Secondo il Corriere di Bologna il piano economico-finanziario del People Mover slitta aspettando il Tar

Oggi un articolo di Daniela Corneo sul Corriere di Bologna segnala che il piano economico-finanziario per il People Mover deve attendere ancora per poter ottenere l’approvazione da parte della Giunta Merola, perchè si deve attendere l’esito del giudizio del Tar del Lazio sui ricorsi presentati da Marconi Express, Ccc e Tper contro la delibera dell’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici.

“Tutto pronto per il People Mover a marzo? Impossibile. Ci vorrà ancora un mese (o due) perché il piano finanziario della navetta venga approvato. A pesare sul via libera al progetto pare sia la sentenza del Tar del Lazio: senza quella banche (e Comune) non azzardano alcuna mossa. E intanto i cantieri restano al palo”.

Secondo la giornalista la partenza dei lavori slitterà ancora di un paio di mesi, se tutto andrà bene.

“A far suonare il campanello d’allarme sono state le parole dell’assessore alla Mobilità Andrea Colombo l’altro giorno durante il question time, che ha detto di non poter rendere pubblici atti e valutazioni inerenti la richiesta di revisione del piano economico finanziario del People Mover, perché il procedimento non è ancora concluso”

Al link che segue è possibile leggere integralmente la risposta data dall’assessore Colombo alla domanda di attualità presentata dal consigliere di Forza Italia Michele Facci:

http://urp.comune.bologna.it/comunica/comstampa.nsf/faa30f1db70ca835412569190058e89b/2594f27fc29393d4c1257c930051b897?OpenDocument

L’articolo di Daniela Corneo prosegue affermando che:

“Ma i ben informati sostengono che non manchi la volontà da parte di Palazzo d’Accursio di chiudere la partita del People Mover. Se mai a creare ancora non pochi intralci è la sentenza (tanto attesa) del Tar del Lazio che deve decidere sull’opposizione dell’Autorità per la Vigilanza sui contratti pubblici. Finché il Tribunale amministrativo non si pronuncerà, le banche che dovrebbero sostenere il progetto con i mutui pare non intendano fare alcuna mossa azzardata”.

Pare anche che Comune e Marconi Express stiano sollecitando l’AVCP affinché si esprima con un nuovo documento sui cambiamenti avvenuti a seguito della revisione dei patti parasociali di Marconi Express: questo accelererebbe i tempi e, Tar o non Tar, darebbe fiducia ai finanziatori. Questa la chiusura dell’articolo:

“Il rischio, dicono i ben informati che seguono il progetto, è che il passare eccessivo di tempo tolga credibilità a tutta l’operazione. Insomma, adesso è davvero arrivato il momento di correre, se non si vuole restare un’altra volta a piedi, proprio adesso che anche il Comune rema dalla stessa parte di Marconi Express”.

Una considerazione a questo punto sorge spontanea: ma perché pochi giorni fa il Presidente di Ccc Piero Collina ha dichiarato, nel corso di un’intervista a Repubblica – Bologna, che i problemi sollevati dalla delibera dell’AVCP erano ormai stati superati, senza dover attendere la sentenza del Tar del Lazio? Forse mente sapendo di mentire?

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Indiscrezioni del Resto del Carlino: il piano economico-finanziario del People Mover sarà approvato a giorni e sarà (forse) un vero project financing

Forse la realizzazione del People Mover torna ad essere legata ad un project financing “puro” e non “finto”. Come da anni il nostro Comitato ha denunciato, il problema dell’esposizione della collettività verso l’opera non si risolveva con la modifica dei patti parasociali di Marconi Express (ora Ccc non si sfila più dalla gestione dell’opera lasciando il cerino acceso in mano alla sola Tper), ma coinvolgeva anche la somma di denaro che il Comune di Bologna si impegnava a versare annualmente al concessionario nel caso di mancato raggiungimento del punto di pareggio in termini di utenza trasportata. Ebbene, pare che i calcoli sull’utenza siano stati rivisti al ribasso (e i nostri esperti avevano più volte inconfutabilmente dimostrato che le ipotesi di Comune e Marconi Express erano sbagliate per eccesso), in modo che non possa mai scattare l’evenienza di un’erogazione compensativa versata dal Comune a favore del concessionario dell’opera. Questo brillante escamotage renderebbe di fatto inutili i ricorsi promossi da Marconi Express, Ccc e Tper al Tar del Lazio contro la delibera dell’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici, dei quali in effetti non si hanno più notizie.

