Commissione Bilancio RER approva DEFR 2015, no a M5S su grandi opere e a Sel e Ln su People Mover, Pd: “Strategico per Bologna”

http://www.assemblea.emr.it/quotidianoer/comunicati-stampa/tutti-i-comunicati-stampa/comunicatodettaglio_view?codComunicato=63340

21/04/2015 18:40

BILANCIO. COMMISSIONE APPROVA DEFR 2015 REGIONE. NO A M5S SU GRANDI OPERE E A SEL E LN SU PEOPLE MOVER, PD: ‘STRATEGICO PER BOLOGNA’. IN AULA IL 28/4

La commissione Bilancio, affari generali e istituzionali, presieduta da Massimiliano Pompignoliha licenziato la manovra di bilancio regionale 2015-2017 della Regione, attesa ora in Aula il prossimo 28 aprile, articolata in quattro progetti di legge collegati: Disposizioni collegate alla legge finanziaria per il 2015;Documento di economia e finanza regionale – Defr 2015; Disposizioni per la formazione del bilancio annuale di previsione 2015 e del bilancio pluriennale 2015-2017; Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna per l’esercizio finanziario 2015 e bilancio pluriennale 2015-2017. Il Defr 2015, unico provvedimento sul quale la Commissione è titolata a esprimere un voto finale – sugli altri progetti di legge la competenza è dell’Assemblea – è stato approvato con il sì di Pd e Sel, il no di Fdi e l’astensione di Lega nord, M5s e AltraER.

Tutti approvati i 15 emendamenti presentati dalla Giunta nella precedente seduta della Commissione, i più rilevanti dei quali riguardano la ricostruzione post sisma e gli interventi contro il dissesto idrogeologico e per la difesa del territorio, per i quali èì previsto un aumento dei fondi stanziati.

Approvato anche uno dei 4 emendamenti del Gruppo Sel, primo firmatario Igor Taruffi, che prevede, relativamente al rifinanziamento di leggi regionali, “un trasferimento di 3 milioni di euro dalla legge regionale n. 7/2002 (Promozione del sistema regionale delle attività di ricerca industriale, innovazione e trasferimento tecnologico) alla legge regionale n. 1/2005 (Norme in materia di protezione civile e volontariato. Istituzione dell’Agenzia regionale di protezione civile)”. La proposta, afferma Taruffi, “mira a sostenere fattivamente gli interventi di manutenzione straordinaria del territorio, che devono essere effettuati proprio in questa stagione, prendendo risorse da un capitolo di spesa comunque corposo e che, nel corso dell’anno, sarà adeguatamente rimpinguato”.

Per quanto riguarda gli emendamenti respinti, 33 in totale, 13 sono stati presentati dal M5s, i più significativi dei quali, illustrati dai consiglieri Andrea Bertani, Raffaella Sensoli e Silvia Piccinini, prevedevano ingenti tagli al finanziamento di grandi opere infrastrutturali regionali quali la Cispadana e il People mover di Bologna, “opere altamente impattanti e di assai dubbia utilità”, secondo gli esponenti 5 stelle.

Circa il finanziamento del People mover, la monorotaia di collegamento tra l’aeroporto Marconi e la stazione centrale di Bologna, bocciati anche due emendamenti Sel, primo firmatario Taruffi, finalizzati all’azzeramento del finanziamento regionale, il primo, e alla dismissione, da parte di Tper, della propria quota azionaria di Marconi Express, la società cui è demandato il compito di costruire e gestire l’opera, il secondo. No anche una proposta di modifica presentata dalla Lega nord, primo firmatario Daniele Marchetti, che puntava a trasferire il contributo destinato al People mover al rafforzamento del sistema ferroviario metropolitano (Sfm) già esistente.

I consiglieri Alessandro Cardinali e Gian Luigi Molinari (Pd) hanno ribadito “l’importanza strategica dell’opera per il sistema trasportistico di Bologna, inteso quale hub regionale, e la non alternatività tra la realizzazione del People mover e il potenziamento del Sfm”.

