People Mover, ‘danno da 15 milioni’

http://www.ansa.it/emiliaromagna/notizie/2016/02/24/people-mover-danno-da-15-milioni_8202d329-7dab-483d-9df3-1ad40ffe5f7d.html

People Mover, ‘danno da 15 milioni’

Udienza per ex giunta Bologna. Somma imputabile è comunque minore

(ANSA) – BOLOGNA, 24 FEB – Un danno erariale di 14,9 milioni nei confronti del Comune di Bologna e di Tper, la società di trasporto pubblico, definito come la “perdita di sconto” subita dall’amministrazione. Lo ha calcolato la Procura regionale della Corte dei conti, davanti a cui si è discussa la citazione in giudizio per l’ex sindaco Flavio Delbono, i componenti della sua giunta e un dirigente comunale: è il processo contabile sulla gara per il People Mover, progetto di monorotaia sopraelevata per collegare aeroporto e stazione di Bologna, già al centro di un giudizio penale. La decisione dei giudici tra qualche settimana.
Nel quantificare il risarcimento i Pm Pilato e Beccia hanno comunque ribadito in udienza che il danno in concreto imputabile è di 5,9 milioni. Al centro del processo c’è la delibera di giunta del dicembre 2009 con cui si decise che Atc, che poi divenne Tper, dovesse entrare nella società di gestione Marconi Express e i successivi patti parasociali con il Consorzio cooperative costruzioni (Ccc).

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«Atc nella società del People Mover? Sapendolo potevamo fare ricorso»

Articolo di Enrico Barbetti pubblicato sabato 9 gennaio 2016 da il Resto del Carlino – Bologna.

«Atc nella società del People Mover? Sapendolo potevamo fare ricorso»
 
II direttore per l’Europa della spagnola Accìona testimone al processo: «Ho saputo dell’azienda di trasporti solo quando i finanzieri mi hanno sentito»  
«Se avessimo saputo del coinvolgimento di Atc quando abbiamo fatto l’accesso agli atti, avremmo certamente fatto ricorso». A parlare, davanti al tribunale, è l’ingegnere Fernando Minguez, direttore per l’Africa e l’Europa di Acciona, colosso spagnolo delle costruzioni che fu sconfitto dal Ccc nella gara per la concessione del People Mover. Una gara che, secondo i pm Giuseppe Di Giorgio e Antonella Scandellari, fu viziata dall’accordo occulto tra la coop bolognese e l’azienda di trasporto pubblico e da un bando cucito su misura. Mentre i magistrati di via Garibaldi indagano sul nuovo contratto sottoscritto tra il Comune e Marconi Express per aprire i cantieri della monorotaia stazione-aeroporto, è entrato nel vivo il processo sulla contestata opera. Le ipotesi di reato sono abuso d’ufficio e turbativa d’asta e imputati sono l’ex sindaco Flavio Delbono, il suo assessore al bilancio Villiam Rossi, il presidente del Ccc Piero Collina, l’allora presidente di Atc Francesco Sutti e tre dirigenti comunali. Ieri l’udienza è stata catalizzata dalla testimonianza del dirigente della società spagnola, che ha ripercorso le tappe della partecipazione al bando da cui uscì sconfitta. «Noi avevamo la migliore offerta tecnica e Ccc ci ha sorpassato sulla parte economica – ha spiegato -. Per noi l’offerta del Ccc era scadente. Era come paragonare una Ferrari con un’altra macchina. Fu una delusione totale». In un’intervista al Carlino, il 3 aprile 2009, lo stesso Minguez disse che Accìona era pronta a fare ricorso, e infatti fece un accesso agli atti, ma alla fine rinunciò perché, ha spiegato, «con la valutazione economica era questione di matematica pura. Noi avevamo fissato una soglia di passeggeri più alta mentre il Ccc aveva fissato una soglia più bassa e si assumeva il rischio che non ci fossero passeggeri. Per noi la soglia era più cautelativa e maggiore il rischio che il Comune dovesse sborsare». In realtà, secondo la Procura, il rischio ricadeva sul socio pubblico in virtù dei patti con Atc: «Ma io ho saputo dell’entrata di Atc solo quando sono stato sentito dalla Guardia di Finanza». Ricostruendo le fasi precedenti al primo bando, Minguez ha raccontato di avere avuto diversi contatti e incontri con Sutti, in vista di una partecipazione alla gara come socio-gestore: «Abbiamo prodotto anche verbali di accordo ma alla fine non si firmò nulla», e il presidente di Atc non si fece nemmeno più trovare al telefono. Salvo richiamare lui stesso Minguez alla vigilia della scadenza del bando: «Mi chiamò per sapere se presentavamo un’offerta e gli dissi di no perché non tornavano i conti». Ma, ha specificato, «per me lui era fuori: se avessi saputo che era con altri concorrenti non gli avrei detto che non partecipavamo». Gli spagnoli erano convinti che Atc non fosse della partita perché «non voleva e non poteva». «Era nell’aria che Atc non potesse partecipare — ha detto Minguez — perché partecipata dal Comune. Ne parlammo anche in una riunione in Comune con l’assessore Zamboni e ci dissero che stavano facendo una valutazione legale su questo». Sappiamo come poi è andata a finire.

