

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Calzolari (Granarolo): “Il People mover non serve alla mobilità dei bolognesi o ai pendolari. Nasce come asset tra l’aeroporto e la stazione”

Intervista di Enrico Miele a Gianpiero Calzolari pubblicata mercoledì 14 settembre 2016 da la Repubblica – Bologna.
“Ma la città del cibo non può essere soltanto edonismo o sarà un boomerang”
«A Bologna c’è bisogno che un’opera venga pensata, progettata e poi realizzata a prescindere da chi è in giunta». Dalle finestre dell’ufficio del presidente di Granarolo, Gianpiero Calzolari, si nota il via vai di impiegati, i camion che esportano latticini per il mondo e il cantiere del nuovo auditorium del gruppo. A pochi chilometri di distanza, invece, la città litiga sul nuovo Passante, il “vecchio” People mover, gli esuberi in Fiera e il referendum. Tutte partite in cui anche il mondo delle coop ha un ruolo.
Quale giudizio dà dei primi 90 giorni del Merola bis?
«Il secondo mandato è positivo, perché si possono completare i progetti per la città. Sono stati fatti alcuni inserimenti in giunta, non li conosco tutti, quindi c’è un po’ di aspettativa rispetto ai nuovi assessori che dovranno mostrare sul campo il loro valore. Ora si tratta di portare in fondo alcuni progetti».
La neo assessora Irene Priolo ha messo nel mirino il People mover, definendolo «problematico». La sorprende?
«Il People mover non serve alla mobilità dei bolognesi o ai pendolari. Nasce come asset tra l’aeroporto e la stazione. Per la mobilità cittadina serve altro».
Cosa?
«Sul piano delle infrastrutture l’impatto del Passante autostradale sarà importante. Si è fatta una scelta molto coraggiosa. Ma abbiamo bisogno che un’opera venga pensata, progettata e realizzata a prescindere da chi è in giunta. Non possiamo immaginare che con l’avvicendamento delle responsabilità le opere vengano rimesse in discussione».
Una parte del Pd sembra insofferente verso il sistema coop. Teme la nascita di un partito anti-coop sotto le Due Torri?
«Non vedo le ragioni per cui qualcuno all’interno di una forza politica progressista, che ha l’ambizione di governare questo territorio, debba pensare di mettersi in contrasto con il sistema cooperativo. Se anche fosse, ce ne faremo una ragione: ne abbiamo avuti tanti di nemici, ne sono rimasti pochi, e noi siamo rimasti qui».
In queste ore è ripartita la trattativa sui 123 esuberi in Fiera. Lei condivide l’idea di esternalizzare alcuni servizi dell’expo?
«Ogni azienda ha bisogno di equilibri. C’è una situazione che va corretta, ma sono altrettanto convinto che noi siamo la città che ha sempre concluso le vertenze sindacali con degli accordi. E quindi alla fine di questa discussione, che potrà avere momenti difficili, col buonsenso di tutti l’accordo si troverà».
Domani alla Festa dell’Unità c’è il confronto tra Renzi e Smuraglia, per chi tifa?
«Io aderisco a un comitato per il Sì, le imprese hanno bisogno di semplificazione».
Farinetti ha slittato l’inaugurazione di Fico a ottobre 2017. Siamo a due anni di distanza dall’ipotesi iniziale di apertura. Ci sono intoppi?
«Non c’è nulla che non va, il progetto è di grande attualità e noi ci crediamo. A volte, però, prima di dare delle date, bisognerebbe contare fino a dieci e capire se sono praticabili».
Concluso il progetto, come si arriverà a Fico? Tram, navette, People mover, lei su cosa punta?
«Bisognerà battezzarne una. La più praticabile credo siano i nuovi bus acquistati da Tper, però in prospettiva servirà un collegamento strutturato».
Citi due mancanze di Bologna.
«La pulizia della città e poi una mobilità agevole e comprensibile. Non si può salire e scendere da troppi mezzi pubblici per raggiungere un luogo».
La “City of food”, da sola, basta a rilanciare la città?
«È stato fatto un ottimo lavoro sul Quadrilatero, ma se continuiamo a vivere Bologna solo in termini edonistici, potrebbe diventare un boomerang. Dobbiamo passare dalla città del cibo all’economia del cibo, facendo sistema tra imprese, università, eventi fieristici e iniziative educative, come Fico. Integrare pezzi diversi della nostra economia. E la politica dovrebbe ascoltare le idee degli imprenditori».

