Articoli con tag Tribunale di Bologna

L’ex presidente del Ccc, Collina: «Tutte le indagini sulle grandi opere sono finite in niente»

Intervista di Simone Arminio pubblicata venerdì 9 dicembre 2016 da il Resto del Carlino – Bologna.

L’ex presidente del Ccc, Collina: «Tutte le indagini sulle grandi opere sono finite in niente»

«Oggi non posso che essere felice, perché dopo diverse indagini e tanti anni duri, di attesa, l’esito è sempre lo stesso. Il migliore di tutti: assolto, perché il fatto non sussiste». Ha festeggiato, ieri, Piero Collina, cooperatore di lungo corso, fino al 2015 presidente del Consorzio Ccc, indagato e assolto due volte: sul Civis e, mercoledì, sul People Mover.

Collina, se l’aspettava?

«Ero fiducioso di avere agito nel giusto, perciò mi aspettavo una soluzione positiva. Ero comunque pronto anche a formule meno piene, per questo sono molto felice».

Oltre alla felicità c’è chi fa di più: lei pensa ci fossero i presupposti per indagarla?

«Non mi piacciono le dietrologie. Posso solo registrare che ci sono stati anni in cui tutto ciò che avesse a che fare con i trasporti, in questa città, è stato investito da indagini, tutte finite in nulla».

Sotto accusa c’era anche un certo rapporto con la politica.

«L’unico punto di contatto con la politica, nel mio caso, fu l’esposto su nostre presunte irregolarità nell’appalto per il People Mover, presentato dall’allora consigliere comunale Corticelli. La procura ha indagato per anni e accertato che tutto si svolse in maniera regolare. Certo, se non ci fosse stato quell’esposto avremmo perso meno tempo. Ma non importa».

E dell’inchiesta sulla Colata di Idice cosa pensa?

«È una storia che conosco poco. L’ho letta sui giornali. Una vicenda complessa e – se le assoluzioni verranno ufficializzate – probabilmente un po’ esagerata».

Tutti assolti: le coop potranno rialzare la testa.

«Guardi che le coop la testa l’hanno sempre tenuta alta».

Nonostante le indagini?

«Quando si è molto bravi e perciò competitivi sul mercato, difficoltà di questo genere si mettono in conto».

Competitivi o privilegiati?

«Il nostro livello consortile permette alle singole unità di rafforzarsi molto e meglio di altri. Un sistema lecito, che a volte qualcuno interpreta male. Da qui le inchieste. E le assoluzioni».

Fare lobby all’americana, come ha fatto Legacoop, insomma, è lecito.

«Vorrei ben vedere: la Lega è il nostro organismo di rappresntanza. Se non difendesse gli interessi delle proprie iscritte, rispettando le leggi, sarebbe un problema».

Assoluzioni a parte, il danno di immagine rimane?

«Sono stati anni molto difficili per noi. Ma ci rialzeremo in fretta: una reputazione che si fonda sui giudizi del tribunale, d’altronde, ha basi molto più solide».

 

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People mover: tutti assolti. Il procuratore Amato: ”La prescrizione è vicina”

http://www.radiocittadelcapo.it/archives/people-mover-tutti-assolti-il-procuratore-amatola-prescrizione-e-vicina-178154/

People mover: tutti assolti. Il procuratore Amato: ”La prescrizione è vicina”

Bologna, 7 dic – Il Tribunale di Bologna ha assolto oggi tutti gli imputati del processo sul People mover, da tutti i reati ipotizzati, “perché il fatto non sussiste”. Sia per l’ex sindaco Flavio Delbono che per l’ex assessore Villiam Rossi (entrambi accusati abuso d’ufficio) i pm Giuseppe Di Giorgio e Antonella Scandellari avevano chiesto una condanna ad un anno e quattro mesi con sospensione condizionale della pena.

La Procura aveva poi chiesto un anno e sei mesi, oltre ad una multa di 800 euro a testa, per Piero Collina (ex presidente di Ccc, il Consorzio cooperative costruzioni) e Francesco Sutti (ex presidente di Atc), imputati per turbativa d’asta e abuso d’ufficio. Per la dirigente comunale Francesca Bruni la pena richiesta era stata invece di un anno, sempre per abuso d’ufficio, mentre per altri due dirigenti di Palazzo D’Accursio (Cleto Carlini e Patrizia Bartolini) era stata chiesta l”assoluzione sia per l’abuso d’ufficio che per la di turbativa d’asta.

Secondo l’accusa, il bando di gara per la realizzazione della monorotaia tra stazione e aeroporto (i lavori sono intanto iniziati) fu ‘cucito addosso’ al Ccc anche grazie a un accordo occulto tra lo consorzio e l’azienda di trasporto pubblico Atc (poi confluita in Tper).

Il processo sul People mover “non poteva che concludersi così”. E’ il commento dell’avvocato dell”ex sindaco di Bologna, Flavio Delbono. Il collegio giudicante ha assolto tutti gli imputati perché il fatto non sussiste, in base al comma 2 dell’articolo 530 del Codice di procedura penale, che dà al giudice la possibilità di pronunciare una sentenza di assoluzione anche quando manca, è insufficiente o è contraddittoria la prova.

“La formula con cui si è concluso giustifica ampiamente che il processo doveva essere fatto” dice il procuratore di Bologna, Giuseppe Amato. Ci sarà appello? “Tutte le sentenze – ha risposto Amato – vanno lette, e poi ci si determina se impugnarle o meno. Qui il tema che ci si dovrà porre, visto che ragioniamo in termini di processo penale, è quello della tempistica. I tempi di prescrizione del reato sono prossimi”.

