Approvazione dello schema di convenzione per le aree di sedime aeroportuali interessate alla realizzazione del People Mover

http://alboonline.comune.bologna.it/albopretorio/albo.nsf/e4a4f729c1537500c1257a3d0048aabc/6bcc73c80f486094c1257e14003dc5e9?OpenDocument

 

Comune di Bologna
Infrastrutture e manutenzione


DELIBERAZIONE
n.59/2015 del 24/03/2015
 

APPROVAZIONE DELLO SCHEMA DELLA CONVENZIONE DA STIPULARSI TRA IL COMUNE DI BOLOGNA, L’ENTE NAZIONALE AVIAZIONE CIVILE E L’AREOPORTO ‘GUGLIELMO MARCONI’ DI BOLOGNA SPA E DELLO SCHEMA DELLA CONVENZIONE DA STIPULARSI TRA IL COMUNE DI BOLOGNA E MARCONI EXPRESS SPA, RELATIVI ALLE AREE DI SEDIME AEROPORTUALI INTERESSATE ALLA REALIZZAZIONE DELLA INFRASTRUTTURA DI TRASPORTO DENOMINATA ‘PEOPLE MOVER’.
PG.N. 78034/2015
In pubblicazione dal 27/03/2015 al 10/04/2015LA GIUNTA

Premesso:

che con propria deliberazione P.G.n.242018/2013 – Prog.n.2/2014 – adottata il 7 gennaio 2014 ed esecutiva ai sensi di legge, erano stati approvati, tra l’altro, l’atto di sub – concessione tra l’Areoporto Guglielmo Marconi di Bologna SpA ed il Comune di Bologna relativo alle aree di sedime aeroportuali interessate alla realizzazione della infrastruttura del trasporto rapido di massa denominato People Mover, nonché l’atto di sub – sub concessione tra il Comune di Bologna e Marconi Express SpA, relativo alle medesime aree;

che, con successiva propria deliberazione P.G.n.365299/2014 – Prog.n.330/2014 – adottata il 23 dicembre 2014 ed esecutiva ai sensi di legge, era stata approvato lo Schema del nuovo atto integrativo e modificativo del contratto di concessione di progettazione, costruzione e gestione di una infrastruttura di trasporto rapido di massa per il collegamento tipo “People Mover” tra l’Areoporto G. Marconi e la Stazione Centrale FF. SS. di Bologna, sottoscritta con Marconi Express s.p.a. in data 4 giugno 2009 con atto Rep. n.207330;

che l’AEROPORTO GUGLIELMO MARCONI DI BOLOGNA S.p.A. (di seguito anche “SAB”) è legittimata alla gestione dello scalo felsineo, in virtù di apposita Concessione per la gestione totale aeroportuale regolata dalla Convenzione con l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (di seguito “ENAC”) n. 98 sottoscritta in data 12 luglio 2004 e dagli atti aggiuntivi alla stessa nn. 111, 112 e 116, approvati con decreto interministeriale n. 7 (Infrastrutture e Trasporti -Economia e Finanze), registrato alla Corte dei Conti in data 29 marzo 2006, con durata quarantennale a decorrere dal 28/12/2004;

che, con la suddetta approvazione dello schema del nuovo atto integrativo e modificativo del contratto di concessione di progettazione, costruzione e gestione di una infrastruttura di trasporto rapido di massa per il collegamento tipo “People Mover” Rep. n.207330/2009, lo stesso veniva prorogato al 3 giugno 2049 e, pertanto, ha validità superiore alla Concessione a SAB per la gestione totale aeroportuale regolata dalla Convenzione con E.N.A.C., che ha durata fino al 28 dicembre 2044;

che, alla scadenza della suddetta Convenzione tra SAB ed ENAC per la gestione aeroportuale, lo scalo felsineo tornerà in capo ad ENAC, assegnataria dei beni del demanio aeroportuale ai fini del successivo affidamento in concessione dei beni medesimi a società subentrante nella gestione totale dell’aeroporto di Bologna;

Considerato che:

per quanto sopra premesso, si rende necessario ridefinire i contenuti degli atti occorrenti alla consegna al Comune di Bologna e, successivamente, alla Marconi Express SpA, delle aree ricadenti nell’ambito del sedime demaniale per la gestione dell’aeroporto di Bologna necessarie ai fini della realizzazione e gestione del People Mover, coinvolgendo, oltre a SAB, anche ENAC, al fine di avere titolarità sulle aree demaniali per la gestione dell’infrastruttura, fino alla scadenza del contratto sopra citato con Marconi Express S.P.A.;

al fine di consentire al Comune di Bologna, per il tramite di suo Concessionario Marconi Express SpA, la realizzazione del People Mover, sono state individuate le aree appartenenti al demanio aeronautico statale direttamente interessate dall’intervento, richieste in concessione dal Comune di Bologna ad ENAC con nota prot. n. 126122 del 28/11/2014;

tali aree, di superficie complessiva di circa 10.480 mq (rappresentate al Catasto Terreni nel Foglio di mappa 11 particella n.396/porzione), corrispondono alle porzioni di sedime occupate dai piloni di sostegno e relative fondazioni, alla proiezione a terra delle opere civili delle infrastrutture in sopraelevazione del People Mover da realizzarsi nelle aree aeroportuali, alle aree necessarie esclusivamente in via temporanea per la costruzione dell’infrastruttura e per il posizionamento delle relative aree cantieristiche, nonché a quelle necessarie ai fini manutentivi e gestionali dell’infrastruttura stessa;

