Articoli con tag Corte dei Conti

La spagnola Acciona: «Valutiamo la causa civile»

Articolo pubblicato venerdì 9 dicembre 2016 da il Resto del Carlino – Bologna.

La spagnola Acciona: «Valutiamo la causa civile»

Il primo round, quello penale, è finito con una schiacciante vittoria degli imputati, tutti assolti. Ma la partita giudiziaria del People mover è tutt’altro che finita. Restano infatti aperte sia la strada della Corte dei conti sia quella (eventuale) dei risarcimenti civili, al netto del possibile ricorso in sede penale della Procura che però appare difficile vista l’imminente prescrizione. I pm contabili aprirono un fascicolo nel lontano 2014 a carico della giunta Delbono e ora il processo è entrato nelle fasi decisive: dall’iniziale richiesta di 15 milioni di euro di danno erariale, si è passati a 5 milioni e la sentenza è attesa nei primi mesi del prossimo anno. Quanto al processo civile, l’assoluzione penale non impedisce alla società spagnola Acciona, perdente nella gara d’appalto contestata, di citare Ccc e Tper per ottenere i danni. In sede penale avevano chiesto 1,4 milioni. «Valuteremo se fare causa – dice Fernando Minguez, direttore per l’Europa di Acciona – dopo aver letto le motivazioni dell’assoluzione. Non lo escludo, ma per ora non abbiamo deciso».

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Sulla navetta per il Marconi resta aperto solo un fascicolo della Corte dei conti

Articolo pubblicato giovedì 8 dicembre 2016 da la Repubblica – Bologna.

Sulla navetta per il Marconi resta aperto solo un fascicolo della Corte dei conti

Dopo il pronunciamento dei giudici sulla vicenda penale del “People mover”, resta in piedi un’altra inchiesta che stavolta interessa la Corte dei conti, alla quale si era rivolto lo stesso autore dell’esposto alla Procura penale, vale a dire l’ex consigliere comunale Daniele Corticelli. I magistrati contabili devono valutare se ci sia stato un danno erariale e per farlo hanno indagato gran parte della ex giunta comunale retta da Flavio Delbono più la direttrice delle partecipazioni societarie Francesca Bruni. L’indagine partì nel 2014, due anni dopo rispetto a quella penale e formulò una prima richiesta di danno erariale di 15 milioni. I difensori eccepirono e i magistrati contabili ridussero poi tale richiesta a soli 5 milioni nel corso di una seconda udienza del procedimento che si è tenuta nel febbraio scorso. Contemporaneamente il tribunale presso la Corte dei conti ordinò un supplemento di indagine alla Procura contabile. Secondo le previsioni il pronunciamento definitivo della Corte dovrebbe aversi nel prossimo febbraio. La sentenza penale che ha escluso il reato dovrebbe pesare sul giudizio, benché le due magistrature siano indipendenti.

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Appalto People mover, la procura chiede cinque condanne

Articolo di Giuseppe Baldessarro pubblicato sabato 22 ottobre 2016 da la Repubblica – Bologna.

Appalto People mover, la procura chiede cinque condanne

Pene da un anno a 18 mesi per l’ex sindaco Delbono, l’ex assessore Rossi, la dirigente Bruni, Sutti e Collina