A questo proposito Andrea Zanchi sul Resto del Carlino di mercoledì 5 marzo segnala che la Giunta Merola a giorni approverà definitivamente il nuovo piano economico-finanziario del People Mover. Il passaggio decisivo, ovvero quello relativo all’intervento finanziario del Comune nel caso in cui il People Mover non raggiungesse una quota minima di passeggeri annui, dovrebbe essere stato superato. Infatti la soglia minima sotto la quale scatterebbe l’intervento di Palazzo d’Accursio sarebbe stata sensibilmente abbassata, in modo da rendere molto improbabile la necessità di ricorrere a soldi pubblici. Al tempo stesso il prezzo del biglietto potrebbe passare – come è noto da tempo – a 7,5 o 8 euro per corsa. Restano tuttora sotto traccia i contatti del concessionario Marconi Express con le banche per l’erogazione del credito necessario a dare l’avvio ai lavori, mentre sarebbe ripartita in grande stile la caccia ai nuovi soci da affiancare nella compagine societaria a Ccc e Tper. Il giornalista conclude l’articolo sottolineando che ora resta l’incognita (tuttaltro che secondaria) dei tempi di realizzazione. “Quanto si dovrà aspettare ancora per i cantieri di un’opera che, su carta, è nata nel 2005? Di sicuro questo è l’anno del prendere o lasciare: se il progetto non decollerà entro fine 2014 il People Mover è destinato ad essere archiviato per sempre“.

Anche il Presidente di Ccc, Piero Collina, si esprime compiutamente sulle prospettive del People Mover nel corso di un’intervista realizzata da Luciano Nigro e pubblicata lo stesso giorno da Repubblica – Bologna:

Voi siete anche nel People Mover, quanto ci crede?
«Dopo le osservazioni dell’autorità di vigilanza, ora superate, si può ripartire, se il mondo finanziario non abbandonerà un’operazione a suo tempo condivisa».
Teme per la vicenda giudiziaria che la coinvolge personalmente?
«Nessun timore per me. Anzi, spero che mi verrà data presto l’occasione di raccontare come sono andate veramente le cose. Ma sulla navetta Stazione-Aeroporto ci vorrebbe una convinzione più diffusa. Il People Mover può essere un elemento di sviluppo, ma se tardiamo troppo, attenti: Firenze sta studiando un nuovo aeroporto. Se non si stringe presto, trenta minuti di alta velocità valgono da una parte, ma anche dall’altra».

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A volte ritornano… Francesco Sutti dagli autobus al mattone

Ma che meravigliosa combinazione! L’ing. Francesco Sutti, già presidente di Atc, raggiunto a novembre scorso da un avviso di fine indagine della Procura di Bologna nell’ambito dell’inchiesta sul People Mover per le accuse di abuso d’ufficio e turbativa d’asta, ha assunto da pochi giorni l’incarico di direttore generale della cooperativa edile Cesi di Imola. E’ sicuramente colpa di una straordinaria congiunzione astrale se la Cesi risultava assegnataria di alcuni appalti nell’ambito del progetto Civis. A Bologna, negli ambienti legati al Pd, si trova una splendida realizzazione pratica del postulato fondamentale di Antoine Lavoisier sulla conservazione della massa, secondo il quale “nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”. Provaci ancora Sutti!

A seguire la notizia segnalata da Repubblica – Bologna:

Francesco Sutti dagli autobus al mattone

La Cesi di Imola ha visto in questi mesi dimissioni a raffica tra i dirigenti. E tra un’uscita e l’altra è arrivato Francesco Sutti, l’ex presidente dell’azienda trasporti di Bologna, l’Atc. È toccato a lui il posto di direttore generale, in precedenza di Vanes Galanti, che s’era dimesso poco prima che lasciasse anche il presidente Rino Baroncini, che guidava Cesi da trent’anni, ed è stato ora sostituito da Marco Lama. Sutti ha lasciato il ruolo da presidente di Atc due anni fa ed è indagato nella vicenda del People Mover per abuso d’ufficio e turbativa d’asta.

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Colombo: People Mover, è pronto il piano con una minore esposizione del Comune. Ora tocca a Marconi Express trovare i capitali

L’assessore Colombo ha ribadito oggi, in un’intervista rilasciata a Valerio Varesi di Repubblica – Bologna, che la Giunta è sul punto di approvare in via definitiva il piano economico-finanziario del People Mover modificato a luglio dello scorso anno dal concessionario Marconi Express. Dopodichè, prima di aprire i cantieri, andranno trovati nuovi soci, pubblici e privati, che si affianchino a Tper e a Ccc nel capitale sociale di Marconi Express. Dopo l’uscita di scena dei francesi di Ratp, si torna a parlare del fondo Orizzonte (di proprietà delle Camere di Commercio) e di Sab, la società di gestione dell’aeroporto Marconi. A quanto pare comunque non c’è grande ressa… Nella stessa intervista, riportata integralmente qui di seguito, Colombo “uccide” definitivamente le speranze di quanti credevano nel completamento e potenziamento del SFM anche per il cosiddetto quadrante nord della città, cioé quello che unisce Stazione, Tecnopolo, Fiera e Caab. Si ripiegherà invece su una nuova rete di filobus da affiancare ai Crealis, i sostituti dei Civis. Un’altra occasione storica sprecata dalla totale mancanza di lungimiranza della Giunta Merola!