SAB si rende disponibile a riconsegnare ad E.N.A.C. che, contestualmente, le concederà al Comune di Bologna, le aree di sedime occupate dai piloni di sostegno e relative fondazioni già comprese nella concessione per la gestione totale aeroportuale, il tutto come meglio dettagliato nello schema della convenzione allegata come parte integrante al presente provvedimento,

SAB si rende, altresì, disponibile ad attribuire in sub concessione al Comune di Bologna, il quale assume tutti i diritti e gli obblighi che derivano dalla medesima secondo le modalità ed i termini previsti nel sopracitato schema di convenzione, le porzioni di sedime necessarie per la costruzione dell’infrastruttura e per il posizionamento delle relative aree cantieristiche;

su tali aree in subconcessione da SAB verrà consentita al Comune la facoltà di costituire, in favore del Concessionario, un diritto di occupazione temporanea per la durata del cantiere;

ENAC e SAB, alla riconsegna delle aree in occupazione temporanea necessarie alla realizzazione dell’infrastruttura, concedono sin d’ora al Comune di Bologna, che ha facoltà di subconcedere a favore del Concessionario Marconi express SpA, un diritto di passaggio sulle aree necessarie ai fini manutentivi e gestionali dell’infrastruttura, come meglio dettagliato nello schema della convenzione allegata come parte integrante al presente provvedimento;

Ritenuto, pertanto, che, alla luce di tutto quanto sopra esposto, si renda necessario provvedere alla approvazione dello schema di convenzione, allegato quale parte integrante, da stipularsi con E.N.A.C. ed alla approvazione dello schema di convenzione, allegato come parte integrante, da stipularsi con Marconi Express S.p.A. , entrambi riguardanti le aree di sedime aeroportuali interessate alla realizzazione della infrastruttura di trasporto denominata “People Mover”;

DATO ATTO che il contenuto del presente atto comporta riflessi indiretti sulla situazione economico – finanziaria e sul patrimonio dell’ente e che tali riflessi non sono stati valutati nel bilancio di previsione dell’Ente, ma l’efficacia degli atti che daranno esecuzione alla presente deliberazione è subordinata all’adeguamento degli strumenti di programmazione;

PRESO ATTO, ai sensi dell’art. 49, comma 1, del D.Lgs. 18/8/2000 n. 267, così come modificato dal D.L.174/2012, del parere favorevole in ordine alla regolarità tecnica espresso dal Responsabile del Settore Infrastrutture e Manutenzione e del parere favorevole in ordine alla regolarità contabile espresso dal Responsabile del Settore Finanza e Bilancio;

Su proposta del Settore Infrastrutture e Manutenzione congiuntamente al Dipartimento Cura e Qualità del Territorio e data informazione ai Settori Mobilità Sostenibile e Patrimonio

A voti unanimi e palesi

DELIBERA

 

1. DI REVOCARE la Sub concessione tra SAB ed il Comune di Bologna relativa alle aree di sedime aeroportuali interessate alla realizzazione della infrastruttura del trasporto rapido di massa denominato People Mover approvata con la propria precedente deliberazione P.G.n.242018/2013;

2. DI APPROVARE lo schema della convenzione, allegato come parte integrante al presente provvedimento (Allegato 1), da stipularsi tra il Comune di Bologna, l’Ente Nazionale Aviazione Civile e l’Areoporto Guglielmo Marconi di Bologna S.P.A., relativa alle aree di sedime aeroportuali interessate alla realizzazione della infrastruttura di trasporto denominata People Mover,;

3. DI APPROVARE lo schema della convenzione, allegato come parte integrante al presente provvedimento (Allegato 2), da stipularsi tra il Comune di Bologna e la e Marconi Express SpA relativa alle aree di sedime aeroportuali interessate alla realizzazione della infrastruttura di trasporto denominata People Mover che sostituisce l’atto di Sub sub concessione tra il Comune di Bologna e Marconi Express SpA approvato con la propria precedente deliberazione P.G.n.242018/2013;

4. DI DARE ATTO che il Dirigente competente, che stipulerà in nome e per conto del Comune, provvederà, con proprio atto, fatta salva la sostanza del negozio così come risulta configurato nel presente provvedimento, ad apportare tutte le integrazioni che si rendessero necessarie a definire, in tutti i suoi aspetti, il negozio stesso.

Infine, con votazione separata, all’unanimità

DELIBERA


DI DICHIARARE la presente deliberazione immediatamente eseguibile, ai sensi dell’art. 134, comma 4, del D.Lgs. 18.08.2000, n. 267, al fine di consentire gli adempimenti amministrativi e contrattuali relativi al rapporto di concessione di progettazione, realizzazione e gestione dell’infrastruttura denominata “People Mover” conseguenti.

La consultazione del testo di questo documento é possibile, durante il periodo di affissione, anche presso l’Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) , Sportello Presa Visione e Rilascio Atti Amministrativi di p.zza Maggiore, 6
Copia conforme all’originale cartaceo ricavata automaticamente da applicazioni informatiche interne

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Il pressing di Bonaccini: «Il People mover va fatto»

Articolo di Francesco Rosano pubblicato giovedì 26 marzo 2015 dal Corriere di Bologna.