«C’era un patto occulto tra Ccc e Atc. Un accordo che ha consentito al Consorzio cooperative costruzioni e all’azienda municipale dei trasporti (oggi Tper) di mettere le mani sull’appalto per il “People Mover”, con la connivenza dell’amministrazione comunale». Lo hanno sostenuto ieri in aula i pm Giuseppe Di Giorgio e Antonella Scandellari. La «gara per realizzare e gestire l’opera venne cucita su misura». Per questo i pm hanno chiesto condanne da un anno a 18 mesi per cinque dei sette imputati al processo sul progetto della monorotaia che dovrà collegare la stazione all’aereporto. Ieri, a conclusione di cinque ore di requisitoria, i magistrati hanno chiesto che a essere puniti siano l’ex sindaco Flavio Delbono e l’assessore al Bilancio Villiam Rossi, accusati di abuso d’ufficio. Pene a un anno e sei mesi sono invece state chieste per l’ex presidente di Ccc Piero Collina, e per l’ex presidente di Atc Francesco Sutti, imputati di turbativa d’asta e abuso d’ufficio. Infine un anno è stato sollecitato per la dirigente comunale Francesca Bruni, sempre per abuso d’ufficio, mentre per gli altri due funzionari comunali Cleto Carlini e Patrizia Bartolini è stata chiesta l’assoluzione sia dall’accusa di abuso d’ufficio che da quella di turbativa d’asta. Una sentenza sulla quale incombe tuttavia la prescrizione prevista per dicembre. Non a caso, sempre ieri, il pm Di Giorgio ha chiesto ai giudici della corte di valutare il «patto occulto tra Ccc e Atc, che avrebbe trovato il proprio compimento nella costituzione della società Marconi Express, il 13 gennaio 2010», nel tentativo di dilatare proprio i tempi di prescrizione. Il pm ha parlato di una «distorsione delle regole che ha favorito Ccc, consentendole di presentare una domanda vincente», nella prospettiva poi di congiungersi in sede di società di progetto con Atc, «l’unica che avrebbe consentito di reggere». Il Comune dal canto suo sarebbe stato «compiacente» e avrebbe dato «copertura politica» all’operazione. Quella del People mover è una storia lunga oltre dieci anni. Con alla base un investimento da 100 milioni di euro per collegare stazione centrale e aeroporto Marconi in otto minuti. Il primo bando risale a fine 2007. Si tratta di un appalto in project financing, nel quale l’impresa vincitrice mette i soldi e costruisce l’opera che poi gestirà per 35 anni, ripagandosi le spese. Nonostante le attese, però, il primo bando va deserto. Così nel secondo le condizioni per l’aggiudicatario vengono economicamente migliorate con finanziamenti pubblici. In corsa due cordate. Una è formata dagli spagnoli di Acciona e dall’impresa di costruzioni Ghella. La seconda cordata è di Ccc di Bologna, il Consorzio cooperative costruzioni che si presenta da solo. L’offerta tecnica migliore è quella degli spagnoli, ma quella di Ccc è economicamente più vantaggiosa. A giugno 2009 viene firmata la concessione a favore di Ccc. A gennaio del 2010 Ccc presenta la sua società di gestione per il People mover. Una società, prevista dal bando. Si chiama “Marconi express” e come socio al 25% ha Atc, l’azienda pubblica dei trasporti, di proprietà di Comune e Provincia. A quel punto è il consigliere di opposizione Daniele Corticelli a fare denuncia alla Corte dei conti e in procura. Ed è da qui che parte un’inchiesta. Si scoprirà poi che i patti interni tra Atc e Ccc prevedono che una volta costruita la monorotaia, nel giro di alcuni anni le azioni della Marconi express debbano passare ad Atc. Ccc dopo avere vinto la gara si sarebbe dunque ritirata lasciando oneri e rischi di impresa alla azienda pubblica. Da qui il processo iniziato ad aprile 2015 e che con le richieste di ieri è arrivato alle battute finali. Nel pomeriggio, dopo i pm, ha preso la parola l’avvocato Guido Magnisi, difensore di Carlini, che ha chiesto per il proprio assistito l’assoluzione perché il fatto non sussiste oppure con la formula per non aver commesso il fatto. La sentenza è prevista entro la fine di novembre.

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Ecco il People mover. 80 piloni di cemento alti fino a 18 metri

Articolo di Eleonora Capelli e Enrico Miele pubblicato domenica 10 luglio 2016 da la Repubblica – Bologna.

Ecco il People mover. 80 piloni di cemento alti fino a 18 metri

A cantiere finito le colonne saranno 123 lungo un percorso di cinque chilometri. In tutto sono 80 i piloni già costruiti nel tratto che separa la stazione ferroviaria dall’aeroporto Marconi. La monorotaia tra aeroporto e ferrovia trasporterà i viaggiatori in sette minuti

Il People mover è uscito dal rendering, il cemento sostituisce i tratti a matita del progetto. Ottanta piloni posati nella tratta dall’aeroporto al Lazzaretto, con 100 operai e tecnici al lavoro (anche ieri il cantiere era aperto), sono la prima “prova” tangibile che dopo anni di progetti, piani finanziari, discussioni, esposti e indagini della Procura, la monorotaia che porterà in 7 minuti dalla stazione all’aeroporto non è solo un’opera di carta. I lavori saranno lunghi, almeno altri due anni per vederla completata, ma intanto i “monoliti” in cemento tra i 5 e i 18 metri che si snodano lungo una parte della tratta prevista sono un concreto inizio.