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People mover, i periti dei pm: “Il Ccc non aveva i requisiti”

Articolo di Giuseppe Baldessarro pubblicato sabato 9 gennaio 2016 da la Repubblica – Bologna.

People mover, i periti dei pm: “Il Ccc non aveva i requisiti”
Il Consorzio Cooperative Costruzioni (Ccc) «non aveva i requisiti per vincere l’appalto del People Mover». È questo uno dei punti su cui i periti della Procura di Bologna si sono soffermati ieri nel corso del processo contro l’ex sindaco Flavio Delbono, l’ex assessore al Bilancio Villiam Rossi, il dirigente dei Lavori Pubblici Patrizia Bartolini, Cleto Carlini, la dirigente Francesca Bruni, l’ex presidente di Atc Francesco Sutti e il presidente delle coop di costruzioni Piero Collina (imputati a vario titolo per i reati di abuso d’ufficio e turbativa d’asta). Un processo complesso, sui profili tecnici della gara e di tutte le fasi successive con l’ingresso di Atc in “Marconi Express”, società per la progettazione, la costruzione e la gestione dell’infrastruttura ideata per collegare Bologna all’aeroporto cittadino. Per i periti a partire da quell’aggiudicazione vennero poi commessi altri illeciti, non ultimo quello dell’ingresso di Atc nella società, operazione che consentì a Ccc di scaricare i rischi dell’operazione sulla municipalizzata dopo aver vinto la gara. Gara che, peraltro, si era aggiudicata anche potendo abbattere i prezzi a fronte della proposta dei secondi (un’Ati di Acciona e Ghella) migliore dal punto di vista tecnico.

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Processo People Mover – Report sintetico sull’udienza di venerdì 8 gennaio 2016

Venerdì 8 gennaio 2016 Lorenzo Alberghini e Sergio Brasini del Comitato No People Mover hanno presenziato all’intera udienza del processo sul People Mover che si è tenuta presso l’aula 11 del Tribunale di Bologna. A presiedere il collegio dei giudici non è più Grazia Nart, ma Luisa Raimondi. Erano presenti in aula gli imputati Patrizia Bartolini, Francesca Bruni, Cleto Carlini, Piero Collina. Assenti invece gli imputati Flavio Delbono, Francesco Sutti e Villiam Rossi. L’avv. Domenico Morace ha rappresentato il Comitato, costituitosi parte civile attraverso l’Associazione “Primavera Urbana”.
In apertura di udienza la giudice Raimondi ha ricordato l’avvenuta ammissione delle prove documentali depositate dai PM Antonella Scandellari e Giuseppe Di Giorgio e degli elenchi dei testi chiamati in aula (15 per la seduta odierna + 9 per l’udienza successiva). I PM hanno precisato che procederanno a reiterare la richiesta di acquisire ulteriori testimonianze, già respinta nelle precedenti udienze. La prima schermaglia procedurale si è aperta dopo l’annuncio dei PM di voler iniziare oggi dando la precedenza, tra i 15 testi, ai loro 3 consulenti per gli aspetti legali, economico-finanziari e tecnico-ingegneristici. Gli avvocati difensori degli imputati si sono opposti, ma la giudice ha rigettato l’eccezione sollevata. Si è però stabilito, come gesto di riguardo, di avviare l’udienza con un teste che veniva dalla Spagna (Fernando Minguez Llorente, dirigente di Acciona). A seguire l’avvocato Alfredo Biagini, legale di ATC e TPER, e infine i consulenti dei PM Cesare Caturani (avvocato amministrativista) e Stefano d’Orsi (dottore commercialista). Gli altri 11 testi, compreso l’ex consigliere comunale Daniele Corticelli, sono stati rinviati alla prossima udienza, fissata per il giorno 8 aprile 2016 alle ore 10,45. Sono state fissate anche le date delle successive udienze prima della sospensione estiva: 29 aprile, 16 maggio, 20 maggio, 26 maggio, 10 giugno, 17 giugno, 15 luglio e 22 luglio 2016.
A seguire un breve report di quanto avvenuto in udienza:

– l’ing. Fernando Minguez Llorente ha chiarito i motivi che spinsero Acciona e Ghella a non partecipare al primo bando per il People Mover e poi invece a partecipare al secondo bando. Ci furono contatti formali con ATC nella persona del Presidente Sutti per stringere un accordo in vista della partecipazione al primo bando. Acciona e Ghella produssero un “memorandum of understanding” inviato ufficialmente ad ATC, dalla quale non arrivò mai alcuna risposta. Né l’ing. Francesco Sutti né l’ing. Paolo Paolillo furono più rintracciabili telefonicamente. Ma la decisione di non partecipare al primo bando non dipese dal mancato accordo con ATC, perché Acciona e Ghella potevano assicurare anche da soli la gestione della concessione, avevano l’esperienza per farlo; dipese solo da una valutazione tecnico-economica, perché non c’erano i margini per un ritorno economico. Poi, in vista della partecipazione al secondo bando, ATC non venne più cercata perché si dava per scontato che ATC non voleva (o non poteva, in quanto società partecipata dal Comune di Bologna, che era la stazione appaltante) partecipare direttamente al bando. Il verbale di gara con i punteggi, sul secondo bando, vede attribuire il massimo ad Acciona e Ghella sulla parte tecnica (secondo il dirigente spagnolo il loro progetto era come una Ferrari, quello di CCC come un’autovettura qualunque), ma la situazione si rovescia completamente sulla parte economico-finanziaria, perché CCC indica prezzi molto più bassi di costruzione dell’opera e una soglia molto più bassa (in termini di numero di passeggeri trasportati) al di sotto della quale sarebbe scattato il contributo pubblico compensativo da parte del Comune. Rispondendo ad una domanda dell’avv. Guido Magnisi (difensore di Carlini), Llorente chiarisce che Acciona non aveva alcuna consapevolezza dell’accordo intercorso tra CCC e ATC attraverso la stipula dei “famigerati” patti parasociali. La cosa fu vissuta male, perché gli spagnoli avevano la consapevolezza di avere proposto il prodotto “migliore” e spesero circa 1 milione di euro per tutto il “lavoro istruttorio”. Della partecipazione di ATC attraverso i patti parasociali Acciona non viene a sapere nulla, e non lo sa neanche quando decide di fare accesso agli atti. Lo avessero saputo allora, avrebbero sicuramente fatto ricorso, cosa che poi non fecero.

– l’avv. Alfredo Biagini si occupò di People Mover, come consulente legale di ATC, una prima volta nel 2006, fornendo un parere favorevole rispetto al fatto che il Comune di Bologna potesse affidare in house ad ATC le attività di progettazione e gestione della monorotaia, oppure che in subordine ATC potesse partecipare direttamente alla gara. Poi il 10 novembre 2009 rende un secondo parere sulla possibilità che il cosiddetto decreto Bersani sulle società pubbliche impedisca ad ATC di entrare a far parte di una società di progetto (ossia Marconi Express) con CCC. Singolarmente ATC gli fornisce come documentazione solo il bando di gara, pur essendo nel frattempo già intervenuta l’aggiudicazione a CCC (la stipula del contratto di concessione è datata 4 giugno 2009). Questo secondo parere, favorevole all’ingresso di ATC nella società di progetto, fu reso al CdA di ATC in un momento nel quale in realtà ATC aveva già deliberato il proprio ingresso in Marconi Express, la fase era già molto avanzata. Il teste ha negato che ci fosse una saldatura tra i due pareri. Non si pone alcun dubbio e non fa alcuna domanda ad ATC sul perché non avesse partecipato direttamente al bando di gara, nonostante il suo parere favorevole. Le sue prestazioni sono state regolarmente pagate da ATC. L’avv. Morace gli ha chiesto se fosse consuetudine che ATC si rivolgesse al suo studio per pareri legali, la risposta è stata che questo avveniva di norma solo per le gare bandite da ATC. Sempre l’avv. Morace ha poi introdotto il fatto che l’avv. Biagini abbia rappresentato TPER davanti al Tar del Lazio nel contenzioso legale legato al parere reso in data 8 maggio 2013 dall’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici (ora assorbita dall’Autorità Nazionale Anticorruzione) sul People Mover. Dopo una breve ricostruzione della vicenda (dapprima il Tar del Lazio rinvia ogni decisione per competenza al Tar dell’Emilia Romagna, poi il Consiglio di Stato riporta la competenza della decisione al Tar del Lazio, che infine rigetta l’istanza di CCC e Marconi Express per “difetto di interesse”), l’avv. Biagini afferma che il ricorso davanti al Tar del Lazio non è stato da lui portato a termine perché è stato discusso prima quello di CCC e Marconi Express. Infine afferma che l’ing. Sutti non gli ha mai riferito di contatti intercorsi tra ATC, Acciona e Ghella.