La scossa elettrica di Colombo: “Così faremo correre i filobus”

L’assessore: in città una rete di 125 chilometri e nuovi mezzi

«Scossa elettrica» ai trasporti l’ha chiamata il sindaco Virginio Merola, rilanciando in chiave filoviaria la famosa «cura del ferro»
che propose il suo predecessore Walter Vitali. Il soggetto è sempre quello: il trasporto pubblico, oggetto del desiderio e strumento
per promuovere spostamenti su mezzi collettivi limitando quelli privati, l’auto in primo luogo. L’assessore alla Mobilità Andrea
Colombo fa il punto sui 236 milioni che Bologna deve incassare come contributo già assegnato per il metrò che non si farà. Soldi dirottati sul Sistema ferroviario metropolitano (Sfm) e sull’estensione delle filovie.
Assessore, di questi fondi si parla tanto ma sembra non si vedano mai. Dove sono finiti?
«Intanto non sono solo i 236 assegnati dal Cipe alla nostra città, ma complessivamente saranno 362 perché a essi si aggiungono i
contributi della Regione, del Comune e di Tper. A parte ciò, stiamo approntando un progetto complessivo, con relativi capitoli di spesa, che sarà pronto entro l’estate il quale verrà finanziato a stralci».
E quando partono gli stralci?
«Uno è appena stato deliberato e riguarda l’acquisto di sette treni “Stadler” a trazione elettrica di cinque carrozze ciascuno destinati al Sfm per una spesa di 45,5 milioni. I tempi saranno quelli di costruzione, ma sfruttando la scia di un appalto per 12 treni che la Regione ha già avviato, l’iter sarà più veloce».
E il resto del progetto quando arriverà?
«Il grosso sarà l’acquisto di 55 filobus nuovi che si aggiungeranno ai 49 Crealis sostituti del Civis facenti parte di un progetto diverso. Contestualmente all’acquisizione di questi mezzi, la rete filoviaria sarà estesa di 40 chilometri elettrificando interamente le linee 19, 20, 25 e 27 che si aggiungono alla 14. Complessivamente si arriverà a 125 chilometri di filovia in città. Il costo di tutto ciò è forse il cuore della spesa complessiva e ammonta a 134 milioni».
C’è un avanzamento anche per il Sistema ferroviario metropolitano, altra opera che da anni va a rilento?
«Una parte dei fondi andrà a completare le opere infrastrutturali. Saranno costruite le sei stazioni cittadine mancanti. Quattro da realizzare ex novo, vale a dire Prati di Caprara, Borgo Panigale scalo, Zanardi e San Vitale Rimesse, e due da completare: San Ruffillo e Fiera. Prati di Caprara e San Vitale Rimesse saranno stazioni porta, una sorta di ingresso in città rispettivamente da ovest e est. In questo caso la spesa ammonterà a 30 milioni».
A quel punto il Sfm sarà terminato?
«Il resto dei fondi verrà utilizzato per attrezzare le stazioni e renderle riconoscibili dando loro una ‘divisa’ identica per tutte le 87 fermate della provincia. Occorreranno percorsi di accesso, parcheggi per auto, moto e bici, biglietterie automatiche e i servizi
Web con le relative applicazioni».
A proposito di trasporto collettivo, avete già individuato come trasportare i visitatori del nascente “Fico”?
«Non partiamo con una scelta predeterminata. Vorremmo un sistema in grado di unire gli attrattori di traffico del quadrante nord, stazione, nuovo Comune, Tecnopolo, Fiera e Caab. Vedremo se su gomma o rotaia. Nel frattempo uniremo la stazione con “Fico” tramite bus elettrici dedicati con pochissime fermate e su percorsi lungo corsie riservate. Una replica dell’aerobus, ma ancora più veloce».
Il People mover a che punto è? In giunta pare di percepire un certo ottimismo anche se ieri il segretario Cisl Alessandro Alberani e Sel hanno chiesto di soprassedere…
«Tra poco licenzieremo il piano economico finanziario modificato con una minor esposizione del Comune, dopodiché la società
promotrice, la Marconi Express, cercherà di attrarre gli investimenti di enti privati e pubblici».
Si dà per certa l’entrata del fondo di investimento privato “Orizzonte” e della società di gestione dell’aeroporto Sab, ma intanto la parigina Ratp se n’è andata dall’Emilia e da Seta. È una perdita?
«Non credo. Tper accentuerà il suo ruolo centrale nei trasporti pubblici regionali».

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IL PAPA, IL FICO E IL BASTIAN CONTRARIO

Venerdì sera a partire dalle 20 al TPO, in via Casarini 17/5, il Comitato No People Mover terrà un Party di Carnevale*. A questa festa hanno già confermato la loro partecipazione IL PAPA, IL FICO E IL BASTIAN CONTRARIO.

Sembrerebbero personaggi di una rivisitazione alla Tarantino di uno spaghetti western, ma fanno parte della storia passata e recente di utilizzo dell’area del Centro Agroalimentare CAAB. Un’area che negli obiettivi urbanistici dell’accordo territoriale tra Provincia e comuni di Bologna, Castenaso e Granarolo doveva servire primariamente “all’insediamento di funzioni metropolitane riferibili alla pratica dello sport (sia agonistico che per una fruizione collettiva), al tempo libero, a manifestazioni culturali e spettacoli, alla cura ed al benessere della persona”.