I restanti 5 emendamenti Ln, primo firmatario Alan Fabbri, prevedevano, secondo quanto spiegato da Stefano Bargi, che li ha illustrati, “trasferimenti di risorse da capitoli giudicati politicamente e finanziariamente da ridimensionare – creazione di aree sosta e transito per nomadi, realizzazione di centri di accoglienza e di alloggi per immigrati, servizio di noleggio, locazione e leasing del parco auto della Regione, contributo per Fondazione Arturo Toscanini eFondazione nazionale della danza – a favore di capitoli che necessitano di risorse aggiuntive: ricostruzione post sisma, attività produttive, internazionalizzazione piccole e medie imprese e imprese artigiane”.

Infine, sono stati 11 gli emendamenti (tutti bocciati) proposti da Tommaso Foti (Fdi), il più significativo dei quali finalizzato “a limitare alla soglia massima del 20% la quota di alloggi di edilizia residenziale pubblica da assegnare ai cittadini stranieri, onde evitare il monopolio determinatosi nell’assegnazione di questa delicata tipologia di alloggi pubblici”. Inoltre, erano stati presentati con l’intento “di dare un preciso segnale politico”, emendamenti che prevedevano trasferimenti di finanziamenti dal capitolo di spesa “per la realizzazione di strutture di accoglienza a quello finalizzato al potenziamento delle strutture socio-assistenziali”.

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Aeroporto Marconi, 7 milioni di passeggeri nel 2014. Postacchini sottolinea l’importanza del progetto del People Mover

Articolo pubblicato lunedì 20 aprile 2015 dal Resto del Carlino – Bologna.

Il Marconi vola alto con la regola del 7

Nel 2014 7 milioni di passeggeri e altrettanti di utili
Sette milioni di passeggeri hanno attraversato l’aeroporto Marconi lo scorso anno, 50 e 45 la percentuale media di voli mensili di linee low cost e internazionali: questi alcuni dei numeri presentati da Enrico Postacchini, presidente di Sab e Confcommercio Ascom, durante la riunione indetta dall’associazione imprenditrici e donne dirigenti d’azienda Aidda. Il bilancio 2014 di Sab ha calcolato un utile netto di 7 milioni di euro, registrando un + 77% rispetto al 2013; per i prossimi dieci anni, è previsto un investimento di 200 milioni. Per quanto riguarda la quotazione in Borsa, cambieranno le percentuali societarie di Sab (il 50,5% è alla Camera di commercio, il 16,7% al Comune, il 10% alla Città metropolitana, l’8,8% alla Regione), con il 35% alla Mercanzia, l’8% al Comune, mentre Città metropolitana e Regione non saranno rappresentate. Il principale obiettivo ora è incrementare il numero di passeggeri che, fatto scalo in città, restano a visitarla. Inoltre, è previsto l’ampliamento del parcheggio e delle zone commerciali. Postacchini ha sottolineato l’importanza del progetto del People Mover, che collegherà Marconi e stazione, e ha rassicurato riguardo la possibile concorrenza degli aeroporti di Firenze e Venezia.

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L’ad di Intesa Carlo Messina annuncia per giovedì 23 aprile un consiglio decisivo della sezione Corporate che segue il finanziamento del People Mover

Articolo di Marco Bettazzi pubblicato domenica 19 aprile 2015 su la Repubblica – Bologna.

Prodi e i cantieri: “Città più bella ma bisogna fare alla svelta”

