People Mover: è tempo di decidere, anche per SEL e IDV

Dopo l’abbandono del progetto Lazzaretto da parte dell’Università, il People Mover – già opera inutile ed economicamente rischiosa – è diventata una vera e propria scommessa perdente, coi soldi degli altri. In Consiglio Comunale l’opposizione ne ha approfittato per promuovere una moratoria alla sua realizzazione, che è stata respinta.

Fin qui nulla di strano, visto che sul tema che ci compete, cioè la mobilità e le infrastrutture, l’incoscienza politica di alcuni e la mala gestione di altri al governo della città, sono una triste costante, come anche il caso Civis insegna.

Veramente incredibile è il modo in cui la mozione è stata respinta (14 a 13): date le assenze del PD sono stati SEL e IDV a salvare il progetto.

Ricordiamo che SEL, da sempre “scettica” (tanto da aver firmato la nostra richiesta di istruttoria pubblica) aveva raccolto in 13 punti le sue perplessità e le aveva consegnate con una richiesta urgentissima: un ultimatum alla Giunta. Questa aveva risposto con uno smacco, cioè dopo settimane, ma approvando prima il progetto definitivo del People Mover con uno stratagemma incredibile: un’approvazione esclusivamente tecnica, in attesa di un piano economico finanziario inesistente, ma indispensabile per l’avvio concreto dei cantieri.

Solo successivamente ha ritenuto di far pervenire le risposte ai 13 quesiti tramite l’Ing. Carlini, strenuo difensore del People Mover, e addirittura fiero oppositore del progetto del Servizio Ferroviario Metropolitano. Risposte che non smontano nemmeno una delle obiezioni sollevate anche in commissione dal nostro e da altri comitati, ma che anzi riconoscono le obiezioni sul tema della capacità, proponendo come eventuale soluzione perfino il raddoppio del People Mover, quindi il raddoppio dei costi sulle già affaticate spalle dei cittadini.

SEL non è nemmeno riuscita a portare a casa un dibattito aperto, informato e garantito in occasione della proposta della giunta – rivelatasi puntualmente un bluff – di andare, entro febbraio, ad un confronto con la cittadinanza in Sala Borsa.

Per ringraziare il PD di tutto questo, SEL vota contro la moratoria sul People Mover!

Il Comitato No People Mover invita pertanto gli stessi consiglieri ad iscriversi al gruppo del PD. Sarebbe una doverosa operazione di trasparenza politica, che farebbe risparmiare per di più i soldi pubblici destinati al loro attuale gruppo.

Nei fatti i consiglieri della lista Frascaroli-SEL non propongono politiche diverse dal PD, non ascoltano la città, ma si limitano a fingere critiche che non si traducono mai in un voto coerente. La misura è colma, se non si è più capaci di decidere autonomamente e di contare politicamente, non rimane altro che prenderne atto e rinunciare alla propria identità.

, , , , ,

Lascia un commento

Il People mover rischia lo stop. Il Pd alla giunta: “Fate chiarezza”

In consiglio comunale respinto per un solo voto odg del Pdl per sospendere l’opera

da Repubblica Bologna del 29 maggio 2012

LA MAGGIORANZA trema sul People Mover. Il centrosinistra ha respinto ieri, con un solo voto di scarto, l’odg del Pdl che chiedeva di “sospendere” l’opera, dopo che l’Ateneo ha cancellato il terzo polo universitario al Lazzaretto, viene bocciato in consiglio comunale per un solo voto. Non basta. Ora è lo stesso Pd a chiedere conto alla giunta di come cambi il piano di sostenibilità economica dell’infrastruttura, dopo che è saltato tutto l’indotto previsto nella stazione intermedia della navetta, proprio al Lazzaretto. L’odg è stato spedito in commissione. «Vogliamo sapere dalla giunta qual è l’alternativa al polo universitario», avverte il consigliere Pd Tommaso Petrella.

È sempre più in salita la strada del People mover. La giunta, finora, ha dichiarato di voler andare avanti con la costruzione della navetta aeroporto-stazione, ma gli ostacoli si moltiplicano. Oltre ai dubbi sull’assetto societario, con Palazzo d’Accursio a chiedere che Tper (l’ex Atc) detenga non più del 25% delle quote di gestione dell’opera (per evitare che il rischio di impresa ricada sulle casse comunali), ora la cancellazione del terzo polo del Lazzaretto, deciso dall’università, rende ancor più fragile l’equilibrio economico dell’opera. Ieri, a mettere il dito nella piaga, è stato il consigliere Pdl Michele Facci, che ha presentato un odg per chiedere una “moratoria” sul People mover, in attesa di analizzare bene l’impatto economico della rinuncia dell’Ateneo al Lazzaretto sull’infrastruttura.