Infatti le strutture del Bologna FC dove sono andate? Da una altra parte, a Granarolo, appunto seguendo il bastian contario, principale attore di questa storia: IL PD e il suo più importante rappresentante cittadino, quel Merola che in versione “Virgin Radio” in campagna elettorale ci aveva già avvertito che “se tutto vi va bene io non vi vado bene”.

Ma continuiamo: nel 1997 si tiene a Bologna e proprio al CAAB il Congresso Eucaristico alla presenza di Papa Woytila a cui tributa omaggio Bob Dylan con un grande concerto. In quella occasione fu approntata un stazione provvisoria, 250 metri e 6 rampe di accesso, utilizzando uno delle decine di binari che passano a fianco del CAAB. Fu usata da 200 mila persone nella due giorni dell’evento.

Ed ecco ora spuntare il F.I.CO, sulle spoglie del CAAB che agonizza (nessuna colpa di nessuno naturalmente, come sempre) , ovvero una disneyland del cibo (che modo diseducativo di simbolizzarlo!) a cui il Comune porta in dote un patrimonio da 55 milioni senza conoscere uno straccio di ritorno dell’investimento. ROI (Return of Investment) è l’attore assente: bibbia degli investitori che non vogliono gettare denaro (nel nostro caso soprattutto pubblico), gli vengono preferite invece le esplosive dicharazioni di entusiasmo non quantificabili in vantaggi scritti e monetizzabili, in salute ambiente e risorse per la cittadinanza.

Secondo voi come farà il Il Bastian contrario a collegare il FICO al centro della città? Userà i binari del Servizio Ferroviario Metropolitano? Quello che aveva già dato prova di efficacia con Il Papa, quello “strategico” della campagna elettorale di Merola, per cui tutti i comuni della provincia tranne Bologna hanno fatto la loro parte?

Certamente no! Al Bastian contrario non basta l’evidenza di una foto aerea su cui si vede come il fascio di binari a fianco del CAAB sia a dir poco gigantesco e sottoutilizzato.

Al Bastian contrario non interessa che quel fascio di binari si innesti sulla linea di cintura esistente che attraverso il braccio denominato SFM6 va fino alla stazione centrale, passando anche per la stazione Fiera, strategica ma al solito inutilizzata.

Il Bastian contrario parla invece di autobus elettrici. Per quale strano ragionamento le moltitudini che  arriveranno (dicono) desiderose di divorare tortellini all’ombra dell’incenerirore del Frullo dovrebbero essere fatte uscire dalla stazione e caricate sugli autobus se potrebbero proseguire in treno col Servizio Ferroviario Metropolitano?

Forse è meglio togliere il pedale dall’acceleratore e parlare anche con la cittadinanza del progetto e dei destini agroalimentari, distributivi e ristorativi del bolognese e non solo con mangiaitalia (Eataly) ed i circoli di potere locale, se non si vuole di nuovo sbandare come col Metro, col Civis e col walking dead Peoplemover, con relativi costi da recuperare e corredo di processi.

Noi siamo pronti al confronto, se vero.

*PO/LENTA VS ALTA VELOCITA’ – Cena di autofinanziamento (12 euro bevande incluse), a seguire concerti live con No People Mover Band, Geeno Be Good, performance teatrali a cura di Camillo Acanfora e Dj Set (ingresso 1 euro) – prenotazioni per la cena gradite nopeoplemover@gmail.com o su Facebook: NO PeopleMover

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La francese Ratp se ne va, il People Mover perde pezzi

Importanti novità per Seta S.p.A., l’azienda che gestisce il servizio di trasporto pubblico locale su gomma nei territori delle province di Modena, Reggio Emilia e Piacenza: il Consiglio di Amministrazione di Tper ha deliberato ieri di procedere all’acquisto, in cordata con i soci privati Autoguidovie S.p.A. e Nuova Mobilità S.c.a.r.l., delle quote di Herm S.r.l. (Holding Emilia Romagna Mobilità) che la società francese Ratp ha comunicato di voler cedere. Herm era il maggiore socio di Seta, con il 42,39% delle azioni. Ora Seta torna completamente sotto il controllo pubblico, perché Tper diventa socio di maggioranza relativa avendo rafforzato la sua posizione dopo la precedente acquisizione a fine 2013 di un pacchetto del 6,335% delle azioni cedute dalla provincia di Piacenza. L’acquisizione, annunciata dall’assessore regionale dei trasporti dell’Emilia-Romagna Alfredo Peri, «rientra nel percorso di sviluppo che vede Tper quale principale nodo di attrazione dell’aggregazione tra le imprese automobilistiche a livello regionale, in linea con quanto previsto dal piano industriale approvato dai soci all’atto della nascita della società». Andando oltre il linguaggio freddo e asettico di queste cifre, i dati più importanti che emergono sono quelli del totale e definitivo disimpegno dei francesi di Ratp dal trasporto pubblico emiliano e – di conseguenza – della rinuncia al più volte favoleggiato ingresso nella compagine societaria di Marconi Express, la concessionaria del People Mover.  A seguire la riproduzione di un breve articolo pubblicato oggi da Repubblica – Bologna.