Oggi l’ex sindaco Delbono non era in aula ad attendere l’esito del processo. C’erano invece Piero Collina (ex presidente del Ccc), Cleto Carlini e Francesca Bruni (dirigenti del Comune di Bologna). In aula anche diversi rappresentanti del comitato No People mover, parte civile nel processo, i cittadini contrari alla realizzazione dell’opera.

Per il comitato No People mover è il giorno della grande delusione: “Non ci spieghiamo il perché di una sentenza a nostro parere illogica”. Lorenzo Alberghini, portavoce del comitato, a caldo commenta così le sette assoluzioni arrivate oggi. “Durante il dibattimento sono emersi dei fatti gravissimi, che questa sentenza non spiega. Quindi- afferma Alberghini, lasciando il Tribunale- aspettiamo le motivazioni per decidere come proseguire nella nostra battaglia, che crediamo essere sacrosanta. Ci sono documenti. Esiste un contratto, che la Procura ha definito occulto, che è servito per spiazzare la concorrenza di Acciona-Ghella e che ha aiutato Ccc a vincere il bando”

(Dire)

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People mover, assolti i 7 imputati perché il fatto non sussiste. Tra loro anche l’ex sindaco Pd Flavio Delbono

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/12/07/people-mover-assolti-i-7-imputati-perche-fatto-non-sussiste-tra-loro-anche-lex-sindaco-pd-flavio-delbono/3244385/

People mover, assolti i 7 imputati perché il fatto non sussiste. Tra loro anche l’ex sindaco Pd Flavio Delbono

I pm Giuseppe Di Giorgio e Antonella Scandellari avevano chiesto un anno e sei mesi per Collina e Sutti, un anno e quattro mesi per Delbono e Rossi; un anno per la dirigente comunale Francesca Bruni. Mentre l’assoluzione era stata chiesta per Carlini e Bartolini. L’inchiesta per la costruzione della monorotaia che unirà la stazione con l’aeroporto era partita nel 2010

di David Marceddu

Il fatto non sussiste: il Tribunale di Bologna ha assolto tutti gli imputati per il processo sul People mover, la navetta monorotaia che dovrà collegare la stazione ferroviaria all’aeroporto del capoluogo emiliano. Gli imputati erano l’ex sindaco di Bologna del Partito democratico Flavio Delbono e il suo assessore Villiam Rossi, l’ex capo del Consorzio cooperative costruzioni Piero Collina, tre funzionari comunali, Cleto Carlini, Patrizia Bartolini e Francesca Bruni, e l’ex capo di Atc (l’azienda comunale dei trasporti) Francesco Sutti. Delbono e Rossi rispondevano della sola accusa di abuso d’ufficio, mentre gli altri imputati anche di quella di turbativa d’asta. I pm Giuseppe Di Giorgio e Antonella Scandellari avevano chiesto un anno e sei mesi per Collina e Sutti, un anno e quattro mesi per Delbono e Rossi; un anno per la dirigente comunale Francesca Bruni. Mentre l’assoluzione era stata chiesta per Carlini e Bartolini. La formula utilizzata dal Tribunale per l’assoluzione è quella prevista dall’articolo 530 comma due del codice di procedura penale, “quando manca, è insufficiente o è contraddittoria la prova che il fatto sussiste”.

Una vicenda lunga quasi 10 anni quella della navetta monorotaia. Progettata nella seconda metà del decennio scorso da un’idea della giunta di Sergio Cofferati, i cittadini hanno visto partire i cantieri della grande opera solo pochi mesi fa. Il People mover sarà costruito in project financing: in pratica la Marconi express, la società di progetto che sta costruendo, formata dal Ccc e da Tper (società pubblica di trasporti erede di Atc), dopo averla costruita terrà l’opera in concessione per 40 anni e con gli 8 euro del biglietto si ripagherà dei costi sostenuti. Ci sono però anche soldi pubblici in ballo visto che la Regione Emilia-Romagna ha stanziato per il mezzo di trasporto 27 milioni di euro.

L’inchiesta della procura della Repubblica di Bologna era partita nel lontano 2010, dopo un esposto dell’allora consigliere comunale Daniele Corticelli. A risultare anomala, secondo la denuncia, era infatti la partecipazione di Atc, azienda comunale, nella Marconi Express. Il Comune aveva infatti emanato un bando di gara in project financing, proprio al fine di evitare costi per le casse pubbliche. Tuttavia, dopo la vittoria del bando di gara da parte di Ccc, quest’ultima veniva affiancata da Atc e il Comune sarebbe comunque rientrato dalla finestra (con una sua partecipata) in un affare che in molti in città ritenevano poco conveniente e molto rischioso dal punto di vista economico.

Secondo i pm, prima della partecipazione al bando di gara, il 2 ottobre 2008 Francesco Sutti, numero uno di Atc e Piero Collina, numero uno di Ccc, avrebbero stipulato un “accordo segreto” su una “partnership esclusiva” per il People mover. Un accordo che, secondo l’accusa, avrebbe favorito Ccc nell’aggiudicarsi l’affare, visto che avrebbe poi potuto contare sull’appoggio dell’azienda dei trasporti cittadina. Ma l’accusa non ha tenuto e i giudici hanno deciso di assolvere tutti gli imputati. Le motivazioni che spiegheranno la decisione dovrebbero arrivare in poche settimane.

Tra le parti civili ammesse al processo, oltre al Comitato No People Mover, difeso dall’avvocato Domenico Morace, c’era anche la società spagnola Acciona, che perse la gara contro il Ccc. Gli imputati erano difesi dagli avvocati Guido Magnisi, Gaetano Insolera, Gino Bottiglioni, Guido Magnisi, Pietro Giampaolo e Nicola Mazzacuva.