Il Pd, che contava ieri numerose assenze compresa quella del capogruppo Sergio Lo Giudice, risponde proponendo di rimandare l’odg alla discussione in commissione, ma la mozione Democratica, sostenuta anche da Sel e Idv, passa per un solo voto: 14 a 13. Un brivido, con Daniele Ara, responsabile mobilità del Pd, costretto a ribadire più tardi, con una nota, che per i Democratici «l’opera resta strategica». Intanto però si alza la voce di chi vorrebbe rivedere l’opera. Ieri mattina il segretario della Cgil Danilo Gruppi ha ribadito ai microfoni di Radio Tau le sue perplessità: «Sul People mover ho quasi esaurito le parole. La vicenda del Lazzaretto aggiunge altri elementi che dovrebbero indurre a ripensare la scelta di realizzare quella navetta». Stesse parole del leader Cisl Alessandro Alberani: «Non mi convinceva sin dall’inizio, ripensiamoci».

Dubbi che innervosiscono sempre di più Marconi Express (la società di cui fa parte il Ccc, vincitrice dell’appalto per la costruzione dell’opera) che attende l’esito della trattativa tra Tper e Ratp, la società di trasporti parigina intenzionata a entrare con quota di maggioranza nella gestione del People mover. «Certamente questi ripensamenti non aiutano gli investitori, e nemmeno le banche – ragione Rita Finzi, della Marconi Express -. È ora che il Comune si muova. Non solo con le dichiarazioni, ma anche coi comportamenti».

, , , , , , , , , ,

Lascia un commento

Straordinari in giunta per i fondi del metrò

Domani Merola presenta a Roma i nuovi filobus e il Sfm. Una partita da 227 milioni, deciderà il Cipe. Il sindaco: “Poi tocca a Civis e People mover, in 2 mesi ci giochiamo tutto”

da Repubblica Bologna on line del 28 maggio 2012

Straordinari in giunta  per i fondi del metrò

Giugno sarà il mese della mobilità per la giunta Merola. Non solo i fondi del metrò, ma anche Civis e People mover dovranno arrivare al capolinea entro un mese. Trenta giorni per risolvere partite infrastrutturali ferme al palo da decenni e dotare Bologna di un sistema di trasporto locale degno di una (aspirante) città metropolitana. Se ne è parlato ieri, al vertice straordinario di giunta in casa Giannini.

Tanto per cominciare è scattata l’ora X per i fondi del Metro. Domani la giunta licenzierà i progetti esecutivi per la ridestinazione dei fondi del metrò, che devono arrivare a Roma entro la deadline del 30 maggio. Ancora non c’è una data ufficiale, ma a brevissimo dovrebbe tenersi una nuova riunione del Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) che, dopo aver evitato a novembre la revoca automatica dei fondi, ora deve licenziare il nuovo progetto. La partita è da 227 milioni di euro. Il progetto alternativo che presenterà la giunta si muove su due binari: il completamento del sistema ferroviario metropolitano (78 milioni di euro) e il potenziamento della rete filobus, con conseguente riorganizzazione delle strade (149 milioni di euro). Sono sei le stazioni che mancano all’appello per completare la rete della mobilità su ferro in provincia: Borgo Panigale, San Ruffillo, Fiera, Zanardi, San Vitale e Prati di Caprara.

Poi c’è la partita del Civis. Tper (ex Atc) aveva disdetto il contratto con la società del gruppo Fiat per inadempienza dopo che la Commissione ministeriale per la sicurezza aveva bocciato il mezzo e la sua guida ottica, ma da una decina di giorni sono in corso trattative serrate tra governo, Tper e Fiat. Irisbus ha proposto di cambiare mezzi, mantenendo però la guida ottica.