Il pressing di Bonaccini: «Il People mover va fatto»

Il governatore: «Scelta che garantisce competitività»

Il People mover va fatto: l’invito viene dal presidente dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini. La Regione la sua parte l’ha fatta, confermando i finanziamenti alla monorotaia, senza limiti di tempo, che dovrebbe collegare stazione e aeroporto di Bologna: 20 milioni di euro già deliberati. Ma serve ancora l’ultimo ok all’infrastruttura, il cui primo progetto risale ormai a dieci anni fa. Il governatore Bonaccini, però, a questo punto ci crede: l’opera «darebbe una competitività straordinaria a un luogo, Bologna, che si trova al centro dell’Emilia-Romagna». Quindi «abbiamo deciso che, tra le priorità, i fondi per finanziare l’opera fossero strategici già da questo primo bilancio. Adesso — questo l’auspicio del numero uno in Regione — mi auguro che si possa procedere. È una scelta che si attende da anni, che garantisce competitività a questo territorio e darebbe ulteriore valore aggiunto come velocità di spostamento delle persone, che andrebbe solo a beneficio di una terra come la nostra». Bonaccini, interpellato ieri da Nettuno tv a margine della seduta dell’Assemblea legislativa, ha quindi sottolineato come il collegamento tra l’aeroporto Marconi, «uno dei pochi casi in Italia di crescita di passeggeri in questi anni di crisi economica e paura per la sicurezza dei voli», con la stazione dell’alta velocità di Bologna «consentirebbe di trasportare in pochi minuti le persone che arrivano nell’uno e nell’altro hub». È di ieri la notizia, di cui il Corriere ha dato conto, che, dopo la mossa della Regione con lo stanziamento dei 20 milioni per l’infrastruttura, ora si aspetta soltanto il via libera delle banche per il resto del finanziamento: circa 90 milioni di euro. I tre istituti di credito coinvolti (Unipol, Unicredit e Banca Imi di Intesa-Sanpaolo) a breve riuniranno i loro comitato crediti per decidere se dare fiducia (oppure no) all’opera. Marconi Express, la società formata da Ccc e Tper, che vinse l’appalto nel lontano 2009 (allora c’era ancora l’Atc), ieri ha preferito non rilasciare dichiarazioni, visto il momento delicato dell’iter. Ma lo sblocco del progetto sembra finalmente vicino. Anche perché tutti gli attori istituzionali, dal Comune di Bologna alla Regione, si sono molto spesi in questi ultimi mesi perché finalmente si arrivasse a un punto fermo. L’ok definitivo alla monorotaia stazione-aeroporto arriverebbe, tra l’altro, in un momento particolarmente importante per il Marconi che si appresta a sbarcare a Piazza Affari. Sarebbe insomma un segnale importante per i futuri investitori nello scalo bolognese.

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People mover, il sì mai così vicino: banche in campo per l’ok al credito

http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/cronaca/2015/25-marzo-2015/people-mover-si-mai-cosi-vicino-banche-campo-l-ok-credito-2301161521878.shtml

People mover, il sì mai così vicino: banche in campo per l’ok al credito
 
La Regione ha stanziato 20 milioni. Roversi Monaco: «Segnale positivo»
di Olivio Romanini

Se stessimo parlando di un’altra opera, di qualsiasi altra opera, si potrebbe affermare con un certo grado di sicurezza che ogni tassello del puzzle sembra ormai essere andato al suo posto e che dunque si può finalmente partire. Ma visto che stiamo scrivendo del People mover, la navetta destinata a collegare la stazione all’aeroporto, un’opera maledetta ferma sulla casella del via da dieci anni, qualche prudenza in più è d’obbligo. L’ex assessore comunale Maurizio Zamboni, il primo a lavorarci (sembra da prima che Romano Prodi lanciasse l’idea) traduceva scherzosamente il nome dell’infrastruttura in «avanti popolo», ricordando la sua fede politica ma anche la fatica di andare avanti con la missione. Ora però sembra che si sia arrivati vicini alla partenza dei cantieri.

Qualche giorno fa la Regione ha confermato a bilancio uno stanziamento di circa 20 milioni che si vanno aggiungere ad altri 8 già erogati per la monorotaia. Che cosa è successo? Una parte del finanziamento originario disposto anni fa dalla giunta Errani era legato a fondi strutturali europei che potevano essere spesi solo se i lavori dell’opera fossero finiti entro il 2017. Diciamo che era un po’ rischioso visto che devono ancora cominciare. Di fatto quei soldi sono stati persi perché l’opera, per svariate ragioni, è rimasta impantanata per anni e la Regione ha dovuto tirarne fuori di propri che ora potranno essere spesi senza scadenze di termine. Questo intervento, certo non sbandierato ai quattro venti, pare aver di fatto sbloccato la situazione e avere dato la sufficiente tranquillità al pool di banche che deve finanziare l’opera che ha un costo che si aggira intorno ai 110 milioni di euro.