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Giuseppe Paruolo – Ancora sul People Mover

http://bolognanonsilagna.blogspot.it/2016/09/ancora-sul-people-mover.html

Ancora sul People Mover

martedì 13 settembre 2016

Oggi esce su Repubblica una mia breve intervista sul People Mover. Siccome la sintesi giornalistica giocoforza riassume alcuni ragionamenti, ne fornisco qui di seguito una versione più estesa e completa.

Paruolo, l’assessore Irene Priolo ha definito il People Mover un’opera “problematica”. E anche voi consiglieri Pd in Regione avete approvato un anno fa un odg che chiedeva al comune di verificare la piena ideoneità qualitativa e quantitativa della tecnologia usata. Ci sono secondo lei delle criticità su tale tecnologia? Avete delle perplessità?

Il People Mover è certamente un’opera tormentata, visto che il bando che ne consentiva la realizzazione risale a diversi anni fa e invece di essere già operativo i cantieri sono appena partiti. Nel frattempo è mutata la composizione della società di gestione con l’ingresso di una componente pubblica a mio avviso del tutto inopportuno, visto che si trattava di un bando in project financing ed era giusto che il rischio di impresa restasse completamente a carico dei proponenti. Preso atto di tutto ciò e visto che erano già trascorsi anni, un anno fa abbiamo approvato un odg in Regione per due motivi: mettere in chiaro che deve andare avanti anche il collegamento via SFM con la costruzione della fermata aeroporto, e chiedere che il Comune facesse tutte le verifiche per assicurarsi che la soluzione tecnologica fosse ad oggi adeguata.
La Intamin, azienda svizzerà che produrrå il mezzo, è specializzata in montagne russe. Questo vi preoccupa ai fini della manutenzione del mezzo? Per questo secondo lei l’assessore Priolo ha chiesto agli uffici comunali un dossier sui costi di manutenzione? Sarebbe possibile cambiare oggi la tecnologia, come è avvenuto per il Civis, che è stato sostituito in corsa dal Crealis?
Anche l’idea migliore, se mal realizzata, finisce per dare cattivi risultati, e non nascondo che la scelta della tecnologia del PM non sia di per sè talmente convincente da fugare ogni dubbio. Immagino che non si possa cambiare in corsa il tipo di navetta, così almeno ci è stato sempre ripetuto, anche se quello del Civis è un ricordo che ancora fa male. Per anni infatti ci ripeterono che non era possibile fare alcuna modifica alla scelta del Civis perché non vi era alcun appiglio per farlo, salvo poi scoprire anni dopo che il mezzo non era nemmeno omologabile. Il sindaco Merola ha il merito di aver rimediato con il Crealis, ma per essere pienamente credibili dovremmo spiegare come ciò sia potuto accadere e che ne siano individuate le responsabilità.
Tornando al People Mover, soprattutto se non si può intervenire sulla tecnologia, è cruciale comprendere modalità e costi della manutenzione, quindi bene ha fatto l’assessora Priolo a decidere un approfondimento. In fondo, è il modo giusto per rispondere finalmente nel merito anche alla sollecitazione del nostro odg di un anno fa. Peraltro, se il tempo medio previsto fra due guasti è di 107 ore, come è stato scritto, un approfondimento mi pare oltremodo necessario.
Lei pensa che il Comune, che oggi ha un nuovo assessore alla mobilità che ha sottolineato le criticità del mezzo, stia valutando l’ipotesi di una riflessione sulla tecnologia usata? È una riflessione che, se possibile, lei auspicherebbe?
Nell’ultimo anno e mezzo, grazie alla collaborazione fra Regione e Comune/Città metropolitana, sul fronte della mobilità sono stati sciolti nodi cruciali e avviati lavori importanti. Il Passante di mezzo ci mette nelle condizioni di dare una soluzione credibile e in tempi ravvicinati ai problemi di mobilità del nodo bolognese che erano stati lasciati incancrenire coltivando per anni l’illusione del Passante Nord; e se lavoreremo bene la soluzione porterà anche benefici ambientali ai quartieri attraversati dalla tangenziale. Stiamo finalmente riprendendo in mano l’ipotesi del raddoppio della linea Bologna-Portomaggiore, cresce l’impegno sullo sviluppo dell’SFM. La Regione sta facendo cose davvero egregie sul trasporto ferroviario, dal canto suo il Comune di Bologna ha ripreso in mano l’ipotesi di linee di tram. Sono battaglie su cui mi sono speso da anni, e sono contento di registrare oggi svolte importanti, di cui rendo merito agli amministratori che ci stanno lavorando. Ecco, se riuscissimo anche a fugare i dubbi sul People Mover e a essere certi che quando diventerà operativo possa essere pienamente funzionale ed efficiente, sarebbe davvero una bella cosa. In questo senso ben vengano ulteriori riflessioni, finché siamo ancora in tempo.