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People mover, la cordata sconfitta chiede 1,4 milioni

Articolo di Enrico Miele pubblicato martedì 8 novembre 2016 da la Repubblica – Bologna.

People mover, la cordata sconfitta chiede 1,4 milioni

I legali delle società Acciona e Ghella presentano il risarcimento danni: accordo occulto tra i vincitori

Nonostante i cantieri del People mover siano partiti da più di un anno, restano accesi i riflettori sul bando pubblico fatto a suo tempo per assegnare l’opera. A battere cassa è la cordata delle ditte sconfitte, formata dagli spagnoli di Acciona e dalla romana Ghella, che chiedono 1,4 milioni di euro come risarcimento delle spese sostenute per partecipare alla gara d’appalto. La richiesta è stata fatta ai giudici del tribunale di Bologna, che devono giudicare sette imputati, tra cui Piero Collina, ex numero uno del Consorzio cooperative costruzioni (Ccc) e Francesco Sutti, che allora guidava l’azienda di trasporti Atc (oggi Tper). Non sembra esserci pace per il progetto della monorotaia sopraelevata che tra un paio d’anni, se tutto andrà liscio, collegherà l’aeroporto Marconi e la stazione. Ad avanzare ieri in udienza la richiesta di risarcimento è stato l’avvocato Giuseppe Bellomo, che rappresenta la cordata perdente come parte civile sul reato di turbativa d’asta. In aula è intervenuto anche il comitato “No People mover” attraverso l’avvocato Domenico Morace, che ha chiesto ai giudici di «quantificare il danno con metodo equitativo» (cioè assegnando al comitato, in quanto parte civile, la somma che i giudici riterranno opportuna). Entrambi i legali si sono accodati alle richieste di pena, avanzate nella scorsa udienza, dai pm Giuseppe Di Giorgio e Antonella Scandellari: un anno e quattro mesi per l’ex sindaco Flavio Delbono e l’ex assessore al Bilancio Villiam Rossi, accusati di abuso d’ufficio; un anno e sei mesi, oltre a una multa di 800 euro a testa, per Collina e Sutti, imputati anche di turbativa d’asta e un anno, sempre per abuso d’ufficio, alla dirigente comunale Francesca Bruni (chiesta, invece, l’assoluzione per gli altri due dirigenti Cleto Carlini e Patrizia Bartolini). Entro fine mese è attesa la sentenza. Dopo l’aggiudicazione dell’appalto, Ccc e Atc costituirono la società Marconi Express. Parte da qui l’avvocato Bellomo per spiegare come durante il processo «sia emerso un palese accordo occulto tra le due società». Se Acciona e Ghella avessero saputo prima del bando che Ccc si sarebbe alleata con Atc, è il suo ragionamento, non avrebbero partecipato alla gara. «Siamo qui per tutelare l’interesse pubblico, vista l’assenza del Comune e Tper, che la procura aveva indicato come persone offese nella richiesta di rinvio a giudizio» aggiunge Morace.

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L’assessore Priolo e il People mover: «Opera problematica e non basterà»

http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/politica/2016/31-agosto-2016/assessore-priolo-people-mover-opera-problematica-non-bastera-240854516770.shtml

L’assessore Priolo e il People mover: «Opera problematica e non basterà»

«Non penso sia l’unico mezzo sul quale la città deve puntare», dice il sindaco di Calderara

31 agosto 2016

BOLOGNA — Certo, «con un cantiere avviato non si torna indietro», ma Irene Priolo non esita a definire «problematico» quello del People Mover: per il neo-assessore alla Mobilità del Comune quell’opera non sarà sufficiente e nei prossimi anni la città dovrà dotarsi di altri mezzi per risolvere i problemi della mobilità. «Ormai è un’opera che deve andare avanti ed essere completata», anzi «speriamo che si concluda il prima possibile» ha sottolineato questa mattina Priolo rispondendo alle domande degli ascoltatori di Radio Città del capo. Senza nascondere lo scarso entusiasmo per un’opera molto discussa (è anche al centro di un processo in Tribunale) e che garantirà un collegamento solo «da punto a punto». «Se io l’avrei fatto? È un progetto molto importante dal punto di vista dell’immagine della città – glissa il sindaco-assessore – è un mezzo che collegherà rapidamente stazione e aeroporto, ma non penso sia l’unico mezzo sul quale la città deve puntare». Quello che garantirà la monorotaia, sottolinea poi Priolo, è «un servizio che probabilmente rispetto ai piani di crescita della mobilità non sarà sufficiente». Insomma, «dovremo lavorare non soltanto per il People mover ma per collegare più velocemente la nostra stazione non soltanto all’aeroporto ma anche altri punti». Ad esempio le aree nord della città e Fico. «Non possiamo fermarci al People mover». La monorotaia stazione-aeroporto «è un’opera che è stata molto dibattuta in questi anni da tanti punti di vista, uno di questi era la sostenibilità economica dell’intervento. Credo che da parte delle istituzioni ci sara’ sempre un’attenzione molto alta, ma – sottolinea ancora Priolo in radio – è un progetto in project financing che non ricadrà direttamente sulle spese e le competenze del Comune di Bologna ma della società che lo dovrà gestire», Marconi Express, «che dovrà essere brava nel proprio piano industriale a rispettare gli obiettivi che si dà». Dal punto di vista di Palazzo D’Accursio, «è stato importante mandare avanti un cantiere cosiì problematico, ma bisogna fare un ragionamento più complessivo sulla mobilità e cercare di capire come anche il People mover può collocarsi all’interno di un disegno più compiuto dei collegamenti della città».