Chi non è partito per il mare ha potuto vedere sorgere questa piccola “Stonehenge” nostrana dalla rotonda Tommasina Guidi, tra via Manzi e via Terracini, attraverso il Lazzaretto e verso l’aeroporto. Chi invece è partito per le vacanze avrà notato i lavori al Marconi, nell’area degli arrivi. Ci sono già ottanta piloni sui 123 che l’opera finita comprenderà, la maggior parte alti tra 5 e 6 metri, mentre alcuni arrivano a misurarne 18, in corrispondenza delle cave ormai in disuso che la monorotaia sorvolerà. Naturalmente c’è già stato qualche ritrovamento archeologico, e quindi due degli 80 piloni sono in una fase di realizzazione diversa dagli altri, ma si può dire senza alcun dubbio che l’opera è partita. I piloni alla fine comporranno un lungo nastro che si snoderà per 5 chilometri, con le tipiche forme arrotondate che sono il marchio di fabbrica dell’architetto Massimo Iosa Ghini, autore anche del progetto delle pensiline e della stazione. La stazione sarà quella della fermata “Lazzaretto”, a due piani, il punto del percorso dove si incroceranno le navette che marciano nelle due diverse direzioni. Il People mover parte in salita, e non è un modo di dire: dalla stazione di Bologna, dove i tornelli per accedere alla pensilina saranno all’altezza del binario 15 e 16, a solo due rampe di scala mobile dall’arrivo dei treni ad Alta Velocità, la monorotaia piano piano salirà di quota fino all’aeroporto, dove giungerà al livello dell’area degli arrivi. Il progetto è noto da tempo ma i piloni in cemento rendono meglio di qualsiasi rendering l’idea del lungo attraversamento sopraelevato che permetterà di percorrere in poco più di 7 minuti un percorso di 5 chilometri.

Anche se si tratta di realizzazioni imponenti, le parti costruite finora non sono le più complesse, perché è la parte tecnologica quella più delicata. Sopra i piloni di cemento alla fine dell’anno è prevista la posa del “cassone” della monorotaia dove correrà il treno. Cioè una trave a cassone, una specie di lungo tubo metallico su cui correrà il veicolo.

Anche se l’anno decisivo per l’avanzamento dei lavori sarà il 2017, si stima che l’opera sia giunta oggi al 20% di realizzazione e i prossimi mesi saranno decisivi. Perché in agosto Rfi dovrebbe consegnare le aree tra il Lazzaretto e via Carracci (già oggi si trovano in stazione centrale i cartelli in italiano e in inglese attorno all’area dei lavori che spiegano il cantiere) e così si potrà completare il lungo nastro disegnato dai piloni. Sui cantieri pende poi ancora la controversia con Romano Bernardoni di Emilianauto. Non si parla più di un esproprio di quel terreno ma di un uso temporaneo, per mettere la gru che appoggerà sui piloni la trave metallica che farà da binario. Ma anche su questa nuova versione non si trova l’accordo, e ora gli ingegneri sono al lavoro per trovare il modo di evitare del tutto il terreno di Bernardoni, con una soluzione alternativa.

Tra mille peripezie, indagini e processi della Procura e della Corte dei conti, tra le proteste dei comitati contrari all’opera, il People mover viene quindi alla luce. I lavori erano iniziati lo scorso novembre un po’ in sordina, lo stesso sindaco Virginio Merola si spazientì dicendo: «Mi piacerebbe capire se quest’opera è illegittima o meno altrimenti io devo andare avanti». Adesso, dopo carotaggi e lavori preparatori, l’opera prende forma sotto gli occhi dei bolognesi rimasti in città. Mentre i comitati continuano a ritenerla: «inutile, dannosa e costosa».Foto 2_100716

 

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Comunicato stampa – Un manifesto per spiegare ai cittadini che a 500 metri si sta costruendo l’inutile e dannoso People Mover

Bologna, 1 giugno 2016

UN MANIFESTO PER SPIEGARE AI CITTADINI CHE A 500 METRI SI STA COSTRUENDO L’INUTILE E DANNOSO PEOPLE MOVER

Nella giornata di ieri  abbiamo affisso un manifesto collocato in via Terracini, a 500 metri dai cantieri del People Mover, al fine di informare i cittadini di cosa si tratta.