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E nel Pd crescono i dubbi sul People mover

Articolo di Silvia Bignami pubblicato martedì 13 settembre 2016 da la Repubblica – Bologna.

E nel Pd crescono i dubbi

Avanti tutta sul People mover? Non del tutto. Se il sindaco Virginio Merola si è affrettato a spiegare che «sull’opera non si discute» e l’assessore regionale Raffaele Donini ha ribadito la sua necessità, nel Pd c’è chi ha dubbi.

A fare un passo avanti è Giuseppe Paruolo, consigliere regionale dem e ex-vicesindaco: «Bene ha fatto l’assessora Priolo a chiedere un approfondimento sul People mover. Serve una ulteriore riflessione sull’opera, finché siamo in tempo».

Una pattuglia di consiglieri dem, tra cui lo stesso Paruolo e Silvia Prodi, avevano già chiesto in passato con un odg al Comune di accertare che «la tecnologia prevista dal People mover fosse pienamente idonea a garantire i requisiti di efficienza ed efficacia del mezzo». Le preoccupazioni dei consiglieri dem in viale Aldo Moro (la Regione finanzia l’opera con 27 milioni di euro), riguarda due punti: la tecnologia e i costi di manutenzione. «Anche l’idea migliore, se mal realizzata, finisce per dare cattivi risultati — spiega Paruolo — e la scelta della tecnologia del People mover non è così convincente da fugare ogni dubbio». Fa discutere, in particolare, che la navetta sia prodotta dalla Intamin, che ha il suo core business nei parchi giochi. Palazzo d’Accursio ha sempre spiegato che non è possibile ora cambiare mezzo, ma Paruolo fa un parallelo col Civis: «Anche allora ci dissero che non era possibile cambiare, poi scoprimmo che il Civis non era nemmeno omologato. Un ricordo che fa ancora male». Ma anche tenendo questa tecnologia, Paruolo concorda con l’approfondimento promesso da Priolo sui costi di manutenzione: «È cruciale comprendere modalità e costi, soprattutto se, come sembra, il tempo medio previsto fra due guasti è di 107 ore, dunque molto breve».

La richiesta di una nuova «riflessione» — che arriva dalla stessa corrente dem, quella dei renziani del Nuovo Pd, che ha spinto per archiviare il Passante Nord — rischia tuttavia di riaprire la discussione sull’opera. Proprio ora che i cantieri sembravano averci messo una pietra sopra.

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Comunicato stampa – Solidali con chi lotta per i diritti di tutte/i

SOLIDALI CON CHI LOTTA PER I DIRITTI DI TUTTE/I

Come Comitato NOPEOPLEMOVER siamo al fianco di Social Log e delle altre realtà bolognesi che si battono per il diritto all’abitare di tutte e di tutti e siamo al fianco delle famiglie, italiane e non, che non ricevendo dalle istituzioni alcuna risposta decidono di occupare.

Siamo convinti che non si tratti di mancanza di fondi, ma di come vengono spesi i soldi che ci sono!

Ci sono tante opere necessarie che NON vengono realizzate – come il ripristino e la manutenzione di tanti immobili pubblici – perché la loro esecuzione non consente quei meccanismi di subappalto e di scatole cinesi nelle quali far sparire i soldi.

Il lavoro, nel campo dell’edilizia, non mancherebbe. Il punto è che né le grandi società, anche cooperative, né i politici vogliono lavorare con le manutenzioni, preferendo grandi opere inutili come il PEOPLE MOVER che servono a foraggiare soggetti come CCC – a sua volta principale finanziatore del PD bolognese.

In definitiva è di questo che si tratta. Altrimenti perché costruire una monorotaia sopraelevata dal costo di 130 milioni quando a poche decine di metri esiste già la fermata del Servizio Ferroviario Metropolitano solo da completare?

Chiediamo il blocco degli sfratti, l’applicazione del protocollo per l’insolvenza incolpevole, una politica efficace di edilizia popolare, il recupero di tutti gli immobili pubblici abbandonati.

Infine anche noi vogliamo fare un appello alla “legalità”: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.” (cit. art. 4 Costituzione Italiana)

La Costituzione chiede lo sviluppo della persona umana, non del sistema “tangentopoli”.