Dall’esito della trattativa che dovrà concludersi entro giugno, dipendono anche i lavori di messa in sicurezza di strada Maggiore, via Rizzoli e via Ugo Bassi. Qui, come ha dichiarato l’assessore ai lavori pubblici Riccardo Malagoli, la riqualificazione era compresa nell’appalto Civis e quindi i lavori non possono essere affidati ad altri che al Ccc finché la partita non verrà chiusa. Nelle prossime ore, intanto, Malagoli incontrerà la Soprintendenza, per avere l’ok all’esecuzione di interventi limitati su alcuni lastroni, come l’anno scorso. “Tutto dipende dal Civis e dal patto di stabilità”, ammette sibillino l’assessore. L’altra variabile infatti, è quella di ottenere dal governo (c’è un nuovo incontro con il premier Monti l’11 giugno) un allentamento del tetto di spesa agli investimenti del Comune, che permetterebbe di rifare la pavimentazione di quelle tre strade. Il conto a Palazzo l’hanno già fatto: 10 milioni di euro. Ci sono, ma per usarli bisogna allentare il patto di stabilità.

Stringono i tempi anche per il People mover, i cui costi continuano a lievitare. E mentre il Comune punta a ridurre la propria partecipazione al progetto (e al rischio) favorendo l’ingresso di nuovi soci, sul collegamento veloce stazione-aeroporto questa settimana è caduta anche la tegola del Lazzaretto, dove l’Università si è rimangiata il 40% del progetto.

(di CATERINA GIUSBERTI)

Lascia un commento

Marconi Express: 58 (“scheletro”) si paga la posta e si torna alla 1

Ah, il bel gioco dell’Oca! Grazie a Rita Finzi, presidente di Marconi Express, e alle sue dichiarazioni dopo l’abbandono dell’Università del progetto Lazzaretto, abbiamo assaporato un momento che sa di antico. Antico quasi quanto il Progetto del Servizio Ferroviario Metropolitano.

Strategico da 20 anni, l’SFM non si completa mai proprio nel Comune di Bologna perché, usando le sue parole, c’è sempre “qualcosa di meglio o di altro da fare” come l’impossibile Metrò, l’inglorioso Civis e ora il suo futile PeopleMover.

Nella sua realtà rovesciata, al di là di chissà quale specchio, alla Finzi appare invece l’opposto: che il recentissimo e insostenibile fantasma della monorotaia sia sempre riportato alla casella di partenza dallo scheletro del SFM e dai suoi supporter “antimodernisti” come il nostro comitato.

E’ in buona compagnia. Anche il Presidente Ente Fiere Duccio Campagnoli non si è accorto che a casa sua c’è una stazione SFM Fiera da tantissimi anni, inutilizzata, e invoca continuamente il suo pezzo di monorotaia che lo colleghi a stazione e aeroporto, proprio quello che farebbe la linea 6 SFM, progettata dalla provincia di Bologna su binari esistenti che arrivano anche alla stazione Aeroporto del SFM, sempre al grezzo ed in attesa speranzosa di essere completata e attivata.

Proveremo a tendere a tutti loro una volonterosa mano, novelli Bianconiglio, per guidarli finalmente fuori dal regno delle fole, al di qua dello specchio, dove vivono tutti gli altri bolognesi.

, , , , , ,

Lascia un commento

“Basta con il gioco dell’Oca al Lazzaretto”

da Il Resto del Carlino del 27 maggio 2012

, , , , ,

Lascia un commento

La Gabellini sul People mover “Non salta, ma serve riflessione”

da Repubblica Bologna del 26 maggio 2012

L’ADDIO dell’Università al Lazzaretto, un’opera da 19mila metri quadri che taglia del 40% i piani dell’Ateneo, «non scardina il progetto del People mover». A dirlo, durante il Question Time, è l’assessore all’Urbanistica Patrizia Gabellini, che però apre una riflessione sulla navetta aeroporto-stazione. «Non è automatico che questa scelta dell’Ateneo faccia saltare l’opera», premette la Gabellini, che poi però concede: «Il ragionamento sul People mover, che andrà aggiustato, si farà. Però deve essere fatto a bocce ferme, considerando la variante che la giunta ha approvato martedì scorso per ridare un volto al Lazzaretto». La convinzione che il forfait dell’Ateneo al Lazzaretto non danneggi l’opera è confortata anche dal fatto, conclude l’assessore, che gli introiti stimati sulla stazione intermedia in quel comparto stanno in un rapporto di uno a sette rispetto ai proventi dei biglietti per l’intera tratta. Ma Pdl e Lega Nord protestano. «Bisogna sospendere l’opera. Lo proporrò con un odg», dice il consigliere berlusconiano Michele Facci, che sfida così le divisioni in maggioranza, con Sel e Idv per uno stop all’opera.