Non è un caso che proprio tra questa e la prossima settimana le tre banche coinvolte nel finanziamento, e cioè Intesa, Unipol e Unicredit, abbiano convocato i loro comitati crediti che saranno chiamati a decidere se approvare le delibere con le quali si stanzia il finanziamento. Siamo dunque alla stretta finale. I comitati crediti sono sovrani nella decisione, ma la sensazione è che siamo prossimi alla fumata bianca. Lo stanziamento di viale Aldo Moro, ha spiegato ieri Fabio Roversi Monaco, presidente di Banca Imi, la banca d’investimenti del gruppo Intesa-SanPaolo «è un segno molto positivo per la città e e per il suo aeroporto» Alla Marconi Express, la società che deve realizzare e gestire l’infrastruttura, vogliono prima incassare il risultato e non si sbilanciano. Che siamo agli ultimi cento metri lo conferma anche la decisione del sindaco Merola di convocare quello che si spera sia il vertice risolutivo a Palazzo d’Accursio tra il primo aprile e il giorno successivo (verrebbe da consigliare di aspettare il 2) per far partire il progetto.

L’amministrazione comunale in queste ore ha con il People mover il rapporto che i genitori hanno con i figli grandi che se la devono cavare da soli. Da un lato tifa perché si parta per davvero (i cantieri aperti prima del voto amministrativo del 2015 sarebbero un buon spot per il sindaco) e dall’altra aspetta alla finestra che Marconi Express produca tutta la documentazione necessaria per partire, consapevole che quello che doveva fare il Comune è già stato fatto. Il People mover, cinque chilometri di monorotaia sopraelevata che avrà il compito di portare in 7 minuti chi arriva alla stazione centrale e vuole andare in aeroporto, con fermata intermedia al Lazzaretto, è un’opera sfortunata che è finita anche nel mirino della Procura che ha contestato i reati di turbativa d’asta e di abuso d’ufficio per la gara bandita in project financing nel 2008. Tra l’altro il processo, che riguarda altri anche l’ex sindaco di Bologna Flavio Delbono (accusato solo di abuso d’ufficio), prenderà il via proprio nei primi giorni di aprile.

Insomma, dall’amministrazione vogliono evitare altri pasticci e in queste ultime settimane si sono dimostrati inflessibili: senza tutta la documentazione necessaria non si parte. L’amministrazione comunale vuole le massime garanzie anche perché è naturalmente preoccupata dell’impatto che potranno avere i cantieri. Il vero incubo per Palazzo d’Accursio è quello di iniziare i lavori e, per qualsiasi motivo, doverli poi sospendere. Ma una volta ottenuto il via libera delle banche non sarà difficile avere tutte le carte in regola.

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Bonaccini rianima il People mover con 20 milioni di euro

Articolo di Enrico Agnessi pubblicato venerdì 20 marzo 2015 da Il Resto del Carlino – Bologna.

Bonaccini rianima il People mover con 20 milioni

La Giunta di viale Aldo Moro ha confermato i fondi nel preventivo 2015

La Regione rianima il People mover e, per bocca del presidente Stefano Bonaccini, chiede di accelerare i tempi sul collegamento via monorotaia tra stazione e aeroporto. «Non è possibile metterci solo due ore per arrivare da Roma a Bologna, 37 minuti da Firenze, e poi rimanere bloccati nel traffico per raggiungere il Marconi», sbotta Bonaccini durante un incontro organizzato a Imola dagli imprenditori locali e dedicato al futuro della Città metropolitana. Dunque, se il nuovo ente deciderà di andare avanti con il progetto, «i soldi ci sono», ricorda il presidente della Regione, che ne fa una «questione di competitività» per tutta l’Emilia- Romagna. Dimostrazione lampante di quanto viale Aldo Moro creda al People mover, ecco lo stanziamento da quasi 20 milioni dedicato alla monorotaia e confermato nel bilancio preventivo 2015 da poco approvato dalla Giunta. Ma quella che ha visto protagonista la Regione negli ultimi tempi è stata una vera e propria operazione salvataggio messa in atto nei confronti di un’infrastruttura sulla quale pendono ancora tanti interrogativi e un processo che comincia il 9 aprile. Per aprire la strada giusta, viale Aldo Moro ha messo sul tavolo circa 27 milioni di euro, otto dei quali già usati dal Comune. Il resto sarebbe dovuto arrivare dai fondi europei: una cifra prima accantonata e poi liberata in tutta fretta per impedimenti tecnici. Per poter accedere alle risorse di Bruxelles, infatti, a questo punto il cantiere doveva già essere aperto. E in meno di due anni, vale a dire entro la fine del 2017, l’opera bisognava completarla. Impossibile. Da qui il rapido dietrofront, con il People mover che per un po’ è rimasto in arresto cardiaco. Alla Regione, il compito di farlo rinvenire con un finanziamento ad hoc che porta con sé almeno un paio di conseguenze: viale Aldo Moro alla monorotaia ci crede eccome e adesso incalza Comune, Città metropolitana e soprattutto Marconi Express, la società concessionaria composta da CCC (75%) e Tper (25%), per ottenerne la realizzazione. Bisogna però vedere anche come la pensano le banche, che devono finanziare l’opera ferma sulla carta da tempo. Tra i tanti problemi che l’hanno caratterizzata in questi anni, anche l’inchiesta della magistratura. Il mese prossimo si aprirà infatti il processo all’ex sindaco Flavio Delbono, all’ex assessore al Bilancio della sua Giunta, Villiam Rossi, al presidente del CCC, Piero Collina, all’ex presidente di Atc Francesco Sutti e a tre dirigenti comunali, Patrizia Bartolini, Francesca Bruni, e Cleto Carlini. I reati contestati sono, a vario titolo, abuso di ufficio e turbativa d’asta. Ma la vicenda giudiziaria viaggia su un binario parallelo. Se le cose dal punto di vista tecnico-finanziario dovessero andare per il verso giusto, l’avvio dei cantieri potrebbe essere una questione di mesi. Una volta completato, il People mover collegherebbe la stazione e l’aeroporto con una fermata intermedia al Lazzaretto in poco più di sette minuti e senza problemi di traffico. Facendo contento anche Bonaccini.