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«Atc nella società del People Mover? Sapendolo potevamo fare ricorso»

Articolo di Enrico Barbetti pubblicato sabato 9 gennaio 2016 da il Resto del Carlino – Bologna.

«Atc nella società del People Mover? Sapendolo potevamo fare ricorso»
 
II direttore per l’Europa della spagnola Accìona testimone al processo: «Ho saputo dell’azienda di trasporti solo quando i finanzieri mi hanno sentito»  
«Se avessimo saputo del coinvolgimento di Atc quando abbiamo fatto l’accesso agli atti, avremmo certamente fatto ricorso». A parlare, davanti al tribunale, è l’ingegnere Fernando Minguez, direttore per l’Africa e l’Europa di Acciona, colosso spagnolo delle costruzioni che fu sconfitto dal Ccc nella gara per la concessione del People Mover. Una gara che, secondo i pm Giuseppe Di Giorgio e Antonella Scandellari, fu viziata dall’accordo occulto tra la coop bolognese e l’azienda di trasporto pubblico e da un bando cucito su misura. Mentre i magistrati di via Garibaldi indagano sul nuovo contratto sottoscritto tra il Comune e Marconi Express per aprire i cantieri della monorotaia stazione-aeroporto, è entrato nel vivo il processo sulla contestata opera. Le ipotesi di reato sono abuso d’ufficio e turbativa d’asta e imputati sono l’ex sindaco Flavio Delbono, il suo assessore al bilancio Villiam Rossi, il presidente del Ccc Piero Collina, l’allora presidente di Atc Francesco Sutti e tre dirigenti comunali. Ieri l’udienza è stata catalizzata dalla testimonianza del dirigente della società spagnola, che ha ripercorso le tappe della partecipazione al bando da cui uscì sconfitta. «Noi avevamo la migliore offerta tecnica e Ccc ci ha sorpassato sulla parte economica – ha spiegato -. Per noi l’offerta del Ccc era scadente. Era come paragonare una Ferrari con un’altra macchina. Fu una delusione totale». In un’intervista al Carlino, il 3 aprile 2009, lo stesso Minguez disse che Accìona era pronta a fare ricorso, e infatti fece un accesso agli atti, ma alla fine rinunciò perché, ha spiegato, «con la valutazione economica era questione di matematica pura. Noi avevamo fissato una soglia di passeggeri più alta mentre il Ccc aveva fissato una soglia più bassa e si assumeva il rischio che non ci fossero passeggeri. Per noi la soglia era più cautelativa e maggiore il rischio che il Comune dovesse sborsare». In realtà, secondo la Procura, il rischio ricadeva sul socio pubblico in virtù dei patti con Atc: «Ma io ho saputo dell’entrata di Atc solo quando sono stato sentito dalla Guardia di Finanza». Ricostruendo le fasi precedenti al primo bando, Minguez ha raccontato di avere avuto diversi contatti e incontri con Sutti, in vista di una partecipazione alla gara come socio-gestore: «Abbiamo prodotto anche verbali di accordo ma alla fine non si firmò nulla», e il presidente di Atc non si fece nemmeno più trovare al telefono. Salvo richiamare lui stesso Minguez alla vigilia della scadenza del bando: «Mi chiamò per sapere se presentavamo un’offerta e gli dissi di no perché non tornavano i conti». Ma, ha specificato, «per me lui era fuori: se avessi saputo che era con altri concorrenti non gli avrei detto che non partecipavamo». Gli spagnoli erano convinti che Atc non fosse della partita perché «non voleva e non poteva». «Era nell’aria che Atc non potesse partecipare — ha detto Minguez — perché partecipata dal Comune. Ne parlammo anche in una riunione in Comune con l’assessore Zamboni e ci dissero che stavano facendo una valutazione legale su questo». Sappiamo come poi è andata a finire.

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Processo People Mover – Report sintetico sull’udienza di venerdì 8 gennaio 2016

Venerdì 8 gennaio 2016 Lorenzo Alberghini e Sergio Brasini del Comitato No People Mover hanno presenziato all’intera udienza del processo sul People Mover che si è tenuta presso l’aula 11 del Tribunale di Bologna. A presiedere il collegio dei giudici non è più Grazia Nart, ma Luisa Raimondi. Erano presenti in aula gli imputati Patrizia Bartolini, Francesca Bruni, Cleto Carlini, Piero Collina. Assenti invece gli imputati Flavio Delbono, Francesco Sutti e Villiam Rossi. L’avv. Domenico Morace ha rappresentato il Comitato, costituitosi parte civile attraverso l’Associazione “Primavera Urbana”.
In apertura di udienza la giudice Raimondi ha ricordato l’avvenuta ammissione delle prove documentali depositate dai PM Antonella Scandellari e Giuseppe Di Giorgio e degli elenchi dei testi chiamati in aula (15 per la seduta odierna + 9 per l’udienza successiva). I PM hanno precisato che procederanno a reiterare la richiesta di acquisire ulteriori testimonianze, già respinta nelle precedenti udienze. La prima schermaglia procedurale si è aperta dopo l’annuncio dei PM di voler iniziare oggi dando la precedenza, tra i 15 testi, ai loro 3 consulenti per gli aspetti legali, economico-finanziari e tecnico-ingegneristici. Gli avvocati difensori degli imputati si sono opposti, ma la giudice ha rigettato l’eccezione sollevata. Si è però stabilito, come gesto di riguardo, di avviare l’udienza con un teste che veniva dalla Spagna (Fernando Minguez Llorente, dirigente di Acciona). A seguire l’avvocato Alfredo Biagini, legale di ATC e TPER, e infine i consulenti dei PM Cesare Caturani (avvocato amministrativista) e Stefano d’Orsi (dottore commercialista). Gli altri 11 testi, compreso l’ex consigliere comunale Daniele Corticelli, sono stati rinviati alla prossima udienza, fissata per il giorno 8 aprile 2016 alle ore 10,45. Sono state fissate anche le date delle successive udienze prima della sospensione estiva: 29 aprile, 16 maggio, 20 maggio, 26 maggio, 10 giugno, 17 giugno, 15 luglio e 22 luglio 2016.
A seguire un breve report di quanto avvenuto in udienza:

– l’ing. Fernando Minguez Llorente ha chiarito i motivi che spinsero Acciona e Ghella a non partecipare al primo bando per il People Mover e poi invece a partecipare al secondo bando. Ci furono contatti formali con ATC nella persona del Presidente Sutti per stringere un accordo in vista della partecipazione al primo bando. Acciona e Ghella produssero un “memorandum of understanding” inviato ufficialmente ad ATC, dalla quale non arrivò mai alcuna risposta. Né l’ing. Francesco Sutti né l’ing. Paolo Paolillo furono più rintracciabili telefonicamente. Ma la decisione di non partecipare al primo bando non dipese dal mancato accordo con ATC, perché Acciona e Ghella potevano assicurare anche da soli la gestione della concessione, avevano l’esperienza per farlo; dipese solo da una valutazione tecnico-economica, perché non c’erano i margini per un ritorno economico. Poi, in vista della partecipazione al secondo bando, ATC non venne più cercata perché si dava per scontato che ATC non voleva (o non poteva, in quanto società partecipata dal Comune di Bologna, che era la stazione appaltante) partecipare direttamente al bando. Il verbale di gara con i punteggi, sul secondo bando, vede attribuire il massimo ad Acciona e Ghella sulla parte tecnica (secondo il dirigente spagnolo il loro progetto era come una Ferrari, quello di CCC come un’autovettura qualunque), ma la situazione si rovescia completamente sulla parte economico-finanziaria, perché CCC indica prezzi molto più bassi di costruzione dell’opera e una soglia molto più bassa (in termini di numero di passeggeri trasportati) al di sotto della quale sarebbe scattato il contributo pubblico compensativo da parte del Comune. Rispondendo ad una domanda dell’avv. Guido Magnisi (difensore di Carlini), Llorente chiarisce che Acciona non aveva alcuna consapevolezza dell’accordo intercorso tra CCC e ATC attraverso la stipula dei “famigerati” patti parasociali. La cosa fu vissuta male, perché gli spagnoli avevano la consapevolezza di avere proposto il prodotto “migliore” e spesero circa 1 milione di euro per tutto il “lavoro istruttorio”. Della partecipazione di ATC attraverso i patti parasociali Acciona non viene a sapere nulla, e non lo sa neanche quando decide di fare accesso agli atti. Lo avessero saputo allora, avrebbero sicuramente fatto ricorso, cosa che poi non fecero.

– l’avv. Alfredo Biagini si occupò di People Mover, come consulente legale di ATC, una prima volta nel 2006, fornendo un parere favorevole rispetto al fatto che il Comune di Bologna potesse affidare in house ad ATC le attività di progettazione e gestione della monorotaia, oppure che in subordine ATC potesse partecipare direttamente alla gara. Poi il 10 novembre 2009 rende un secondo parere sulla possibilità che il cosiddetto decreto Bersani sulle società pubbliche impedisca ad ATC di entrare a far parte di una società di progetto (ossia Marconi Express) con CCC. Singolarmente ATC gli fornisce come documentazione solo il bando di gara, pur essendo nel frattempo già intervenuta l’aggiudicazione a CCC (la stipula del contratto di concessione è datata 4 giugno 2009). Questo secondo parere, favorevole all’ingresso di ATC nella società di progetto, fu reso al CdA di ATC in un momento nel quale in realtà ATC aveva già deliberato il proprio ingresso in Marconi Express, la fase era già molto avanzata. Il teste ha negato che ci fosse una saldatura tra i due pareri. Non si pone alcun dubbio e non fa alcuna domanda ad ATC sul perché non avesse partecipato direttamente al bando di gara, nonostante il suo parere favorevole. Le sue prestazioni sono state regolarmente pagate da ATC. L’avv. Morace gli ha chiesto se fosse consuetudine che ATC si rivolgesse al suo studio per pareri legali, la risposta è stata che questo avveniva di norma solo per le gare bandite da ATC. Sempre l’avv. Morace ha poi introdotto il fatto che l’avv. Biagini abbia rappresentato TPER davanti al Tar del Lazio nel contenzioso legale legato al parere reso in data 8 maggio 2013 dall’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici (ora assorbita dall’Autorità Nazionale Anticorruzione) sul People Mover. Dopo una breve ricostruzione della vicenda (dapprima il Tar del Lazio rinvia ogni decisione per competenza al Tar dell’Emilia Romagna, poi il Consiglio di Stato riporta la competenza della decisione al Tar del Lazio, che infine rigetta l’istanza di CCC e Marconi Express per “difetto di interesse”), l’avv. Biagini afferma che il ricorso davanti al Tar del Lazio non è stato da lui portato a termine perché è stato discusso prima quello di CCC e Marconi Express. Infine afferma che l’ing. Sutti non gli ha mai riferito di contatti intercorsi tra ATC, Acciona e Ghella.