, , ,

Lascia un commento

Monti a Bologna – Mercoledì 6 giugno assemblea cittadina

Il Presidente del Consiglio Mario Monti sarà a Bologna il 16 giugno, nell’ambito dell’iniziativa di Repubblica “La Repubblica delle Idee”, e parteciperà al dibattito “Il Futuro dell’Italia” all’Arena del Sole.

Tpo e Sadir hanno promosso un’assemblea cittadina per cercare le forme e le modalità per la costruzione di una giornata di mobilitazione condivisa tra tutte quelle soggettività collettive e singole che ritengono che l’uscita dalla crisi non può essere quella che ci sta imponendo il governo Monti sotto i diktat della BCE.

Il People Mover non sarà altro che una nuova forma di debito per le generazioni future e non è sicuramente con le “grandi opere” che ci sarà un futuro per l’Italia. Pertanto comitato No People Mover parteciperà all’assemblea e invita tutt* a partecipare.

Appuntamento mercoledì 6 giugno, ore 21, in piazza San Francesco.

Riportiamo di seguito il comunicato di Tpo e Sadir:

Bologna – Diritti, nuovo welfare, reddito: questo è il futuro che vogliamo!

Mario Monti sarà uno degli ospiti del dibattito “Il futuro dell’Italia”  il 16 Giugno a Bologna all’Arena del Sole, all’interno del programma della prima edizione della “Repubblica delle idee”.

Questa notizia ci giunge mentre eravamo a Francoforte, nel cuore della governance finanziaria europea, per contestare, bloccando gli istituti bancari, assicurativi e del debito, le politiche di austerità  imposte dalla
Troika come unica possibile via di uscita dalla crisi; per aprire uno spazio politico di costruzione di una “nuova” Europa, da ripensare collettivamente, un’Europa dei movimenti dentro la crisi, un’Europa dei diritti contro la dittatura della BCE.

Da agosto, quando è stata ricevuta quella maledetta lettera di Draghi e Trichet , le nostre biografie immerse nella crisi parlano di flessibilità, inoccupazione, disoccupazione, ricerca continua di un lavoro, impossibilità di pagare affitti o arrivare a fine mese.

Cancellazione dei diritti, distruzione del welfare, licenziamenti, saccheggio dei beni comuni, suicidi dovuti alla crisi sono diventati la cifra che scandisce la nostra quotidianità.

Siamo tutti sempre più poveri e con meno diritti.

Ci sembra inaccettabile che Mario Monti venga a Bologna a discutere di “futuro”, un futuro che ci viene negato ogni giorno, a causa delle politiche di massacro sociale sperimentate sulla nostra pelle.

Mario Monti, lo stesso che ha imposto sulle nostre teste la missione che la troika gli ha assegnato: tagli all’insegna del sacrificio, della colpa e della criminalizzazione di ogni forma di dissenso.

Sta crescendo l’opposizione alle politiche di austerity, comincia ad emergere il rifiuto netto dell’idea che esista una strada unica, oggettiva, neutra, e quindi tecnica e non politica, per affrontare e provare ad uscire
dalla crisi.

La possibilità di riprenderci il futuro passa solo da politiche che rimettano al centro rivendicazioni reali che parlano delle nostre vite: reddito e diritti del lavoro contro precarizzazione sempre più diffusa; beni
comuni contro privatizzazioni; democrazia contro dittatura della finanza.

Agli uomini e alle donne di questa città che non accettano sacrifici, ricatti e tagli, proponiamo di scendere in piazza il 16 giugno per dire chiaramente a Monti e al suo governo che non siamo più disposti a pagare
questa crisi, ma pensiamo che si possa trovare una via d’uscita alternativa che parli di diritti,  nuovo welfare, reddito e  democrazia: l’unica strada per riprenderci il futuro e le nostre vite.

Invitiamo tutte e tutti a un’assemblea pubblica Mercoledì 6 Giugno alle ore 21 in piazza San Francesco per costruire insieme questa giornata di mobilitazione.