La francese Ratp se ne va, il People mover perde pezzi

L’addio è un terremoto nel trasporto pubblico emiliano

“Ratp” lascia l’Emilia dopo un’esperienza nella holding “Herm” maggior azionista col 42,39% delle azioni di “Seta”, l’azienda che gestisce il trasporto nelle province di Modena, Reggio Emilia e Piacenza. I parigini, hanno deciso di abbandonare i progetti di espansione lungo la via Emilia dopo aver ventilato anche l’idea di entrare a far parte della compagine azionaria di controllo del “People mover”. Le quote di “Ratp” in “Herm”, vale a dire il 45,70%, saranno acquistate da “Tper” in cordata coi soci privati “Autoguidovie” e cooperativa “Nuova mobilità”. La stessa “Tper” possiede già il 44,75% di “Herm” e con l’ulteriore acquisizione diventerà quasi unico socio della holding. Di fatto, l’azienda bolognese di via Saliceto, gestirà anche il traffico di bus delle province dell’Emilia occidentale (eccetto Parma) e in futuro si accinge a espandersi anche verso la società dei trasporti romagnola “Start” di cui già possiede il 13,79%. Si profila così la formazione di un grande gestore regionale del trasporto pubblico.

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People Mover, solo un viaggio ad ostacoli

Sul Resto del Carlino di domenica 23 febbraio 2014 è stata pubblicata la risposta dell’editorialista Cesare Sughi ad una lettera di un lettore. Il testo sintetizza in maniera molto efficace il “cupio dissolvi” della Giunta Merola sulla grande opera inutile chiamata People Mover. Ecco a seguire la riproduzione dell’articolo.

People Mover, solo un viaggio ad ostacoli

People Mover, in italiano “navetta”, per indicare nel caso specifico un mezzo su monorotaia a guida vincolata in grado di collegare in circa 7 minuti e mezzo l’aeroporto Marconi con il centro città. Il progetto, al palo da tempo, prevederebbe una capienza di 50 passeggeri (con valigie) e una capacità di trasporto di 5,2 milioni di passeggeri. Anche supponendo che il People possa portare solo 30 persone a corsa, i suoi fautori sottolineano che il totale trasportato sarebbe di 3 milioni, più del doppio di quanto servito dall’attuale servizio di autobus BLQ. Non è destino, amico mio, che quando a Bologna si immagina una grande opera viaria essa si incarti già prima di partire. Palazzo d’Accursio annuncia che, da marzo, scenderà in campo con il People e con il Crealis (non è bastata la lezione del Civis), ovvero due anni di sfondamento dell’intero percorso Rizzoli-Ugo Bassi. Sul People, ancora in cerca di investitori privati, pesa già molta zavorra: i rinvii a giudizio per la prima gara d’appalto, gli 8 milioni di euro spesi per la pre-fase tecnica e un project financing più volte bocciato. Se poi è vero che sarebbe allo studio una linea di Alta velocità tra Fiumicino e Bologna e Roma, sarebbe la fine. Non una coincidenza. Ma il frutto della cocciutaggine di chi non vuole coinvolgere i cittadini nelle scelte pubbliche e si fida solo della propria privata teoria ideologica.

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Merola vuole accelerare sul People Mover: sarà forse merito del nuovo governo Renzi?

Oggi Olivio Romanini scrive sul Corriere di Bologna che la Giunta Merola vorrebbe approvare ai primi di marzo il piano economico-finanziario del People Mover, ultimo passaggio necessario al concessionario Marconi Express per aprire i cantieri. Tutto questo senza neppure aspettare il pronunciamento del Tar del Lazio sui ricorsi pendenti e senza attendere l’esito delle indagini aperte dalla Procura di Bologna. Per singolare coincidenza questa notizia viene lasciata filtrare alla stampa lo stesso giorno nel quale entra in carica il governo Renzi. Non è difficile immaginare che la presenza tra i ministri di Giuliano Poletti, ex numero uno di Legacoop, e la conferma nel suo incarico alle Infrastrutture e ai Trasporti di Maurizio Lupi, uomo di riferimento della Compagnia delle Opere, siano i segnali precisi che in città la Giunta e Marconi Express (alias Ccc) attendevano. L’abbuffata può cominciare, a pagare come sempre saranno i cittadini!

A seguire la riproduzione integrale dell’articolo di Olivio Romanini

http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/cronaca/2014/22-febbraio-2014/people-mover-crealis-scommessa-primavera-2224112974406.shtml

People Mover e Crealis, la scommessa di primavera. A marzo il nuovo piano economico per la navetta

Si potrebbe anche chiamare la svolta di primavera. L’amministrazione comunale, al di là dell’ottimismo di circostanza, è perfettamente consapevole che nei primi tre anni di mandato si è lavorato molto dietro le quinte ma che i cittadini non hanno ancora visto con i propri occhi sostanzialmente nulla. Ecco perché la giunta Merola, con l’ausilio della macchina amministrativa, punta tutto su due mosse da realizzare in primavera. Due mosse che siano finalmente visibili ai cittadini.