– l’avv. Cesare Caturani è intervenuto mettendo in evidenza il vulnus che i patti parasociali firmati da CCC e ATC apportano all’intero istituto concessorio, perché CCC rientrava subito delle spese di progettazione e di costruzione, mentre ATC si caricava sulle spalle tutto il rischio di impresa legato alla gestione dell’opera. Nel contratto di concessione non viene scritto nulla sul passaggio delle quote tra CCC e ATC, quello che viene scritto nei patti parasociali è con tutta evidenza contra legem perché stravolge l’istituto stesso della concessione. I rilievi e i dubbi esplicitati dal funzionario comunale Sonia Bellini e dal funzionario della Provincia Carmelina Agresti sono stati completamente ignorati dal parere reso dall’avv. Biagini, e questo non va bene perchè qui si tratta di concessione di servizio pubblico. Poiché nel contratto di concessione non era scritto alcunché, e poiché l’art. 156 del Codice sugli Appalti non prevede per la società di progetto nessuno dei controlli strettissimi in genere previsti in termini di lavori pubblici, i soci pubblici di ATC sono stati messi in grave difficoltà dai patti parasociali. Per separare in maniera rigorosa il concessionario dalla società di progetto (come affermato anche nel parere dell’AVCP del 2013) CCC sarebbe dovuta entrare con il 100% di quote in Marconi Express. Nessun altro soggetto (tranne banche e istituti finanziari), tantomeno ATC, sarebbe potuto entrare nella società di progetto. L’AVCP mette chiaramente in discussione il fatto che ATC potesse entrare nella società di progetto, affermando che serviva una gara ulteriore e non una sorta di “cooptazione” su base reputazionale, anche per preservare aspetti legati alla trasparenza delle procedure. Un altro aspetto interessante è il chiarimento sul rispetto dei requisiti di partecipazione al secondo bando di gara da parte di CCC. I requisiti erano 4, due di natura economico-patrimoniale (cioé capitale sociale e fatturato nell’ultimo quinquennio), due di natura tecnica, “esperienziale” nella gestione di servizi affini. CCC non è in grado di rispettare questi ultimi, ma il bando (a norma di legge peraltro) prevede che questi si possano bypassare se si raddoppiano i primi due requisiti economici tramite l’istituto dell'”avvalimento”. In questo caso fu Unipol Merchant Bank a produrre l’avvalimento in favore di CCC raddoppiando di fatto il capitale sociale a disposizione di quest’ultima. E’ da notare però che l’avvalimento dichiarato è a termine, solo cioé fino al momento del collaudo del People Mover. Quindi di fatto CCC segnala la sua intenzione di voler uscire dalla compagine societaria di Marconi Express già in sede di gara attraverso questa modalità dell’avvalimento a termine. Il primo dicembre 2009 il Comune di Bologna (Giunta Delbono) delibera di accogliere l’ingresso di ATC in Marconi Express nonostante il parere critico della funzionaria Sonia Bellini esplicitato in data 13 ottobre 2009.

– il dott. Stefano d’Orsi ha illustrato la parte economica del progetto. L’analisi del piano economico-finanziario dell’opera venne fatta all’atto dell’aggiudicazione parziale da parte di CCC, e fu demandata dal Comune a KPMG. Venne verificato anche il requisito della “bancabilità” dell’opera. CCC conseguì il massimo del punteggio sulla parte economica del bando, in quanto la stima della domanda (utenza) prevedeva un intervento molto modesto da parte del Comune a supporto, e per pochi anni. Venne infatti generato una scenario di domanda decisamente inferiore a quello base e anche a quello di Acciona e Ghella. Il valore attuale netto del progetto venne stimato pari a – 10.880.000 euro da parte di Acciona e Ghella e a + 506.000 euro da CCC. Poi i patti parasociali vanno ad incidere a loro volta sulla credibilità del piano economico-finanziario. In particolare emergono forti dubbi sul fatto che ATC si possa esporre per le cifre indicate (12 milioni di euro), ci sono evidenti riserve sulla capacità di ATC di sostenere un impegno così prolungato nel tempo in termini di garanzie senza dover fare ricorso a sua volta ai soci pubblici. I dubbi sulla credibilità del piano economico-finanziario di CCC restano tutti, soprattutto se abbinati alla lettura dei patti parasociali: un operatore privato non poteva essere in grado di presentare un piano corredato da quegli indici economici senza accollarsi un grande rischio di impresa, a meno che tutto il rischio non venisse trasferito sull’operatore pubblico! L’avv. Morace ha chiesto conferma al teste della presenza di una clausola di riservatezza nei patti parasociali stipulati tra CCC e ATC. In effetti il punto 2.1 sancisce l’impossibilità di divulgarne il contenuto senza l’assenso esplicito di tutte le parti in causa: si tratta di una clausola priva di senso (oppure ha molto senso, a voler pensare male…).

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People mover, la gara vista dagli spagnoli: «I conti non tornavano, non c’erano utili»

Articolo di Andreina Baccaro pubblicato sabato 9 gennaio 2016 dal Corriere di Bologna.