– l’avv. Cesare Caturani è intervenuto mettendo in evidenza il vulnus che i patti parasociali firmati da CCC e ATC apportano all’intero istituto concessorio, perché CCC rientrava subito delle spese di progettazione e di costruzione, mentre ATC si caricava sulle spalle tutto il rischio di impresa legato alla gestione dell’opera. Nel contratto di concessione non viene scritto nulla sul passaggio delle quote tra CCC e ATC, quello che viene scritto nei patti parasociali è con tutta evidenza contra legem perché stravolge l’istituto stesso della concessione. I rilievi e i dubbi esplicitati dal funzionario comunale Sonia Bellini e dal funzionario della Provincia Carmelina Agresti sono stati completamente ignorati dal parere reso dall’avv. Biagini, e questo non va bene perchè qui si tratta di concessione di servizio pubblico. Poiché nel contratto di concessione non era scritto alcunché, e poiché l’art. 156 del Codice sugli Appalti non prevede per la società di progetto nessuno dei controlli strettissimi in genere previsti in termini di lavori pubblici, i soci pubblici di ATC sono stati messi in grave difficoltà dai patti parasociali. Per separare in maniera rigorosa il concessionario dalla società di progetto (come affermato anche nel parere dell’AVCP del 2013) CCC sarebbe dovuta entrare con il 100% di quote in Marconi Express. Nessun altro soggetto (tranne banche e istituti finanziari), tantomeno ATC, sarebbe potuto entrare nella società di progetto. L’AVCP mette chiaramente in discussione il fatto che ATC potesse entrare nella società di progetto, affermando che serviva una gara ulteriore e non una sorta di “cooptazione” su base reputazionale, anche per preservare aspetti legati alla trasparenza delle procedure. Un altro aspetto interessante è il chiarimento sul rispetto dei requisiti di partecipazione al secondo bando di gara da parte di CCC. I requisiti erano 4, due di natura economico-patrimoniale (cioé capitale sociale e fatturato nell’ultimo quinquennio), due di natura tecnica, “esperienziale” nella gestione di servizi affini. CCC non è in grado di rispettare questi ultimi, ma il bando (a norma di legge peraltro) prevede che questi si possano bypassare se si raddoppiano i primi due requisiti economici tramite l’istituto dell'”avvalimento”. In questo caso fu Unipol Merchant Bank a produrre l’avvalimento in favore di CCC raddoppiando di fatto il capitale sociale a disposizione di quest’ultima. E’ da notare però che l’avvalimento dichiarato è a termine, solo cioé fino al momento del collaudo del People Mover. Quindi di fatto CCC segnala la sua intenzione di voler uscire dalla compagine societaria di Marconi Express già in sede di gara attraverso questa modalità dell’avvalimento a termine. Il primo dicembre 2009 il Comune di Bologna (Giunta Delbono) delibera di accogliere l’ingresso di ATC in Marconi Express nonostante il parere critico della funzionaria Sonia Bellini esplicitato in data 13 ottobre 2009.

– il dott. Stefano d’Orsi ha illustrato la parte economica del progetto. L’analisi del piano economico-finanziario dell’opera venne fatta all’atto dell’aggiudicazione parziale da parte di CCC, e fu demandata dal Comune a KPMG. Venne verificato anche il requisito della “bancabilità” dell’opera. CCC conseguì il massimo del punteggio sulla parte economica del bando, in quanto la stima della domanda (utenza) prevedeva un intervento molto modesto da parte del Comune a supporto, e per pochi anni. Venne infatti generato una scenario di domanda decisamente inferiore a quello base e anche a quello di Acciona e Ghella. Il valore attuale netto del progetto venne stimato pari a – 10.880.000 euro da parte di Acciona e Ghella e a + 506.000 euro da CCC. Poi i patti parasociali vanno ad incidere a loro volta sulla credibilità del piano economico-finanziario. In particolare emergono forti dubbi sul fatto che ATC si possa esporre per le cifre indicate (12 milioni di euro), ci sono evidenti riserve sulla capacità di ATC di sostenere un impegno così prolungato nel tempo in termini di garanzie senza dover fare ricorso a sua volta ai soci pubblici. I dubbi sulla credibilità del piano economico-finanziario di CCC restano tutti, soprattutto se abbinati alla lettura dei patti parasociali: un operatore privato non poteva essere in grado di presentare un piano corredato da quegli indici economici senza accollarsi un grande rischio di impresa, a meno che tutto il rischio non venisse trasferito sull’operatore pubblico! L’avv. Morace ha chiesto conferma al teste della presenza di una clausola di riservatezza nei patti parasociali stipulati tra CCC e ATC. In effetti il punto 2.1 sancisce l’impossibilità di divulgarne il contenuto senza l’assenso esplicito di tutte le parti in causa: si tratta di una clausola priva di senso (oppure ha molto senso, a voler pensare male…).

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People mover, la gara vista dagli spagnoli: «I conti non tornavano, non c’erano utili»

Articolo di Andreina Baccaro pubblicato sabato 9 gennaio 2016 dal Corriere di Bologna.