La prima è lo sblocco dei cantieri del People mover, un’opera destinata a collegare la stazione con l’aeroporto Marconi e che tra ricorsi, aggiornamenti e dubbi è rimasta ferma ai box nei primi tre anni del mandato Merola. L’amministrazione è certa che ai primi di marzo verrà approvato il nuovo piano di riequilibrio finanziario presentato da Marconi Express, la società che costruirà e gestirà la navetta. E poi con l’ok potranno finalmente aprire i cantieri. L’ordine di scuderia è quello di non aspettare il pronunciamento del Tar del Lazio che deve decidere sull’opposizione dell’Autorità per la Vigilanza sui contratti pubblici ma di procedere anche se dalla Marconi Express confidano che entro quella data, i primi di marzo, arrivi anche il pronunciamento del tribunale amministrativo che farebbe stare più tranquilli gli investitori. Ai piani alti di Palazzo d’Accursio si cerca soprattutto di comunicare una svolta psicologica, vedere i cantieri di un’opera darebbe ai bolognesi la sensazione che qualcosa si muove, che non tutto è fermo.

In questo senso l’altra mossa che cerca di portare a casa l’amministrazione nelle prossime settimane è quella della ripartenza dei cantieri ex Civis in città e che a questo punto serviranno per costruire il percorso del Crealis, il nuovo filobus su cui ha deciso di puntare la giunta. Anche qui la partita è ormai sbloccata e si conta di aprire i cantieri ad aprile anche se c’è ancora il tema non semplicissimo di trovare quattro milioni di euro e per qualcuno l’obiettivo di aprile è decisamente ottimistico. Anche in questo caso la valenza simbolica dell’operazione è piuttosto grande. Per due ragioni: si riprende dai cantieri del Civis, uno dei più grandi fallimenti amministrativi a Bologna e in qualche modo si mette una toppa a quel fallimento; i lavori prevedono la ripavimentazione di una parte del salotto della città (via Ugo Bassi, via Rizzoli e Strada Maggiore), un salotto da troppo tempo non sistemato adeguatamente e al limite rattoppato. Ci vorrà tempo e pazienza per i lavori ma alla fine il volto del centro ne uscirà completamente diverso.

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Anche Repubblica scopre che il People Mover sarà il nuovo Civis

Oggi una firma illustre della redazione bolognese di Repubblica, Aldo Balzanelli, scrive nella sua rubrica domenicale “Profilo Aldo” che opere come il People Mover e il Passante Nord presentano tutte le premesse per dare luogo a sprechi monumentali di denaro pubblico, come è già avvenuto con il caso Civis. La Corte dei Conti ha quantificato in più di 100 milioni di euro il danno erariale legato alle vicende del Civis. In un momento di terribili emergenze dal punto di vista lavorativo, abitativo e sociale, mentre le politiche di welfare sono ormai azzerate e i servizi pubblici vengono svenduti ai privati amici, possibile che gli amministratori di questa città non debbano mai imparare nulla dai propri errori?   

A seguire l’articolo di Aldo Balzanelli.

Civis monumento della cattiva amministrazione

C’è un luogo a Bologna che dovrebbe diventare monumento nazionale, o almeno cittadino. È il deposito dove giacciono i Civis, i tram su gomma acquistati e mai utilizzati. Non ho idea di cosa ne sarà di quei mezzi, ma bisognerebbe impedire che andassero rottamati e organizzare invece visite guidate a quel cimitero, con ciceroni capaci di spiegare l’incredibile storia di quei serpentoni con le ruote. Sarebbe un viaggio molto istruttivo in una specie di museo della memoria della cattiva amministrazione. Un tour che dovrebbe prevedere anche una puntata in centro, a visitare le inutili e pericolose pensiline che hanno devastato via Irnerio, via dei Mille e via Marconi. A stabilire le responsabilità di quell’enorme spreco di denaro ci penseranno la magistratura e la Corte dei conti. Responsabilità, penali o politiche, che coinvolgono più o meno tutti, sindaci, di destra e di sinistra, amministratori pubblici e privati, tecnici che con grafici e tabelle avevano assicurato che si trattava della miglior scelta possibile per fare di Bologna una città all’avanguardia nel trasporto collettivo. Tutti colpevoli e, quindi, alla fine nessun colpevole, per un pasticcio che, è bene non dimenticarlo, ci è costato quasi 100 milioni di euro. Una visita a quel monumento nazionale dovrebbero essere obbligati a farla tutti quelli che in questo periodo stanno discutendo di People mover e passante autostradale. Altre due opere delle quali si parla da anni senza arrivare a nessuna conclusione operativa. Nel libro dei sogni, da quando è spuntata l’idea di Fico al Caab, si è ora aggiunta una bretella che colleghi efficacemente la Disneyland del cibo a stazione e aeroporto. La sola speranza alla quale aggrapparci è che di qui a qualche anno non si debba essere costretti ad aprire un nuovo «museo». Avete idea di quanto welfare si sarebbe potuto fare con 100 milioni?