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La Giunta regionale approva il bilancio preventivo 2015: confermato lo stanziamento di 17,5 milioni di euro in favore del People Mover

Regione. La giunta approva il bilancio: 82 milioni di euro di tagli a politica e burocrazia

di Giovanni Stinco

Bologna, 16 mar. – La giunta regionale ha approvato oggi il bilancio di previsione per il 2015. Una manovra da 12 miliardi euro, e a fare la parte del leone è come al solito la sanità, che da sola si vede riservare 8 miliardi. Nessuna nuova tassa, nessun taglio ai servizi, anzi arrivano 10 milioni in più per la cultura, 7 e mezzo per l’Expo, 32 in più per la difesa del suolo e abbastanza risorse – 28 milioni di euro circa – per garantire il posto di lavoro a tutti i dipendenti delle province emiliano romagnole, almeno per il 2015 e aspettando la messa a punto della riforma delle cosiddette aree vaste.

I tagli del governo sono arrivati – 61 milioni di euro circa per il 2015, molto meno degli ipotizzati 500 – ma sono stati coperti con 82 milioni di risparmi soprattutto sui costi della politica e della burocrazia, segno che spazio per tagliare rispetto agli scorsi c’era ancora. “Abbiamo dimostrato che si poteva fare”, commenta il presidente della Regione Stefano Bonaccini.

Il bilancio in dettaglio
Una delle priorità del bilancio è stata data alla copertura del cofinanziamento regionale dei fondi strutturali europei (Fse, Fesr, Feasr) 2014-2020. L’importo per la Regione è di circa 393 milioni per 7 anni e consentirà, secondo le stime dei tecnici di viale Aldo Moro,  di “produrre” risorse per 2,5 miliardi di euro complessivi. A sostegno della legge che verrà approvata sul riordino istituzionale e sulle aree vaste il bilancio di previsione assicura una quota aggiuntiva di 28 milioni per garantire in maniera transitoria e comunque per tutto il 2015 il personale delle Province. Queste risorse si aggiungono agli oltre ai 31 milioni ordinariamente previsti per coprire le spese delle funzioni delegate dalla Regione alle Province.

Cultura e sport
La Regione prevede risorse proprie per le politiche culturali (28,4 milioni di euro complessivi, con un incremento di oltre 10 milioni rispetto al 2014); 1,2 milioni vanno alle politiche sportive, 2 milioni sono per gli impianti sportivi. In preparazione una legge regionale sulla musica.

Sviluppo economico, formazione e lavoro
Per le politiche di sviluppo economico sono previste più risorse rispetto al 2014, complessivamente 38 milioni di euro, in particolare per il cofinanziamento dei fondi europei, le leggi d’incentivazione regionale e l’Expo. Per quanto riguarda la formazione e il lavoro sono previste risorse regionali pari a 17 milioni di euro (connesse ai cofinanziamenti del Fondo sociale europeo), e oltre 41 milioni di euro per interventi di natura pubblica a sostegno delle fasce più deboli del mercato del lavoro.

Le politiche di welfare
Al Fondo per la non autosufficienza regionale vanno 120 milioni; a integrazione al Fondo sanitario nazionale, 46 milioni; al Fondo speciale per il sociale, 20 milioni; al Fondo regionale degli affitti, 2,2 milioni; al Fondo per l’eliminazione delle barriere architettoniche 1 milione. Per quanto riguarda il diritto allo studio, 20 milioni di risorse regionali vengono assegnate alle borse di studio universitarie, 4 milioni alle borse di studio scuole medie superiori e 3 milioni ad attività per la formazione scolastica.

Turismo
L’obiettivo al 2020 è che l’industria del turismo superi il 10% del Pil regionale, contro l’8 attuale. Il bilancio conferma 28,3 milioni per Apt e Unioni di prodotto, programmi turismo, commercializzazione turistica, consorzi fido.

Agricoltura
Per le politiche dell’agricoltura è previsto il raddoppio delle risorse proprie correnti finalizzate al cofinanziamento dei fondi europei che aumentano, tra il 2014 e il 2015, da 15 milioni a 29 milioni di euro. Sostanzialmente confermate le risorse finanziarie per le altre attività (9 milioni).

Ambiente, difesa del suolo, protezione civile
Per le politiche dell’ambiente e la difesa del suolo si confermano risorse regionali correnti per quasi 24 milioni di euro con particolare riguardo alle dotazioni della protezione civile (1,2 milioni di euro in più rispetto al 2014) e ai contributi per la valorizzazione dei parchi e delle riserve naturali (4 milioni di euro). Le spese dinvestimento dell’esercizio 2015 per far fronte alle criticità del dissesto idrogeologico e alla protezione civile ammontano a 42 milioni di euro, di cui 10 già stanziati nel 2014. Tra le destinazioni, il consolidamento delle frane (2,5 milioni), la messa in sicurezza di sponde e argini dei fiumi (5 milioni), la difesa della costa da erosione e mareggiate (2,5 milioni), interventi urgenti (7 milioni). Quindici milioni vanno alla protezione civile (contributi ai Comuni e potenziamento sistema regionale).