Comitato NOPEOPLEMOVER
Bologna 26/03/2016

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People Mover, “offerta della coop che vinse l’appalto a Bologna era scadente”

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/01/08/people-mover-offerta-della-coop-che-vinse-lappalto-a-bologna-era-scadente/2359237/

People Mover, “offerta della coop che vinse l’appalto a Bologna era scadente”

Fernando Minguez Llorente, dirigente della multinazionale Acciona, è stato sentito come primo testimone nell’udienza del processo sulla monorotaia che dovrebbe collegare stazione e aeroporto: “Noi davamo una Ferrari, Ccc una macchina qualsiasi”

di David Marceddu

“Secondo noi l’offerta del Ccc per quell’opera era scadente dal punto di vista tecnico”. A parlare è Fernando Minguez Llorente dirigente della multinazionale Acciona sentito venerdì 8 gennaio come primo testimone al processo People mover a Bologna. Alla sbarra sette imputati: l’allora presidente dell’azienda trasporti Atc Francesco Sutti, l’ex numero uno del Ccc (Consorzio cooperative costruzioni) Piero Collina, accusati di turbativa d’asta e abuso d’ufficio; l’ex sindaco Pd Flavio Delbono, che risponde solo del secondo reato come altri quattro tra dirigenti e amministratori comunali. Minguez, che è stato chiamato a testimoniare dai pubblici ministeri Giuseppe Di Giorgio e Antonella Scandellari, ha spiegato che la sua azienda teneva molto all’appalto per la navetta monorotaia che dovrebbe collegare stazione e aeroporto della città, poi finito nelle mani di Ccc. “La nostra offerta era una Ferrari, quella di Ccc era una macchina qualsiasi”. Peraltro il valore tecnico dell’offerta di Acciona fu riconosciuto anche dalla commissione comunale di gara che aprì le buste e valutò i progetti. Ma oltre all’offerta tecnica nel bando c’era anche l’offerta economica. E quella di Ccc fece ribaltare un risultato che sembrava certo.

Minguez ha ricordato davanti al collegio del tribunale (presieduto dal giudice Luisa Raimondi) di avere avuto, in occasione del primo bando People mover, alcuni contatti con Sutti, per sondare l’interesse di Atc a partecipare con loro alla gara: “Era naturale cercarli”, ha spiegato Minguez. “Atc era un gestore esperto di Bologna”. Poi però i contatti si interrompono: il ricordo del teste è un po’ offuscato dal tempo, ma rammenta che fu il presidente di Atc a non farsi più sentire. Ad ogni modo il primo bando, nel maggio 2008, andò deserto: “Non partecipammo: dal punto di vista economico non tornavano i conti. La decisione non fu presa tuttavia in base all’accordo mancato con Atc”, ha precisato Minguez.

Intanto, a ridosso della scadenza del primo bando, Sutti di Atc si si era rifatto vivo con una telefonata: “Voleva sapere se noi partecipavamo o no alla gara. Gli rispondemmo di no”, racconta il manager iberico. E qui Minguez racconta anche che in quei mesi, tra il primo e il secondo bando, c’era “una voce nell’aria, un sentore”: il fatto cioè che Atc, in quanto partecipata dal Comune di Bologna, non potesse partecipare a quel bando in project financing. “Credo di ricordare che qualcuno del Comune ci disse che stavano studiando la questione”, spiega Minguez, il quale tuttavia non ricorda chi, e in che termini, gliene parlò in Comune. Il manager collega le due vicende: “Quando ricevetti quella telefonata di Sutti, lui per me non era un possibile concorrente, era fuori dalla questione People mover, sennò non gli avrei mai detto che non partecipavamo”.

Si arriva al secondo bando. Ci sono due offerte: Acciona assieme al suo partner italiano Ghella da una parte, e Ccc, da sola, dall’altra. La coop bolognese vince con prezzi molto più competitivi. “Noi proponemmo una soglia di passeggeri molto alta, sotto la quale avremmo dovuto avere un contributo. Era una soglia cautelativa per noi. Ccc ne propose invece una più bassa”. Minguez spiega anche che inizialmente Acciona pensò a un ricorso: “Facemmo arrivare dalla Spagna sette nostri consulenti per studiare le carte capire se ci fossero state irregolarità. Ma l’offerta di Ccc era regolare”, ha spiegato rispondendo a una domanda dell’avvocato Paolo Trombetti, difensore di Collina. Eppure dopo pochi mesi dall’apertura delle buste Ccc formerà una società di gestione dell’opera, la Marconi Express, tirando dentro proprio l’Atc di Sutti. Quest’ultimo e Collina, prima della scadenza del secondo bando, avevano firmato quelli che secondo i pm altro non sono che “accordi occulti”. In base a questi, sostiene l’accusa, Ccc poté presentare al bando una offerta economica più conveniente del concorrente che era all’oscuro di quei patti. “Se avessimo saputo che Atc era dentro la società avremmo fatto ricorso, sicuramente”, ha spiegato Minguez rispondendo a una domanda dell’avvocato di parte civile Domenico Morace.