People mover, la gara vista dagli spagnoli: «I conti non tornavano, non c’erano utili»

Il dirigente di Acciona al processo: non sapevamo dell’asse Atc-Ccc, avremmo fatto ricorso

Il gruppo spagnolo Acciona non aveva idea che Atc avrebbe assunto la gestione del People mover per conto di Ccc, assumendosene di fatto il rischio economico. «Altrimenti avremmo fatto ricorso contro l’aggiudicazione del bando». È questo il ragionamento illustrato ieri da Fernando Llorente Minguez, il dirigente dell’azienda iberica che partecipò al bando per la costruzione della monorotaia perdendolo. Llorente Minguez è stato sentito come testimone dell’accusa nel processo in corso al Tribunale di Bologna per abuso d’ufficio e turbativa d’asta: Acciona è anche parte civile nel processo.
Sul banco degli imputati sono finiti in sette tra politici, manager e dirigenti: ci sono l’ex sindaco Flavio Delbono, l’ex numero uno di Ccc Piero Collina, l’ex presidente di Atc Francesco Sutti, l’ex assessore al Bilancio Villiam Rossi, la dirigente del settore Lavori pubblici Patrizia Bartolini, il responsabile della Mobilità Cleto Carlini e la dirigente Francesca Bruni. Al centro del processo c’è l’intesa stipulata tra Ccc e Atc per cedere a quest’ultima la gestione della Marconi Express, scaricando così sulla società a capitale pubblico il rischio d’impresa. Ieri i pm che sostengono l’accusa, Giuseppe Di Giorgio e Antonella Scandellari, hanno chiesto a Llorente Minguez, direttore dei lavori per l’Europa e l’Africa di Acciona, come mai l’azienda, che pure aveva avuto rapporti con i tecnici comunali, non si presentò alla prima gara del 2007 (andata deserta). «Perché i conti non tornavano — ha risposto il dirigente — dal punto di vista economico non c’erano utili».
L’ingegnere spagnolo ha ripercorso i rapporti e i contatti precedenti alle due gare d’appalto (di cui la prima andò deserta) intercorsi tra Acciona, il Comune di Bologna e Atc. La società spagnola, infatti, propose nel 2006 ad Atc una bozza di accordo per la gestione del People mover. «Ma dopo i primi contatti non riuscimmo più a parlare al telefono con Sutti», ha detto il teste. Poco prima della scadenza del primo bando però, secondo quanto riferito dall’ingegnere spagnolo, Sutti gli telefonò. «Gli rivelai che non avremmo più partecipato alla gara, ma lo dissi solo perché era trapelato nei mesi precedenti che Atc, essendo società a capitale pubblico, non poteva partecipare né in accordo con noi, né con altri. Se avessi saputo degli accordi con Ccc non avrei mai dato quell’informazione alla concorrenza». Chi avesse avuto con sé la società a capitale pubblico, infatti, «partiva avvantaggiato». E l’offerta economica di Ccc, che in base agli accordi sapeva di poter scaricare su Atc il rischio d’impresa se i passeggeri del People mover non fossero stati sufficienti a garantire un ritorno economico all’investimento, risultò effettivamente più vantaggiosa di quella di Acciona, nonostante dal punto di vista tecnico gli spagnoli avessero invece presentato, secondo la commissione di gara, il progetto migliore.
Il pm Di Giorgio ha sottolineato in aula che tra le due offerte c’era un divario enorme nel numero dei futuri passeggeri: meno biglietti si pensava di staccare infatti, maggiore doveva essere il contributo per il Comune e quindi meno economicamente vantaggiosa l’offerta (è il caso di Acciona). Llorente Minguez ha poi risposto alle domande dell’avvocato Guido Magnisi, difensore del dirigente comunale Carlini, specificando di non aver mai avuto il sentore che a Palazzo d’Accursio qualcuno sapesse che Atc avrebbe partecipato alla gestione della monorotaia con Ccc. Per la Procura della Corte dei Conti il danno erariale si aggira sui 15 milioni di euro.

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People Mover, “offerta della coop che vinse l’appalto a Bologna era scadente”

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/01/08/people-mover-offerta-della-coop-che-vinse-lappalto-a-bologna-era-scadente/2359237/

People Mover, “offerta della coop che vinse l’appalto a Bologna era scadente”

Fernando Minguez Llorente, dirigente della multinazionale Acciona, è stato sentito come primo testimone nell’udienza del processo sulla monorotaia che dovrebbe collegare stazione e aeroporto: “Noi davamo una Ferrari, Ccc una macchina qualsiasi”

di David Marceddu

“Secondo noi l’offerta del Ccc per quell’opera era scadente dal punto di vista tecnico”. A parlare è Fernando Minguez Llorente dirigente della multinazionale Acciona sentito venerdì 8 gennaio come primo testimone al processo People mover a Bologna. Alla sbarra sette imputati: l’allora presidente dell’azienda trasporti Atc Francesco Sutti, l’ex numero uno del Ccc (Consorzio cooperative costruzioni) Piero Collina, accusati di turbativa d’asta e abuso d’ufficio; l’ex sindaco Pd Flavio Delbono, che risponde solo del secondo reato come altri quattro tra dirigenti e amministratori comunali. Minguez, che è stato chiamato a testimoniare dai pubblici ministeri Giuseppe Di Giorgio e Antonella Scandellari, ha spiegato che la sua azienda teneva molto all’appalto per la navetta monorotaia che dovrebbe collegare stazione e aeroporto della città, poi finito nelle mani di Ccc. “La nostra offerta era una Ferrari, quella di Ccc era una macchina qualsiasi”. Peraltro il valore tecnico dell’offerta di Acciona fu riconosciuto anche dalla commissione comunale di gara che aprì le buste e valutò i progetti. Ma oltre all’offerta tecnica nel bando c’era anche l’offerta economica. E quella di Ccc fece ribaltare un risultato che sembrava certo.