Mentre è in corso il processo per abuso d’ufficio e turbativa d’asta in relazione al bando People Mover, che vede imputati gli ex presidenti di ATC e CCC Sutti e Collina, l’ex sindaco Delbono e quattro dirigenti del comune di Bologna, restano aperti e in attività i cantieri del People Mover, un’opera dannosa e inutile: 130 milioni di euro che finiranno per gravare sulla collettività per intero.

Durante l’ultima udienza del processo penale, lo scorso 20 maggio, è emerso dalle audizioni di alcuni esperti che non essendo mai stato costruito un People Mover come questo, si saprà solo ad opera terminata se potrà essere omologato.

Un nuovo scandalo dopo il Civis: soldi pubblici e anni sprecati e una città stravolta da opere accessorie (in questo caso People Mover) completamente inutili.

Dalle testimonianze dei testi in aula davanti al Tribunale Penale di Bologna è apparso chiaro che il People mover che verrà costruito è tecnologicamente poco avanzato e poco capiente. Uno dei testimoni, un ingegnere, consulente della Procura, chiamato a valutare la sicurezza dell’opera, ha detto chiaramente che il People mover  che verrà costruito da Ccc ha le uscite di sicurezza che confondono i passeggeri e nessun tipo possibile di espansione.

Il People mover,  non sarà mai in grado di trasportare 50 persone più le valigie.

Il Piano economico finanziario si basa quindi su dati e numeri errati.

Durante l’udienza è anche emerso che uno dei consulenti pagati dal Comune di Bologna per curare il bando di gara per il People Mover, nello stesso periodo aveva ricevuto incarico remunerato da CCC che poi è risultata vincitrice.

Si delineano profili di opacità che disegnano un sistema di connivenze che contribuisce al degrado della città e della politica sempre più al servizio di interessi privati.

A fronte di evidenti responsabilità il sindaco Merola ha preferito sottoscrivere il contratto che ha consentito l’apertura dei cantieri.

Questo è senso della legalità del sindaco uscente che preferisce piegarsi ad interessi privati invece di difendere quelli pubblici.

Con un processo penale in corso davanti al Tribunale Penale di Bologna, con altro processo davanti alla Corte dei Conti per danno erariale contro Delbono e la sua giunta, a fronte dell’intervento dell’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici che ha censurato il bando di gara il Merola decide di aprire i cantieri, con la speranza che intervenga la prescrizione per salvare gli imputati.

Comitato No People Mover

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Convocazione assemblea pubblica (10 maggio 2016 ore 21) – Decidiamo insieme come fermare il People Mover

In questi anni ci siamo battuti contro questo scempio raccogliendo firme, bloccando il Consiglio Comunale e quello Regionale, presidiando le sedi delle aziende coinvolte, manifestando e partecipando a manifestazioni, costituendoci parte civile nel processo per turbativa d’asta e altri reati connessi che coinvolge ex Sindaci e Assessori, dirigenti ed ex dirigenti di aziende pubbliche e cooperative e funzionari dell’amministrazione comunale.

Il 30 ottobre 2015, nonostante il processo in corso per turbativa d’asta e le denunce della Corte dei Conti che rileva 15 milioni di euro di danni, Merola ha dichiarato aperti i cantieri. In realtà a quella data nessun lavoro era ancora iniziato. Ma quella data era importante perché era il limite entro il quale – NON avendo iniziato i lavori – CCC avrebbe dovuto pagare una penale al Comune.

Noi riteniamo che questa vicenda riguardi tutte e tutti in questa città, perché ci parla di disprezzo della democrazia, di caste politico-economiche, di privilegi per gli amici, di traffici e speculazioni finanziarie, di devastazione ambientale, di sprechi di denaro, che toccano e toccheranno le nostre tasche e le nostre vite.

Ora che il tempo è arrivato chiediamo a tutte le realtà sindacali, politiche, sociali, i comitati e i collettivi, i movimenti e ai singoli individui che hanno a cuore questa città e non vogliono accettare passivamente il peggio, di essere al nostro fianco per costruire un percorso aperto, pubblico e determinato di organizzazione della resistenza verso i cantieri.

SIETE TUTTE/I INVITATE/I ALL’ASSEMBLEA

PUBBLICA

IL 10 MAGGIO ALLE ORE 21 C/O LA

CASA DEL POPOLO VENTIPIETRE

IN V. MARZABOTTO 2

(di fronte all’Osp. Maggiore, dove c’era l’ACI)

DECIDIAMO INSIEME COME FERMARE IL PEOPLE MOVER.