Altri testimoni dell’accusa sono stati sentiti dai giudici in questa prima tranche di audizioni. Una decina di udienze sono previste sino a fine luglio e la sentenza potrebbe arrivare già entro quella data. Nei giorni scorsi il sindaco di Bologna Virginio Merola, che a fine ottobre 2015 aveva annunciato il via ai lavori, aveva chiesto celerità alla magistratura. Merola si riferiva anche alla inchiesta bis, contro ignoti, aperta sempre dalla procura della Repubblica di Bologna che indaga proprio il contratto integrativo sottoscritto lo scorso 30 ottobre dal Comune e dalla Marconi Express per modificare la concessione risalente al 2009: “Vorrei che un giorno qualcuno ci dicesse – ha detto il sindaco – invece di lasciarci in mezzo a queste cause ed esposti, se quest’opera è illegittima. Ce lo dicano in fretta, così non abbiamo più il problema di pagare penali alla controparte che ci fa causa se non adempiamo al contratto”.

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People Mover, bloccarlo costerebbe al Comune almeno 18 milioni

http://www.bolognatoday.it/cronaca/people-mover-costi-comune-bologna.html

People Mover, bloccarlo costerebbe al Comune almeno 18 milioni

E’ la cifra fornita oggi in commissione dall’assessore alla Mobilità, Andrea Colombo, che rivendica di “aver lavorato in questi quattro anni, in modo rigoroso e trasparente a fronte di contratto già firmato per realizzare l’opera ma bene, con alcuni importanti correttivi”

L’addio al progetto People mover costerebbe come minimo 18 milioni di euro. E’ la cifra fornita oggi in commissione dall’assessore alla Mobilità del Comune di Bologna, Andrea Colombo. Per la precisione, l’assessore si riferisce agli “effetti di un’eventuale scelta unilaterale del Comune di recedere dal contratto, senza che ad oggi ci siano motivi formali ostativi che lo richiedano o lo impongano”. In merito ad uno scenario del genere, “segnalo che i costi di un eventuale inadempimento da parte del Comune sono previsti da contratto e sono pari al valore dei costi sostenuti dal concessionario al momento dell’eventuale revoca- spiega Colombo- in base alle scritture contabili e, ad oggi, sono inseriti nelle scritture contabili, ci risulta, otto milioni di euro”.In secondo luogo, scatterebbe “un indennizzo a titolo di risarcimento del mancato guadagno pari al 10% del valore dell’opera- continua Colombo- e quindi stiamo parlando di circa 10 milioni”. Si arriva così a quota 18, ma non sarebbe tutto perchè ci sarebbero anche “tutte le penali e gli altri costi sostenuti o da sostenere da parte del concessionario in caso di risoluzione”, continua Colombo, per i contratti già’ stipulati. Infine, “aggiungo anche che c’è il tema del contributo che dovrebbe essere restituito alla Regione”, sottolinea Colombo. Questo è il quadro e “io metto doverosamente sul tavolo per una valutazione di cos’è l’interesse pubblico per l’amministrazione”, dichiara l’assessore. Detto questo, “rivendichiamo di aver lavorato in questi quattro anni, in modo rigoroso e trasparente- continua Colombo- a fronte di contratto già firmato per realizzare l’opera ma bene, con alcuni importanti correttivi e miglioramenti ad esclusiva garanzia dell’interesse pubblico e della città
Del resto, nel programma approvato “da tutti i gruppi della maggioranza, quindi Pd, Sel e Cd- ricorda Colombo- il People mover era espressamente inserito tra le opere del mandato”, con l’impegno a verificare “fino in fondo” gli aspetti economico-finanziari, trasportistici ed economici: “Ed è esattamente questo- scandisce Colombo- che abbiamo fatto negli anni che abbiamo alle spalle”. Questo anche con “supporti esterni di carattere specialistico”, precisa Colombo: il Comune su questo ha sostenuto dei costi ma “è stato un buon modo di spendere i soldi pubblici, per verificare fino in fondo che il progetto corrispondesse all’interesse pubblico”.In particolare, l’assessore ricorda che c’è stata una “revisione dei patti parasociali netta e il cambio di rotta impresso da questa amministrazione è stato radicale”, con il “blocco della quota di Tper all’attuale 25% e senza la possibilità ne’ l’obbligo di acquisire ulteriori quote in futuro”.