Minguez ha ricordato davanti al collegio del tribunale (presieduto dal giudice Luisa Raimondi) di avere avuto, in occasione del primo bando People mover, alcuni contatti con Sutti, per sondare l’interesse di Atc a partecipare con loro alla gara: “Era naturale cercarli”, ha spiegato Minguez. “Atc era un gestore esperto di Bologna”. Poi però i contatti si interrompono: il ricordo del teste è un po’ offuscato dal tempo, ma rammenta che fu il presidente di Atc a non farsi più sentire. Ad ogni modo il primo bando, nel maggio 2008, andò deserto: “Non partecipammo: dal punto di vista economico non tornavano i conti. La decisione non fu presa tuttavia in base all’accordo mancato con Atc”, ha precisato Minguez.

Intanto, a ridosso della scadenza del primo bando, Sutti di Atc si si era rifatto vivo con una telefonata: “Voleva sapere se noi partecipavamo o no alla gara. Gli rispondemmo di no”, racconta il manager iberico. E qui Minguez racconta anche che in quei mesi, tra il primo e il secondo bando, c’era “una voce nell’aria, un sentore”: il fatto cioè che Atc, in quanto partecipata dal Comune di Bologna, non potesse partecipare a quel bando in project financing. “Credo di ricordare che qualcuno del Comune ci disse che stavano studiando la questione”, spiega Minguez, il quale tuttavia non ricorda chi, e in che termini, gliene parlò in Comune. Il manager collega le due vicende: “Quando ricevetti quella telefonata di Sutti, lui per me non era un possibile concorrente, era fuori dalla questione People mover, sennò non gli avrei mai detto che non partecipavamo”.

Si arriva al secondo bando. Ci sono due offerte: Acciona assieme al suo partner italiano Ghella da una parte, e Ccc, da sola, dall’altra. La coop bolognese vince con prezzi molto più competitivi. “Noi proponemmo una soglia di passeggeri molto alta, sotto la quale avremmo dovuto avere un contributo. Era una soglia cautelativa per noi. Ccc ne propose invece una più bassa”. Minguez spiega anche che inizialmente Acciona pensò a un ricorso: “Facemmo arrivare dalla Spagna sette nostri consulenti per studiare le carte capire se ci fossero state irregolarità. Ma l’offerta di Ccc era regolare”, ha spiegato rispondendo a una domanda dell’avvocato Paolo Trombetti, difensore di Collina. Eppure dopo pochi mesi dall’apertura delle buste Ccc formerà una società di gestione dell’opera, la Marconi Express, tirando dentro proprio l’Atc di Sutti. Quest’ultimo e Collina, prima della scadenza del secondo bando, avevano firmato quelli che secondo i pm altro non sono che “accordi occulti”. In base a questi, sostiene l’accusa, Ccc poté presentare al bando una offerta economica più conveniente del concorrente che era all’oscuro di quei patti. “Se avessimo saputo che Atc era dentro la società avremmo fatto ricorso, sicuramente”, ha spiegato Minguez rispondendo a una domanda dell’avvocato di parte civile Domenico Morace.

Altri testimoni dell’accusa sono stati sentiti dai giudici in questa prima tranche di audizioni. Una decina di udienze sono previste sino a fine luglio e la sentenza potrebbe arrivare già entro quella data. Nei giorni scorsi il sindaco di Bologna Virginio Merola, che a fine ottobre 2015 aveva annunciato il via ai lavori, aveva chiesto celerità alla magistratura. Merola si riferiva anche alla inchiesta bis, contro ignoti, aperta sempre dalla procura della Repubblica di Bologna che indaga proprio il contratto integrativo sottoscritto lo scorso 30 ottobre dal Comune e dalla Marconi Express per modificare la concessione risalente al 2009: “Vorrei che un giorno qualcuno ci dicesse – ha detto il sindaco – invece di lasciarci in mezzo a queste cause ed esposti, se quest’opera è illegittima. Ce lo dicano in fretta, così non abbiamo più il problema di pagare penali alla controparte che ci fa causa se non adempiamo al contratto”.