Centro sociale Tpo, SADIR

, , , , , , , , , ,

Lascia un commento

Lazzaretto, Sel stoppa Merola sul People mover

Dubbi in maggioranza dopo le critiche al progetto dell’Idv. Anche il Marconi ora frena

da Repubblica Bologna del 25 maggio 2012
Da un lato, la rinuncia dell’Ateneo di Bologna all’area del Lazzaretto, novemila metri quadrati che dovevano ospitare la costruzione
di due dipartimenti universitari. Dall’altro, il calo dei passeggeri al Marconi. Sono i due fattori, vicini e lontani, che spingono Sel a «interrogarsi» sull’effettiva utilità del People Mover. «Tirare dritto non è saggio», dice il coordinatore dei vendoliani Luca Basile. E dopo lo stop dell’Idv, arriva un altro no nella maggioranza che sostiene Merola, andandosi a sommare alle proteste dell’opposizione e dell’agguerrito comitato contro la monorotaia che dovrebbe collegare aeroporto e stazione. Se l’intenzione del sindaco era quella di «superare gli ultimi ostacoli del People Mover» in breve tempo, la rinuncia al Lazzaretto da parte dell’Alma Mater agita gli schieramenti. Anche perché proprio in quell’area era prevista l’unica fermata intermedia della monorotaia. «Occorre guardarsi attorno e fare scelte oculate, considerando il nuovo scenario – avverte Basile -. Fa parte della buona amministrazione interrogarsi e mi auguro che in questo frangente di silenzio sul People Mover l’amministrazione lo stia facendo». I vendoliani sono inamovibili soprattutto sul finanziamento dell’opera, e chiedono che «la quota del pubblico sia azzerata o fortemente ridotta». I dubbi di Sel s’aggiungono a quelli dell’Italia dei Valori, da tempo molto scettica sulla realizzazione dell’opera. Anche Giada Grandi, presidente di Sab, ragiona sulle possibili ripercussioni economiche dopo la doccia fredda del Lazzaretto: «Bisogna guardarci, anche se è vero che la sostenibilità economica del progetto si basa principalmente sui passeggeri diretti in aeroporto». E a proposito di passeggeri, dopo le difficoltà dei primi tre mesi del 2012, per la Grandi «pare confermata la crescita di aprile, anche se la ripresa è un po’ lenta». Del resto, il traffico del Marconi è tra le variabili che più influiscono sulle opinioni di chi è pro o contro la monorotaia. Abbandona la diplomazia, invece, Galeazzo Bignami, consigliere regionale del Pdl, che attacca l’assessore comunale all’urbanistica Patrizia Gabellini definendola dai microfoni di Radio Tau «fuori come un balcone». Dopo aver annunciato il gran rifiuto dell’Alma Mater, l’assessore aveva escluso possibili impatti negativi sulla monorotaia. Per il berlusconiano invece è mutato «il quadro economico, sociale e industriale entro il quale doveva inserirsi il progetto del People Mover», così come sarebbe tramontata «la prospettiva di elevare l’offerta di trasporto e di incrementarne l’utenza». «Niente è più inamovibile di questo fantasma che ormai è diventato il People Mover – dicono gli attivisti del Comitato che si oppone alla monorotaia – un’opera più futile che inutile».

(di Rosario Di Raimondo)

, , , , , , , ,

Lascia un commento

People mover, l’aeroporto frena: «Guardiamo bene il progetto»

Dopo lo stop dell’Ateneo al Lazzaretto. Anche Sel dice no.