Il presidente degli industriali Alberto Vacchi promuove il sindaco di Bologna, Virginio Merola, e la possibilità che possa ricandidarsi. «Non entro nel dibattito del Pd, ma credo sia naturale pensare a un secondo mandato di un sindaco che c’è stato. Merola ha fatto cose positive, anche in discontinuità, poi tutto è perfettibile ma credo sia giusto dargli questa possibilità». Il tema caldo, però, è quello degli investimenti, delle manovre su Hera, della quotazione in Borsa dell’aeroporto («Un passaggio epocale per il nostro territorio», secondo Vacchi) e del People mover, che potrebbe sbloccarsi definitivamente la prossima settimana con il via libera delle banche. Tutti argomenti affrontati più volte, ieri, a margine di un convegno organizzato a Bologna da Intesa Sanpaolo su credito, sviluppo e lavoro cui hanno partecipato tra gli altri Romano Prodi, l’ad di Intesa Carlo Messina e il ministro del Lavoro Giuliano Poletti. E tocca proprio all’ex premier rivendicare con orgoglio il ruolo della sua città: «Ho osservato con molto piacere gli investimenti su Bologna, ne sono arrivati parecchi nel settore industriale e spero che ne arrivino altri. Tutto sommato – spiega Prodi – relativamente al resto del Paese non possiamo proprio dire di star male». Ma l’ex premier si concede anche una battuta sulla città e sui cantieri del centro: «Questa è una bella città, dove si sta bene – dice – e i cantieri la faranno più bella, basta che vadano un po’ alla svelta». Un primato di Bologna e dell’Emilia che riconosce l’ad di Intesa, quando gli si chiede se sosterrà il People mover (Intesa è con Unipol e Unicredit tra le banche che devono finanziarlo): «La filosofia di Intesa è di investimento fortissimo su questo territorio, perché è quello dove i prestiti stanno crescendo di più – spiega Messina –. Tutte le iniziative che possono portare sostegno al territorio noi le faremo, sul caso specifico del People mover dobbiamo ancora decidere, ma la filosofia è questa». E proprio la prossima settimana dovrebbe esserci un consiglio, decisivo, della sezione corporate di Intesa che segue il People mover, così come un ultimo incontro tra le banche finanziatrici. «Spero che si possa chiudere », aggiunge Fabio Roversi Monaco, presidente di Banca Imi. Sul People mover insiste anche il leader di Unindustria. «È un elemento cardine, necessario», avverte Vacchi, che si interessa anche della modifica allo statuto di Hera. «Credo che la soglia del 51% sia più un paradigma psicologico, scendere al 38% non è un dramma, il pubblico può controllare l’azienda anche con quella quota».

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Servizio Ferroviario Metropolitano di Bologna: Marchetti (Ln), inserito nelle 30 opere strategiche per la mobilità. Ora addio al People Mover

http://notiziefabbriani.blogspot.it/2015/04/servizio-ferroviario-metropolitina-di.html

Servizio Ferroviario Metropolitano di Bologna: Marchetti (Lega Nord), inserito nelle 30 opere strategiche per la mobilità. Ora addio al People Mover

“Se prima qualcuno poteva nutrire dubbi e perplessità, ora tutto mi sembra indirizzato verso una strada che prevede un’unica soluzione: abbandonare il progetto del People Mover per investire risorse nel Servizio Ferroviario Metropolitano bolognese”.

Lo dice senza mezzi termini il consigliere regionale della Lega Nord, Daniele Marchetti dopo che il governo ha inserito proprio il Servizio Ferroviario Metropolitano tra le 30 opere strategiche per la mobilità.

“Per il completamento di questa infrastruttura già esistente – sottolinea Marchetti -, è previsto un afflusso di 363 milioni di euro. Mi sembra evidente che ora non ci sono più scuse; bisogna assolutamente abbandonare l’idea di realizzare il People Mover per il quale, all’interno del bilancio regionale, sono stati stanziati 17 milioni di euro”.

“Alla luce di questi ultimi, importanti, sviluppi mi auguro che l’Assemblea Legislativa voti favorevolmente il nostro emendamento con cui chiediamo alla Giunta Regionale di fare un passo indietro su questo progetto e di destinare quella somma al miglioramento del Servizio ferroviario esistente”.

“Lo diciamo da sempre ma non abbiamo problemi a ribadirlo: esiste già un tratto del SFM che collega l’aeroporto Marconi con la stazione centrale – conclude Marchetti -, basta potenziare quella linea. Ora le condizioni ci sono tutte”.

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People mover, cantieri a giugno. Ok di Unipol Banca, Sab vicina

Articolo di Olivio Romanini pubblicato venerdì 17 aprile 2015 dal Corriere di Bologna.