DECIDIAMO INSIEME COME FERMARE I CANTIERI.

COMITATO NO PEOPLE MOVER

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People mover, la gara vista dagli spagnoli: «I conti non tornavano, non c’erano utili»

Articolo di Andreina Baccaro pubblicato sabato 9 gennaio 2016 dal Corriere di Bologna.

People mover, la gara vista dagli spagnoli: «I conti non tornavano, non c’erano utili»

Il dirigente di Acciona al processo: non sapevamo dell’asse Atc-Ccc, avremmo fatto ricorso

Il gruppo spagnolo Acciona non aveva idea che Atc avrebbe assunto la gestione del People mover per conto di Ccc, assumendosene di fatto il rischio economico. «Altrimenti avremmo fatto ricorso contro l’aggiudicazione del bando». È questo il ragionamento illustrato ieri da Fernando Llorente Minguez, il dirigente dell’azienda iberica che partecipò al bando per la costruzione della monorotaia perdendolo. Llorente Minguez è stato sentito come testimone dell’accusa nel processo in corso al Tribunale di Bologna per abuso d’ufficio e turbativa d’asta: Acciona è anche parte civile nel processo.
Sul banco degli imputati sono finiti in sette tra politici, manager e dirigenti: ci sono l’ex sindaco Flavio Delbono, l’ex numero uno di Ccc Piero Collina, l’ex presidente di Atc Francesco Sutti, l’ex assessore al Bilancio Villiam Rossi, la dirigente del settore Lavori pubblici Patrizia Bartolini, il responsabile della Mobilità Cleto Carlini e la dirigente Francesca Bruni. Al centro del processo c’è l’intesa stipulata tra Ccc e Atc per cedere a quest’ultima la gestione della Marconi Express, scaricando così sulla società a capitale pubblico il rischio d’impresa. Ieri i pm che sostengono l’accusa, Giuseppe Di Giorgio e Antonella Scandellari, hanno chiesto a Llorente Minguez, direttore dei lavori per l’Europa e l’Africa di Acciona, come mai l’azienda, che pure aveva avuto rapporti con i tecnici comunali, non si presentò alla prima gara del 2007 (andata deserta). «Perché i conti non tornavano — ha risposto il dirigente — dal punto di vista economico non c’erano utili».
L’ingegnere spagnolo ha ripercorso i rapporti e i contatti precedenti alle due gare d’appalto (di cui la prima andò deserta) intercorsi tra Acciona, il Comune di Bologna e Atc. La società spagnola, infatti, propose nel 2006 ad Atc una bozza di accordo per la gestione del People mover. «Ma dopo i primi contatti non riuscimmo più a parlare al telefono con Sutti», ha detto il teste. Poco prima della scadenza del primo bando però, secondo quanto riferito dall’ingegnere spagnolo, Sutti gli telefonò. «Gli rivelai che non avremmo più partecipato alla gara, ma lo dissi solo perché era trapelato nei mesi precedenti che Atc, essendo società a capitale pubblico, non poteva partecipare né in accordo con noi, né con altri. Se avessi saputo degli accordi con Ccc non avrei mai dato quell’informazione alla concorrenza». Chi avesse avuto con sé la società a capitale pubblico, infatti, «partiva avvantaggiato». E l’offerta economica di Ccc, che in base agli accordi sapeva di poter scaricare su Atc il rischio d’impresa se i passeggeri del People mover non fossero stati sufficienti a garantire un ritorno economico all’investimento, risultò effettivamente più vantaggiosa di quella di Acciona, nonostante dal punto di vista tecnico gli spagnoli avessero invece presentato, secondo la commissione di gara, il progetto migliore.
Il pm Di Giorgio ha sottolineato in aula che tra le due offerte c’era un divario enorme nel numero dei futuri passeggeri: meno biglietti si pensava di staccare infatti, maggiore doveva essere il contributo per il Comune e quindi meno economicamente vantaggiosa l’offerta (è il caso di Acciona). Llorente Minguez ha poi risposto alle domande dell’avvocato Guido Magnisi, difensore del dirigente comunale Carlini, specificando di non aver mai avuto il sentore che a Palazzo d’Accursio qualcuno sapesse che Atc avrebbe partecipato alla gestione della monorotaia con Ccc. Per la Procura della Corte dei Conti il danno erariale si aggira sui 15 milioni di euro.