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Nuovi no al People mover

http://www.trc.tv/news/attualita/2016/01/08/nuovi-no-al-people-mover/#.VpGQ01Kf49c

Nuovi no al People mover

di Luca Muleo

Non lo vogliono, intanto perché la monorotaia che condurrebbe dalla stazione all’aeroporto in 10 minuti è secondo loro sostituibile da un treno, con ampio risparmio di denaro pubblico. Il comitato No People Mover, che ha presentato gli esposti sulla base dei quali la Procura ha aperto nuovi fascicoli d’inchiesta, denuncia lo stato economico in cui sarebbe partita la realizzazione dell’opera e punta il dito contro il sindaco, che dal canto suo aveva chiesto nei giorni scorsi tempi stretti alla magistratura nel portare avanti le indagini. Il sindaco, nell’ambito della polemica aperta con la Procura, aveva chiesto ai magistrati di sapere se il People Mover fosse legittimo o no, lamentando di trovarsi fra l’incudine e il martello. “Abbiamo applicato tutte le norme e siamo tranquilli su questo – dice Merola – Ma non sui tempi. Sulla legittimità o meno dell’opera sarebbe bene pronunciarsi in tempi ragionevoli. Non posso disdire un contratto perché c’è in corso un’inchiesta”. Ma il comitato la pensa diversamente.

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People Mover, il comitato accusa il comune: “Continue bugie ai bolognesi, cantieri fittizi”

http://www.bolognatoday.it/cronaca/people-mover-comitato-comune-accuse.html

People Mover, il comitato accusa il comune: “Continue bugie ai bolognesi, cantieri fittizi”

Secondo i ‘No People Mover’ le rassicurazioni della Giunta erano solo parole: “I soldi delle banche non ci sono ancora e quando ci saranno al massimo copriranno il 90,45% del necessario”

A ottobre il sindaco di Bologna Virginio Merola ha annunciato l’apertura dei cantieri per la discussa monorotaia “People Mover” (opera che Bonaccini ha incluso nelle priorità del suo mandato in Regione) suscitando le reazioni del comitato che ha manifestato il suo disappunto organizzando delle iniziative volte a bloccare i lavori.

E adesso tornano gli attacchi, rivolti a Palazzo d’Accursio. 

“Il Comune di Bologna e’ in attesa di sapere dalla Procura di Bologna, come dice il sindaco Virginio Merola, se il People Mover e’ un’opera illegittima o meno”. Non cambia idea invece il comitato contrario alla monorotaia tra stazione e aeroporto, che in una nota accusa la Giunta di Palazzo d’Accursio di aver “costantemente mentito ai cittadini bolognesi circa questa opera, la sua utilita’ e la sua copertura finanziaria”.

Il comitato sostiene che l’apertura dei cantieri annunciata il 30 ottobre scorso “e’ stata fittizia. Il sospetto e’ che, non avendo Marconi Express rispettato realmente la data ultima di scadenza per l’avvio dei lavori, il Comune di Bologna abbia voluto ignorare questa mancanza – sostiene il comitato – evitando cosi’ di escutere le fideiussioni emesse a garanzia dei lavori”.

La Procura di Bologna ha aperto un nuovo fascicolo sul People Mover e lo sblocco dei lavori, ipotizzando i reati di abuso d’ufficio e favoreggiamento. “La documentazione raccolta dalla Procura riguarda diversi aspetti di questa vicenda, alcuni emersi proprio nelle ultime settimane”, sottolinea il comitato, che cita ad esempio, un documento del 30 ottobre firmato dalla numero uno di Marconi Express, Rita Finzi.

Nell’atto si “attesta che le banche Unicredit e Unipol dovranno assumere una nuova delibera creditizia – riferisce il comitato -; che i soci si impegnano a versare ulteriori otto milioni di euro; che le delibere assunte dagli istituti di credito, sommate ai fondi investiti da Ccc e Tper, raggiungono il 90,45% dei fondi necessari; che l’ulteriore impegno finanziario annunciato da Sab e’ confermato, ma si tratta ancora solo di un annuncio”.

Insomma, secondo il comitato No People Mover “le rassicurazioni che aveva dato la Giunta ben prima del 30 ottobre erano solo parole: i soldi delle banche non ci sono ancora e quando ci saranno al massimo copriranno il 90,45% del necessario”. La Procura (l’inchiesta e’ in mano ai pm Antonella Scandellari e Giuseppe Di Giorgio) rileva anche che il Comune di Bologna, sempre il 30 ottobre, “ha stipulato un atto integrativo modificativo della concessione – sostiene il comitato – tale atto interviene sulla disciplina contrattuale precedente in modo significativo”. Inoltre, “sempre i pm affermano che il Comune di Bologna ha proceduto omettendo apparentemente di valutare ‘le conseguenze dei fatti emergenti nel procedimento penale'”.

Secondo il comitato, queste “non sono cose da poco. A noi tocca sottolineare quanto questa Giunta abbia costantemente mentito ai cittadini bolognesi circa questa opera, la sua utilita’ e la sua copertura finanziaria. In un periodo di vacche magre, di difficolta’, di bisogni reali che non trovano risposta, tutto questo ci sembra particolarmente grave”, chiosano i No People Mover.