People mover, cantieri a giugno. Ok di Unipol Banca, Sab vicina

Il cronoprogramma di Marconi Express sul tavolo di Colombo 

Nel 1984 Francia e Gran Bretagna rilanciano l’idea di costruire il tunnel della Manica, due anni dopo ci sono i progetti, dieci anni dopo l’inaugurazione. Può sembrare una battuta ma per il People Mover di Bologna questo tempo non basterà e a dieci anni dal via al progetto (l’assessore era Maurizio Zamboni e la giunta era quella di Cofferati) tutti gli interlocutori che si sentono sul tema rispondono che «siamo in un momento delicato nel quale è bene non fare dichiarazioni pubbliche». Il momento è delicato dall’inizio del mandato Merola su questa opera ma grazie a Dio, in un senso o nell’altro, sta per finire. In questi giorni Marconi Express, la società che dovrà realizzare e gestire poi l’opera destinata a collegare la stazione dell’alta velocità ha mandato il cronoprogramma dei lavori al Comune. Il plico è sul tavolo dell’assessore alla Mobilità, Andrea Colombo. Ma su quel dossier c’è una data: i lavori cominciano a giugno. Mancano però alcuni tasselli importanti. A quanto si è appreso ha deliberato il finanziamento richiesto il comitato crediti di Unipol Banca mentre la prossima settimana si dovrebbe riunire quello di Unicredit. Tra i finanziatori un posto di rilievo è destinato a giocarlo l’aeroporto Marconi al quale la Marconi Express ha chiesto uno sforzo di generosità superiore ai 3 milioni di euro inizialmente stanziati. Anche la Sab dovrebbe deliberare la somma richiesta come contributore dell’opera entro la fine del mese, ma diciamo che serpeggia un certo ottimismo. Alla Marconi Express non sono ancora arrivate notizie dall’ultimo finanziatore dell’opera, cioè da San Paolo Imi, ma il clima generale è quello di fiducia. Diciamo che la dead line del 30 aprile ipotizzata dal sindaco di Bologna Virginio Merola è corretta. Entro quella data il semaforo verde sarà definitivamente acceso salvo clamorosi contraccolpi. La decisione di Marconi Express di lavorare al cronoprogramma rivela dunque la volontà netta di partire, senza ulteriori indugi. Si comincia a lavorare e ci saranno incontri con il Comune anche prima di avere tutte le carte a posto, altrimenti non ci sarebbero i tempi tecnici per partire prima dell’estate. Aprire i cantieri nel giro di un paio di mesi sarebbe un buon colpo per il sindaco Merola che avrebbe qualcosa in più da dire al suo partito nel corso della conferenza programmatica del Partito democratico. Ci sarà poi tutto un lavoro da fare con Rfi perché alcuni dei terreni sul percorso che dalla stazione porterà all’aeroporto passando per il Lazzaretto sono di proprietà dell’azienda. A sbloccare il People mover è stato il finanziamento di 20 milioni erogato dalla Regione dopo che di fatto erano stati persi i finanziamenti europei. Intanto ieri nel processo per il bando dell’opera, il Tribunale, respingendo le eccezioni presentate da tutti i difensori, ha ammesso, attraverso l’avvocato Domenico Morace, la costituzione di parte civile del comitato No People Mover che da molti anni si batte contro l’opera.

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Donini sul People Mover: «Attendo fiducioso che si possa partire a breve col cantiere»

http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/politica/2015/17-aprile-2015/si-passante-o-perdiamo-13-miliardi-2301269034604.shtml

 

«Sì al Passante o perdiamo 1,3 miliardi»

Donini: «Giusto ascoltare i Comuni, ma l’opera è strategica e bisogna dire la verità ai cittadini»

di Olivio Romanini

Il neoministro delle Infrastrutture Graziano Delrio pare aver cambiato radicalmente l’impostazione sulle grandi opere. Che ne pensa? 
«Condivido in pieno la sua impostazione — spiega l’assessore regionale ai trasporti e alle infrastrutture, Raffaele Donini — si fanno le opere pubbliche necessarie per il territorio e per il Paese. È scandaloso che in 14 anni si siano stanziati 285 miliardi di euro e se ne siano spesi appena 23. Quella politica è fallita. Ma ci dev’essere una terza via tra il non far nulla e lo sprecare denaro pubblico. Anche qui da noi occorre una discussione complessiva e strategica sulle principali infrastrutture di cui si parla da ormai vent’anni».