People mover, la gara vista dagli spagnoli: «I conti non tornavano, non c’erano utili»

Il dirigente di Acciona al processo: non sapevamo dell’asse Atc-Ccc, avremmo fatto ricorso

Il gruppo spagnolo Acciona non aveva idea che Atc avrebbe assunto la gestione del People mover per conto di Ccc, assumendosene di fatto il rischio economico. «Altrimenti avremmo fatto ricorso contro l’aggiudicazione del bando». È questo il ragionamento illustrato ieri da Fernando Llorente Minguez, il dirigente dell’azienda iberica che partecipò al bando per la costruzione della monorotaia perdendolo. Llorente Minguez è stato sentito come testimone dell’accusa nel processo in corso al Tribunale di Bologna per abuso d’ufficio e turbativa d’asta: Acciona è anche parte civile nel processo.
Sul banco degli imputati sono finiti in sette tra politici, manager e dirigenti: ci sono l’ex sindaco Flavio Delbono, l’ex numero uno di Ccc Piero Collina, l’ex presidente di Atc Francesco Sutti, l’ex assessore al Bilancio Villiam Rossi, la dirigente del settore Lavori pubblici Patrizia Bartolini, il responsabile della Mobilità Cleto Carlini e la dirigente Francesca Bruni. Al centro del processo c’è l’intesa stipulata tra Ccc e Atc per cedere a quest’ultima la gestione della Marconi Express, scaricando così sulla società a capitale pubblico il rischio d’impresa. Ieri i pm che sostengono l’accusa, Giuseppe Di Giorgio e Antonella Scandellari, hanno chiesto a Llorente Minguez, direttore dei lavori per l’Europa e l’Africa di Acciona, come mai l’azienda, che pure aveva avuto rapporti con i tecnici comunali, non si presentò alla prima gara del 2007 (andata deserta). «Perché i conti non tornavano — ha risposto il dirigente — dal punto di vista economico non c’erano utili».
L’ingegnere spagnolo ha ripercorso i rapporti e i contatti precedenti alle due gare d’appalto (di cui la prima andò deserta) intercorsi tra Acciona, il Comune di Bologna e Atc. La società spagnola, infatti, propose nel 2006 ad Atc una bozza di accordo per la gestione del People mover. «Ma dopo i primi contatti non riuscimmo più a parlare al telefono con Sutti», ha detto il teste. Poco prima della scadenza del primo bando però, secondo quanto riferito dall’ingegnere spagnolo, Sutti gli telefonò. «Gli rivelai che non avremmo più partecipato alla gara, ma lo dissi solo perché era trapelato nei mesi precedenti che Atc, essendo società a capitale pubblico, non poteva partecipare né in accordo con noi, né con altri. Se avessi saputo degli accordi con Ccc non avrei mai dato quell’informazione alla concorrenza». Chi avesse avuto con sé la società a capitale pubblico, infatti, «partiva avvantaggiato». E l’offerta economica di Ccc, che in base agli accordi sapeva di poter scaricare su Atc il rischio d’impresa se i passeggeri del People mover non fossero stati sufficienti a garantire un ritorno economico all’investimento, risultò effettivamente più vantaggiosa di quella di Acciona, nonostante dal punto di vista tecnico gli spagnoli avessero invece presentato, secondo la commissione di gara, il progetto migliore.
Il pm Di Giorgio ha sottolineato in aula che tra le due offerte c’era un divario enorme nel numero dei futuri passeggeri: meno biglietti si pensava di staccare infatti, maggiore doveva essere il contributo per il Comune e quindi meno economicamente vantaggiosa l’offerta (è il caso di Acciona). Llorente Minguez ha poi risposto alle domande dell’avvocato Guido Magnisi, difensore del dirigente comunale Carlini, specificando di non aver mai avuto il sentore che a Palazzo d’Accursio qualcuno sapesse che Atc avrebbe partecipato alla gestione della monorotaia con Ccc. Per la Procura della Corte dei Conti il danno erariale si aggira sui 15 milioni di euro.

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Il comitato: «Pronti a bloccare i cantieri»

Articolo di Gianluca Rotondi pubblicato domenica 1 novembre 2015 dal Corriere di Bologna.

Il comitato: «Pronti a bloccare i cantieri» 
Sel e M5S con il fronte del no, pesa il processo che ha tra gli imputati Delbono
I no People mover non si rassegnano. Nel giorno del via libera, gli anti monorotaia inaugurano simbolicamente il collegamento (incompleto) della stazione Aeroporto dell’Sfm a Borgo Panigale, che secondo il comitato può sostituire la discussa opera, e promettono battaglia: «Siamo pronti a bloccare i cantieri», assicura Andrea Tesini del comitato che da anni si batte contro la soprelevata. Accanto a loro c’è un fronte politico, l’asse Sel-Movimento cinque stelle- Coalizione civica, che ieri è di nuovo salito sulle barricate e guarda con attenzione al processo in corso sul controverso iter amministrativo dell’opera. La capogruppo vendoliana a Palazzo D’Accursio, Cathy La Torre, ha invitato il sindaco Merola a non cantar vittoria: «Sulla monorotaia pende una ipotesi di turbativa d’asta che, se venisse accertata, renderebbe annullabile il contratto», ha scritto su Facebook La Torre dando corpo alle speranze degli anti People mover. Per conto del comitato, l’avvocato Domenico Morace ha inoltre chiesto ai pm Giuseppe Di Giorgio e Antonella Scandellari di sollecitare il Tribunale a disporre il sequestro di cantieri e finanziamenti regionali. Il capogruppo pentastellato in Comune Massimo Bugani parla di un «giorno di lutto per tutti i bolognesi di buon senso». «Fermare questa follia da oggi sarà ancora più difficile — dice il grillino —. Se a governare Bologna dal prossimo anno ci sarà il M5S, si troverà anche questo scempio in eredità. 120 milioni di euro per una monorotaia di 5 km, con sopra un trabiccolo da 35 posti simile al brucomela e con 8 persone a processo per abuso d’ufficio e turbativa d’asta. Mandiamo a casa questi». I finanziatori del progetto sono certi che qualunque sia l’esito del processo non ci saranno ricadute sul contratto e quindi sull’opera. Hanno studiato le carte dell’inchiesta e chiesto pareri legali. Insomma, si sentono al riparo da sorprese. A processo per i reati a vario titolo di turbativa d’asta e abuso d’ufficio ci sono l’ex sindaco Flavio Delbono, il suo assessore al bilancio Villiam Rossi, l’ex numero uno di Atc (oggi Tper) Francesco Sutti, i funzionari del Comune Patrizia Bartolini, Cleto Carlini e Francesca Bruni. Imputato anche Piero Collina, ex numero uno del Ccc che si aggiudicò la gara. I pm ipotizzano che il bando sia stato «cucito» addosso al Consorzio. Due i profili sotto accusa. Il mancato inserimento nel bando di requisiti tecnici che il Ccc non poteva avere e l’aver permesso alla coop, dopo la vittoria della gara, di costituire una società di progetto con Atc, la Marconi Express. Un altro nodo poi è quello dei patti parasociali (nel frattempo modificati) sottoscritti nel 2010 da Ccc e Atc in base ai quali l’azienda di trasporto avrebbe acquisito il 75% di Marconi Express, assumendo così gran parte degli oneri e dei rischi d’impresa. E ciò nonostante la gara per l’appalto da 100 milioni di euro fosse stata bandita nel 2008 in project financing, procedura che prevede che il Comune affidi costruzione e gestione al privato senza tirare fuori un euro. Sutti e Collina rispondono anche di aver stipulato, nel 2008, un patto occulto che stabiliva una partnership esclusiva per la partecipazione congiunta alla gara.