E l’impatto ambientale? I 125 piloni previsti per il sostegno della monorotaia “aumenteranno il consumo di suolo in città di ben 250 metri quadri”, manda a dire Colombo con un pizzico di sarcasmo. E ancora: “Il People mover non è in contraddizione con il Sistema ferroviario metropolitano ne’ dal punto di vista trasportistico ne’ da quello economico”, perchè “non sono due sistemi comparabili” tra loro. Invece di fare il “tifo ideologico pro o contro un”opera”, per Colombo bisognerebbe guardare “agli aspetti di merito per concludere che ogni mezzo di trasporto è adatto ad esigenze diverse”. Il People mover, ad esempio, “non è adatto a svolgere altri ruoli che non ha, come ad esempio- continua l’assessore- connettere una serie di poli attrattori come Tecnopolo, Regione, Fiera, Fico e Caab, i nuovi insediamenti urbanistici previsti a San Donato”.

Per quanto riguarda le risorse, “cerchiamo di dare un quadro onesto della realtà”, dichiara Colombo: “Non c’è un euro del Comune per costruire il People mover”. Impossibile, però, non pensare alle inchieste di Procura e Corte dei conti. “Da parte dell’amministrazione c’è pieno rispetto per il lavoro in corso da parte della magistratura sia penale che contabile e, nello stesso tempo- afferma Colombo- responsabiltà nell’onorare impegni contrattuali validi ed efficaci, garantendo con tutti i miglioramenti e i correttivi necessari, con rigore e trasparenza, l’interesse pubblico. Questa è stata fin dall’inizio e continua ad essere la nostra posizione”.
Infine, Colombo respinge gli attacchi dell’opposizione sui tempi lunghi per la discussione degli odg: “Non c’è stata una programmazione ambigua delle commissioni”, assicura l’assessore.

La presidente di Marconi Express, Rita Finzi, si limita ad un intervento strettamente tecnico sui lavori avviati a inizio mese. Si tratta di un “cantiere lineare” di cinque chilometri, spiega Finzi, dall’organizzazione “abbastanza semplice” perché tutto sarà “preconfezionato fuori” e poi portato sul posto, con “bassissimi livelli di scavo”. Ad oggi (partendo dalla tratta tra aeroporto e Lazzaretto) sono iniziate le attività di topografia, tracciamento e bonifica dagli ordigni bellici. Per intervenire sull’ultimo dei cinque chilometri di tracciato, però, bisognerà attendere Rfi che “ci consegnerà l’area tra circa nove mesi- spiega Finzi- per completare i lavori avviati per lo spostamento di canalette e altri impianti interferenti”.

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People Mover: Merola informi e convinca i Bolognesi

http://www.bologna5stelle.it/people-mover-inutile-merola-informi-bolognesi

Articolo di: 

Nell’ultimo giorno dell’ultima proroga concessa dal comune vengono aperti i cantieri del People Mover (mancava davvero poco per poter tirare un sospiro di sollievo)

Gli attivisti del no People mover si sono percorsi i 5 Km del tracciato previsto e hanno trovato 1 carriola e venti birilli (qui le foto: https://www.facebook.com/lorenzo.alberghini.54/posts/10207999764461160 )

Meno birilli di quanti sono gli imputati e i procedimenti aperti attorno al People Mover ma forse sufficienti ad evitare che scattassero oneri a carico della società concessionaria (tipo fidejussioni).
Non c’è bisogno che ricordi che sono coinvolti tra gli altri l’ex sindaco PD del Bono, Assessori, dirigenti del comune, ex presidenti di ATC ecc… rinviati a processo chi per turbativa d’asta (che implicherebbe l’annullamento del contratto!!!) e chi per abuso d’atti di ufficio. Non dimentichiamo nemmeno il danno erariale quantificato dalla Corte dei Conti in 14 milioni.

Da quando siamo arrivati in consiglio nel 2011 (ma già anche nel mandato precedente i consiglieri di minoranza avevano messo in luce grossissimi problemi) siamo riusciti ad organizzare faticosamente alcune commissioni, in cui secondo noi è sempre emerso che il People Mover è un progetto non solo inutile, ma anche dannoso. Che non sta in piedi da nessun punto di vista: trasportistico, finanziario, legale… da qualunque parte lo giri ha dei problemi.

Se i Bolognesi sapessero la metà della cose che sappiamo noi sul people mover sarebbero qui con i forconi alla notizia dell’apertura dei cantieri.