Cosa chiederete al ministro Delrio?
«Cercheremo di chiarirgli le nostre priorità: i fondi per il sistema ferroviario metropolitano previsti nel Def (documento economico finanziario, ndr), ma anche le opere che non compaiono a partire dal progetto di approfondimento dei fondali del Porto di Ravenna. Parleremo anche del tratto Cesena- Ferrara Mare della E45/ E55. La Cispadana non poteva entrare nel Def poiché si tratta di un project financing; rimane per noi prioritaria la sua realizzazione che potrà avvenire, così come prevede il decreto sblocca Italia, attraverso la sua statalizzazione». 
Veniamo al Passante Nord. Il parlamentare Pd Andrea De Maria chiede di fatto di archiviarlo e anche il sindaco Merola sembra sensibile a queste sirene. 
«Non voglio entrare nelle dinamiche interne al Pd e mi sento al di fuori da ogni polemica. Io sto lavorando seriamente perché si recepiscano i rilievi che hanno espresso i Comuni del territorio. Ci sono mitigazioni indispensabili da ottenere. E su questo punto non ho intenzione di arretrare. Ma ricordo che il Passante Nord è stato dichiarato strategico quattro volte in dieci anni da tutta la filiera istituzionale. Ricordo inoltre che abbiamo fatto una battaglia politica comune affinché il tracciato attuale fosse praticamente simile a quello inserito nella pianificazione provinciale del 2004 e nei Psc di alcuni Comuni, per rendere compatibili gli strumenti urbanistici territoriali col tracciato».
In questi giorni stanno tornando in pista ipotesi alternative? 
«Le alternative di ampliamento in sede del sistema autostradale e tangenziale sono già state discusse e bocciate a suo tempo, prima della realizzazione della terza corsia dinamica dell’A14. Offro e pretendo onestà intellettuale e politica su un punto però: se non si vuole più, il Passante, lo si dica chiaramente, ma si abbia anche il coraggio di dire la verità fino in fondo ai tanti cittadini che ogni giorno rimangono intasati e bloccati per ore in tangenziale; ossia che si ripartirebbe daccapo, con idee progettuali in mano tutte da verificare in sede tecnica, senza tuttavia alcun finanziamento stanziato né tanto meno previsto, poiché, sia Società Autostrade che il Ministero, hanno chiarito che quel miliardo e duecento ottanta milioni di euro accantonati per il progetto attuale, essendo fondi privati e non pubblici, verrebbero impiegati altrove».
Di agonia in agonia: parliamo del People mover.
«Attendo fiducioso che si possa partire a breve col cantiere. La Regione non solo ha confermato il finanziamento ma, sostituendone la fonte (da fondi europei non più certi a fondi propri di bilancio), ne ha garantito la realizzazione».
A che punto siamo con la gara del ferro?
«Abbiamo fatto una scelta netta: negoziare con chi ci sta, tentando di aggiudicare la gara alle stesse condizioni del bando. Se ci riusciremo raggiungeremo un obiettivo storico. Anche qui non è mancata la solita litania del “fermiamo tutto” che ci avrebbe fatto perdere altri due anni e probabilmente tanti soldi. I nostri obiettivi sono chiari: spendere meno delle altre Regioni per servizi migliori, la consegna da parte degli eventuali aggiudicatari di almeno 75 treni nuovi entro 30 mesi dall’aggiudicazione, l’applicazione della clausola sociale per i dipendenti del settore ferroviario».
Ce la farà a sbloccare People mover e gara del ferro prima dell’estate? 
«I risultati arrivano se ci si crede e se si è disposti a lavorare, anche essendo attaccati ogni giorno, senza tuttavia avere paura di assumersi le proprie responsabilità».

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People Mover, il giudice dice sì al comitato del no. Sarà parte civile

Articolo di Luigi Spezia pubblicato venerdì 17 aprile 2015 da Repubblica – Bologna.

 

People Mover, il giudice dice sì al comitato del no. Sarà parte civile

Accolte le motivazioni dei legali “In difesa dell’interesse pubblico”