da Il Resto del Carlino del 25 maggio 2012
Frenata di Sab sul people mover. Dopo la rinuncia dell’Ateneo a completare il lotto D del comparto Lazzaretto dove era prevista l’unica fermata intermedia della monorotaia sopraelevata stazione-aeroporto la società che gestisce il Marconi sembra preoccupata delle possibili ricadute economiche sulla gestione dell’opera. Ora «bisogna guardarci – commenta prudente Giada Grandi, presidente della Sab – anche se è vero che la sostenibilità economica del progetto si basa principalmente sui passeggeri diretti in aeroporto». Nei mesi scorsi, la Sab aveva confermato un suo possibile interesse all’ingresso nella Marconi Express, la società che gestirà la navetta, formata dal colosso Ccc (Consorzio cooperative costruzioni, al 75% e da Tper, con il 25%). Il progetto esecutivo del people mover è stato approvato dal Comune nel febbraio 2011. «Manca ancora il piano economico-finanziario dell’opera, ma noi siamo ancora interessati», precisa poi la Grandi. Il passo indietro dell’Università scatena le opposizioni. «Cade anche l’ultima ‘scusa’ per il faraonico trenino sopraelevato», tuona Giovanni Fàvia, in Regione per il Movimento 5 stelle. Il Comune tiene la posizione: «Non si torna indietro», ammonisce l’assessore Patrizia Gabellini. Il comitato No-people mover condanna la decisione di «incaponirsi in un’opera inutile e ormai futile». Galeazzo Bignami, consigliere regionale del Pdl, attacca una giunta comunale «in stato confusionale». Secondo Bignami, con il ridimensionamento del comparto Lazzaretto, «muta il quadro economico, sociale e industriale entro il quale doveva inserirsi» il progetto del people mover. Perché la scelta di realizzare una fermata nel nuovo comparto universitario «era anche legata alla prospettiva di elevare l’offerta di trasporto del nuovo mezzo e di incrementarne pertanto l’utenza». Uno stop alla giunta era venuto anche dall’Italia dei valori: «È finita». Si aggiunge ora l’altolà di Sel. «Tirare dritto non è saggio. Occorre guardarsi attorno e valutare le condizioni per fare scelte oculate», avverte Luca
Basile, coordinatore dei vendoliani. Secondo cui l’amministrazione deve «considerare il nuovo scenario. Fa parte della buona amministrazione interrogarsi. Mi auguro che in questo frangente la giunta comunale lo stia facendo». «Evitiamo, finché siamo in tempo, di infognarci in un Civis 2», supplica Manes Bernardini, capogruppo della Lega nord in Comune. Anche perché il ritiro dell’Alma mater dal lotto D del Lazzaretto «indebolisce ulteriormente l’intera validità del progetto iniziale».

(di Luca Orsi)

, , , , , , , , , , , , , ,

Lascia un commento

Lazzaretto, l’Alma Mater perde un pezzo

Il terzo lotto non si fa più. Dionigi: “Oggi c’è un vento contrario”

da Repubblica Bologna del 24 maggio 2012

BOLOGNA perde un altro pezzo di futuro. E’ infatti saltato il terzo lotto da 9mila metri quadri che l’Università avrebbe dovuto costruire nell’area Lazzaretto, alle porte della città. L’ha annunciato ieri l’assessore all’urbanistica Patrizia Gabellini, che durante una commissione a Palazzo d’Accursio ha negato che il ridimensionamento del progetto avrà impatti sul People Mover(che al Lazzaretto avrà la sua unica fermata intermedia). Resta però l’amarezza per la mancata struttura universitaria, che avrebbe dovuto ospitare i dipartimenti di Architettura e Ingegneria civile coi loro tremila studenti. «Era un progetto nato 12 anni fa, col vento che spingeva alle spalle, mentre ora ci soffia in faccia», allarga le braccia il rettore Ivano Dionigi. «Tutto il Paese fa i conti, dobbiamo farli anche noi».
Completato il primo lotto, in realtà anche il futuro del secondo (dove sorgerà lo studentato e l’Aula Magna progettata dall’archistar newyorkese Richard Meier) sembra incerto: «I tempi dipendono dal quadro economico – ammette Dionigi -, siamo concentrati a cercare risorse, sapendo che bisogna agire in base al principio di realtà». L’ateneo ora attende i fondi dal ministero dell’Istruzione per dare il via ai lavori del secondo mega-cantiere da 40 milioni di euro, ma «sui finanziamenti siamo fiduciosi», assicura il Rettore.

La disdetta del terzo lotto è stata recapitata al Comune una settimana fa. Martedì la giunta è corsa ai ripari con un atto d’indirizzo che dà il via libera alla variante urbanistica per decidere il futuro di quei terreni (edificabili): «Manterremo l’impianto urbanistico dell’area, perché la nostra intenzione è quella di dar seguito allo sviluppo del Lazzaretto», precisa la Gabellini. Per questi motivi il progetto del People mover (che prevede nell’area la stazione di scambio) non subirà alcuna variazione. Ma sono in molti a non pensarla così. Come il consigliere Claudio Mazzanti (Pd), che definisce il mancato progetto «una botta pesantissima». La rinuncia dell’Università a una parte del campus «rischia di scombinare anche i piani dei privati che in questi anni hanno investito lì», conclude il direttore dell’Ance Carmine Preziosi.

(di ENRICO MIELE – ILARIA VENTURI)

, , , ,

Lascia un commento

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 1.630 other followers