Trasporti e infrastrutture
Nessun taglio al Tpl (trasporto pubblico locale): confermate le risorse proprie regionali (oltre 36 milioni) a cui si aggiungono 363 milioni di euro, che è la quota destinata all’Emilia-Romagna per il 2015 dal Fondo nazionale per il trasporto pubblico. Le spese d’investimento aggiuntive destinate ai trasporti e alle infrastrutture ammontano a 40 milioni, e riguardano sistemi informativi e telematica (2,3 milioni), riqualificazione urbana (5 milioni), viabilità (10 milioni), manutenzione e sistema di sicurezza della rete ferroviaria (5 milioni), e il People mover (17,5 milioni).

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Bonaccini: «Il People Mover per quanto ci riguarda è una priorità assoluta»

http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/economia/2015/16-marzo-2015/sola-societa-le-fiere-regione-pubblici-privati-serve-accordo-2301117691499.shtml

«Una sola società per le fiere in regione. Pubblici e privati, serve un accordo»

Bonaccini: «Solo così possiamo competere»

di Francesco Rosano

Presidente Bonaccini, il numero uno di BolognaFiere Duccio Campagnoli chiede che la Regione investa delle risorse nello sviluppo della fiera: contate di farlo? Quando e quanto impegnerete per via Michelino?
«L’impegno della Regione per il sostegno e lo sviluppo della Fiera non è mai stato messo in discussione, nè lo sarà in futuro. È evidente, quindi, che le sollecitazioni di BolognaFiere troveranno nella Regione un interlocutore disponibile. Il sistema fieristico per noi andrà riorganizzato sul modello di un’unica società di gestione ed è indicato come uno dei punti di forza per la competizione globale nel nostro programma di mandato. E proprio a questo stiamo lavorando e lavoreremo».
Parliamo di azionariato della fiera. La Camera di commercio sta addirittura pensando di vendere la sue quote, voi come Regione che farete con le vostre?
«La Camera di Commercio ha smentito questa ipotesi. E posso assicurare che non ci sarà nessun passo indietro neanche da parte nostra, anzi. D’altro canto sarebbe miope un atteggiamento di distacco — a maggior ragione in questo periodo in cui si cominciano a vedere i primi segnali di ripresa – dato che il sistema fieristico è strategico per l’internazionalizzazione del nostro sistema produttivo».
Quale sarà il rapporto tra la fiera di Bologna e le altre fiere?
«Un ruolo di capofila, di coordinamento, all’interno di una riorganizzazione del modello su base regionale. I dati parlano chiaro: L’Emilia-Romagna con circa il 23% del totale nazionale, rappresenta la seconda regione fieristica italiana, alle spalle della sola Lombardia, con 4 fiere internazionali nel 2013 e 47 nel 2014. E in questo panorama, BolognaFiere, ad oggi, è il secondo centro fieristico italiano, ed è tra i primi 25 nel mondo. Da qui bisogna partire per concretizzare una piattaforma fieristica regionale che veda Bologna centrale nella collaborazione, e non nella competizione, tra territori. Se Parma, Bologna e Rimini collaborano assieme non siamo e non saremo secondo a nessuno».
Sia Gianpiero Calzolari che Alberto Vacchi considerano troppe 9 fiere per una regione come questa. Voi avete parlato di un coordinamento, ma è ipotizzabile che un expò venga chiuso prossimamente?
«Il punto centrale non è “quanti quartieri fieristici” ci siano sul territorio, è più importante concentrarsi sugli obiettivi finali, quelli che garantiscono il vantaggio competitivo per tutto il territorio regionale, e questo è rappresentato senza ombra di dubbio dalle fiere internazionali. Poi è vero, occorre una razionalizzazione del sistema fieristico, del resto già iniziato con la legge del 2008. Nel 2014 sono state 47 le fiere internazionali in Emilia- Romagna, un numero davvero importante. E vorrei rilevare che la fiera di Milano sta aumentando la sua capacita attrattiva anche per i nostri distretti produttivi, dopo i grandi investimenti degli ultimi anni e la valorizzazione che sarà fatta con Expo 2015. Ecco perché serve agire rapidamente e la via vincente è quella dell’aggregazione, con l’accordo delle parti pubbliche e private. Il nostro unico obiettivo è creare uno strumento davvero competitivo a livello internazionale, in grado di valorizzare i nostri marchi e di far parte delle grandi reti fieristiche internazionali, alla pari delle grandi fiere europee».
Tra i punti di debolezza resta la mancanza di un collegamento veloce, come il People mover fino alla fiera. Il vicepresidente di via Michelino dice che bisogna fare in fretta. Si farà? E quando?
«Chiariamo definitivamente una cosa: il People Mover, che collegherebbe l’aeroporto alla stazione centrale, per quanto ci riguarda è assoluta priorità, per garantire un sistema intermodale moderno ed efficace. Siamo pronti ad investire subito le risorse necessarie, così come successivamente sul Sistema Ferroviario Metropolitano».