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People mover, la lente dei pm sulla giunta

Articolo di Gianluca Rotondi pubblicato mercoledì 30 dicembre 2015 dal Corriere di Bologna.

People mover, la lente dei pm sulla giunta

Nuova inchiesta (contro ignoti) sul via libera ai cantieri. Le ipotesi: abuso d’ufficio e favoreggiamento. Nel mirino gli atti e le delibere di Palazzo d’Accursio. Sentito il segretario comunale Uguccioni. L’input: a innescare l’inchiesta la richiesta di sequestro dei cantieri dei No People mover. È del 30 ottobre il contratto fra Comune e Marconi Express che dà di fatto l’ok ai lavori

Ora l’inchiesta bis sul People mover c’è davvero. I pm Giuseppe Di Giorgio e Antonella Scandellari, gli stessi magistrati che hanno istruito il processo in corso sulla presunta gara illecita per l’aggiudicazione della monorotaia che dovrebbe collegare aeroporto e stazione, hanno aperto un nuovo fascicolo d’indagine che ruota attorno al contratto integrativo sottoscritto lo scorso 30 ottobre dal Comune e da Marconi Express e che di fatto ha dato il via libera ai lavori dopo anni di empasse. Il fascicolo ipotizza contro ignoti l’abuso d’ufficio e il favoreggiamento ed è legato a doppio filo alla recente richiesta di sequestro preventivo dei cantieri e dei finanziamenti — la Regione ha stanziato 27 milioni — presentata dall’avvocato Domenico Morace per conto dell’associazione «Primavera urbana», e quindi del comitato No People mover, che da anni si batte contro l’opera e che nel processo è parte civile. Il 9 novembre, come raccontato dal Corriere di Bologna, i finanzieri del nucleo di Polizia tributaria sono andati ad acquisire la documentazione relativa al nuovo accordo sottoscritto tra Comune e Marconi Express, la società chiamata a costruire e gestire l’opera e composta da Consorzio Cooperative Costruzioni (75%) e Tper (25%), per modificare la concessione del 2009. Ma solo nei giorni scorsi l’attività d’indagine è confluita in un fascicolo autonomo. Come è noto la gara per la monorotaia sopraelevata è ritenuta irregolare dalla Procura che ha chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio per le accuse a vario titolo di abuso d’ufficio e turbativa d’asta dell’ex sindaco Flavio Delbono, dell’allora assessore comunale Villiam Rossi, dell’ex presidente di Atc Francesco Sutti, dell’ex presidente di Ccc Piero Collina e di tre dirigenti di Palazzo d’Accursio. Nel mirino della Procura stavolta c’è la giunta Merola che con atti e delibere ha deciso di tirare dritto e dare attuazione agli accordi seguiti all’aggiudicazione della gara. Pur sapendo, è questo il cuore della nuova inchiesta, che quel contratto è sub iudice e potenzialmente nullo. Il Comune, che sulla questione ha incassato pareri legali favorevoli, si ritiene invece vincolato al rispetto del contratto e ha deciso di andare avanti nella realizzazione dell’opera anche per non incorrere in penali milionarie. Lo ha spiegato agli inquirenti il segretario generale del Comune Luca Uguccioni, sentito come persona informata sui fatti il 10 novembre. Per il comitato No People mover l’amministrazione avrebbe invece dovuto attendere l’esito del processo o un eventuale provvedimento del giudice sulla regolarità del contratto. Sull’infrastruttura ha peraltro acceso da tempo i riflettori anche la Corte dei Conti che ha citato a giudizio la giunta Delbono per un danno erariale valutato in 14 milioni di euro. I cantieri non sono ancora partiti ufficialmente ma l’accordo integrativo ha già modificato durata della concessione, tariffe del servizio e curve di traffico, con la previsione di un ulteriore prezzo in favore del concessionario. Nel frattempo sono anche cambiati i patti parasociali tra Ccc, Marconi Express e Tper oggetto dell’inchiesta madre, un nuovo scenario che ha inciso su struttura finanziaria della società di scopo e modalità di trasferimento delle azioni. Ora gli inquirenti dovranno vagliare tutta la documentazione acquisita per stabilire se nel comportamento dell’amministrazione siano o meno ravvisabili illeciti. Presto saranno sentiti funzionari, dirigenti e, a salire, i vertici delle parti in causa. Nel nuovo fascicolo sono parti offese lo stesso Comune, Primavera Urbana e le imprese Ghella e Acciona che avevano partecipato in cordata alla gara poi vinta da Ccc.