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Il Piano economico-finanziario del People Mover? La Giunta si prende ancora tempo

Oggi, durante il Question Time in Consiglio comunale, l’assessore Andrea Colombo ha risposto ad una domanda di attualità del consigliere di Sel Lorenzo Cipriani sul Piano economico-finanziario del People Mover. Al di là delle scontate dichiarazioni improntate ad un ottimismo di facciata, traspare netta la sensazione che la Giunta stia cercando di prendere tempo in attesa degli eventi. Infatti, dopo la consegna del nuovo Piano da parte del concessionario dell’opera Marconi Express avvenuta a luglio 2013, il Responsabile Unico del Procedimento ing. Paltrinieri ha richiesto per ben tre volte successivi chiarimenti e integrazioni di documentazione, da ultimo il 13 dicembre. L’approvazione del Piano economico-finanziario è infatti l’ultimo atto formale che spetta alla Giunta, dopodichè Marconi Express sarà autorizzata a dare ufficialmente il via ai cantieri. Ma come può la Giunta dare il via libera definitivo alla inutile monorotaia sopraelevata finché è ancora pendente presso il Tar del Lazio il ricorso di Marconi Express, Ccc e Tper contro la delibera dell’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici che fa a pezzi l’intera procedura seguita per l’aggiudicazione della concessione? E ancora come può la Giunta permettere l’apertura dei cantieri mentre la Procura di Bologna ha deciso di rinviare a giudizio otto persone, tra le quali l’ex sindaco Delbono, l’ex presidente di Atc Sutti e l’attuale presidente di Ccc Collina, per le irregolarità connesse al bando di gara del People Mover? Non basta a consigliare prudenza la richiesta di danni erariali per 1,2 milioni di euro avanzata dalla Procura regionale della Corte dei Conti con riferimento alla vicenda del Civis nei confronti di nove componenti della Giunta Cofferati (tra i quali Virginio Merola), con il processo già fissato per i primi di maggio? Bisogna saper leggere tra le righe dei chiarimenti di Colombo, la Giunta si terrà ben stretta la pratica ancora per molti mesi in attesa degli eventi…

A seguire il testo della domanda di attualità di Cipriani e la replica di Colombo

L’assessore alla Mobilità Andrea Colombo ha risposto questa mattina, in sede di Question Time, alla domanda d’attualità del consigliere Lorenzo Cipriani (AmBoVen) sul People Mover.

La domanda d’attualità del consigliere Cipriani:

“Premesso che in data 1 febbraio 2013 nel corso della seduta del Consiglio comunale ponemmo alla Giunta domanda di attualità per sapere se l’Amministrazione fosse in possesso a quella data del nuovo piano economico e finanziario relativo all’opera pubblica trasportistica denominata People Mover;

la risposta dell’Assessore Andrea Colombo informò il Consiglio che: “Sentito il responsabile unico del procedimento, si precisa che, il concessionario del progetto del People Mover, allo stato attuale, ha presentato all’Amministrazione comunale una prima documentazione di carattere propedeutico alla definizione del vero e proprio aggiornamento del piano economico finanziario, PEF. A seguito del concreto manifestarsi dell’intenzione del concessionario di modificare il PEF presentato in sede di gara, il Comune si è immediatamente attivato per garantire al dirigente responsabile del procedimento, un servizio di supporto specialistico per la procedura di valutazione economico finanziaria e dell’aggiornamento del PEF stesso. Le procedure di legge necessarie per l’affidamento di tale servizio sono già state espletate, ora si sta perfezionando il contratto con la Ditta TVC Advisory S.p.A. In ogni caso il concessionario non ha ancora presentato all’Amministrazione comunale l’aggiornamento del PEF previsto dall’atto dirigenziale di approvazione in linea tecnica del progetto esecutivo citato nella domanda, quindi il nuovo PEF è attualmente in corso di definitiva elaborazione da parte del concessionario, anche in relazione alle modifiche che interverranno alla compagine societaria della Marconi Express, come peraltro da tempo richiesto dall’Amministrazione comunale”.

Rilevato che il Sindaco ha recentemente dichiarato – come da articolo di stampa allegato – che l’opera potrà partire entro fine anno; chiedo di poter sapere se la Giunta sia in possesso del nuovo Piano Economico Finanziario relativo all’opera o quando prevedibilmente questo sarà presentato; e, nel caso il documento in oggetto fosse già in possesso della Giunta, quali sono le valutazioni fino ad ora emerse rispetto al nuovo piano economico finanziario dell’opera”.