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INFRASTRUTTURE BOLOGNA. TARUFFI (SEL): RIVEDERE PROGETTO PEOPLE MOVER, ALTERNATIVA SFM. E DUBBI SU PRESENZA TPER

http://www.assemblea.emr.it/quotidianoer/comunicati-stampa/tutti-i-comunicati-stampa/comunicatodettaglio_view?codComunicato=60841

04/03/2015 17:48

INFRASTRUTTURE BOLOGNA. TARUFFI (SEL): RIVEDERE PROGETTO PEOPLE MOVER, ALTERNATIVA SFM. E DUBBI SU PRESENZA TPER

“Con quali risorse Tper sosterrà le spese per la costruzione e la gestione del People Mover, considerato che non potrà fare ricorso ai propri utili di bilancio né ai beni aziendali per coprire eventuali disavanzi di Marconi Express spa, la società di scopo nata per la costruzione e la gestione del nuovo servizio di collegamento dedicato tra l’aeroporto Marconi e la città di Bologna?”. E ancora: “La Regione ritiene opportuno ridiscutere il progetto People Mover, valutando l’ipotesi alternativa di utilizzare il sistema del servizio ferroviario metropolitano per collegare, oltre alla stazione e all’aeroporto, anche la fiera?”. Sono i quesiti più rilevanti contenuti in una interpellanza presentata alla Giunta regionale da Igor Taruffi (Sel).

Il consigliere ricostruisce le tappe del progetto. Nell’agosto 2006, la sottoscrizione, da parte di Regione, Provincia e Comune di Bologna, dell’Accordo quadro nel quale viene previsto un investimento di 105 milioni di euro (Iva compresa). Nel luglio 2007, la sottoscrizione, da parte della Regione, di due distinti accordi quadro: uno con Comune e Provincia per l’assegnazione di 27 milioni all’Amministrazione comunale, individuata quale stazione appaltante; l’altro, unitamente ai due enti, con la Società aeroporto ‘Guglielmo Marconi’ per impegnare quest’ultima a cofinanziare l’opera per 2,7 milioni. Nell’aprile 2009, a seguito di bando di gara, l’aggiudicazione, da parte del Comune, al Consorzio cooperative costruzioni (Ccc) della costruzione dell’opera e della gestione del servizio per 35 anni. Nel dicembre 2009, la costituzione di Marconi Express spa, società di scopo composta da Ccc (socio costruttore, al 75%) e Atc (socio gestore, al 25%) – quest’ultimo diventato Tper in seguito alla fusione di Atc e Fer, di cui sono azionisti Regione (46,13%), Comune (30,11%) e Provincia (18,79%). Nel dicembre 2011, la liquidazione al Comune, da parte dell’Amministrazione regionale, di 8,1 milioni quale acconto del 30% dei contributi.

“La convenzione tra concedente (Comune) e concessionario (Ccc)”, spiega il capogruppo di Sel, “prevede, in caso di quota passeggeri inferiore a determinate soglie minime, l’obbligo per il primo di versare al secondo un contributo in conto gestione pari al 60% della soglia minima per il primo anno in cui si è registrata la diminuzione; pari all’85% per il secondo anno e così a salire”. Si tratta di “una sorta di soccorso finanziario a favore del gestore per i primi 5 anni dall’inizio della gestione”, che, però, “contrasta con quanto risposto a una nostra interrogazione nella passata legislatura, vale a dire che il People Mover sarebbe stato escluso dalla contribuzione pubblica per il sostegno dei costi trasportistici”.

Alla luce del programma di mandato della nuova Giunta, che vuole subordinare la cantierizzazione dell’opera a una nuova valutazione, Taruffi manifesta dubbi sulla permanenza di Tper, società pubblica il cui azionista di maggioranza è la Regione, nella compagine di Marconi Express. “La Giunta”, è il quesito finale “ritiene necessaria la fuoriuscita di Tper al fine di evitare conflitti di interesse e, soprattutto, di non rischiare che l’esposizione finanziaria pesi sui bilanci pubblici, danneggiando in tal modo il trasporto pubblico locale?”.

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Scontro in Regione sul People mover: altolà di Sel

http://bologna.repubblica.it/cronaca/2015/03/12/news/scontro_in_regione_sul_people_mover-109390929/

Scontro in Regione sul People mover
 
Altolà di Sel: “Non si può  dare l’opera per scontata”