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Il Comune rischia 18 milioni di penale se ferma il People mover

Articolo di Enrico Miele pubblicato il 13 novembre 2015 da la Repubblica – Bologna.

Il Comune rischia 18 milioni di penale se ferma il People mover
 
Infuocata riunione in commissione con Colombo. Il Movimento 5 Stelle minaccia anche l’azione civile. Il segretario comunale con migliaia di fogli. L’assessore: “Rispetto per i magistrati e per gli impegni contrattuali” 
Oltre 18 milioni di euro più altri costi difficili da quantificare. Se la giunta Merola stralciasse il contratto per il People mover, le penali da pagare sarebbero salatissime. I conti li fa l’assessore alla Mobilità, Andrea Colombo, intervenuto ieri in un’infuocata commissione, diventata una resa dei conti con Sel sull’opera già avviata. La riunione è finita in bagarre, con vendoliani e grillini pronti a «incatenarsi ai cantieri pur di fermare l’opera». Ma Palazzo d’Accursio tira dritto. Lo stop, spiega Colombo, sarebbe un salasso: dal rimborso «dei costi sostenuti dalla Marconi Express al momento della revoca ai risarcimenti per i mancati guadagni». Tirando le somme, «18 milioni più eventuali penali». Sul destino del People mover, però, pende un processo penale per turbativa d’asta e un altro della Corte dei conti. «Rispettiamo il lavoro dei magistrati – ribatte Colombo, incalzato dai consiglieri – e allo stesso tempo onoriamo gli impegni contrattuali». Resta, però, il nodo giudiziario. «Se la magistratura accertasse la turbativa di gara, il contratto sarebbe nullo» spiega subito dopo il segretario generale Luca Uguccioni, che si presenta a metà seduta con un dossier da migliaia di pagine. In quel caso «ci troveremmo con un’opera, magari anche realizzata, con un vizio a monte che va valutato. Si pongono una serie di problemi – ammette – che stiamo analizzando». Parole su cui l’opposizione, guidata dalla vendoliana Cathy La Torre, in rotta con la maggioranza, va su tutte le furie. «Sono sotto shock» attacca La Torre, che chiede lo stop dei cantieri fino alla fine del processo. «Uguccioni ha spiegato che, se viene accertata la turbativa d’asta, il contratto è nullo. Significa che perdiamo quei soldi, è più grave di quello che mi aspettassi». E se la giunta non farà chiarezza, alza la voce, «mi vado a incatenare ai cantieri». Anche i grillini sono pronti, spiega il loro consigliere Massimo Bugani, convinto che i protagonisti di questa vicenda «stiano aspettando la prescrizione. Per questo, faremo un’azione civile. Non si possono far andare avanti i cantieri con questi rischi. Le penali da 20 milioni sono solo un modo goffo per spaventarci».

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People Mover, bloccarlo costerebbe al Comune almeno 18 milioni

http://www.bolognatoday.it/cronaca/people-mover-costi-comune-bologna.html

People Mover, bloccarlo costerebbe al Comune almeno 18 milioni

E’ la cifra fornita oggi in commissione dall’assessore alla Mobilità, Andrea Colombo, che rivendica di “aver lavorato in questi quattro anni, in modo rigoroso e trasparente a fronte di contratto già firmato per realizzare l’opera ma bene, con alcuni importanti correttivi”