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People Mover Bologna, dopo 7 anni il Comune dà il via al cantiere delle polemiche

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/10/31/people-mover-bologna-dopo-7-anni-il-comune-da-il-via-al-cantiere-delle-polemiche/2177348/

People Mover Bologna, dopo 7 anni il Comune dà il via al cantiere delle polemiche

I tecnici, dice la società Marconi Express, sono già al lavoro nella zona dove sorgerà la monorotaia che collega la stazione e l’aeroporto. La vicenda dell’appalto è da alcuni mesi a processo davanti al tribunale

di David Marceddu

Ora è ufficiale: partono i lavori per il People mover a Bologna. Stando a quanto riferisce la società Marconi express, partecipata al 75% dal colosso bolognese delle coop rosse Ccc (Consorzio cooperative costruzioni), i suoi tecnici sono già al lavoro nella zona dove sorgerà la monorotaia da 5 chilometri che collegherà stazione e aeroporto. Alcune aree sarebbero già state transennate e i lavori dovrebbero concludersi in tre anni esatti. L’annuncio è arrivato sabato mattina 31 ottobre durante una conferenza stampa in comune a Bologna alla presenza del sindaco Pd Virginio Merola, degli assessori comunale e regionale ai trasporti Andrea Colombo e Raffaele Donini (entrambi Pd) e della numero uno della Marconi express Rita Finzi.

L’opera sarebbe dovuta partire molti anni fa, ma proteste e dubbi sull’utilità dell’opera e su come era stato affidato l’appalto, hanno fatto slittare di molti anni il via ai cantieri. La vicenda dell’affidamento dell’appalto in project financing (ma con oltre un quarto dei fondi stanziati da enti e società pubbliche), è infatti da alcuni mesi a processo davanti al tribunale di Bologna: alla sbarra, tra gli altri, l’allora numero uno di Ccc Piero Collina e quello di Atc Francesco Sutti, accusati di turbativa d’asta e abuso d’ufficio e l’ex sindaco Pd Flavio Delbono, accusato di abuso d’ufficio assieme ad alcuni funzionari comunali. Secondo l’accusa dei pm Antonella Scandellari e Francesco Di Giorgio (che hanno indagato coordinati dal procuratore aggiunto Valter Giovannini) nel 2008 il bando di gara sarebbe stato predisposto dai funzionari comunali in modo tale da consentire a Ccc di presentare l’offerta economica più vantaggiosa, ma “reggentesi con gli accordi occulti” tra Sutti e Collina. Un altro processo partirà a febbraio 2016 davanti alla Corte dei conti dell’Emilia Romagna: la procura contabile ha infatti chiesto all’intera giunta Delbono di pagare diversi milioni di euro per presunto danno erariale.

L’appalto del People mover è un project financing, e quindi l’opera sarà costruita e gestita da un privato che si ripaga coi soldi dei biglietti. Ma i patti parasociali firmati dopo la vittoria dell’appalto da parte di Ccc portarono Atc (l’azienda comunale dei trasporti, oggi Tper) dentro la società di progetto Marconi express. In questo modo il pubblico, che già finanzia ampiamente l’opera (27 milioni di euro arrivano solo dalla Regione) si assumerà parte dei rischi di un eventuale flop del servizio. “L’opera è strategica e per questo la abbiamo finanziata. Il livello penale è affidato alla magistratura, della quale abbiamo massima fiducia e riguarda ipotesi di responsabilità individuali”, spiega ora Donini annunciando i fondi regionali. “Rispettiamo il lavoro della magistratura e vediamo come finiranno tutte le indagini – gli fa eco il sindaco Merola – però è importante dire ai cittadini che questa giunta non è coinvolta in nessuna indagine, se permettete. E quindi noi andiamo avanti sereni”.

Intanto il Comitato No People mover, che da anni si oppone alla monorotaia, promette battaglia. “Faremo iniziative per bloccare i cantieri”. L’avvocato Domenico Morace che rappresenta il Comitato al processo in corso dove si è costituito parte civile (mentre né Comune né Regione lo hanno fatto) ha presentato un’istanza alla Procura per chiedere il sequestro dei cantieri e dei milioni messi già a disposizione dalla Regione.

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