Il People mover semina zizzania nella nuova maggioranza in Regione, con Sel che dà l’altolà alla giunta Bonaccini. Alle parole dell’assessore ai trasporti e alle infrastrutture, Raffaele Donini, replica infatti il capogruppo dei vendoliani in viale Aldo Moro, Igor Taruffi. “A differenza di quello che dice l’assessore siamo convinti che le condizioni in questi anni siano cambiate, e anche di molto”, dice a proposito del collegamento su monorotaia tra stazione e aeroporto di Bologna. “Crediamo che del People mover si debba riparlare e non si possa continuare a dare per scontato che quest’opera, pensata anni fa in una situazione molto diversa sia ancora utile”, afferma Taruffi.Il People mover inoltre “è un’opera che ha sempre avuto alternative più valide, in regione lo ripetiamo da anni e sul tema abbiamo presentato, proprio in questa settimana, una interpellanza”, prosegue il numero uno di Sel. “Siamo convinti che un modo per avvicinare l’aeroporto alla città sia necessario e non siamo a prescindere contrari a grandi opere, ma crediamo che, in questo caso, l’infrastruttura ci sia già e dia maggiori possibilità della struttura che si andrebbe a costruire”. I fondi che la regione ha accantonato, circa 27 milioni di euro, “potrebbero essere utilizzati per ampliare il servizio ferroviario metropolitano, creando la fermata aeroporto e rendendo accessibile la fermata fiera, creando così un collegamento diretto non tra due, ma tra tre poli di interesse: aeroporto-stazione-fiera”. Torna all’attacco anche il movimento 5 stelle, da sempre contrario alla infrastruttura: “Se davvero saranno così folli da far partire questo cantiere e da dare il via alla monorotaia dei parchi giochi, allora prepariamoci davvero a un futuro governo a 5 stelle della città”, afferma il capogruppo in comune Massimo Bugani.

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Conto alla rovescia sul People mover. Vertice in Regione per l’ultimo atto

Conto alla rovescia sul People mover. Vertice in Regione per l’ultimo atto
 
L’incontro con Marconi Express, la società concessionaria della navetta, le banche e la Regione che ha messo sul piatto 28 milioni di euro
di Olivio Romanini
La cosa positiva per chi non ne può più della storia infinita del People mover è che in tutti i casi sta per finire. La settimana prossima infatti dovrebbe esserci l’incontro finale in Regione tra la Marconi Express, la società concessionaria della navetta destinata a collegare la stazione e l’aeroporto, le banche che devono finanziare l’opera e la Regione che ha messo sul piatto circa 28 milioni di euro per realizzare l’infrastruttura, ferma ai box per vari motivi fin dall’inizio del mandato Merola, cioè da quasi quattro anni. L’informazione arriva da Palazzo d’Accursio che ha completato da tempo tutto l’iter autorizzativo e che aspetta da tempo l’ultimo tassello per partire. I tecnici di Palazzo d’Accursio sono gli unici a non condividere l’ottimismo di tutti gli altri protagonisti dell’operazione che ieri hanno preferito non fare dichiarazioni pubbliche un po’ per scaramanzia e un po’ perché il momento è delicato, ma che convergono tutti su un punto: si può partire.

Gli ottimisti, di fatto, sono convinti che la settimana prossima arriverà l’agognata fumata bianca sulla sostenibilità economica dell’intervento e sulle garanzie bancarie e si potrà partire. Sono tutti d’accordo che a quel punto l’avvio dei cantieri sarebbe solo questione di mesi. E dunque si potrebbero avviare i lavori prima della fine del mandato e questo sarebbe certamente un bel biglietto da visita per la ricandidatura del sindaco Merola. Il trenino sopraelevato che dovrebbe collegare la stazione e l’aeroporto con una fermata intermedia al Lazzaretto in poco più di 7 minuti, (decisamente più competitivi del tempo che ci vuole oggi a raggiungere il Marconi dalla Stazione con l’aerobus) ha avuto talmente tanti problemi che probabilmente i cittadini non sanno più perché è bloccato. C’è stata un’inchiesta della magistratura sull’accordo originario che ha portato a processo l’ex sindaco Flavio Delbono e i dirigenti comunali, c’è stato il parere contrario dell’autorità di vigilanza dei controlli pubblici, proteste dei comitati e delle opposizioni, difficoltà a finanziare l’operazione, riequilibri del piano finanziario cercando di trovare un equilibrio tra la realizzazione in project financing e gli introiti futuri.

Per questo il Comune di Bologna da un certo punto in avanti ha assunto un atteggiamento inflessibile di chi vuole che anche le virgole siano a posto scaricando tutti gli adempimenti burocratici sul gestore. Detto in altre parole: o riuscite nell’impresa perfetta o non se ne fa niente, perché qui non si rischia più nulla su questo progetto. Detto con le parole di un dirigente: «Abbiamo chiesto una certa mole di documentazione, deve arrivare tutta. Se ci sono i finanziamenti e tutto è a posto allora che si produca la documentazione». I dirigenti che hanno lavorato sul People mover raccontano di un percorso di una difficoltà burocratica incredibile, da raccontare ai posteri se le cose andranno bene. Quando l’opera fu pensata, diciamo quasi dieci anni fa, si scommetteva di poter attrarre anche i visitatori di Firenze che poteva sbarcare con un volo low coast a Bologna e tra navetta e treno essere a Firenze in poco più di 40 minuti. Ma sono passati dieci anni appunto e nel frattempo l’alleanza tra gli aeroporti di Pisa e quello di Firenze ha in parte disinnescato la minaccia di Bologna. In ogni caso siamo all’ultima curva: o si parte o niente.

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Confronto tra Lorenzo Alberghini e Claudio Broglia sul People Mover

La puntata di martedì 3 marzo 2015 del programma “Aria Pulita”, in onda sull’emittente televisiva 7 Gold, è stata dedicata tra gli altri argomenti anche al People Mover. Intervistati dal conduttore Alberto Maio si sono confrontati Lorenzo Alberghini del Comitato No People Mover e il sen. Claudio Broglia del Partito Democratico (già sindaco di Crevalcore dal 2009 al 2013). La parte relativa al People Mover inizia al minuto 23 e termina al minuto 47.

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