La risposta dell’assessore Colombo:

“A giugno la Marconi Express ha comunicato ufficialmente all’Amministrazione comunale una modifica dei Patti parasociali fra il CCC e Tper, che ha eliminato l’articolo che originariamente prevedeva un progressivo aumento delle quote azionarie di Tper fino ad arrivare al 90% rispetto all’attuale 25%. La modifica dei Patti condivisa fra i due soci CCC e Tper ha portato ad eliminare questo meccanismo automatico di progressivo incremento delle quote da parte della nostra azienda pubblica che pertanto ad oggi rimarrà, in base ai Patti attualmente vigenti e dopo la modifica, al 25% di partecipazione alla Marconi Express, sulla base delle richieste che l’Amministrazione comunale fin dal febbraio 2012 aveva rivolto a Tper in quanto propria partecipata, non per motivi di legittimità, ma per una scelta di indirizzo politico-amministrativo che avevamo assunto.

L’altra importante novità avvenuta invece nel mese di luglio dell’anno scorso, è l’avvenuta consegna da parte del concessionario dell’opera, Marconi Express dell’aggiornamento del Piano economico-finanziario (Pef) che il precedente Responsabile unico del procedimento (Rup) l’ingegnere Carlini, aveva richiesto al momento dell’approvazione del progetto esecutivo. C’era stata un’approvazione in linea tecnica, salva la necessità da parte della Marconi Express di presentare un nuovo Pef aggiornato come condizione per avviare concretamente i cantieri dell’opera. Ebbene quel Pef è stato presentato nel luglio del 2013, ovviamente è stato accompagnato anche da una richiesta, ben nota, di riequilibrio del Piano economico-finanziario e quindi delle condizioni della concessione. Questa consegna ovviamente in base alla convenzione vigente ha fatto scattare l’avvio del procedimento di verifica del Pef e di sua revisione. E’ un procedimento prettamente tecnico-amministrativo che vede come protagonista il Rup che nel frattempo è divenuto l’ingegner Paltrinieri. A seguito dell’analisi dei documenti pervenuti e del contraddittorio tra l’Amministrazione comunale e i tecnici del concessionario il Rup ha ritenuto opportuno chiedere dei chiarimenti e delle integrazioni documentali in tre occasioni: il 14 agosto, i documenti sono pervenuti il 30 settembre; il 14 ottobre, i documenti aggiuntivi sono pervenuti il 15 novembre; da ultimo è stata inviata dall’Amministrazione comunale, a seguito di vari tavoli e incontri tecnici, la terza richiesta di chiarimenti e di aggiunta di documenti in data 13 dicembre, di cui si sta aspettando a breve la consegna da parte della Marconi Express degli ultimi materiali richiesti per concludere il procedimento.

Il consigliere chiede nel caso in cui il documento sia già in possesso della Giunta, cosa che effettivamente è, quali siano le valutazioni finora emerse. Non possiamo naturalmente anticipare le conclusioni finali di un procedimento ancora in atto, ma, e questo spiega anche le dichiarazioni del Sindaco, siamo fiduciosi in un esito positivo che consenta al più presto alla Marconi Express di prepararsi per l’avvio del People mover, che insieme al Servizio Ferroviario Metropolitano e al Passante Nord sbloccano dopo decenni lo stallo delle infrastrutture bolognesi e aprono così una nuova fase di realizzazioni che costituiranno l’architrave della mobilità della città metropolitana.

Rispetto al ruolo dei consiglieri, il Rup mi segnala che al momento non risulta possibile rendere pubblici gli atti inerenti la richiesta di revisione del Pef e tanto meno le relative valutazioni a riguardo in quanto il procedimento non è ancora concluso. Tale orientamento in dottrina e giurisprudenza tende a garantire al Rup l’indispensabile autonomia e indipendenza tecnica e gestionale in ordine a questioni ovviamente di particolare delicatezza, in quanto relative anche a contratti e convenzioni in essere. Quello che posso assicurare è che l’analisi che stiamo compiendo è assolutamente trasparente e rigorosa a tal punto che abbiamo fatto la scelta, pur non obbligata, di avvalerci di due advisor esterni indipendenti: uno per le valutazioni relative alla sostenibilità economico-finanziaria del nuovo Pef e l’altro relativo invece alle valutazioni di tipo legale. Nel momento in cui il procedimento sarà formalmente concluso non c’è dubbio che sarà cura del Rup, per quanto riguarda il procedimento amministrativo in senso stretto, e della Giunta dal punto di vista politico-amministrativo istituzionale, rendere noti gli esiti conclusivi del procedimento ancora in corso, e per cui infatti sono anche state rigettate delle richieste di accesso agli atti da parte di alcuni consiglieri.

La cosa importante è che a seguito di questo lungo percorso di confronto cominciato nel luglio dell’anno scorso siamo fiduciosi nell’esito positivo del procediemnto di revisione e riequilibrio del Pef in modo da consentire al più presto al concessionario di prepararsi per la realizzazione dell’opera che potrà avvenire ovviamente solo una volta approvato il nuovo Pef da parte dell’Amministrazione comunale a garanzia dell’equilibrio della concessione e quindi ovviamente della Marconi Express, ma a garanzia anche del Comune”.

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