Se i Bolognesi sapessero per esempio che si aprono i cantieri con tutti questi processi in corso, con il rischio di annullamento del contratto, con il rischio che restino dei piloni abbandonati senza più paternità.
Se i bolognesi sapessero che la maggioranza di questo consiglio ha sempre bocciato anche le cose più ragionevoli tipo VALUTARE DI SOSPENDERE in AUTOTUTELA il PEOPLE MOVER IN ATTESA DI CHIARIRE LA SITUAZIONE PROCESSUALE Presentato dal M5S e bocciato da PD e SEL (quest’ultima in attesa di un’ulteriore commissione che ad oggi non si è ancora fatta e ha quindi riproposto lo stesso identico ODG che è stato bocciato dal PD). Se i Bolognesi sapessero che gli stessi ODG sono stati riproposti con varie sfumature da altri consiglieri di minoranza e sempre respinti dal PD e da SEL che oscillava tra Contrari e Astenuti, forse smetterebbero di votarli.

Se i bolognesi sapessero che TRASPORTISTICAMENTE la capacità del mezzo è inadeguata e il biglietto troppo caro!! Pensate che alla gara (la seconda perché alla prima gara non ha partecipato nessuno) si sono presentati in due.

  • ACCIONA proponeva un mega collegamento con portata da 1400 persone all’ora
  • CCC che proponeva un mezzo della INTAMIN (leader dei trenini per parchi gioco e impianti sciistici….!!) da 500 persone all’ora (sembra uno scherzo ma non lo è)

I casi sono due: o Acciona ha sbagliato i conti, oppure il mezzo proposto da CCC è totalmente inadeguato agli scopi.

Fatto sta che ha vinto CCC e oggi tra i vari attori coinvolti nei processi c’è pure ACCIONA come parte civile.
Se i bolognesi sapessero che la prima gara è andata deserta e per invogliare qualcuno a partecipare alla seconda gara il Comune ha dovuto promettere di tutto, anche cose che non poteva legalmente promettere:

  • annullamento di tutti i mezzi di TPL concorrenti (quindi addio al bus BLQ che aveva varie fermate a Bologna: o prendi il taxi o vai per forza in stazione con il People Mover)
  • Compartecipazione al rischio: se non si raggiunge un certo numero di passeggeri il Comune di Bologna ci mette una quota (e questo si chiama compartecipazione al rischio ed a mio avviso è vietato e non previsto dal Project financing)
  • Società pubblica (ATC) come socio che si accolla tutto il rischio mentre CCC esce dalla società una volta collaudata l’opera. CCC incassa il dovuto subito e non dalla gestione di 35 anni (questa era così grossa che hanno dovuto modificarla anche su richiesta dell’Autorità di Vigilanza per i Contratti pubblici: solo che hanno fatto le cose a metà e ATC, oggi TPER è rimasta dentro al 25%… in attesa di fantomatici nuovi soci privati che dal 2009 ad oggi non si sono fatti vedere).

Se i Bolognesi sapessero che l’Aeroporto è già circondato da linee ferroviarie e non c’è nessun bisogno di costruire un nuovo trenino (“giocattolo”). Anzi è dannoso perché ci si concentra su un progettino cittadino e si castra un progettone metropolitano che era il disegno già approvato dal lungimirante piano provinciale (PTCP) del 2004 che puntava a collegare con l’SFM (ferrovia metropolitana) tutti i punti della città metropolitana creando una rete davvero sinergica che avrebbe eliminato traffico e inquinamento garantendo trasporti di qualità a centinaia di migliaia di persone.
L’aeroporto aveva ovviamente la sua stazione che era già realizzata al grezzo e da cui passavano ben 2 linee ferroviarie.
Per poter giustificare il People Mover (imbarazzantemente inutile a confronto) hanno depotenziato la stazione AEROPORTO, ne hanno ritardato il completamento (ad oggi ancora al grezzo) e gli hanno persino cambiato nome da “AEROPORTO” a “BORGO PANIGALE SCALA” per cancellare persino il ricordo.
Eppure l’Aeroporto si espanderà costruendo un nuovo terminale che sarà ancora più vicino proprio a quella stazione dell’SFM!! A soli 900 metri in linea retta con già una strada esistente. Mentre il People Mover si ferma nella parte vecchia dell’aeroporto e raggiungere la parte nuova sarà complicatissimo per via di una servitù militare che resterà incuneata nel nuovo aeroporto (serviranno circa altri 8 milioni di euro per complessi passaggi sotterranei paradossalmente più lunghi dei 900 metri che dividono la stazione dell’SFM “Aeroporto” dal nuovo terminal!!)