(Fonte Dire)

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L’ex assessore Ronchi sul People Mover: “Ormai è una progettazione vecchia. E costosa”

http://www.bolognatoday.it/politica/alberto-ronchi-critiche-people-mover.html

L’ex assessore Ronchi sul People Mover: “Ormai è una progettazione vecchia. E costosa”

Ha presentato il suo progetto “Abitare Bologna” e commentato alcune tematiche attuali come il Passante Nord: “Il Passante non va fatto in quel modo lì, ovvero quello stoppato dai sindaci. Interessante la soluzione mitigata”

L’ex assessore alla cultura Alberto Ronchi ha presentato oggi il suo progetto per la città, intitolato “Abitare Bologna” e ha commentato alcune delle tematiche più calde di questo periodo, prime fra tutti il People Mover e il Passante Nord. La monorotaia stazione-aeroporto sarebbe già “una cosa vecchia”.

Ronchi, animatore dell’associazione La Boa, ha rottamato così il progetto del People Mover: “Forse era una buona idea se si fosse realizzata quand’era stato progettato, ma oggi bisogna prendere atto che e’ una progettazione vecchia e che ci sono cose che si sono modificate”. 

“Se si decide finalmente per una razionalizzazione degli aeroporti e lo scalo di Bologna diventa anche lo scalo di Firenze, che senso ha che uno scende dal treno e, dopo che c’ha messo 20 minuti da Firenze a Bologna prende un altro strumento? Soluzione che tra l’altro ha dei costi a persona su cui ci guarderei, perchè ci sono già dei mezzi tra aeroporto e stazione – aggiunge l’ex assessore – che potenzialmente costano meno”.

Un ragionamento “che non e’ ideologico” ma “di prospettiva”, sottolinea Ronchi, storcendo il naso di fronte alle “grandi opere progettate 20 anni fa e questo – allarga il discorso Ronchi – vale sia per il People mover sia per il Passante nord”, perche’ “continuiamo a ragionare come se le auto fossero il futuro”.

Sul Passante si sofferma Matteo Grilli, che affianca Ronchi nella presentazione del documento: “Secondo noi il Passante nord non va fatto in quel modo li'”, cioe’ quello stoppato dai sindaci, sia in termini di “impatto economico-sociale” che “in termini di utilita'”. Invece, “la soluzione mitigata e’ interessante”, aggiunge Grilli, riferendosi all’ipotesi di “ampliamento della tangenziale, in modi che vanno studiati”, perche’ “un problema di congestione del nodo c’e'”.

(agenzia DIRE)

 

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People Mover, slittano i tempi per gli espropri: “ritardi a causa delle revisioni al progetto”

http://www.bolognatoday.it/cronaca/people-mover-espropri-ritardi.html

People Mover, slittano i tempi per gli espropri: “ritardi a causa delle revisioni al progetto”

Approvata in giunta la delibera di proroga: necessario allungare il termine all’8 dicembre 2017, non essendosi ancora conclusa la relativa procedura espropriativa

La giunta comunale ha approvato una delibera che allunga i tempi per le procedure espropriative connesse alla realizzazione del People Mover, la monorotaia pensata per collegare la stazione e l’aeroporto di Bologna: essendo “in scadenza il termine quinquennale” entro cui va emanato il decreto di esproprio, si rende “necessario prorogare il termine all’8 dicembre 2017, non essendosi ancora conclusa la relativa procedura espropriativa”.

Nel testo dell’atto si spiega che la societa’ Marconi Express, incaricata di costruire e poi gestire l’opera, ha evidenziato che “l’avvio dei lavori ha subito dei ritardi a causa delle revisioni al progetto dell’opera”, che si sono rese necessarie “in itinere”. Inoltre, si sono aggiunti i “riflessi negativi” derivanti dall’evoluzione del comparto Lazzaretto, “che ha subito in misura consistente le conseguenze della grave crisi del settore immobiliare- si legge in delibera- la stretta creditizia alle imprese, la progressiva e importante riduzione dei finanziamenti statali sui programmi edilizi dell’Universita’ nel comparto”.

Questo ha “influito notevolmente sulla programmazione temporale dell’attuazione delle previsioni di piano – continua l’atto- sia per quanto riguarda gli interventi pubblici (Universita’) e privati, sia per quanto riguarda le opere di urbanizzazione di connessione con la fermata del People Mover nella parte centrale del comparto”. Infine, Marconi Express richiama anche “la gravissima crisi intervenuta dal 2009 e a tutt’oggi percepita, che ha concorso anch’essa a determinare uno squilibrio della concessione- recita la delibera- e la conseguente necessita’ di attivare l’iter per la revisione del Piano economico-finanziario, anch’esso di rilevante complessita’ e durata”.

(agenzia DIRE)

 

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