People Mover, il Tribunale ha ammesso la costituzione di parte civile dell’associazione Primavera Urbana, che ha promosso il comitato “No People Mover”, da tempo impegnato contro il progetto di collegamento stazione-aeroporto, al quale preferisce il sistema ferroviario metropolitano. Il presidente della corte Grazia Nart ha accolto le motivazioni dell’avvocato Domenico Morace dello studio Morace&Morace e ha respinto le tesi contrarie di tutti gli avvocati degli imputati, che sono sette: l’ex sindaco Flavio Delbono, l’ex assessore Villiam Rossi, l’ex presidente Atc Francesco Sutti, il presidente CCC Piero Collina e i tre funzionari comunali Cleto Carlini, Patrizia Bartolini e Francesca Bruni. Le accuse vanno dalla turbativa d’asta all’abuso di ufficio. Nella sua richiesta, l’avvocato Morace ha fatto presente le «numerose iniziative» già prese dal comitato contro un’«opera di dubbia utilità, in contrasto con gli interessi della città di Bologna e di rilevante impatto ambientale», ha spiegato che entrare nel processo è legittimo perché «la serie di reati contestati ha offeso l’interesse perseguito dagli associati causando un danno patrimoniale e non» e infine chiede «la punizione dei colpevoli». Il comitato ha espresso «soddisfazione» per la decisione dei giudici e affermato che «dopo l’assenza del Comune di Bologna che non si è costituito parte civile, rileviamo il silenzio del sindaco Merola e della sua giunta che non sentono il bisogno di spiegare la posizione presa». Il processo riprende a fine aprile.

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Servizio di E’TV sul processo People Mover

PROCESSO PEOPLE MOVER, I COMITATI CONTRARI AMMESSI COME PARTE CIVILE

Il Tribunale di Bologna ha ammesso la costituzione di parte civile dei comitati contrari alla costruzione del People Mover.

Il servizio è visibile al link che segue:

http://www.e-tv.it/video/21584/processo-people-mover-i-comitati-contrari-ammessi-come-parte-civile

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Processo People mover, comitato parte civile

http://www.trc.tv/bo/news/cronaca/2015/04/16/processo-people-mover-comitato-parte-civile/#.VTErp_msXD8

 

Processo People mover, comitato parte civile

Il procedimento è ancora nella sua fase preliminare e oggi è stata accolta la richiesta presentata lo scorso 9 aprile dal Comitato No People Mover

Nuova udienza questa mattina in Tribunale a Bologna per quanto riguarda il processo People Mover, che vede tra gli imputati anche l’ex sindaco Flavio Delbono. Il procedimento è ancora nella sua fase preliminare e oggi è stata accolta la richiesta presentata lo scorso 9 aprile dal Comitato No People Mover, che ha deciso di costituirsi parte civile, nonostante il parere negativo delle difese. L’udienza è ancora in corso ma il processo verrà probabilmente rinviato a dopo l’estate. Potrebbe essere necessario infatti nominare un nuovo collegio giudicante, a causa del trasferimento del suo presidente, il giudice Grazia Nart.

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Il comitato “No People Mover” parte civile al processo

http://bologna.repubblica.it/cronaca/2015/04/16/news/il_comitato_no_people_mover_parte_civile_al_processo-112108222/

 

Il comitato “No People Mover” parte civile al processo

L’associazione: “I giudici hanno riconosciuto le nostre ragioni”

Il collegio del tribunale di Bologna presieduto dal giudice Grazia Nart ha ammesso la costituzione civile dell’associazione contraria al People Mover nel processo sull’appalto del progetto di monorotaia sopraelevata, per collegare aeroporto e stazione del capoluogo emiliano. Imputati a vario titolo per abuso di ufficio e turbativa d’asta sono l’ex sindaco Flavio Delbono, l’ex assessore al Bilancio, Villiam Rossi, il presidente del Consorzio cooperative costruzioni Piero Collina e l’ex presidente dell’azienda di trasporti Atc, Francesco Sutti e tre dirigenti comunali. L’associazione ‘Primavera urbana-comitato No People Mover’ aveva chiesto nella prima udienza di potersi costituire, rappresentata dall’avvocato Domenico Morace. La prossima è stata fissata a fine aprile.

Contro la costituzione di parte civile i difensori degli imputati avevano presentato eccezioni, tutte respinte dai giudici. “Esprimiamo soddisfazione – ha scritto in una nota il comitato – per il riconoscimento delle nostre ragioni basate sulla tutela dei diritti sanciti statutariamente e sulla storia di questi anni che ci ha visto come unico soggetto che si è battuto contro questa inutile e costosa opera strumentale ad interessi privatistici. Dopo l’assenza del Comune di Bologna che non si è costituito parte civile a difesa degli interessi della cittadinanza, dobbiamo rilevare l’ulteriore silenzio di Merola e la sua giunta che non sentono il bisogno di spiegare ai cittadini la posizione presa”. Per l’associazione “la vicenda penale che investe il People Mover deve essere letta in quella più vasta che sta coinvolgendo il mondo cooperativo”.

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