Quindi noi siamo contrari all’opera People Mover, non come SEL che oggi dice in consiglio che se la fanno i privati va bene. Perché questo è un progetto miope e locale, che distrae dal vero obiettivo che è mettere tutto in rete con l’SFM. Collegare l’Aeroporto con l’SFM, non solo costerebbe meno, ma darebbe infiniti più vantaggi: oltre a connettere l’aeroporto con la stazione dei treni, si metterebbe in rete l’aeroporto con tutta la provincia, con la Fiera, con il nuovo Comune, con gli ospedali Sant’Orsola e Maggiore,con il CAAB (vedi FICO)…. Ma questa amministrazione preferisce che si spendano 120 milioni di euro più oneri finanziari per creare una connessione tra soli 2 punti e insabbia un progetto che farebbe bene a tutti come quello dell’SFM
Dal punto di vista finanziario i Bolognesi dovrebbero sapere che nuovi privati non si vedono evidentemente perché non conviene a nessuno nemmeno in tempi di magra per l’edilizia. E anche trovare banche disposte a finanziare è stata dura. L’importante banca IMI, dopo le dovute analisi, ha recentemente detto NO! Non ci sono ancora chiare le condizioni a cui le altre banche hanno concesso i finanziamenti. Sarà la prossima cosa che approfondiremo

Legalmente: l’AVCP (autorità vigilanza per i contratti pubblici) sottolinea 9 punti critici che minano alla radice il fatto che si tratti di un project financing. Ai bolognesi hanno sempre declamato con convinzione che sono tutti soldi dei privati e il pubblico non ci mette un euro.
Falso.
Solo la Regione ci mette oltre 27 milioni di soldi pubblici.
Aeroporto, partecipata dal comune fino al mese scorso, partecipa anche lei con qualche milione.
Ma soprattutto il Comune di Bologna si impegna a intervenire in caso ci siano pochi passeggeri. Soglie definite ogni anno. Se non vengono raggiunti il Comune ci mette ogni anno una cifra che può avvicinarsi al 1,5 milioni.

Il People Mover è figlio della vecchia e ormai fallita politica del cemento, della crescita a ogni costo, del dare soldi a imprese e cooperative per fare qualunque cosa convinti che darà comunque un ritorno al territorio.

Oggi servono politiche diverse che usino oculatamente i pochi soldi a disposizione, che salvaguardino il suolo (bene preziosissimo). Oggi ci sono priorità molto più gravi (esempio emergenza abitativa) su cui dirottare denari e i progetti inutili restano progetti inutili e persino dannosi.

Visto che il Sindaco Merola è in aula, lo sfido a presentarsi ad un’assemblea pubblica. Se è davvero convinto della bontà di questo progetto venga a replicare a queste e a tante altre argomentazioni degli esperti contrari a questo progetto. E lo faccia davanti a tutti i cittadini tenuti sotto vuoto spinto di informazione.

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Ma Sel promette battaglia: «C’è un processo, fermatevi»

Articolo di Silvia Bignami pubblicato il primo novembre 2015 da la Repubblica – Bologna.

Ma Sel promette battaglia: «C’è un processo, fermatevi»

«Partono coi lavori del People mover con un’inchiesta per turbativa d’asta in corso?». E’ incredulo persino Lorenzo Cipriani, una delle “colombe” di Sel che più spinge per l’accordo con il Pd alle comunali. E avverte: «Credo fermamente che il Comune dovrebbe sospendere l’opera in attesa della fine delle indagini». Un guaio per i vendoliani che vogliono l’accordo col Pd, perchè questa accelerazione sul People mover aggiunge un argomento ai “falchi” pronti alla rottura. Non a caso la capogruppo Cathy La Torre attacca: «Porto con me il gruppo fuori dalla maggioranza». Già domani la vendoliana ripresenterà l’odg spedito dal Pd in commissione una settimana fa per chiedere la sospensione dell’opera: «Sul People mover pende un’ipotesi di turbativa d’asta. Vi rendete conto che il contratto potrebbe essere annullato?». La notizia del via al People mover rimbalza fino a Roma, dove c’è chi racconta di un Vendola infuriato. Mentre l’alleanza col Pd potrebbe saltare già martedì, a una riunione convocata a Roma. Tutto anche se i vertici locali di Sel frenano. «Il People mover era nel programma di Merola, lo ha firmato anche la La Torre. E noi non siamo contrari all’opera ma al fatto di farla con soldi pubblici» puntualizza Cipriani, che però ammette di non approvare l’accelerazione: «Bisogna sospendere i lavori in autotutela, perchè c’è un’inchiesta in corso». Toni simili nella nota della segretaria di Sel Egle Beltrami, che chiede «totale trasparenza degli atti», ma non rompe. Da Roma però si spinge per lo strappo e il nome di Federico Martelloni, vendoliano vicino a Nicola Fratoianni, continua a circolare come possibile candidato anti-Merola.

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