L’addio al progetto People mover costerebbe come minimo 18 milioni di euro. E’ la cifra fornita oggi in commissione dall’assessore alla Mobilità del Comune di Bologna, Andrea Colombo. Per la precisione, l’assessore si riferisce agli “effetti di un’eventuale scelta unilaterale del Comune di recedere dal contratto, senza che ad oggi ci siano motivi formali ostativi che lo richiedano o lo impongano”. In merito ad uno scenario del genere, “segnalo che i costi di un eventuale inadempimento da parte del Comune sono previsti da contratto e sono pari al valore dei costi sostenuti dal concessionario al momento dell’eventuale revoca- spiega Colombo- in base alle scritture contabili e, ad oggi, sono inseriti nelle scritture contabili, ci risulta, otto milioni di euro”.In secondo luogo, scatterebbe “un indennizzo a titolo di risarcimento del mancato guadagno pari al 10% del valore dell’opera- continua Colombo- e quindi stiamo parlando di circa 10 milioni”. Si arriva così a quota 18, ma non sarebbe tutto perchè ci sarebbero anche “tutte le penali e gli altri costi sostenuti o da sostenere da parte del concessionario in caso di risoluzione”, continua Colombo, per i contratti già’ stipulati. Infine, “aggiungo anche che c’è il tema del contributo che dovrebbe essere restituito alla Regione”, sottolinea Colombo. Questo è il quadro e “io metto doverosamente sul tavolo per una valutazione di cos’è l’interesse pubblico per l’amministrazione”, dichiara l’assessore. Detto questo, “rivendichiamo di aver lavorato in questi quattro anni, in modo rigoroso e trasparente- continua Colombo- a fronte di contratto già firmato per realizzare l’opera ma bene, con alcuni importanti correttivi e miglioramenti ad esclusiva garanzia dell’interesse pubblico e della città
Del resto, nel programma approvato “da tutti i gruppi della maggioranza, quindi Pd, Sel e Cd- ricorda Colombo- il People mover era espressamente inserito tra le opere del mandato”, con l’impegno a verificare “fino in fondo” gli aspetti economico-finanziari, trasportistici ed economici: “Ed è esattamente questo- scandisce Colombo- che abbiamo fatto negli anni che abbiamo alle spalle”. Questo anche con “supporti esterni di carattere specialistico”, precisa Colombo: il Comune su questo ha sostenuto dei costi ma “è stato un buon modo di spendere i soldi pubblici, per verificare fino in fondo che il progetto corrispondesse all’interesse pubblico”.In particolare, l’assessore ricorda che c’è stata una “revisione dei patti parasociali netta e il cambio di rotta impresso da questa amministrazione è stato radicale”, con il “blocco della quota di Tper all’attuale 25% e senza la possibilità ne’ l’obbligo di acquisire ulteriori quote in futuro”.

E l’impatto ambientale? I 125 piloni previsti per il sostegno della monorotaia “aumenteranno il consumo di suolo in città di ben 250 metri quadri”, manda a dire Colombo con un pizzico di sarcasmo. E ancora: “Il People mover non è in contraddizione con il Sistema ferroviario metropolitano ne’ dal punto di vista trasportistico ne’ da quello economico”, perchè “non sono due sistemi comparabili” tra loro. Invece di fare il “tifo ideologico pro o contro un”opera”, per Colombo bisognerebbe guardare “agli aspetti di merito per concludere che ogni mezzo di trasporto è adatto ad esigenze diverse”. Il People mover, ad esempio, “non è adatto a svolgere altri ruoli che non ha, come ad esempio- continua l’assessore- connettere una serie di poli attrattori come Tecnopolo, Regione, Fiera, Fico e Caab, i nuovi insediamenti urbanistici previsti a San Donato”.

Per quanto riguarda le risorse, “cerchiamo di dare un quadro onesto della realtà”, dichiara Colombo: “Non c’è un euro del Comune per costruire il People mover”. Impossibile, però, non pensare alle inchieste di Procura e Corte dei conti. “Da parte dell’amministrazione c’è pieno rispetto per il lavoro in corso da parte della magistratura sia penale che contabile e, nello stesso tempo- afferma Colombo- responsabiltà nell’onorare impegni contrattuali validi ed efficaci, garantendo con tutti i miglioramenti e i correttivi necessari, con rigore e trasparenza, l’interesse pubblico. Questa è stata fin dall’inizio e continua ad essere la nostra posizione”.
Infine, Colombo respinge gli attacchi dell’opposizione sui tempi lunghi per la discussione degli odg: “Non c’è stata una programmazione ambigua delle commissioni”, assicura l’assessore.

La presidente di Marconi Express, Rita Finzi, si limita ad un intervento strettamente tecnico sui lavori avviati a inizio mese. Si tratta di un “cantiere lineare” di cinque chilometri, spiega Finzi, dall’organizzazione “abbastanza semplice” perché tutto sarà “preconfezionato fuori” e poi portato sul posto, con “bassissimi livelli di scavo”. Ad oggi (partendo dalla tratta tra aeroporto e Lazzaretto) sono iniziate le attività di topografia, tracciamento e bonifica dagli ordigni bellici. Per intervenire sull’ultimo dei cinque chilometri di tracciato, però, bisognerà attendere Rfi che “ci consegnerà l’area tra circa nove mesi- spiega Finzi- per completare i lavori avviati per lo spostamento di canalette e altri impianti interferenti”.

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